Biografia di Anselm Feuerbach
Origini e famiglia
Anselm Feuerbach nacque a Spira il 12 settembre 1829 in una famiglia di straordinaria levatura intellettuale. Suo padre era l’archeologo Joseph Anselm Feuerbach, mentre suo nonno era il celebre giurista Paul Johann Anselm Ritter von Feuerbach; lo zio, Ludwig Feuerbach, è passato alla storia come uno dei più influenti filosofi tedeschi dell’Ottocento. Crescere in questo ambiente significò per il giovane Anselm respirare fin dall’infanzia la cultura classica, la filologia, l’archeologia e la filosofia: una formazione umanistica profonda che avrebbe segnato in modo indelebile tutta la sua produzione pittorica. Quando il piccolo Anselm aveva appena sette anni, la famiglia si trasferì a Friburgo, dove il padre aveva ottenuto la cattedra di archeologia presso l’università locale; fu proprio in quegli anni che il ragazzo cominciò a prendere lezioni di disegno anatomico, rivelando precocemente un talento non comune.
Formazione accademica: Düsseldorf, Monaco, Anversa, Parigi
Tra il 1845 e il 1848 Feuerbach frequentò l’Accademia di Düsseldorf, dove fu allievo di Johann Wilhelm Schirmer, Wilhelm von Schadow e Carl Sohn. In quegli anni sviluppò un approccio personale oscillante tra la libertà cromatica di Rubens e la rigidità della linea neoclassica. Proseguì poi all’Accademia di Monaco, ma nel 1850, insoddisfatto dell’insegnamento ricevuto, si trasferì all’Accademia di Anversa per studiare sotto Gustav Wappers, avvicinandosi alla grande tradizione dei pittori fiamminghi.
Nel 1851 compì il passo decisivo della sua formazione, trasferendosi a Parigi, dove divenne allievo di Thomas Couture fino al 1854. Nella capitale francese entrò in contatto con l’opera di Gustave Courbet e con i principali orientamenti della pittura realista e storica dell’epoca. Proprio a Parigi realizzò quello che viene considerato il suo primo capolavoro giovanile, Hafiz davanti alla bettola (1852, conservato a Mannheim), al quale seguì La morte dell’Aretino (1854, Karlsruhe). Questi due dipinti mostrano ancora l’influenza dei vecchi maestri olandesi e fiamminghi, ma già lasciano intravedere la potenza compositiva e la serietà intellettuale che caratterizzeranno la piena maturità.
Il periodo italiano: Roma come patria spirituale
Nel 1855 Feuerbach scese in Italia: visitò Venezia, dove rimase affascinato dalla grande tradizione coloristica della Serenissima, poi Firenze e infine Roma, dove si stabilì nel 1856 e vi rimase fino al 1873. Il soggiorno romano fu il periodo più fertile e decisivo della sua vita artistica: a contatto con l’arte antica, con il Rinascimento italiano e con i grandi maestri del Cinquecento, la sua pittura acquistò quella piena indipendenza stilistica che aveva cercato invano nelle accademie nordeuropee.
A Roma Feuerbach incontrò nel 1861 Anna Risi, nota come
