Paul Mansouroff: un protagonista dell’avanguardia russa
Paul Andréevitch Mansouroff (San Pietroburgo, 1896 – Nizza, 2 febbraio 1983) è stato uno dei pittori più originali e appartati dell’avanguardia russa del Novecento. Conosciuto anche come Pavel Mansurov (Павел Мансуров), la sua figura si colloca in quel straordinario fermento culturale che, tra gli anni Dieci e Venti del XX secolo, fece della Russia uno dei laboratori artistici più avanzati del mondo. Pur muovendosi nell’orbita di giganti come Malevič e Tatlin, Mansouroff sviluppò nel tempo un linguaggio del tutto personale, radicalmente non-figurativo, capace di trascendere le etichette di movimento e di affermare una poetica visiva unica e irripetibile.
Biografia
Paul Mansouroff nasce a San Pietroburgo nel 1896. La sua formazione artistica inizia molto presto: dal 1909 al 1911 frequenta l’Istituto Centrale di Disegno Tecnico del barone Stieglitz, per poi iscriversi, dal 1912, alla Scuola di Design della Society of Encouragement for Fine Arts di San Pietroburgo. Durante il servizio militare, lavora come disegnatore tecnico, progettando eliche e hangar, un’esperienza che influenza profondamente la sua sensibilità verso le forme pure e la geometria funzionale, e che stimola la sua prima produzione di disegni astratti.
Dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, Mansouroff abbraccia con entusiasmo la causa della nuova arte sovietica. Lavora nell’ambito del Commissariato del Popolo per l’Istruzione a fianco di Kazimir Malevič e Vladimir Tatlin, due delle figure più influenti dell’avanguardia internazionale. Dal 1922 dirige la sezione sperimentale dell’INChuK (Istituto di Cultura Artistica) di Leningrado, assumendo un ruolo di primo piano nella ricerca e nella didattica artistica d’avanguardia.
La sua prima mostra pubblica di opere astratte risale al 1918, al Palazzo d’Inverno di Leningrado. Pur influenzato dai colleghi, Mansouroff sviluppa rapidamente uno stile personale e istintivo, sempre più distante dalle correnti dominanti. Con l’affermarsi del realismo socialista come estetica ufficiale del regime sovietico, la sua posizione diventa sempre più difficile: osteggiato per i metodi didattici e per la sua produzione creativa, nel 1928 si reca a Roma per una mostra presso la Casa d’Arte Bragaglia e decide di non fare ritorno in patria.
Stabilitosi a Parigi, stringe una profonda amicizia con la famiglia Delaunay e conosce Picasso, dedicandosi anche all’arte applicata con la progettazione di tessuti per importanti maison di alta moda. Per oltre venticinque anni interrompe quasi completamente l’attività espositiva: è solo a partire dal 1957, ormai sessantenne, che riprende a dipingere con rinnovata energia, orientando la sua ricerca verso una dimensione mistica e trascendente. Dagli anni Cinquanta inizia a compiere frequenti soggiorni a Nizza e Saint-Paul-de-Vence, dove si stabilisce definitivamente nel 1975. Muore a Nizza il 2 febbraio 1983.
Stile e tecnica
Il contributo di Paul Mansouroff all’avanguardia russa si distingue per la sua natura radicalmente non-oggettiva. La sua ricerca si concentra sull’uso di superfici verticali allungate per esplorare questioni di spazio e correlazioni spaziali. Come l’artista stesso ebbe a dichiarare in occasione della mostra alla Galerie Daniel Gervis di Parigi nel 1968:
