La Galleria Ponti e’ specializzata nell’acquisto e vendita di opere di Giulio Turcato. Forniamo valutazioni gratuite, comunichiamo prezzi aggiornati e informiamo sulle quotazioni di mercato dei quadri dell’artista. Rispondiamo sempre in giornata.
Se possiedi un’opera di Giulio Turcato e desideri sapere quanto vale, o sei interessato ad acquistarne una, contattaci subito. Garantiamo massima riservatezza e professionalita’.
Per ricevere una valutazione: inviateci una foto frontale del quadro, una del retro e una della firma. Indicateci le dimensioni dell’opera e qualsiasi documentazione disponibile (ricevute d’acquisto, certificati di autenticita’, pubblicazioni). Un nostro operatore vi rispondera’ in giornata.
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Giulio Turcato quotazioni opere: quanto vale un quadro
Le quotazioni delle opere di Giulio Turcato variano in modo significativo in base al periodo di realizzazione, alla serie di appartenenza, alla tecnica e alle dimensioni. Le opere piu’ ricercate sono quelle degli anni Cinquanta — in particolare i Reticoli e i Comizi — e le celebri Superfici Lunari degli anni Sessanta, realizzate con gommapiuma e tecniche miste. Il record d’asta appartiene all’opera Grande Reticolo del 1957 (olio su tela, 260×159 cm), aggiudicata da Christie’s Milano nel 2006 per 330.553 dollari (circa 251.175 euro).
Il mercato di Turcato ha registrato negli ultimi anni una crescita costante e una ripresa dopo la crisi del 2008. L’interesse istituzionale e’ confermato dalla mostra Turcato alla Fondazione Giuliani per l’Arte Contemporanea di Roma (ottobre 2025), dedicata ai monocromi — dalle Superfici Lunari alle serie Dentro lo Spettro e Oltre lo Spettro — che ha riportato attenzione critica sull’intero arco della sua produzione.
Di seguito una panoramica aggiornata dei prezzi e delle quotazioni delle opere di Giulio Turcato:
| Tipologia | Periodo / Serie | Quotazione indicativa |
|---|---|---|
| Dipinti su tela (Reticoli, Comizi, Miniere) | Anni ’50 | € 20.000 – € 250.000+ |
| Superfici Lunari e Gommapiume | Anni ’60 | € 20.000 – € 80.000 |
| Tranquillanti, Pelli, Cangianti | Anni ’60 – ’70 | € 5.000 – € 30.000 |
| Dipinti su tela (Arcipelaghi, Acropoli, Forme) | Anni ’70 – ’90 | € 3.000 – € 20.000 |
| Opere su carta (astratte) | Vari periodi | € 400 – € 9.000 |
| Grafiche (litografie, acqueforti) | Vari periodi | € 200 – € 1.500 |
I principali fattori che influenzano le quotazioni di Giulio Turcato sono:
- Periodo di realizzazione e serie: le opere degli anni Cinquanta — Reticoli, Comizi, Miniere — sono le piu’ rare e raggiungono i valori piu’ alti. Le Superfici Lunari degli anni Sessanta sono le piu’ iconiche e le piu’ richieste sul mercato internazionale. La produzione degli anni Settanta e Ottanta ha quotazioni piu’ accessibili ma un mercato ampio e stabile.
- Tecnica e materiali: le Gommapiume e le Superfici Lunari — realizzate con gommapiuma come supporto, spesso con sabbia e pittura fluorescente — sono tipologie del tutto originali e raggiungono valori molto superiori rispetto alle tele tradizionali dello stesso periodo.
- Qualita’ della composizione e cromatismo: Turcato e’ noto per l’uso lirico e sperimentale del colore. Opere con campiture vibranti, cangianti o di grande impatto cromatico raggiungono quotazioni piu’ alte.
- Dimensioni: le grandi tele raggiungono valori proporzionalmente superiori, soprattutto per i Reticoli e le Superfici Lunari.
- Certificazione dell’Archivio Giulio Turcato: e’ la condizione indispensabile per la piena commerciabilita’ internazionale dell’opera. La monografia a cura di Giorgio De Marchis (Prearo, 1971) e’ il principale strumento di riferimento per la comparazione delle opere storiche.
- Provenienza documentata: opere provenienti da gallerie storiche, con fatture originali, cataloghi di mostre o passaggi documentati in aste internazionali, godono di un significativo premio di mercato.
