
Biografia di Ambrogio Preda
Origini e formazione
Ambrogio Preda nacque a Monza nel 1856, in una famiglia lombarda della media borghesia. Fin da giovanissimo mostrò un talento eccezionale per il disegno, tanto che fu iscritto all’Accademia di Brera a Milano dove studiò sotto la guida di Raffaele Casnedi e Vespasiano Bignami. Questi maestri gli trasmisero la solida tradizione accademica lombarda e l’amore per la figura umana.
La sua formazione fu completata da lunghi periodi di studio a Venezia e Firenze, dove entrò in contatto con la grande tradizione ritrattistica italiana. Il clima culturale milanese di fine Ottocento fu determinante per lo sviluppo della sua sensibilità psicologica e della capacità di catturare l’essenza dei soggetti.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Ambrogio Preda si sviluppa tra fine Ottocento e primo Novecento. La prima fase, fino al 1885, è caratterizzata da opere di formazione: ritratti familiari, studi anatomici e scene di genere. Tra il 1885 e il 1910 raggiunge la piena maturità ritrattistica, consolidando uno stile personalissimo.
Il periodo di massima fama, tra il 1910 e il 1925, vede Preda diventare il ritrattista di riferimento della committenza milanese e lombarda. L’ultimo decennio è caratterizzato da ritratti sempre più psicologici e da una maggiore sintesi compositiva.
Temi e soggetti ricorrenti
Ambrogio Preda è celebre soprattutto per i ritratti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia lombarda: industriali milanesi, professionisti, nobili e famiglie della finanza. Le sue figure femminili sono rappresentate con eleganza raffinata, in abiti di alta sartoria e gioielli preziosi.
I ritratti maschili catturano la determinazione e il carattere dei capitani d’industria lombardi, con pose che sottolineano autorità e ruolo sociale. Accanto ai ritratti ufficiali dipinse anche scene di vita familiare e qualche paesaggio brianzolo, sempre con la stessa attenzione psicologica.
Stile
Lo stile di Preda si distingue per la straordinaria capacità ritrattistica e per un uso magistrale della luce. Il disegno è di precisione chirurgica, frutto della formazione accademica, mentre la pennellata è morbida e vellutata, perfetta per rendere i tessuti pregiati e la qualità della pelle.
La gestione della luce è il suo marchio distintivo: Preda era maestro nel creare effetti di luce radente che modellano i volumi del volto e delle mani con straordinaria profondità. La tavolozza è ricca e raffinata, con neri profondi, bianchi luminosi e cromie calde perfette per i soggetti aristocratici.
Mostre e attività
Preda partecipò regolarmente alle Promotrici Milanesi, alla Biennale di Venezia e all’Esposizione Internazionale di Milano. Fu membro dell’Accademia di Brera e insegnò ritratto presso l’Istituto d’Arte milanese. Le sue opere adornano le sedi delle principali famiglie industriali lombarde.
La sua clientela era composta da banchieri, armatori, industriali tessili e nobili lombardi. Molti suoi ritratti ufficiali si trovano ancora nelle sale consiliari di aziende storiche milanesi e nelle dimore di campagna brianzole.
Ultimi anni e morte
Negli anni ’20 e ’30 Preda continuò la sua attività ritrattistica, lavorando per la nuova generazione di industriali e professionisti. L’ultima produzione mostra una maggiore introspezione psicologica e ritratti di straordinaria penetrazione caratteriale.
Morì a Milano nel 1938. Oggi è riconosciuto come uno dei massimi ritrattisti lombardi del primo Novecento, con opere presenti nelle principali raccolte private milanesi.
Quotazioni di mercato delle opere di Ambrogio Preda
Il mercato di Ambrogio Preda è stabile e legato alla committenza lombarda, con forte interesse per i ritratti di qualità. Collezionisti milanesi apprezzano la sua ritrattistica borghese e aristocratica.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi, bozze preparatorie o ritratti secondari, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro.
Le opere di fascia media, ritratti ben eseguiti di formato medio con buona conservazione, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro.
I dipinti di fascia alta, ritratti ufficiali di industriali o nobili con pedigree documentato, raggiungono valori tra 12.000 e 25.000 euro.
Le opere su carta, come disegni preparatori, studi a carboncino e pastelli ritrattistici, presentano valutazioni generalmente comprese tra 700 e 1.500 euro.
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L’attribuzione richiede analisi della pennellata lombarda, della luce milanese e confronto con ritratti documentati. Firma e provenienza industriale sono fondamentali.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Ambrogio Preda?
Il valore dipende da qualità ritrattistica e soggetto. I ritratti di industriali lombardi sono i più ricercati.
Ambrogio Preda è un ritrattista milanese?
Sì, è uno dei principali ritrattisti lombardi di primo Novecento, formatosi a Brera e apprezzato dalla committenza industriale milanese.
È possibile vendere oggi un’opera di Ambrogio Preda?
Sì, il mercato milanese è attivo per ritratti autentici ben conservati.
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