Franco Gentilini: quotazioni, prezzi e valutazioni delle opere

Franco Gentilini (Faenza, 1909 – Roma, 1981) e’ uno degli artisti piu’ amati e piu’ personali del Novecento italiano — pittore di cattedrali sghembe, giocolieri malinconici, donne in stivaletti dai tacchi a rocchetto, gatti e biciclette in paesaggi di joie de vivre ironica e sognante. Un mondo in cui il cubismo, la Scuola Romana e il surrealismo si fondono in un linguaggio inconfondibile: fondi materici impastati con sabbia, prospettive ribaltate, piani obliqui, colori caldi. Amico di Dino Buzzati, illustratore di Kafka, frequentatore del Caffè Aragno con Ungaretti e Cardarelli. Titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma dal 1955. Biennale di Venezia in undici edizioni, con sala personale nel 1958 e nel 1966. Il mercato e’ vivace e costante: quasi 2.000 passaggi d’asta catalogati. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.

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Quanto vale un’opera di Franco Gentilini?

Il mercato di Gentilini e’ solido, italiano nella sua base e in progressiva rivalutazione. I dipinti degli anni Cinquanta–Sessanta — il periodo piu’ maturo, con le prospettive ribaltate e i piani sghembi — sono i piu’ pregiati. Le cattedrali, i giocolieri e le figure femminili con gli stivaletti sono i soggetti piu’ ricercati. Le grafiche (litografie, serigrafie) hanno un mercato accessibile.

Tipologia Periodo / Soggetto Fascia di prezzo
Dipinti a olio (cattedrali, giocolieri, figure) Anni ’50–’70, il periodo piu’ maturo € 5.000 – € 40.000+
Dipinti a olio (medi e piccoli formati) Vari periodi e soggetti € 1.500 – € 8.000
Tecniche miste e disegni (originali) Fondi sabbiosi, china, carboncino € 500 – € 3.000
Grafiche (litografie, serigrafie) Edizioni firmate e numerate € 100 – € 800

I fattori piu’ importanti per il valore: il soggetto (le cattedrali con prospettive ribaltate e i grandi gruppi di figure sono i piu’ ricercati), il periodo (gli anni Cinquanta–Settanta sono il vertice), le dimensioni, la tecnica (i grandi oli con fondo sabbioso sono i piu’ caratteristici e piu’ preziosi) e la provenienza documentata. Le opere citate nelle monografie critiche e nelle pubblicazioni della Galleria del Naviglio di Carlo Cardazzo raggiungono i valori piu’ alti.

Le cattedrali, gli stivaletti, i gatti: il mondo di Gentilini

Il linguaggio visivo di Franco Gentilini e’ immediatamente riconoscibile — e altrettanto difficile da classificare. Non e’ Realismo, non e’ Espressionismo, non e’ Surrealismo: e’ qualcosa di piu’ personale e piu’ italiano, che mescola tutto questo con una luce propria. La tecnica e’ la prima cosa che colpisce: fondi materici impastati con sabbia, su cui pittura e disegno convivono in una superficie densa e tattile, mai banalmente pittorica. I colori sono caldi, terranei, a volte bruciati dal sole romagnolo di cui Gentilini portava in se’ il ricordo.

I soggetti sono un catalogo del meraviglioso quotidiano italiano — o piu’ precisamente, di un’Italia immaginaria che Gentilini ha costruito dipinto dopo dipinto. Le cattedrali sono il soggetto piu’ iconico: architetture gotiche e romaniche che si piegano, si inclinano, si sdoppiano su piani obliqui e prospettive ribaltate, come viste da un punto di osservazione impossibile. Poi i giocolieri e i suonatori ambulanti — figure sottili e malinconiche che camminano in un mondo a meta’ tra la fiera e il sogno. Le donne con gli stivaletti a tacchi a rocchetto — un elemento di moda degli anni Cinquanta trasformato in segno pittorico quasi simbolico. I gatti, le biciclette, i leoni, i battisteri.

