Alberto Sartoris – vendite, valori e valutazioni quadri

Biografia

Alberto Sartoris (Torino, 2 febbraio 1901 – Cossonay Ville, 8 marzo 1998) è stato un architetto, urbanista, critico d’arte e pittore di grande rilievo nel panorama culturale del Novecento. Considerato uno dei più importanti precursori dell’architettura razionale a partire dagli anni Trenta, Sartoris rappresenta una figura poliedrica che ha attraversato e influenzato molteplici discipline artistiche.

Nato a Torino, la sua formazione si sviluppò principalmente in Svizzera. Dopo il trasferimento della famiglia a Ginevra, studiò presso l’École des Beaux Arts di Ginevra dal 1916 al 1919, e successivamente completò la sua formazione con studi a Parigi presso l’École des Beaux Arts, diplomandosi nel 1923. Questa formazione internazionale fornì a Sartoris una prospettiva cosmopolita che caratterizzò tutta la sua carriera successiva.

Nel 1920 aderì al Movimento Futurista, inizialmente come pittore, fino al 1923. Questo periodo formativo fu cruciale per la sua evoluzione artistica, durante il quale sperimentò e sviluppò un linguaggio visivo che coniugava l’energia futurista con le rigorose geometrie razionaliste. A partire dal 1925, iniziò a sviluppare un intenso interesse verso l’architettura d’interni e il design, portando avanti esperimenti che mostravano un’implicita influenza futurista accanto a riflessioni sulle opere dei grandi maestri del Novecento come Alvar Aalto, Marcel Breuer e Gerrit Thomas Rietveld.

Dal 1928, Sartoris divenne uno dei protagonisti assoluti della cultura razionalista europea. In quell’anno stesso fu co-fondatore dei CIAM (Congrès Internationaux d’Architecture Moderne), l’organizzazione internazionale che riuniva i più importanti architetti del razionalismo, insieme a figure leggendarie come Charles-Edouard Jeanneret, detto Le Corbusier. Questa affiliazione segnò un punto di non ritorno nella sua carriera, consolidando il suo ruolo di teorico e propagandista della modernità razionale.

La sua attività teorica raggiunse il culmine nel 1932 con la pubblicazione di Gli Elementi dell’Architettura Funzionale, una sintesi panoramica fondamentale dell’architettura moderna contemporanea. Quest’opera, ristampata nel 1935 e nel 1941, sarebbe stata successivamente riedita con il titolo Encyclopédie de l’Architecture nouvelle nel 1954, divenendo un testo di riferimento assoluto per generazioni di studenti e professionisti. Nel 1932 tenne inoltre una mostra personale di grande rilievo presso la Galleria del Milione a Milano, affermandosi definitivamente come una figura centrale della cultura dell’architettura italiana.

Nel corso degli anni Trenta e Quaranta, Sartoris partecipò attivamente ai contemporanei movimenti artistico-architettonici d’avanguardia, affiliandosi al MIAR (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale) e collaborando con movimenti come De Stijl e Cercle et Carré. La sua poliedrica formazione culturale, sviluppatasi attraverso collaborazioni giovanili con maestri come Annibale Rigotti, Raimondo D’Aronco e soprattutto il pittore Felice Casorati, trovò piena espressione nella sua produzione architettonica e artistica.

Nel 1945 fu uno dei fondatori della Scuola di Architettura “Athenaeum” a Losanna, istituendo così un centro di eccellenza formativa che avrebbe continuato a diffondere i principi del razionalismo. Dal 1949 al 1953, Sartoris fondò e diresse a Firenze, in collaborazione con Fiamma Vigo, la rivista d’arte Numero, sottotitolata “Arte e Letteratura”, una pubblicazione poliedrica e fondamentale per la diffusione dell’esperienza razionalista e internazionalista in Italia. Attraverso questa piattaforma, contribuì attivamente alla fortuna critica delle prime esperienze artistiche razionaliste e astratte italiane, facendo conoscere in ambito internazionale i lavori degli astrattisti comaschi quali Manlio Rho e Mario Radice.

La sua lunga carriera si estese fino al termine della sua vita nel 1998. Nel corso dei decenni, scrisse numerosi saggi sull’arte moderna e l’architettura contemporanea, consolidando il suo ruolo di teorico e critico indispensabile. Alberto Sartoris ha depositato l’insieme dei suoi archivi presso la Scuola Politecnica di Losanna (EPFL – École Polytechnique Fédérale de Lausanne), garantendo così la preservazione e l’accessibilità della sua straordinaria documentazione per le generazioni future di ricercatori e studiosi.

