Giorgio Griffa: quotazioni, prezzi e valutazioni delle opere

Giorgio Griffa (Torino, 1936) e’ uno dei pittori italiani piu’ originali e piu’ longevi — avvocato di professione, pittore per vocazione assoluta, che ha condotto per oltre cinquant’anni una ricerca solitaria e coerente sullo statuto della pittura: cosa e’ il segno, cosa e’ la tela, cosa e’ il gesto del pittore. Il suo credo: “Io non rappresento nulla, io dipingo.” Le sue tele — grezze, non preparate, senza telaio, appese al muro con piccoli chiodi — non vengono mai riempite del tutto: il non-finito e’ parte costitutiva dell’opera. Nel 2012 la critica del New York Times Roberta Smith ha scritto: “La sua arte merita un posto nella storia mondiale dell’astrattismo.” Nel 2022 il Centre Pompidou di Parigi gli ha dedicato una mostra personale, acquisendo 18 sue opere. La Tate Modern di Londra ha acquisito due sue tele. Il record documentato e’ di circa 95.000 dollari per *Senza titolo* (1978), nel 2021. Il mercato e’ in costante crescita. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.

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Quanto vale un’opera di Giorgio Griffa?

Il mercato di Griffa ha vissuto una trasformazione radicale: fino al 2005 navigava ai margini del mercato nonostante la sua storia e la sua cifra inconfondibile. Dopo la riscoperta a Darmstadt nel 2005 e l’ingresso nella Casey Kaplan Gallery di New York nel 2012, le quotazioni sono cresciute in modo costante. Le opere degli anni Sessanta–Settanta — il corpus fondativo dei Segni Primari e delle Linee orizzontali — sono le piu’ ambite e piu’ rare. Il mercato internazionale (Art Basel, Frieze) e’ sempre piu’ attivo. L’Archivio Giorgio Griffa di Torino e’ il riferimento principale per l’autenticazione.

Tipologia Periodo / Ciclo Fascia di prezzo
Acrilici su tela (grandi formati, cicli fondativi) Anni ’68–’79, Segni primari, Linee orizzontali € 30.000 – € 95.000+
Acrilici su tela (medi formati) Anni ’80–’90, Connessioni, Alter ego, Tre linee € 8.000 – € 40.000
Acrilici su tela (piccoli formati) Vari periodi e cicli € 3.000 – € 15.000
Acquerelli su carta assorbente Anni ’70–2000, linee e arabeschi € 800 – € 5.000

I fattori piu’ importanti per il valore: il periodo (le opere 1968–1979 sono il vertice assoluto — i Segni primari e le Linee orizzontali sono i cicli piu’ fondativi e piu’ rari), il formato (i grandi formati valgono esponenzialmente di piu’), il ciclo di appartenenza, la provenienza dalle gallerie storiche (Sperone Torino, Ileana Sonnabend, Lorenzelli Milano) e la registrazione nell’Archivio Giorgio Griffa di Torino.

Record e risultati di mercato

Il record documentato e’ di circa 95.000 dollari per Senza titolo (1978), aggiudicato nel 2021. Le opere degli anni Sessanta–Settanta raggiungono regolarmente i livelli piu’ alti. Il mercato e’ in costante crescita: nel 2005 il fatturato d’asta annuale era di circa 75.000 euro totali; dopo l’ingresso nella Casey Kaplan Gallery di New York (2012) e l’acquisizione da parte della Tate Modern di Londra (2013), i valori sono cresciuti in modo sostenuto e le aste internazionali registrano frequentemente nuovi massimi.

L’avvocato che dipinge: “Io non rappresento nulla, io dipingo”

La storia di Giorgio Griffa e’ una delle piu’ originali dell’arte italiana del secondo Novecento — non solo per la qualita’ straordinaria della sua pittura, ma per la sua condizione di vita. Griffa e’ un avvocato. Ha esercitato la professione forense per tutta la vita, in parallelo alla pittura, senza mai scegliere l’una a scapito dell’altra. Due binari paralleli — la razionalita’ del diritto, la liberta’ del segno — che non si sono mai incrociati, se non per alimentarsi a vicenda.