I valori indicati sono orientativi e basati sui risultati delle principali aste italiane e internazionali. Per una quotazione precisa e aggiornata della tua opera di Giulio Turcato, contattaci gratuitamente.
Valutazioni quadri Giulio Turcato: il servizio gratuito della Galleria Ponti
La nostra galleria offre un servizio di valutazione gratuita di quadri di Giulio Turcato per privati, collezionisti ed eredi. Il servizio e’ rapido, riservato e professionale: forniamo una stima aggiornata basata sulle piu’ recenti aggiudicazioni d’asta e sull’andamento del mercato internazionale, senza alcun costo e senza impegno.
Come funziona la valutazione di un’opera di Giulio Turcato?
Per ricevere una valutazione di un quadro di Giulio Turcato e’ sufficiente:
- Scattare una foto frontale dell’opera, una del retro e un dettaglio della firma.
- Indicare le dimensioni in centimetri (altezza e larghezza, con o senza cornice).
- Raccogliere la documentazione disponibile: fattura d’acquisto, certificato dell’Archivio Giulio Turcato, eventuali pubblicazioni in cataloghi o libri.
- Inviare tutto via WhatsApp o email: un nostro esperto rispondera’ in giornata con una stima gratuita.
La condizione essenziale per una valutazione attendibile e’ la certezza dell’autenticita’, confermata dal certificato dell’Archivio Giulio Turcato. In assenza di tale certificato, possiamo assisterti nella procedura di verifica.
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Vendita opere Giulio Turcato: come funziona
Se stai valutando la vendita di opere di Giulio Turcato, la Galleria Ponti rappresenta uno dei canali piu’ rapidi e affidabili sul mercato italiano. Acquistiamo direttamente opere selezionate con pagamento immediato, oppure gestiamo la vendita sul nostro network di collezionisti e gallerie internazionali.
Siamo particolarmente interessati alle tele degli anni Cinquanta (Reticoli, Comizi, Miniere) e alle Superfici Lunari e Gommapiume degli anni Sessanta, ma valutiamo qualsiasi opera dell’artista.
FAQ per la vendita di quadri Giulio Turcato
Quanto tempo richiede la vendita di un’opera di Giulio Turcato?
Generalmente pochissimi giorni. In caso di acquisto diretto da parte della galleria, la transazione avviene in tempi molto rapidi con pagamento immediato.
Quali documenti servono per vendere un quadro di Giulio Turcato?
Il certificato di autenticita’ dell’Archivio Giulio Turcato e’ il documento principale. In assenza di certificazione, possiamo assisterti nella procedura di verifica e archiviazione.
Chi stabilisce il prezzo di vendita?
Il prezzo e’ sempre determinato dal mercato. La nostra galleria fornisce una stima basata su dati reali di aste italiane e internazionali recenti e sulla domanda attuale dei collezionisti.
Devo pagare tasse sulla vendita di un’opera di Giulio Turcato?
Assolutamente no. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.
Acquistate tutte le opere di Giulio Turcato?
Selezioniamo le opere che siano di interesse per la nostra galleria e per i nostri collezionisti. Non acquistiamo tutto, ma valutiamo ogni proposta con attenzione e rispondiamo sempre in giornata.
Quali sono le serie piu’ ricercate di Giulio Turcato?
Le Superfici Lunari, i Reticoli e i Comizi sono in assoluto le serie piu’ ambite e quelle che raggiungono i valori d’asta piu’ elevati. A seguire le Gommapiume, i Cangianti e le Acropoli. Le opere figurative degli anni Quaranta, invece, non sono richieste dal mercato e raggiungono valori contenuti.
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Biografia di Giulio Turcato
Giulio Turcato (Mantova, 16 marzo 1912 – Roma, 1995) e’ stato uno dei piu’ importanti pittori astratti italiani del Novecento, figura centrale dell’astrattismo romano e internazionale del dopoguerra. Cresciuto a Venezia, frequenta prima il Liceo Artistico e poi la Libera Scuola del Nudo. Gia’ nel 1932 partecipa alla sua prima mostra collettiva. Nel 1942 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia — un appuntamento a cui tornera’ per ben 15 edizioni, fino al 1995.
