Biografia di Arturo Rietti
Origini e famiglia
Arturo Rietti nacque a Trieste il 3 marzo 1863 da una famiglia della media-alta borghesia di origini ebraiche. Suo padre, Alessandro Riettis, era un commerciante originario di Zante (Zacinto), mentre sua madre Elena Laudi apparteneva a un’agiata famiglia triestina. Cresciuto in un ambiente cosmopolita e intellettualmente vivace, il giovane Arturo imparò sin da giovanissimo il tedesco, il francese e l’inglese, competenze che avrebbero caratterizzato la sua carriera internazionale.
Durante l’infanzia e l’adolescenza mostrò un talento eccezionale per il disegno. Tra il 1882 e il 1884 soggiornò presso suo fratello maggiore Riccardo a San Giovanni Valdarno in Toscana, dove ebbe modo di dipingere scene di vita agreste nello stile verista che caratterizzava gli ambienti artistici toscani dell’epoca.
Formazione artistica
Nel 1884, contro il parere di suo zio tutore ma sostenuto dalla madre e dalla nonna, Rietti si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, dove studiò sotto la guida di maestri come Franz von Defregger e Nikolaus Gysis. A Monaco ebbe contatti significativi con artisti come Hugo von Habermann, con il quale sperimentò varie tecniche pittoriche, preferendo sin da subito la tecnica del pastello.
Successivamente si trasferì a Milano, dove affezionò le proprie tecniche di disegno e nel 1887 espose alla Permanente di Milano. In questa fase conobbe importanti pittori della Scapigliatura lombarda come Mosé Bianchi, Pompeo Mariani, Emilio Gola e Ambrogio Alciati. Nel 1889 ottenne una straordinaria consacrazione: la medaglia d’argento all’Esposizione Universale di Parigi. Lo stesso anno conquistò il primo grande successo anche all’Esposizione di Monaco, dove i suoi ritratti a pastello suscitarono ammirazione della critica europea.
Stile e tecnica
Lo stile di Arturo Rietti si caratterizza per una ricerca profonda della personalità psicologica del soggetto ritratto. Come annotato da Rietti stesso nei suoi taccuini, il ritratto deve rivelare
