Quotazioni di Mercato delle Opere di Roberto Iras Baldessari
Roberto Iras Baldessari (Innsbruck, 1894 – Roma, 1965) è stato uno dei più importanti pittori italiani del primo Novecento, protagonista del movimento futurista e figura di rilievo nelle avanguardie europee. La sua produzione spazia tra pittura, grafica e incisione, con un linguaggio che fonde il dinamismo futurista con influenze dada e astrattiste, caratterizzato da una ricerca formale rigorosa e una sensibilità compositiva sofisticata.
Le quotazioni di Roberto Iras Baldessari sono in costante crescita grazie al rinnovato interesse verso i maestri dell’avanguardia italiana del primo Novecento e al riconoscimento del suo ruolo innovativo nel contesto artistico europeo, in particolare per la sua collaborazione con artisti d’avanguardia come Kurt Schwitters e il gruppo degli Astratti di Hannover.
Biografia
Gli esordi e la formazione
Roberto Marcello Baldessari nasce a Innsbruck il 23 marzo 1894 da genitori trentini. La famiglia, dovendo lasciare la città austriaca a causa dei moti anti-italiani, si trasferisce a Rovereto quando il giovane Baldessari è ancora in tenera età. Qui il padre acquista il Caffè Accademia, che diventa un punto di ritrovo importante per l’ambiente intellettuale locale e irredentista.
All’età di dieci anni, Baldessari inizia a disegnare i clienti del caffè paterno, attività che attira l’attenzione del professor Luigi Comel, insegnante presso la prestigiosa Scuola Reale Elisabettina di Rovereto. Comel riconosce il talento del giovane artista e convince il padre a iscriverlo all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1908.
A Venezia, Baldessari studia per sette anni sotto la guida di Guglielmo Ciardi, dal quale apprende i rudimenti della pittura tradizionale, e di Emanuele Brugnoli, che gli insegna i segreti dell’incisione. In questo periodo entra in contatto con gli artisti del movimento di Ca’ Pesaro, centro nevralgico dell’avanguardia veneziana, dove conosce figure come Umberto Moggioli, Lucillo Grassi, Tullio Garbari e Gino Rossi. Nel 1914 Baldessari si diploma con merito e vince il Premio Scala per il paesaggio, riconoscimento che segna l’inizio della sua carriera artistica.
Il periodo futurista fiorentino
Nel 1915 Baldessari si trasferisce a Firenze dove frequenta la Scuola d’Arte di Santa Croce. È proprio a Firenze, presso il celebre Caffè delle Giubbe Rosse, che entra in contatto con i futuristi toscani e aderisce ufficialmente al movimento futurista nel 1916. In questo ambiente incontra e stringe amicizia con figure di primo piano come Ardengo Soffici, Primo Conti, Achille Lega e Emilio Notte, seguendo il metodo analitico di Umberto Boccioni in contrapposizione a quello analogico di Giacomo Balla.
Tra il 1917 e il 1918 collabora attivamente con le riviste futuriste L’Italia Futurista e Roma Futurista. In questi anni crea opere che interpretano il dinamismo della modernità attraverso figure geometriche, colori vivaci e una ricerca formale di grande raffinatezza. Le sue composizioni futuriste si distinguono per una tendenza monocromatica e pastosa che accompagna linee di forza e scomposizione di piani, generando immagini spesso caratterizzate da una liricità introspettiva, elemento che lo differenzia dagli altri futuristi contemporanei.
Partecipa a importanti esposizioni futuriste, tra cui la Prima Mostra Futurista di Milano nel 1919 e la mostra parigina del 1921, consolidando la sua reputazione nella scena artistica italiana e internazionale.
L’esperienza europea e l’astrattismo
Tra il 1920 e il 1925 Baldessari intraprende estesi soggiorni in Europa centrale, viaggiando attraverso Germania, Svezia e altri paesi nordici. Durante questo periodo incontra figure fondamentali dell’arte moderna europea come Max Liebermann, Max Beckmann, lo scultore ucraino Alexander Archipenko e il direttore della rivista Der Sturm Herwarth Walden. A Berlino e ad Hannover entra in contatto con importanti movimenti artistici alternativi al futurismo italiano.
In questi anni Baldessari sperimenta con opere di stampo dadaista e astrattista, in particolare collaborando con Kurt Schwitters e il gruppo degli Astratti di Hannover, di cui conosce Friedrich Vordemberge-Gildewart. Queste sperimentazioni non trovano comprensione nel mercato artistico italiano, motivo per cui nel 1925 decide di abbandonare temporaneamente le ricerche astratte e rientrare in Italia.
È durante i soggiorni europei degli anni Venti, verso il 1924, che Baldessari adotta ufficialmente lo pseudonimo