Gentilini e’ — come lo definisce la critica — “l’artista della joie de vivre“: eppure il suo mondo si e’ formato durante e dopo la Seconda guerra mondiale, ritraendo un universo frantumato dalla violenza e dalla perdita. La leggerezza di superficie — l’ironia, il sorriso, la bizzarria delle prospettive — e’ anche un atto di resistenza. Dino Buzzati, suo amico e ammiratore, scrisse la storia del libro *Le Chiese di Gentilinia* (Grafica Internazionale, Milano 1972) — uno degli omaggi critici piu’ belli che un letterato italiano abbia dedicato a un pittore del suo tempo.

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Come vendere un’opera di Franco Gentilini

La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Franco Gentilini con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati alle cattedrali e ai grandi dipinti figurativi degli anni Cinquanta–Settanta. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.

  1. Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio del fondo sabbioso e della firma), del retro completo con eventuali etichette di gallerie. Gentilini firmava generalmente in basso a destra con “Gentilini” o “F. Gentilini” in corsivo, a volte con la data.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (olio su tela, olio su tavola, tecnica mista con sabbia, litografia, serigrafia) e l’anno se indicato.
  3. Indicate qualsiasi documentazione disponibile: etichette delle Gallerie del Cavallino di Venezia o del Naviglio di Milano (Carlo Cardazzo), citazioni nelle monografie critiche o nei cataloghi delle Biennali di Venezia (1958 o 1966 — le due sale personali), precedenti passaggi in asta.
  4. Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.

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Domande frequenti sulla vendita

Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.

Quali documenti servono?
La provenienza documentata (etichette delle Gallerie Cardazzo, cataloghi delle Biennali di Venezia, monografie critiche) e’ lo strumento principale. Possiamo assisterti nel processo di autenticazione.

Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

Biografia di Franco Gentilini

Franco Gentilini nasce a Faenza il 4 agosto 1909 da Luigi, calzolaio. Terminata la scuola elementare lavora come apprendista in una bottega di ebanista intagliatore. Tra il 1921 e il 1925 frequenta i corsi serali della Scuola Comunale “Tommaso Minardi” di disegno industriale e plastica. Nel 1925 va a Bologna a mostrare i disegni a Giovanni Romagnoli, titolare della cattedra di pittura all’Accademia — che lo incoraggia e lo presenta al critico Nino Bertocchi. Nello stesso anno partecipa alla Seconda Mostra del Risveglio Giovanile. Nel **1927** diventa aiutante del ceramista Mario Ortolani, che gli mostra riproduzioni degli Impressionisti, di Cézanne e dei Cubisti.

Nel 1930 primo viaggio a Parigi e partecipazione alla XVII Biennale di Venezia. Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Roma. Entra nell’ambiente del Caffè Aragno — il centro della vita letteraria romana — dove conosce Ungaretti, Cardarelli, Cecchi, Sinisgalli, Cagli, De Libero. Dal 1934 illustratore di riviste letterarie: L’Italia Letteraria, Quadrivio, Il Selvaggio, poi Primato, Documento, Domenica. Nel 1938 nominato insegnante alla cattedra di Ornato del Liceo Artistico di Firenze; frequenta il Caffè Giubbe Rosse e conosce Montale, Gatto, Luzi, Landolfi, Bilenchi. Nel 1942 espone quattordici opere alla Biennale di Venezia.

