Aldo Mondino

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Biografia di Aldo Mondino

Gli inizi e la formazione

Aldo Mondino nasce a Torino il 4 ottobre 1938. Cresciuto in una famiglia borghese, manifesta fin da giovane una spiccata vocazione artistica e un temperamento insofferente a qualsiasi schema precostituito. Nel 1959, a ventuno anni, si trasferisce a Parigi, dove frequenta la scuola di incisione di William Hayter, studia all’École du Louvre e segue i corsi di mosaico tenuti dal grande Gino Severini e dal suo assistente Riccardo Licata. La capitale francese si rivela un ambiente intellettuale straordinariamente fertile: Mondino entra in contatto con figure di primo piano come Tancredi Parmeggiani, Alain Jouffroy, Errò e Jean-Jacques Lebel, e conosce artisti affermati quali Sebastian Matta e Wilfredo Lam, esponenti di spicco del surrealismo internazionale. Grazie alla mediazione di Tancredi, nel 1960 espone per la prima volta alla Galerie Bellechasse con opere di evidente influenza surrealista.

Nel 1961 rientra in Italia per il servizio militare e realizza la sua prima mostra personale a Torino, presso la Galleria L’Immagine di Antonio Carena, con lavori che risentono ancora del clima parigino. L’anno seguente, nel 1962, è a Venezia dove Enrico Crispolti gli organizza una mostra alla Galleria Alpha, in cui presenta grandi scritte contenenti piccole figure «modernamente» minate, lavori già carichi di una cifra stilistica originalissima. Fondamentale si rivela in questo periodo l’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto di Torino, con il quale costruisce un sodalizio artistico di lungo corso: la prima importante personale alla galleria di Sperone risale al 1963.

La maturità artistica: sperimentazione e ironia

Negli anni Sessanta, Mondino inizia a distaccarsi progressivamente dai modelli appresi in Francia per sviluppare un linguaggio del tutto personale, che affonda le radici nel surrealismo ma dialoga liberamente con il Pop, il Dada, il Concettuale e l’Arte Povera, pur restando sempre ai margini di ciascuno di questi movimenti — vicino a tutti e dentro nessuno. I suoi quadri di questo periodo sono citazioni aperte di altri pittori (da Casorati a Capogrossi, da Dine a Matisse), con riferimenti al mondo pop, alla segnaletica stradale e all’universo infantile.

Nel 1969, all’Arco d’Alibert di Roma, presenta Ittiodromo, opera emblematica che segna l’ingresso definitivo dei materiali non convenzionali nella sua poetica. Da questo momento in poi, comincia a utilizzare scritte, parole e materiali inusuali come lo zucchero (Rosa di zucchero, 1972). Nel 1970 nasce la serie dei King: partendo da un fantoccio somigliante all’artista, Mondino lo ritrae disposto come il quadrante di un orologio, in un’operazione pienamente concettuale legata alla scansione del tempo. Nel 1969 incontra Franz Paludetto, con cui instaura uno stretto rapporto di amicizia e collaborazione professionale che porterà nel 1973 alla sua prima mostra nella Galleria LP 220 di Torino.

Negli anni Settanta e Ottanta, Mondino consolida il suo stile peculiare realizzando opere con cioccolato, caramello, spezie, semi, granaglie, sale e altri materiali poveri o commestibili, spesso inserendo riferimenti ironici alla cultura popolare e alla storia dell’arte. Tra le opere più apprezzate di questo periodo si annoverano i Tappeti Appesi, pitture-oggetto composte a parete con colori vivaci e realizzate su eraclite, un materiale da costruzione, in una sorta di illusionismo tridimensionale di straordinaria efficacia visiva. Dal 1985 al 1987 soggiorna presso il Castello di Rivara, dove produce alcune tra le sue opere più significative del periodo nordafricano e mediorientale; nel 1985 vi tiene la prima mostra, intitolata Rêver et Revenir.

L’orientalismo e la Biennale di Venezia

Negli ultimi anni della sua carriera, Mondino esplora con sempre maggiore intensità il fascino dell’orientalismo, inteso non come semplice esotismo geografico bensì come «un immaginario costruito attraverso la storia dell’arte, la letteratura e la memoria personale». Nel 1990, alla Sperone Westwater di New York, presenta una serie che «ritrae» trentasei sultani vissuti tra il 1200 e il 1920 — un omaggio ironico e colto alla pittura di storia islamica. Nello stesso anno espone alla Fondazione Mudima di Milano in quella che diventerà una mostra storica, replicata poi nel 2013 a cura di Achille Bonito Oliva.

