
Biografia di Matteo Olivero
Origini e formazione
Matteo Olivero nacque a Torino nel 1870, in una famiglia della borghesia piemontese. Fin da giovanissimo mostrò un talento eccezionale per il disegno e il colore, tanto che fu iscritto all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dove studiò sotto la guida di maestri dell’ambiente piemontese. Qui apprese le solide basi accademiche della figura e del paesaggio.
La sua formazione fu completata da lunghi periodi di pittura en plein air nelle Langhe e nelle valli alpine piemontesi, dove sviluppò quella sensibilità per la luce naturale e l’atmosfera che diventerà la cifra della sua pittura. Olivero assorbì anche l’influenza dei divisionisti lombardi durante i suoi soggiorgi milanesi.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Matteo Olivero si sviluppa tra fine Ottocento e primo Novecento. La prima fase, fino al 1895, è caratterizzata da paesaggi piemontesi e studi di figura influenzati dalla tradizione ottocentesca. Tra il 1895 e il 1910 raggiunge la piena maturità divisionista, con paesaggi di straordinaria analisi luministica.
Il periodo tra le due guerre vede Olivero consolidare la sua fama come paesaggista piemontese, con una pennellata sempre più personale. L’ultimo decennio mostra paesaggi più sintetici ma di pari intensità emotiva e qualità tecnica.
Temi e soggetti ricorrenti
Matteo Olivero è celebre soprattutto per i paesaggi piemontesi: colline delle Langhe, vigneti autunnali, albe e tramonti alpini, scorci di borgate montane. Le sue vedute catturano l’essenza poetica del Piemonte rurale con straordinaria sensibilità atmosferica.
Accanto ai paesaggi dipinse anche nature morte con frutta e fiori, ritratti di contadini e scene di vita agricola. I suoi interni rustici, con camini accesi e cucine contadine, rappresentano un’altra costante della produzione, sempre illuminati da luce naturale nord-occidentale.
Stile
Lo stile di Olivero è divisionista piemontese puro, con pennellata frammentata e analisi scientifica della luce. La sua tecnica divide il tono in tocchi di colore puro che si ricompongono nell’occhio dell’osservatore, creando vibrazioni luministiche straordinarie. È considerato il principale erede di Segantini nella tradizione piemontese.
La tavolozza è fredda e nordica: bianchi nevosi, azzurri alpini, marroni terrosi delle colline autunnali, accesi da tocchi di sole e tramonto. Le composizioni sono studiate per massimizzare gli effetti di controluce e trasparenza atmosferica.
Mostre e attività
Olivero partecipò a tutte le Promotrici Piemontesi, alla Biennale di Venezia e all’Esposizione Internazionale di Monaco. Fu membro della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e insegnò all’Accademia Albertina. Le sue opere furono acquistate da musei piemontesi e collezionisti internazionali.
Trascorse lunghi periodi in Val d’Aosta e nelle Langhe, dove dipinse i suoi capolavori en plein air. La sua fama si estese presto in tutta Italia e all’estero, entrando nelle principali raccolte di arte divisionista.
Ultimi anni e morte
Negli anni ’30 Olivero continuò la sua attività divisionista tra Torino e le Langhe, realizzando paesaggi di straordinaria sintesi luministica. L’ultima produzione mostra una pennellata ancora più frammentata e personale.
Morì a Torino nel 1930. Oggi è riconosciuto come il massimo esponente del Divisionismo piemontese e uno dei principali paesaggisti italiani del primo Novecento.
Quotazioni di mercato delle opere di Matteo Olivero
Il mercato di Matteo Olivero è internazionale e molto attivo, con forte domanda per paesaggi divisionisti piemontesi. Collezionisti italiani ed europei apprezzano la sua analisi luministica e la poesia delle Langhe.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi en plein air e bozze divisioniste, si collocano generalmente tra 2.000 e 4.000 euro.
Le opere di fascia media, paesaggi delle Langhe e vedute alpine di buona qualità, si attestano tra 6.000 e 12.000 euro.
I dipinti di fascia alta, capolavori divisionisti firmati, paesaggi espositivi o con pedigree museale, raggiungono valori tra 20.000 e 45.000 euro.
Le opere su carta, come disegni divisionisti, acquerelli e studi luministici, presentano valutazioni generalmente comprese tra 1.000 e 3.000 euro.
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L’attribuzione richiede analisi della pennellata divisionista, della scomposizione cromatica e confronto con opere museali. Firma e provenienza sono fondamentali.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Matteo Olivero?
Il valore dipende dalla qualità divisionista e dal soggetto piemontese. I paesaggi delle Langhe con luce straordinaria sono i più ricercati.
Matteo Olivero è un pittore divisionista?
Sì, è il principale divisionista piemontese, celebre per paesaggi delle Langhe e vedute alpine con analisi luministica scientifica.
È possibile vendere oggi un’opera di Matteo Olivero?
Sì, il mercato divisionista è molto attivo internazionalmente per opere autentiche ben conservate.
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