Emilio Isgrò: quotazioni, prezzi e valutazioni delle opere

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, Sicilia, 1937) e’ il padre della Cancellatura — uno dei linguaggi artistici piu’ originali e piu’ influenti dell’arte italiana del secondo Novecento. Dal 1964 copre con tratti densi di inchiostro nero pagine di giornali, enciclopedie, libri di scuola, spartiti musicali, carte geografiche — lasciando emergere solo poche parole scelte. Non e’ un atto di distruzione: e’ “distruzione apparente, custodia reale, silenzio dell’anima, desiderio di nuova verità.” Ha cancellato la Treccani e l’Enciclopedia Britannica (24 volumi, 1969). Il suo Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e’ agli Uffizi di Firenze. Tre opere sono al Centre Pompidou di Parigi. Il record documentato e’ di circa 270.000 dollari, nel 2019. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.

Emilio Isgrò quotazioni opere prezzi valutazioni

CONTATTACI — oppure WhatsApp: (+39) 320 574 7749

Quanto vale un’opera di Emilio Isgrò?

Il mercato di Isgrò e’ in fase di consacrazione definitiva — con un interesse crescente dai collezionisti italiani verso quelli internazionali (Stati Uniti, Francia, Asia). Le cancellature storiche degli anni Sessanta–Settanta sono le piu’ ambite e le piu’ rare. Le cancellature di enciclopedie intere (la Britannica in 24 volumi fu proposta ad Art Basel per 1 milione di euro) rappresentano il vertice assoluto. Le grafiche — serigrafie, litografie, stampe — sono la fascia piu’ accessibile e liquida.

Tipologia Periodo / Note Fascia di prezzo
Cancellature su libri ed enciclopedie (pezzi storici) Anni ’60–’70, i lavori fondativi € 30.000 – € 270.000+
Cancellature su carta e su tela (medi formati) Vari periodi, giornali e testi cancellati € 5.000 – € 40.000
Opere su carta (piccoli formati) Cancellature e poesie visive € 1.500 – € 8.000
Grafiche (serigrafie, litografie, stampe) Edizioni firmate e numerate € 300 – € 3.000
Sculture monumentali Pezzi unici su commissione Fuori mercato ordinario

I fattori piu’ importanti per il valore: il periodo (le cancellature degli anni 1964–1975 sono il vertice assoluto — i libri storici cancellati), il soggetto cancellato (i grandi testi istituzionali — Treccani, Britannica, Larousse — raggiungono i valori piu’ alti), le dimensioni, la provenienza documentata e il certificato dell’Archivio Emilio Isgrò di Milano.

Il record e i principali risultati di mercato

Il record documentato e’ di circa 270.000 dollari, raggiunto nel 2019. L’Enciclopedia Britannica cancellata (24 volumi, 1969) — presentata da Tornabuoni alla sezione Unlimited di Art Basel — era offerta per 1 milione di euro, con trattative avviate con il Centre Pompidou di Parigi. Il mercato di Isgrò conta oltre 1.000 passaggi d’asta, con una percentuale di venduto che negli anni piu’ recenti ha superato il 75% in tutte le tipologie di opere.

La Cancellatura: “distruzione apparente, custodia reale”

Nel 1964 Emilio Isgrò compie un gesto che in apparenza sembra semplicissimo — e che in realta’ e’ rivoluzionario. Prende un articolo di giornale, un libro di scuola, un’enciclopedia. Li copre con tratti densi di inchiostro nero, lasciando emergere solo poche parole — scelte, isolate, messe in relazione tra loro in modi che il testo originale non aveva previsto. Il testo muore? No. Il testo rinasce. Il gesto della cancellatura non e’ distruzione: e’ selezione, e’ concentrazione, e’ liberazione del linguaggio dalla tirannia del contesto.

Isgrò lo spiegava cosi’: “La cancellatura e’ il mattone che serve alla costruzione, o, meglio ancora, lo zero in matematica, chiamato a formare tutti i numeri e tutti i valori.” E ancora, a chi gli faceva notare la somiglianza con la cancel culture contemporanea: “La mia cancellatura e’ concettualmente ed esteticamente il contrario: distruzione apparente, custodia reale, silenzio dell’anima, desiderio di nuova verità.

Il gesto si espande progressivamente. Dai giornali alle enciclopedie — i monumenti del sapere istituzionale: la Treccani (il “luogo piu’ istituzionale, ferrigno ed aureo della cultura italiana”), l’Enciclopedia Britannica (24 volumi, 1969), la Larousse, la Sovietica. In ognuno di questi atti c’e’ una critica al potere del sapere organizzato, alla relazione tra conoscenza e autorita’. Poi le carte geografiche, gli spartiti musicali, i telex. Poi le immagini iconiche della cultura di massa — come la celebre *Jacqueline* (1965), in cui il testo sostituisce e cancella l’immagine di Jacqueline Kennedy chinata sul marito colpito dall’attentato.

Dagli anni Novanta in poi la Cancellatura entra nella scultura e nelle installazioni pubbliche monumentali: il Seme d’arancia (1998, donato alla citta’ natale), il Seme dell’Altissimo (marmo, 7 metri, Expo Milano 2015), il Monumento all’Inferno (2018, IULM Milano), il *Non uccidere* (2023, MAXXI Roma) — dove dei Dieci Comandamenti, tradotti in undici lingue, e’ rimasto leggibile solo il quinto: NON UCCIDERE.

Hai un’opera di Emilio Isgrò? Invia le foto per una valutazione gratuita

Come vendere un’opera di Emilio Isgrò

La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Emilio Isgrò con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati alle cancellature storiche degli anni Sessanta–Settanta su giornali, libri ed enciclopedie. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.