Nel 1943 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con Emilio Vedova e Toti Scialoja. Nel 1946 vive una breve ma fondamentale parentesi parigina, durante la quale conosce Kandinsky e Picasso — un incontro decisivo per la sua conversione definitiva all’astrazione. L’anno successivo, il 1947, segna la svolta della sua carriera: e’ tra i firmatari del manifesto del Gruppo Forma 1, insieme a Carla Accardi, Piero Dorazio, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Ugo Attardi e Mino Guerrini.
Negli anni Cinquanta Turcato elabora le sue serie piu’ potenti: i Comizi (1947–1949), sintesi astratta delle grandi adunate politiche del dopoguerra, con bandiere rosse ridotte a forme geometriche pure; le Miniere (1950), con cui vince il Premio Acquisto alla XXV Biennale di Venezia; e i Reticoli (1955–1958), fitte trame di colore che raggiungono oggi le quotazioni piu’ elevate della sua produzione. Nel 1952 aderisce al Gruppo degli Otto, con Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso e Vedova, espressione dell’astrattismo informale italiano.
Gli anni Sessanta sono quelli della grande sperimentazione materica. Turcato introduce nella pittura elementi fisici insoliti — sabbia, gommapiuma, collage — che trasformano la superficie della tela in qualcosa di tattile e cosmico. Nascono le Superfici Lunari (1964–1968), ispirate alla corsa allo spazio e alla conquista della Luna: campi monocromi percorsi da rigonfiamenti di gommapiuma, presentate per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1966. A queste si affiancano i Tranquillanti e le Pelli, monocromi con inserti colorati che ricordano pillole e squame. Nel 1962 e’ a New York, dove incontra Robert Rauschenberg e Jasper Johns.
Negli anni Settanta e Ottanta la ricerca si concentra sui Cangianti — superfici luminose realizzate con sabbia e pittura fluorescente — e sulle serie Arcipelaghi e Acropoli, che accompagnano l’artista fino alla fine della carriera. Muore a Roma nel 1995. Le sue opere sono oggi conservate nei principali musei italiani e internazionali.
Produzione artistica di Giulio Turcato
La produzione di Turcato si articola in serie ben distinte, ognuna con caratteristiche stilistiche precise e un proprio mercato.
Comizi e Miniere (1947–1953)
Le prime grandi serie astratte di Turcato nascono dalla sua militanza nel Partito Comunista Italiano. I Comizi traducono in forme geometriche pure le masse e le bandiere delle adunate politiche del dopoguerra. Le Miniere evocano il lavoro e la lotta operaia attraverso composizioni di grande forza espressiva. Sono opere storiche, rare sul mercato, e raggiungono quotazioni molto elevate.
Reticoli (1955–1958)
I Reticoli sono la serie piu’ ricercata della produzione di Turcato. Fitte trame di linee colorate che si intrecciano su fondi luminosi, in dialogo con l’astrattismo internazionale. Il Grande Reticolo del 1957 detiene il record d’asta assoluto dell’artista. Queste opere raggiungono oggi quotazioni tra 20.000 e 250.000 euro.
Superfici Lunari e Gommapiume (1964–1968)
Le Superfici Lunari sono le opere piu’ iconiche di Turcato e le piu’ riconoscibili. Realizzate con gommapiuma come supporto — olio e tecnica mista su spugna applicata su tavola o tela — creano campi monocromi percorsi da rigonfiamenti organici che evocano crateri e paesaggi lunari. Ispirate alla corsa allo spazio degli anni Sessanta, sono state presentate alla Biennale di Venezia del 1966. Raggiungono oggi quotazioni tra 20.000 e 80.000 euro per le opere di grandi dimensioni.
Tranquillanti, Pelli e Cangianti (anni ’60 – ’70)
I Tranquillanti sono monocromi con inserti colorati — “pillole” — che invadono sommessamente la superficie. Le Pelli presentano squame colorate che avvolgono il supporto. I Cangianti degli anni Settanta sono superfici luminose e mutevoli, realizzate con sabbia e pittura fluorescente.
Arcipelaghi, Acropoli e opere tarde (anni ’70 – ’95)
L’ultima fase della produzione vede Turcato elaborare composizioni piu’ aperte e aeree, con forme che si dispongono nello spazio della tela come isole o rovine. Le Acropoli e gli Arcipelaghi sono i soggetti piu’ diffusi di questo periodo, con quotazioni piu’ accessibili rispetto alle serie precedenti.