Dal 1968, quando rinuncia alla pittura figurativa, Griffa persegue un’unica domanda: cosa e’ il gesto pittorico nella sua forma piu’ essenziale? La risposta che trova e’ radicale. Elimina il telaio — che limita il campo. Elimina la preparazione della tela — che falsifica il supporto. Lavora a terra, come Pollock e come i calligrafi orientali. Poi appende la tela al muro con piccoli chiodi lungo il bordo superiore. Non riempie mai la tela: la pittura si interrompe prima di raggiungere i margini, il segno si sospende, l’opera resta aperta. “Non c’e’ gerarchia fra i vari strumenti compresa la mia mano” — il pittore e’ al servizio della pittura, non viceversa.

I cicli pittorici sono undici, ciascuno con una data d’inizio ma nessuno con una data di fine — perche’ i cicli non si sostituiscono, si compenetrano. I Segni primari (dal 1967): un singolo segno ripetuto sulla tela, sempre uguale e sempre diverso per le imperfezioni della mano — come le foglie di una stessa pianta, o i cristalli di un minerale. Le Linee orizzontali (1973–1975): una linea continua che si ripete con ritmo quasi meditativo. Le Tre linee con arabesco (dal 1990): opere numerate in ordine progressivo per fissare il tempo dell’esecuzione. La Sezione Aurea (dal 2008): il numero irrazionale phi entra nella composizione come indicazione dell’infinito. Il ciclo attuale Dilemma: “far convivere gli opposti, Piero della Francesca e la pittura Zen.

Hai un’opera di Giorgio Griffa? Invia le foto per una valutazione gratuita

Come vendere un’opera di Giorgio Griffa

La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Giorgio Griffa con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati alle tele dei cicli fondativi (Segni primari, Linee orizzontali, Connessioni) degli anni Sessanta–Settanta. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.

  1. Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio della tela grezza e del segno pittorico), del retro completo dove si trovano firma e data scritte dall’artista. Griffa firma e data generalmente al retro in corsivo minuscolo: “giorgio griffa, [anno]”.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (acrilico su tela, acrilico su juta, acrilico su lino, acquerello su carta) e l’anno.
  3. Indicate il ciclo di appartenenza se conoscete: Segni primari, Linee orizzontali, Connessioni, Alter ego, Tre linee con arabesco, Numerazioni, Sezione Aurea.
  4. Indicate qualsiasi documentazione disponibile: certificato dell’Archivio Giorgio Griffa di Torino (fondamentale), provenienza dalle gallerie storiche (Sperone Torino, Lorenzelli Milano, Martano Torino, Casey Kaplan New York), precedenti d’asta.
  5. Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.

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Domande frequenti sulla vendita

Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.

Quali documenti servono?
Il certificato dell’Archivio Giorgio Griffa di Torino e’ il documento principale — le opere registrate nell’archivio hanno il codice nel formato “AGG[anno]-[numero]” (es. AGG1975-078). La provenienza documentata dalle gallerie storiche e’ lo strumento integrativo.

Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

Biografia di Giorgio Griffa

Giorgio Griffa nasce a Torino il 29 marzo 1936. Inizia a dipingere da bambino, ricevendo i primi insegnamenti dai pittori del Circolo degli Artisti di Torino. Nel 1958 si laurea in giurisprudenza e da allora esercita la professione di avvocato — parallelamente alla pittura, per tutta la vita. Tra il 1960 e il 1963 e’ allievo di Filippo Scroppo, pittore astratto, docente all’Accademia Albertina e membro del Movimento Arte Concreta (MAC), collaboratore di Felice Casorati. Su suggerimento di Aldo Mondino entra in contatto con l’opera di Giulio Paolini.

