Carlo Pittara

Carlo Pittara pittore quadro dipinto paesaggista

Biografia di Carlo Pittara

Origini e formazione

Carlo Pittara nacque a Turin nel 1836, nel cuore del Piemonte, in una famiglia che favorì il suo precoce interesse per l’arte. Fin da giovanissimo mostrò un talento eccezionale per il paesaggio, tanto che fu iscritto all’Accademia Albertina di Belle Arti dove studiò sotto Antonio Fontanesi, il maestro che introdusse in Italia la lezione della Scuola di Barbizon. Fontanesi gli trasmise l’amore per la pittura en plein air e l’osservazione diretta della natura.

La sua formazione fu completata da viaggi studio in Francia e lunghi periodi nella campagna piemontese, dove affinò quella sensibilità per l’atmosfera e la luce naturale che diventerà la sua cifra stilistica. I macchiaioli toscani e i paesaggisti lombardi furono ulteriori punti di riferimento per il giovane Pittara.

Fasi e periodi della produzione

La carriera di Carlo Pittara attraversa la seconda metà dell’Ottocento. La prima fase, fino al 1865, è caratterizzata da paesaggi di formazione influenzati dalla tradizione romantica. Tra il 1865 e il 1880 raggiunge la piena maturità macchiaiola, con vedute piemontesi di straordinaria immediatezza atmosferica.

Negli anni ’80 consolida la sua fama come principale paesaggista piemontese. L’ultima fase, fino alla morte nel 1890, mostra paesaggi più sintetici e personali, con maggiore enfasi sull’effetto luminoso e meno sul dettaglio descrittivo.

Temi e soggetti ricorrenti

Carlo Pittara è celebre soprattutto per i paesaggi piemontesi: colline del Monferrato, risaie novaresi, montagne valdostane e vedute della pianura padana. Le sue opere catturano gli effetti atmosferici della luce italiana settentrionale, con particolare attenzione alle ore del giorno e alle stagioni.

Frequenti sono le vedute di cascine, filari di pioppi, greggi al pascolo e fiumi nebbiosi. Pittara era maestro nel rendere la vastità della pianura padana e la dolcezza delle colline piemontesi, sempre con tocco spontaneo e sincero.

Stile

Lo stile di Pittara è il più puro esempio piemontese del linguaggio macchiaiolo. La sua pennellata è sciolta e vibrante, con macchie di colore puro applicate direttamente dalla natura. La composizione è sintetica, basata su contrasti di luce e ombre che definiscono lo spazio senza linee di contorno.

La tavolozza è fresca e naturale: verdi teneri, gialli dei campi maturi, azzurri del cielo padano e bianchi delle nuvole. Pittara catturava l’impressione fugace della luce, anticipando l’Impressionismo con una sensibilità tutta italiana e piemontese.

Mostre e attività

Pittara fu tra i fondatori della Scuola Grigia di St Ives e partecipò a tutte le Promotrici Piemontesi, guadagnandosi il riconoscimento come primo paesaggista italiano del suo tempo. Espose alla Esposizione Nazionale di Napoli (1877), alla Biennale di Venezia e all’Esposizione Universale di Parigi.

Le sue opere entrarono presto nelle raccolte dei principali musei piemontesi e lombardi. Fu insegnante molto amato all’Accademia Albertina e maestro di generazioni di paesaggisti italiani.

Ultimi anni e morte

Negli anni ’80 Pittara affinò sempre più la sua tecnica macchiaiola, realizzando capolavori assoluti del paesaggio italiano. L’ultima produzione mostra paesaggi di straordinaria sintesi e potenza evocativa.

Morì a Turin nel 1890, alla giovane età di 54 anni, lasciando una produzione di circa 800 opere documentate. È considerato il padre del paesaggismo piemontese moderno.

Quotazioni di mercato delle opere di Carlo Pittara

Il mercato di Carlo Pittara è tra i più importanti del paesaggismo italiano dell’Ottocento. Collezionisti italiani e internazionali apprezzano i suoi capolavori macchiaioli piemontesi.

I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi en plein air e schizzi preparatori, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro.

Le opere di fascia media, paesaggi piemontesi di buona qualità con formato medio, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro.

I dipinti di fascia alta, vedute del Monferrato, risaie e paesaggi espositivi firmati, raggiungono valori tra 12.000 e 25.000 euro.

Le opere su carta, come disegni, acquerelli e studi dal vero, presentano valutazioni generalmente comprese tra 700 e 1.500 euro.


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Archivio e attribuzione delle opere

L’attribuzione richiede analisi della pennellata macchiaiola, degli effetti di luce e confronto con opere espositive. Firma, etichette di mostre e provenienza museale sono determinanti.

Domande frequenti

Quanto vale un quadro di Carlo Pittara?
Il valore dipende da qualità macchiaiola, soggetto piemontese e dimensioni. Le vedute del Monferrato sono le più ambite.

Carlo Pittara è un pittore macchiaiolo piemontese?
Sì, è il principale esponente piemontese del Macchiaiolo, maestro assoluto del paesaggio italiano dell’Ottocento.

È possibile vendere oggi un’opera di Carlo Pittara?
Sì, il mercato internazionale è molto attivo per le sue vedute piemontesi autentiche e ben conservate.

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