Stile e Tecnica

Lo stile artistico e architettonico di Alberto Sartoris è caratterizzato da una continua evoluzione e da una straordinaria capacità di integrare diverse influenze in una visione coerente e personale. La sua opera rappresenta un dialogo fecondo tra il dinamismo futurista degli anni Venti e il rigore razionalista dei decenni successivi.

Durante i suoi anni di formazione, Sartoris sviluppò uno stile che coniugava l’interesse futurista per il movimento e l’energia con un’attenzione crescente verso la geometria pura e la funzionalità. Nei progetti di arredo realizzati a partire dal 1925, emerge chiaramente questa dualità: alcuni oggetti conservano un’implicita influenza futurista, mentre altri mostrano una riflessione più consapevole sui principi del design moderno europeo.

Una caratteristica distinctive della sua pratica progettuale è l’uso della rappresentazione assonometrica, mediante la quale Sartoris documentava i suoi concetti di interior design e architettura. Questi disegni assonometrici, spesso denominati “concezioni grafiche destinate a produrre invenzioni architettoniche”, rappresentavano per l’artista vere e proprie opere d’arte autonome, manifestazioni visuali di idee che si concretizzavano attraverso il disegno.

Nel periodo razionalista, la geometria diventa ancora più essenziale. La decorazione e i profili irregolari vengono definitivamente aboliti a favore di figure geometriche pure, conferendo alle sue creazioni una qualità quasi astratta. Un esempio paradigmatico è la poltroncina che Sartoris progettò nel 1927, realizzata in metallo laccato giallo e nero con schienale e sedile rivestiti in cuoio. Questo mobile è considerato uno dei primi prototipi legati al concetto di produzione industriale, caratterizzato dalla possibilità di regolazione dello schienale, un criterio di “riducibilità” dell’oggetto che anticipava le sperimentazioni tedesche del Bauhaus.

La produzione pittorica di Sartoris evolve nel dopoguerra verso un’estetica informale. Nel secondo Novecento, l’artista aderisce pienamente a un linguaggio estetico informale e materico, abbandonando i riferimenti compositivi formali a favore di una gestualità pura. Le sue composizioni mostrano una spiccata affinità con l’Action Painting, dove pennellate grosse strutturali si alternano a tratti più sottili, creando un’istintualità espressiva che rimanda al gesto autoriale senza apoggiarsi ad alcun elemento rappresentativo.

La versatilità tecnica di Sartoris abbraccia inoltre la fotografia documentaria. La sua collezione fotografica, attualmente conservata presso gli Archives de la Construction Moderne di Losanna, comprende più di 8.000 immagini originali di straordinario valore documentario internazionale. Queste fotografie, realizzate da circa 410 fotografi diversi, documentano i lavori di circa 650 architetti provenienti da tutto il mondo, e costituiscono una testimonianza visuale della cultura architettonica moderna del ventesimo secolo.

Opere Principali

La produzione di Alberto Sartoris è estremamente vasta e variegata, coprendo architettura, design, pittura e scritti teorici. Tra i progetti architettonici più significativi ricordiamo:

Periodo futurista e degli esordi (1920-1927): Il progetto del teatro privato per Riccardo Gualino a Torino (1923-1925), realizzato in collaborazione con il pittore Felice Casorati, rappresenta uno dei capolavori della formazione torinese. Le prospettive disegnate di questa opera rimangono una preziosa testimonianza della sua perizia grafica e della capacità di integrare le arti. Nel 1927, collaborò con Felice Casorati alla “Macelleria” presso la III Mostra internazionale delle arti decorative di Monza. Lo stesso anno realizzò l’arredamento della Casa Niccolini a Torino, con eleganti mobili in rovere argentato e noce nero lucido di ispirazione déco.

Architettura razionalista (1928-1940): Nel 1928, realizzò il Padiglione della Comunità Autonoma degli Artigiani alla Esposizione di Architettura al Valentino a Torino. Per la XVI Biennale di Venezia inaugurata nell’aprile del 1928, progettò e allestì la sala n. 34 dedicata al riposo della stampa, in collaborazione con il pittore Gigi Chessa, opera di spiccata impronta razionale. Nel 1932, progettò la chiesa di Lourtier e la casa popolare a Losanna. La scrivania-banco per il Dottor Breuleux, realizzata nel 1929-1930 a Losanna in legno laccato nero, grigio e rosso, rappresenta uno dei primi esempi di utilizzo del colore nella “piccola architettura” neoplasticista. Nel 1937, collaborò con gli architetti Giuseppe Terragni e Pietro Lingeri al progetto del Bar Campari a Milano. Dal 1938 al 1941, realizzò insieme a Giuseppe Terragni la città satellite operaia di Rebbio e il quartiere popolare di via Anzani a Como.