Il riconoscimento più alto giunge con la Biennale di Venezia del 1993, curata da Achille Bonito Oliva, dove a Mondino viene dedicata una sala personale: vi presenta la celebre serie dei Dervisci danzanti, grandi tele in cui i dervishi ruotanti diventano metafora di un dialogo tra preghiera e pittura concettuale. In quell’occasione autentici danzatori si esibivano davanti al pubblico, fondendo l’opera con la performance. Queste opere rimangono ancora oggi le più iconiche della sua produzione e le più ricercate sul mercato. Va ricordato che per Mondino si trattava della seconda partecipazione alla Biennale di Venezia: la prima risaliva al 1976.

Tra il 1999 e i primi anni Duemila l’attività espositiva di Mondino raggiunge una dimensione pienamente internazionale: nel 1999 espone a Milano (Galleria 1000 eventi) e a Roma (Galleria Sperone); nel 2000 compie il suo primo viaggio in India e realizza la mostra Flowers alla Birla Academy di Calcutta; tra il 2000 e il 2001 Santo Ficara gli dedica una prima retrospettiva a Firenze. Nel 2001 la galleria di Norimberga Linding in Paludetto allestisce una mostra significativa che include Danaublau, un quadro di sei metri composto da 2000 cioccolatini. Nel 2003 espone alla Galleria Carlina di Torino con sculture in vetro realizzate a Murano, e nello stesso anno va in scena a Ravenna la grande antologica Aldologica, a cura di C. Spadoni, che raccoglie quarant’anni di lavoro.

Gli ultimi anni e la scomparsa

Aldo Mondino muore il 10 marzo 2005 a Torino, stroncato da un infarto, nella stessa città in cui era nato sessantasette anni prima. Nel 2007 il Museo di Arte Moderna di Bologna gli dedica la grande antologica Mondo Mondino. Nel 2006 il figlio Antonio Mondino costituisce l’Archivio Aldo Mondino, che cataloga oltre 2900 opere e si avvale di un comitato scientifico per il rilascio delle autentiche e l’archiviazione delle opere. Nel 2023 la città di Siena gli ha dedicato una grande mostra presso il Complesso Museale di Santa Maria della Scala. Mondino resta uno degli artisti italiani del dopoguerra più originali e inclassificabili: pittore che non frequentava i pittori, concettuale senza essere amato dai concettuali, vicino all’Arte Povera ma mai dentro il «giro poverista».

Stile e tecnica

L’arte di Aldo Mondino si caratterizza per un’ecletticità radicale e per la presenza costante di elementi fantastici e ironici. Nel corso di oltre quarant’anni di attività, Mondino ha attraversato liberamente linguaggi e materiali diversi senza mai vincolarsi a un unico stile o medium. La sua ricerca parte dalle avanguardie storiche — Surrealismo, Dada — e raggiunge il Pop Art e il Concettuale, mantenendo sempre un tono ironico e giocoso che lo distingue nettamente da tutti i movimenti con cui entra in contatto.

Tra i suoi tratti più distintivi spicca l’uso di materiali non convenzionali: cioccolato, caramello, spezie, semi, granaglie, zucchero, sale, linoleum ed eraclite diventano nelle sue mani veri e propri supporti pittorici. È considerato un pioniere della pittura su linoleum e uno dei primi artisti italiani a realizzare mosaici con materiali organici ed edibili. Fondamentale nella sua poetica è anche la dimensione del gioco e della partecipazione: nei celebri «Quadri a quadretti», ad esempio, i visitatori erano invitati a colorare le tele, anticipando pratiche che il contemporaneo avrebbe poi ampiamente esplorato.

Temi ricorrenti nella sua opera sono le raffigurazioni della corrida, del Palio, dei dervisci danzanti e dell’oriente in senso ampio. Mondino ha articolato la sua ricerca attraverso continue metamorfosi, rendendo la sua produzione unica e molteplice nelle forme, capace di far dialogare arte e artigianato, vita quotidiana, natura e spiritualità con una magica e sognante ironia.

Mercato e quotazioni delle opere di Aldo Mondino

Il mercato delle opere di Aldo Mondino è solido e in costante crescita, sostenuto dall’interesse crescente di collezionisti italiani e internazionali per l’arte contemporanea italiana del secondo Novecento. La qualità e l’originalità della sua produzione, unita alla presenza delle sue opere nelle collezioni permanenti dei principali musei nazionali e internazionali, garantiscono una domanda stabile e crescente.

Pitture e tele

I dipinti tradizionali di Mondino, spesso caratterizzati da colori vivaci e ironia concettuale, sono molto richiesti sul mercato. Le quotazioni per opere di medio formato variano tra 5.000 e 20.000 euro, mentre le tele di grandi dimensioni o con particolari sperimentazioni materiche possono raggiungere i 35.000 euro.