  1. Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio del testo cancellato e delle parole rimaste leggibili), del retro completo. Isgrò firma generalmente al retro o in basso a destra con “Emilio Isgrò” e la data.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (inchiostro su carta di giornale, inchiostro su pagina di libro/enciclopedia, tecnica mista su tela, serigrafia) e l’anno se indicato.
  3. Indicate il testo di base (giornale, enciclopedia, libro di scuola, spartito) e, se riconoscibile, le parole rimaste leggibili — che spesso identificano il titolo dell’opera.
  4. Indicate qualsiasi documentazione disponibile: certificato dell’Archivio Emilio Isgrò di Milano, provenienza da gallerie storiche (Galleria Apollinaire Milano, Galleria Schwarz Milano, Galleria Tornabuoni, M77 Milano), precedenti d’asta.
  5. Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.

WhatsApp: (+39) 320 574 7749  |  Modulo di contatto

Domande frequenti sulla vendita

Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.

Quali documenti servono?
Il certificato dell’Archivio Emilio Isgrò di Milano e’ il documento principale. La provenienza da gallerie storiche (Apollinaire Milano, Schwarz Milano, Tornabuoni) e’ lo strumento integrativo principale.

Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

Biografia di Emilio Isgrò

Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina, Sicilia) il 6 ottobre 1937. Nel 1956 esordisce letterario con la raccolta di poesie Fiere del Sud (Arturo Schwarz Editore) — citata favorevolmente da Pier Paolo Pasolini. Si trasferisce a Milano. Dal 1960 al 1967 vive a Venezia come responsabile delle pagine culturali de Il Gazzettino. In quegli anni conosce Eugenio Montale, con cui passeggia per calli e ponti — Montale che passava il tempo a parlare, con affetto, male di Quasimodo e di Ungaretti. Nel 1964 realizza le prime Cancellature su giornali ed enciclopedie — contribuendo alla nascita della Poesia Visiva e dell’Arte Concettuale. Nel 1966 personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia: pubblica Dichiarazione 1, in cui definisce la poesia come “arte generale del segno”.

Cancella la Treccani (1970), poi l’Enciclopedia Britannica (24 volumi, 1969), la Larousse, la Britannica, la Sovietica. Nel 1971 realizza Dichiaro di non essere Emilio Isgrò — acquisito dagli Uffizi di Firenze nel 2014. Biennale di Venezia nel **1972, 1978, 1986, 1993**. Primo premio alla Biennale di San Paolo (1977). Nel 1986 L’ora italiana al Museo civico di Bologna — in memoria delle vittime della strage del 2 agosto 1980. Nel 1992 partecipa alla mostra The Artist and the Book al MoMA di New York. Nel 1994 alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Nel 2017 tre opere — tra cui Il Cristo cancellatore (1968) — entrano nella collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi. Nel 2019 grande antologica alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, curata da Germano Celant — catalogo Treccani. Nello stesso anno: Ambrogino d’Oro di Milano. Nel 2023 *Non uccidere* al MAXXI di Roma (con Mario Botta) — Medaglia del Presidente della Repubblica. Vive e lavora a Milano.

Come riconoscere un’opera autentica di Emilio Isgrò

Archivio Emilio Isgrò: il riferimento principale per l’autenticazione. Il certificato dell’Archivio e’ il documento indispensabile per la commerciabilita’ professionale.

Firma e data: Isgrò firma generalmente al retro delle opere con “Emilio Isgrò” e la data in corsivo. Alcune opere recano la firma in basso a destra sul fronte. L’accento grave sulla “o” di Isgrò e’ caratteristico e presente in tutte le firme autentiche.

Tecnica: le cancellature su carta di giornale mostrano il testo originale visibile attraverso l’inchiostro — il materiale del giornale (grana della carta, colore ingiallito dal tempo) e’ parte della materia dell’opera. Le cancellature su pagine di libri ed enciclopedie mostrano i bordi originali della pagina. Le cancellature su tela sono un’estensione del linguaggio alla pittura piu’ ampia. Qualsiasi opera senza il supporto testuale originale visibile (giornale, pagina, testo) non appartiene al registro delle cancellature.

Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Emilio Isgrò

Quanto vale una cancellatura di Emilio Isgrò?
Le cancellature storiche degli anni 1964–1975 su libri ed enciclopedie valgono tra 30.000 e 270.000 euro o piu’. I medi formati su carta tra 5.000 e 40.000 euro. I piccoli formati tra 1.500 e 8.000 euro. Le grafiche tra 300 e 3.000 euro.

Qual e’ il record d’asta di Emilio Isgrò?
Circa 270.000 dollari, raggiunto nel 2019. L’Enciclopedia Britannica cancellata (24 volumi, 1969) fu proposta ad Art Basel per 1 milione di euro con trattative avviate con il Centre Pompidou di Parigi.

Isgrò e la cancel culture: qual e’ la differenza?
Isgrò ha risposto direttamente: “Non mi piace la cancel culture. La mia cancellatura e’ concettualmente ed esteticamente il contrario: distruzione apparente, custodia reale, silenzio dell’anima, desiderio di nuova verita’.” La cancel culture cancella per eliminare; Isgrò cancella per rivelare.

Come faccio a sapere se un’opera di Isgrò e’ autentica?
Il certificato dell’Archivio Emilio Isgrò di Milano e’ il documento principale. La provenienza documentata da gallerie storiche (Apollinaire, Schwarz, Tornabuoni, M77) e la firma “Emilio Isgrò” con accento sulla “o” sono gli elementi chiave. La Galleria Ponti puo’ assisterti.

Come posso vendere un’opera di Emilio Isgrò?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.