Nel 1947 vince il Premio all’Art Club di Roma. Nel 1954 si lega per contratto a Carlo Cardazzo delle Gallerie del Cavallino di Venezia e del Naviglio di Milano — il principale promotore dell’avanguardia italiana. Dal 1955 e’ titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1958 alla Biennale di Venezia con una sala personale. Nel 1965 vince il Premio Roma. Nel 1966 seconda sala personale alla Biennale di Venezia. Nel 1972 il libro *Le Chiese di Gentilinia* con una storia di Dino Buzzati — e grande antologica al Palazzo dei Diamanti di Ferrara (poi al Palazzo delle Esposizioni di Faenza). Ha illustrato *La metamorfosi* di Kafka, *Cara prigione* di Gianna Manzini. E’ stato scenografo e costumista per l’opera musicale *L’Anfiparnaso* di Orazio Vecchi. Muore a Roma il 5 aprile 1981.

Come riconoscere un’opera autentica di Franco Gentilini

Tecnica distintiva: le opere autentiche del periodo maturo mostrano un fondo preparatorio materico impastato con sabbia — una superficie ruvida e tattile su cui pittura e disegno convivono. E’ il tratto tecnico piu’ caratteristico di Gentilini e piu’ difficile da imitare. Qualsiasi opera con superficie liscia e omogenea non appartiene al suo periodo piu’ pregiato.

Firma: Gentilini firmava generalmente in basso a destra con “Gentilini” o “F. Gentilini” in corsivo, a volte con la data. Su alcune grafiche la firma e’ in matita nella parte bassa del foglio, con il numero di tiratura.

Soggetti e prospettive: le cattedrali autentiche di Gentilini mostrano prospettive ribaltate e piani obliqui — architetture che si inclinano e si sdoppiano in modi impossibili. Le figure femminili hanno gli stivaletti caratteristici a tacchi a rocchetto. I giocolieri e i suonatori ambulanti hanno un’eleganza sottile e malinconica. Qualsiasi opera con prospettiva convenzionale e figure banalmente realistiche non appartiene al periodo piu’ riconoscibile.

Provenienza: etichette delle Gallerie del Cavallino di Venezia o del Naviglio di Milano (Carlo Cardazzo) sono i principali indicatori di autenticita’. La citazione nei cataloghi delle Biennali di Venezia (specialmente 1958 e 1966) aggiunge il massimo livello di affidabilita’.

Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Franco Gentilini

Quanto vale un dipinto di Franco Gentilini?
I grandi dipinti degli anni Cinquanta–Settanta con cattedrali, giocolieri e figure femminili valgono tra 5.000 e 40.000 euro o piu’ per i pezzi piu’ significativi. I medi e piccoli formati tra 1.500 e 8.000 euro. Le tecniche miste e i disegni originali tra 500 e 3.000 euro. Le grafiche tra 100 e 800 euro.

Quali sono i soggetti piu’ ricercati di Gentilini?
Le cattedrali con prospettive ribaltate sono il soggetto piu’ iconico e piu’ quotato. Seguono i giocolieri e i suonatori ambulanti, le donne con gli stivaletti a tacchi a rocchetto, i gatti. I soggetti del periodo maturo (dal 1954 in poi) valgono proporzionalmente di piu’ di quelli del periodo giovanile.

Chi era Dino Buzzati e come era legato a Gentilini?
Dino Buzzati era uno dei piu’ importanti scrittori italiani del Novecento (*Il deserto dei Tartari*), nonche’ pittore lui stesso. Ha scritto la storia del libro *Le Chiese di Gentilinia* (Grafica Internazionale, Milano 1972) — uno degli omaggi critici piu’ belli che un letterato italiano abbia dedicato a un pittore del suo tempo. L’amicizia tra i due testimonia il rilievo culturale di Gentilini nell’ambiente intellettuale italiano.

Come faccio a sapere se un’opera di Gentilini e’ autentica?
La provenienza documentata (etichette delle Gallerie Cardazzo, cataloghi delle Biennali di Venezia) e’ lo strumento principale. Il fondo sabbioso caratteristico, le prospettive ribaltate e la firma “Gentilini” in corsivo sono gli elementi di verifica principali. La Galleria Ponti puo’ assisterti.

Come posso vendere un’opera di Franco Gentilini?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.