Come riconoscere un’opera autentica di Giulio Turcato
Prima di procedere con la vendita o l’acquisto di quadri di Giulio Turcato, e’ fondamentale accertarsi dell’autenticita’. Gli elementi principali da verificare sono:
Firma e autenticazione
Le opere di Turcato sono generalmente firmate sul fronte o sul retro. La sola firma, tuttavia, non e’ sufficiente: e’ indispensabile un certificato di autenticita’ rilasciato dall’Archivio Giulio Turcato. Il principale strumento scientifico di riferimento per le opere storiche e’ la monografia a cura di Giorgio De Marchis (Prearo, 1971).
Stile e linguaggio pittorico
Il linguaggio di Turcato e’ molto riconoscibile e si evolve in modo coerente nel tempo: uso lirico e sperimentale del colore con campiture vibranti; temi legati allo spazio e al cosmo nelle opere degli anni Sessanta e Settanta; astrattismo gestuale che si allontana progressivamente dalla figurazione. Le serie (Reticoli, Superfici Lunari, Cangianti, Acropoli) hanno caratteristiche stilistiche ben definite.
Tecniche e materiali
Turcato ha lavorato con olio e acrilico su tela, tempere e gouache su carta, collage e tecniche miste. Le Superfici Lunari e le Gommapiume hanno caratteristiche fisiche uniche — gommapiuma come supporto, spesso con sabbia e materiali fluorescenti — facilmente verificabili. I materiali devono essere coerenti con il periodo e la serie dichiarati.
Provenienza e documentazione
Una provenienza chiara e tracciabile e’ essenziale: fatture di gallerie, cataloghi di mostre, etichette sul retro e pubblicazioni critiche rafforzano il valore e la certezza dell’opera. La presenza in vendite d’asta documentate e’ un ulteriore elemento di garanzia.
Mostre ed esposizioni principali di Giulio Turcato
- Biennale di Venezia — 15 partecipazioni totali, dal 1942 al 1995. Nel 1966 presenta per la prima volta le Superfici Lunari.
- Fondazione Giuliani per l’Arte Contemporanea, Roma (ottobre 2025) — mostra Turcato, dedicata ai monocromi dagli anni Sessanta agli Ottanta.
- MACRO, Roma (2012–2013) — mostra omaggio Giulio Turcato. Stellare.
- Documenta II, Kassel (1959) — partecipazione alla piu’ importante rassegna internazionale d’arte contemporanea.
- XXV Biennale di Venezia (1950) — Premio Acquisto per l’opera Miniera.
- Numerose mostre personali in Italia e all’estero, con presenze a New York (1962), Parigi, Londra e in tutta Europa.
Domande Frequenti su quotazioni e vendita quadri Giulio Turcato
Quanto valgono le opere di Giulio Turcato?
Le quotazioni delle opere di Giulio Turcato variano da circa 200 euro per le grafiche in tiratura fino a oltre 250.000 euro per i grandi Reticoli degli anni Cinquanta (record: Grande Reticolo, 1957, Christie’s Milano 2006, 330.553 dollari). Le Superfici Lunari oscillano tra 20.000 e 80.000 euro; le tele degli anni Settanta e Ottanta tra 3.000 e 20.000 euro. La Galleria Ponti offre stime gratuite e personalizzate.
Quali opere di Giulio Turcato raggiungono i valori piu’ alti?
I Reticoli degli anni Cinquanta sono le opere piu’ rare e piu’ costose. A seguire le Superfici Lunari degli anni Sessanta, con le loro caratteristiche gommapiume e superfici cosmiche. I Comizi e le Miniere dei tardi anni Quaranta sono anch’essi molto ricercati per il loro valore storico.
Come posso vendere un quadro di Giulio Turcato?
Inviaci foto, misure e documentazione tramite WhatsApp al (+39) 320 574 7749 o via email. Riceverai una stima gratuita e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta e sicura in tempi rapidi.
Che cos’e’ l’Archivio Giulio Turcato?
L’Archivio Giulio Turcato e’ l’ente ufficiale che cataloga e certifica l’autenticita’ delle opere. Le opere in possesso del certificato dell’Archivio hanno piena commerciabilita’ internazionale e raggiungono valori di mercato superiori.
Le valutazioni della Galleria Ponti sono gratuite?
Si’. Il servizio di valutazione delle opere di Giulio Turcato e’ completamente gratuito e senza impegno. Forniamo una stima professionale basata sui risultati reali delle principali aste italiane e internazionali.
Devo pagare tasse se vendo un’opera di Giulio Turcato?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