Nel 1968 rinuncia alla pittura figurativa e tiene la prima mostra personale alla Galleria Martano di Torino con i primi Segni primari. Nel 1969 inizia la collaborazione con la Galleria Sperone di Torino — dove entra in relazione con Giovanni Anselmo, Gilberto Zorio, Giuseppe Penone. Nel 1970 prima personale negli Stati Uniti alla Galleria Ileana Sonnabend di New York. Nel 1978 prima monografica museale alla Städtische Kunsthalle di Düsseldorf. Nel 1980 sala personale alla Biennale di Venezia — con l’installazione *Dioniso*, nove tele trasparenti per tre metri per nove, un trionfo. Dal 2007 tra gli accademici nazionali dell’Accademia di San Luca di Roma.

Nel 2012 la mostra *Fragments 1968–2012* alla Casey Kaplan Gallery di New York viene indicata tra le “10 riscoperte piu’ emozionanti del 2012” e Roberta Smith sul New York Times scrive: “La sua arte merita un posto nella storia mondiale dell’astrattismo.” Nel 2013 la Tate Modern di Londra acquista *Segni orizzontali* (1975) e successivamente anche *Rosa e grigio* (1969). Nel 2022 il Centre Pompidou di Parigi gli dedica una mostra personale curata da Christine Macel — con 18 opere donate al museo e un’opera inedita creata appositamente (*La Recherche*, richiamo a Proust). Vive e dipinge a Torino.

Come riconoscere un’opera autentica di Giorgio Griffa

Archivio Giorgio Griffa: ogni opera autentica e’ registrata con un codice nel formato “AGG[anno]-[numero]” (es. AGG1975-078). Il certificato su fotografia rilasciato dall’Archivio Giorgio Griffa di Torino e’ il documento principale. Molte opere recano anche l’autentica su fotografia firmata direttamente dall’artista.

Firma e data: Griffa firma e data generalmente al retro in corsivo minuscolo: “giorgio griffa, [anno]” o “giorgio griffa [anno]”. La firma e’ in minuscolo, non in maiuscolo. Alcune opere degli anni Settanta recano anche il riferimento alla galleria (es. “GALLERIA 71-019”).

Caratteristiche materiali: le tele sono grezze e non preparate — juta, lino o cotone non preparato, senza imprimitura. Non sono montate su telaio. Il colore e’ acrilico ad acqua, diluito, applicato con pennello senza pressione eccessiva. La tela non e’ mai riempita completamente: il segno si interrompe prima dei margini. Qualsiasi opera con tela preparata, montata su telaio o con colore coprente denso non appartiene al suo registro maturo.

Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Giorgio Griffa

Quanto vale un’opera di Giorgio Griffa?
Le tele dei cicli fondativi (Segni primari, Linee orizzontali) degli anni 1968–1979 raggiungono tra 30.000 e 95.000 euro o piu’. I medi formati degli anni Ottanta–Novanta tra 8.000 e 40.000 euro. I piccoli formati tra 3.000 e 15.000 euro. Gli acquerelli su carta tra 800 e 5.000 euro.

Qual e’ il record d’asta di Giorgio Griffa?
Circa 95.000 dollari per Senza titolo (1978), aggiudicato nel 2021. Le opere degli anni Sessanta–Settanta sono quelle che raggiungono i valori piu’ alti e sono in costante crescita dopo l’acquisizione da parte della Tate Modern e della mostra al Centre Pompidou.

Cosa ha scritto Roberta Smith sul New York Times di Griffa?
In occasione della mostra *Fragments 1968–2012* alla Casey Kaplan Gallery di New York (2012), la critica d’arte americana Roberta Smith ha scritto: “La sua arte merita un posto nella storia mondiale dell’astrattismo.” E’ il riconoscimento critico internazionale piu’ importante della sua carriera.

Cosa sono i cicli pittorici di Griffa?
Griffa ha sviluppato undici cicli pittorici, ciascuno con una data d’inizio ma nessuno con una data di fine — i cicli si compenetrano. I principali: Segni primari (dal 1967), Quasi dipinto, Linee orizzontali (1973–75), Connessioni, Frammenti, Alter ego (dal 1979), Tre linee con arabesco (dal 1990), Numerazioni, Sezione Aurea (dal 2008), Dilemma.

Come posso vendere un’opera di Giorgio Griffa?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.