Tito Pellicciotti

Tito Pellicciotti pittore quadro dipinto orientalista

Biografia di Tito Pellicciotti

Origini e formazione

Tito Pellicciotti nacque a Modena nel 1861, in una famiglia della borghesia emiliana colta e amante delle arti. Fin da giovanissimo manifestò un talento eccezionale per il disegno e il colore, tanto che fu iscritto all’Accademia di Belle Arti di Modena dove studiò sotto maestri dell’ambiente emiliano. Successivamente si trasferì a Firenze, entrando in contatto con la grande tradizione orientalista toscana.

La sua formazione fu completata da viaggi studio a Venezia e lunghi soggiorni nella colonia italiana di arte esotica. Il contatto con la cultura figurativa di Giacomo Favretto e la fascinazione per l’Oriente musulmano definirono il suo gusto per ambientazioni arabe e nordafricane sfarzose.

Fasi e periodi della produzione

La carriera di Tito Pellicciotti si sviluppa tra fine Ottocento e primo Novecento. La prima fase, fino al 1885, mostra opere di formazione influenzate dalla Scuola di Modena: ritratti, scene di genere emiliane e primi tentativi orientalisti. Tra il 1885 e il 1910 raggiunge la piena maturità come orientalista.

Il periodo di massima fama, anni ’10-’20 del Novecento, vede Pellicciotti realizzare capolavori di odalische, harem e cortili arabi. L’ultimo decennio è caratterizzato da una produzione più raffinata e intima di figure femminili esotiche.

Temi e soggetti ricorrenti

Tito Pellicciotti è celebre soprattutto per le scene orientaliste: odalische semisdraiate, harem lussuosi, suq affollati, cortili moreschi e danzatrici del ventre. Le sue opere creano un Oriente ideale, popolato da donne sensuali avvolte in sete preziose, gioielli d’oro e ambientazioni architettoniche arabe.

Le figure femminili dominano: odalische su divani ricamati, donne al mercato con ceste di frutta, danzatrici in pose sinuose illuminate da lampade moresche. Ogni dettaglio è curato con precisione maniacale: narghilè, pipe ad acqua, tessuti damascati e piastrelle policrome.

Stile

Lo stile di Pellicciotti è tra i più preziosi dell’orientalismo italiano. La pennellata è minuziosa e decorativa, con straordinaria attenzione ai dettagli dei tessuti, dei gioielli e delle architetture islamiche. I colori sono saturi e brillanti: cremisi, turchesi, ori sfavillanti e viola profondi.

La composizione guida sempre l’occhio verso le figure femminili, poste in primo piano o al centro di sfarzosi interni. Pellicciotti eccelleva nella resa tattile dei materiali e nella creazione di un’atmosfera di opulento esotismo che incantò il gusto borghese europeo.

Mostre e attività

Pellicciotti partecipò alle principali rassegne nazionali: Promotrici di Modena, Firenze, Bologna e Biennale di Venezia. Espose all’Esposizione Internazionale di Monaco e alla Secessione di Vienna. Fu membro dell’Accademia di Belle Arti di Modena e insegnante presso l’Istituto locale.

La sua fama fu internazionale: opere vendute a collezionisti americani, inglesi e argentini. Molti suoi orientalisti adornano dimore aristocratiche e musei minori europei dedicatti all’arte esotica di fine Ottocento.

Ultimi anni e morte

Negli anni ’20 e ’30 Pellicciotti continuò la sua produzione orientalista, perfezionando la tecnica decorativa e lavorando a formati sempre più raffinati. L’ultima fase mostra maggiore sintesi ma conserva la ricchezza cromatica distintiva.

Morì a Modena nel 1941. Oggi è annoverato tra i massimi orientalisti italiani, ricercato da collezionisti internazionali specializzati nell’arte esotica europea.

Quotazioni di mercato delle opere di Tito Pellicciotti

Il mercato di Tito Pellicciotti è internazionale e consolidato, con forte domanda per le sue iconiche scene orientaliste. Collezionisti europei e americani apprezzano la raffinatezza decorativa.

I dipinti a olio di fascia bassa, piccoli studi orientalisti, bozze o scene semplici, si collocano tra 1.500 e 3.000 euro.

Le opere di fascia media, harem e cortili arabi di buona qualità, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro.

I dipinti di fascia alta, odalische monumentali, opere espositive firmate o con pedigree internazionale, raggiungono 12.000 e 25.000 euro.

Le opere su carta, disegni e acquerelli orientalisti, valutate tra 700 e 1.500 euro.


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Domande frequenti

Quanto vale un quadro di Tito Pellicciotti?
Valore da soggetto orientalista, qualità decorativa, dimensioni. Odalische/harem grande formato più ricercati.

Tito Pellicciotti è orientalista italiano?
Sì, tra i principali orientalisti emiliani, celebre per harem, odalische e scene arabe sfarzose.

Vendere opera Pellicciotti possibile?
Sì, mercato internazionale orientalismo molto attivo per opere autentiche conservate.

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