
Biografia di Angelo Inganni
Origini e formazione
Angelo Inganni nacque a Milano nel 1807, in una famiglia della borghesia lombarda. Fin da giovanissimo mostrò un talento eccezionale per il disegno architettonico e la prospettiva, tanto che fu iscritto all’Accademia di Brera dove studiò sotto la guida di maestri come Luigi Sabatelli. Qui apprese le basi della veduta rinascimentale e del paesaggio urbano.
La sua formazione fu completata da viaggi studio a Venezia e lungo il Naviglio milanese, dove affinò quella straordinaria capacità prospettica che diventerà la sua firma distintiva. Inganni assorbì la lezione dei vedutisti veneti, sviluppando un approccio moderno al paesaggio urbano lombardo.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Angelo Inganni si sviluppa nell’arco dell’Ottocento. La prima fase, fino al 1840, è caratterizzata da vedute di Milano e paesaggi lombardi influenzati dalla tradizione accademica. Tra il 1840 e il 1860 raggiunge la piena maturità vedutistica, realizzando le sue opere più celebri.
Negli ultimi decenni consolida la sua fama come il più grande interprete del paesaggio urbano milanese, lavorando per committenze nobiliari e borghesi. L’ultima produzione mantiene intatta la straordinaria qualità prospettica e luministica.
Temi e soggetti ricorrenti
Angelo Inganni è celebre soprattutto per le vedute di Milano: Duomo, Galleria De Cristoforis, Navigli, Corso Vittorio Emanuele, Arco della Pace. Le sue opere catturano la Milano ottocentesca con precisione documentaria e straordinaria atmosfera luministica, rappresentando piazze, chiese e scorci urbani animati da minuscole figure.
Accanto alle vedute milanesi dipinse paesaggi del Lago di Como, Varesotto e Brianza, sempre con la stessa maestria prospettica. Le sue marine liguri rappresentano una variante meno nota ma altrettanto raffinata della sua produzione.
Stile
Lo stile di Inganni è tra i più perfetti della veduta romantica lombarda. La sua prospettiva è matematica, le proporzioni architettoniche impeccabili, la resa atmosferica magistrale. La luce è il vero protagonista: mattine nebbiose lungo i Navigli, tramonti sul Duomo, effetti di controluce che dissolvono le forme.
La tavolozza è sobria ma vibrante: grigi perlacei milanesi, ocra dei palazzi, verdi della periferia, azzurri freddi dei laghi. Le figure umane, minuscole ma perfette, danno scala e vita alle sue architetture monumentali.
Mostre e attività
Inganni partecipò a tutte le Esposizioni di Brera, alla Promotrice di Torino e a rassegne milanesi. Fu membro dell’Accademia di Brera e insegnò prospettiva presso l’Accademia Carrara di Bergamo. Le sue opere furono acquistate dalla nobiltà milanese e da importanti collezionisti europei.
Trascorse lunghi periodi sul Lago di Como e in Liguria, dove studiò dal vero gli effetti atmosferici. Fu ritrattista ufficiale di famiglie aristocratiche milanesi e autore di vedute commissionate per album di viaggio.
Ultimi anni e morte
Negli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento Inganni continuò la sua attività vedutistica con la stessa perizia tecnica, realizzando vedute sempre più raffinate del mutante paesaggio milanese. Mantenne fino alla fine la sua straordinaria capacità prospettica.
Morì a Milano nel 1886. Oggi è riconosciuto come il più grande vedutista lombardo dell’Ottocento, con opere nei principali musei italiani e in prestigiose raccolte private.
Quotazioni di mercato delle opere di Angelo Inganni
Il mercato di Angelo Inganni è tra i più solidi della veduta ottocentesca italiana, con forte domanda internazionale per vedute milanesi. Collezionisti lombardi e stranieri competono per le sue migliori opere.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi prospettici o vedute secondarie, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro.
Le opere di fascia media, vedute milanesi di buona qualità con formato medio, si attestano tra 4.000 e 8.000 euro.
I dipinti di fascia alta, vedute del Duomo, Navigli o Arco della Pace di grande formato e qualità superiore, raggiungono valori tra 15.000 e 35.000 euro.
Le opere su carta, come disegni prospettici, acquerelli e studi preparatori, presentano valutazioni generalmente comprese tra 800 e 2.500 euro.
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Record d’asta
I risultati record sono stati ottenuti da vedute monumentali di Milano (Duomo, Galleria) con pedigree aristocratico milanese, coerenti con la fascia alta del mercato vedutistico ottocentesco italiano.
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Archivio e attribuzione delle opere
L’attribuzione richiede analisi della prospettiva matematica, della luce milanese e confronto con vedute documentate. Firma, provenienza aristocratica e soggetti milanesi iconici sono determinanti.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Angelo Inganni?
Il valore dipende da soggetto milanese, qualità prospettica e dimensioni. Le vedute del Duomo e dei Navigli sono le più ambite.
Angelo Inganni è il pittore dei Navigli?
Sì, è il più grande vedutista milanese dell’Ottocento, celebre per vedute del Duomo, Navigli, Arco della Pace e paesaggi lombardi.
È possibile vendere oggi un’opera di Angelo Inganni?
Sì, il mercato internazionale è molto attivo per autentiche vedute milanesi ben conservate.
Fornite valutazioni gratuite?
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