Opere materiche e concettuali

Le opere realizzate con materiali insoliti — cioccolato, spezie, semi, caramello, granaglie — sono tra le più iconiche e ricercate della sua produzione. I valori oscillano tra 3.000 e 25.000 euro, con punte più alte per lavori esposti in mostre documentate o corredati da cataloghi ufficiali. Le pitture-oggetto della serie Tappeti Appesi in eraclite rappresentano una categoria particolarmente apprezzata dal mercato internazionale.

Opere su carta

Disegni, acquerelli e pastelli su carta, spesso preparatori o sperimentali, sono apprezzati dai collezionisti di arte contemporanea. Le quotazioni vanno da 1.500 a 8.000 euro, a seconda della qualità, delle dimensioni e della documentazione disponibile.

Record d’asta

Il record d’asta per un’opera di Aldo Mondino supera i 35.000 euro per una grande opera materica iconica. Le opere su carta e quelle di medie dimensioni hanno registrato aggiudicazioni tra 1.500 e 20.000 euro, confermando la solidità del mercato per le opere più significative. A testimonianza della vivacità del mercato internazionale, un Tappeto Appeso del 1989 inserito da Christie’s nella sua Post War and Contemporary Art Day Auction del 2018 è stato aggiudicato telefonicamente per 55.000 sterline di hammer price, nonostante fosse stato stimato tra le 30.000 e le 50.000 sterline.

Le fasce di prezzo indicate sono puramente informative e basate su risultati d’asta e dati di mercato pubblicamente disponibili. Non costituiscono una valutazione ufficiale dell’artista né una perizia, e non intendono in alcun modo determinare, influenzare o rappresentare il valore commerciale delle opere. Ogni opera può avere valori differenti in base a caratteristiche specifiche (tecnica, dimensioni, datazione, provenienza, autenticità, stato di conservazione, rarità e domanda).

Valutazioni e acquisto delle opere di Aldo Mondino

Valutazioni gratuite

La nostra galleria Pontiart offre valutazioni gratuite delle opere di Aldo Mondino. Per ricevere una stima accurata, invia fotografie ad alta risoluzione fronte e retro, dimensioni, tecnica e l’eventuale documentazione disponibile sull’opera (provenienza, esposizioni, certificati di autenticità).

Acquisto e vendita

Siamo interessati all’acquisto diretto di opere autentiche di Mondino, comprese tele, opere materiche, disegni, pastelli e acquerelli. Garantiamo pagamento immediato, trattativa riservata e supporto completo per autenticazione e trasporto dell’opera.

Archivio delle opere di Aldo Mondino

L’Archivio Aldo Mondino, costituito nel 2006 dal figlio Antonio Mondino, è l’istituzione di riferimento per la certificazione e l’archiviazione delle opere dell’artista. L’archivio, aggiornato con il contributo di critici e storici dell’arte esperti dell’operato di Mondino, dispone di un comitato scientifico per il rilascio delle autentiche. La nostra galleria fornisce supporto nella preparazione di fotografie e documentazione per la valutazione e l’archiviazione delle opere.

Come funziona l’archiviazione

Per avviare la pratica di autenticazione è necessario inviare fotografie ad alta risoluzione (fronte e retro), dimensioni, tecnica e eventuali documenti di provenienza o riferimenti a esposizioni. Offriamo assistenza completa nella compilazione del materiale e nella gestione della pratica presso l’archivio ufficiale.

Domande frequenti

Quanto valgono le opere di Aldo Mondino?

Le tele di medio formato vanno da 5.000 a 20.000 euro; le grandi tele e le opere materiche possono raggiungere i 35.000 euro; i disegni, pastelli e acquerelli oscillano tra 1.500 e 8.000 euro. Ogni opera va valutata singolarmente in base a tecnica, dimensioni, provenienza e documentazione.

Come posso vendere un’opera di Mondino?

Invia foto e informazioni sull’opera per ricevere una valutazione gratuita e una proposta d’acquisto riservata dalla nostra galleria.

Quali opere sono più richieste?

Le opere materiche — in particolare i Tappeti Appesi in eraclite e i mosaici di cioccolato — e le grandi tele della serie dei Dervisci rappresentano il nucleo più ricercato dai collezionisti italiani e internazionali.

Serve l’autenticazione?

Sì, tutte le opere devono essere accompagnate da certificazione di autenticità rilasciata dall’Archivio Aldo Mondino o da documentazione di provenienza verificabile. La nostra galleria supporta il collezionista in ogni fase di questo processo.