Periodo svizzero e internazionale (1945-1998): Nel 1946, realizzò l’allestimento della Casa musicale Foetisch a Losanna. Nel 1953, progettò l’Albergo Excelsior Turismo a Puerto de la Cruz a Tenerife. Nel 1958, costruì la Villa Sartoris per il dottor Dupont-Paux nei vigneti di Lavaux a Lutry in Svizzera. Nel 1958-1959, elaborò progetti per la tomba votiva del poeta futurista Marinetti al cimitero monumentale di Milano. Dal 1963 al 1965, concepì un complesso urbanistico alberghiero, residenziale, culturale e commerciale a Varazze, Punta Aspera. Nel 1983-1984, realizzò con Emmanuel Cattani il complesso industriale Lesieur a Dunkerque, e nel 1987-1988, con Emmanuel Cattani e Pierre Pastellas, il complesso industriale Labeyrie a Biarritz.

Disegni e composizioni: Sartoris ha realizzato numerose composizioni astratte, disegni architettonici e serigrafie. La raccolta presso gli Archives de la Construction Moderne dell’EPFL conserva più di 116 disegni e serigrafie, raggruppati in 90 opere, che testimoniano la ricchezza della sua pratica grafica nel corso di oltre cinquanta anni di attività creativa.

Saggi e pubblicazioni teoriche: Oltre a “Gli Elementi dell’Architettura Funzionale” (1932), Sartoris pubblicò “L’Architettura Razionale” (1935), “L’Architettura Moderna” (1943), “Mallet-Stevens Architecte” (1930), “Antonio Sant’Elia” (1930), “Encyclopédie de l’Architecture nouvelle” (1948), “Actualité du rationalisme” (1986), e “Tempo dell’Architettura, Tempo dell’Arte – Cronache degli Anni Venti e Trenta” (1990). Questi scritti consolidano la sua reputazione come uno dei più importanti teorici del razionalismo internazionale.

Mercato e Quotazioni

Alberto Sartoris, sebbene principalmente noto come architetto e teorico, ha prodotto anche dipinti e disegni che costituiscono oggetto di interesse per collezionisti e istituzioni. Il mercato dell’arte legato alla sua produzione pittorica è relativamente specializzato, caratterizzato principalmente da operatori esperti in arte moderna e razionalismo italiano.

Le opere su tela di Sartoris, specialmente quelle del periodo informale successivo alla Seconda Guerra Mondiale, presentano caratteristiche di ricerca formale e materico che le rendono apprezzate da collezionisti di arte moderna italiana. I prezzi variano considerevolmente a seconda di fattori quali le dimensioni, la datazione, lo stato di conservazione, la provenienza e l’importanza storica dell’opera nel contesto della carriera dell’artista.

Le composizioni astratte degli anni Sessanta, caratterizzate da una gestualità espressionista e da un approccio materico alle tecniche pittoriche, godono di particolare considerazione nel mercato specializzato. Le serigrafie e i disegni architettonici, dato il loro valore documentario e la loro rarità, costituiscono segmenti di mercato distinti, spesso apprezzati sia da collezionisti d’arte che da appassionati di storia dell’architettura e del design razionalista.

La quotazione delle opere di Sartoris riflette il suo doppio status di artista e pensatore. Dipinti di medie dimensioni e buono stato conservativo si situano in una fascia di prezzo intermedia, accessibile a collezionisti privati e piccole istituzioni, mentre opere di grande formato o di particolare significato storico possono raggiungere quotazioni più elevate.

Il valore delle opere è inoltre influenzato dalla loro esposizione in istituzioni pubbliche, dalle menzioni in cataloghi raionati e dalla letteratura critica dedicata. La conservazione presso musei e archivi internazionali di importanti collezioni della sua opera garantisce una continua rivalutazione critica e una crescente consapevolezza del contributo artistico di Sartoris oltre i confini dell’architettura razionale.

Sartoris rappresenta dunque un’opportunità di investimento interessante per collezionisti colti che riconoscono il valore storico e estetico della sua ricerca artistica, collocandosi nell’ambito più ampio della modernità razionalista italiana del Novecento. La Galleria d’arte Ponti rimane disponibile a fornire consulenze specializzate, stime accurate e valutazioni professionali delle opere di questo maestro straordinario.