Titina Maselli (Roma, 11 aprile 1924 – Roma, 22 febbraio 2005) e’ una delle figure piu’ originali e piu’ solitarie dell’arte italiana del secondo Novecento — pittrice, scenografa, protagonista silenziosa di una ricerca che ha anticipato la Pop Art italiana senza mai appartenerle, che ha riletto il Futurismo senza mai esserne figlia, che ha dipinto New York di notte, i pugili, i calciatori, Greta Garbo con una lucidita’ fredda e cinematografica che pochissimi suoi contemporanei hanno saputo eguagliare. Figlia del critico d’arte Ercole Maselli e sorella del regista Francesco “Citto” Maselli. A vent’anni vende il suo primo quadro al collezionista torinese Riccardo Gualino. La casa di via Sardegna in cui cresce e’ frequentata da Moravia, Morante, Guttuso, Savinio, Cecchi, Bontempelli. Nel 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina Accademica di San Luca. Il record documentato e’ di circa 63.250 euro per un’opera di cm 200×700 aggiudicata nel 2005. I dipinti a olio valgono tra 1.000 e oltre 20.000 euro. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.
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Quanto vale un’opera di Titina Maselli?
Il mercato di Titina Maselli e’ in fase di rivalutazione progressiva — sostenuta da importanti mostre istituzionali recenti (Villa Torlonia 2024, Palazzo Caetani Lovatelli 2020, Casa delle Armi 2014) e da una riscoperta critica che la riposiziona come precorritrice della Pop Art italiana. I grandi formati degli anni Sessanta–Settanta — i calciatori, i pugili, le composizioni urbane — sono i piu’ ricercati. La produzione giovanile degli anni Cinquanta, con le scene notturne di New York, e’ la piu’ rara sul mercato.
| Tipologia | Periodo / Soggetto | Fascia di prezzo |
|---|---|---|
| Dipinti a olio/acrilico su tela (grandi formati) | Calciatori, pugili, composizioni urbane, anni ’60–’80 | € 10.000 – € 63.250+ |
| Dipinti a olio/acrilico su tela (medi formati) | Soggetti sportivi, metropoli, anni ’60–’90 | € 4.000 – € 15.000 |
| Dipinti (periodo newyorkese, anni ’50) | Scene notturne, subway, bar, grattacieli — rari | € 8.000 – € 25.000 |
| Dipinti (piccoli formati, vari periodi) | Nature morte, studi, opere minori | € 1.000 – € 5.000 |
| Opere su carta (disegni, tecniche miste) | Studi preparatori e opere compiute | € 300 – € 2.000 |
| Bozzetti scenografici | Progetti per teatro e opera lirica | € 500 – € 3.000 |
I fattori piu’ importanti per il valore: il soggetto (i calciatori, i pugili e le composizioni urbane dei grandi formati sono i piu’ ricercati), il periodo (il periodo newyorkese 1952–55 e’ il piu’ raro; gli anni Sessanta–Settanta sono il vertice della maturita’), il formato (i grandi formati sono proporzionalmente piu’ preziosi), la provenienza documentata e la citazione nel catalogo ragionato Maselli – opere 1947–1997 (a cura di Marco Goldin, Marsilio, Venezia 1997).
Record e risultati di mercato
Il record documentato e’ di circa 63.250 euro per un’opera di dimensioni eccezionali (cm 200×700), aggiudicata nel 2005. Un grande acrilico su tela Calciatori e citta’ (cm 195×130, pubblicato nel catalogo Goldin-Marsilio 1997) e’ stato aggiudicato a 14.500 euro da Martini Studio d’Arte, su stima 15.000–20.000 euro. Le opere del periodo newyorkese (1952–55) — le piu’ rare — raggiungono le quotazioni piu’ alte in rapporto al formato. Il mercato e’ in crescita grazie alla rivalutazione critica in corso e alle mostre istituzionali recenti.
“Uscire dal fenomeno, passarlo come un ponte”: la pittrice della metropoli
Titina e’ il diminutivo di Modesta — il suo nome anagrafico, quasi una contraddizione con il personaggio. Nasce in via Sardegna, a Roma, in una casa che e’ un crocevia della cultura italiana del tempo: il padre Ercole Maselli e’ critico d’arte, e intorno al tavolo di casa siedono Alberto Moravia, Elsa Morante, Renato Guttuso, Alberto Savinio, Emilio Cecchi, Massimo Bontempelli, Corrado Alvaro. Quando la zia Olimpia sposa Stefano Pirandello, figlio di Luigi, quel cerchio si allarga ancora. E’ un’infanzia immersa nell’arte come respiro quotidiano. A vent’anni vende il suo primo quadro — il compratore e’ Riccardo Gualino, uno dei maggiori collezionisti italiani dell’epoca. Il titolo del dipinto e’ Case — acquistato direttamente dalla mostra alla Galleria di Roma nel settembre 1944, la “Prima Mostra d’arte Italia libera” promossa dal Partito d’Azione.
L’incontro che cambia tutto e’ con Toti Scialoja, che conosce nell’ambiente artistico romano e sposa il 16 luglio 1945, a ventun anni. Il matrimonio dura poco — “troppo simili e tanto diversi per durare”, ricorda Gino Marotta — ma il rapporto artistico e intellettuale con Scialoja segna profondamente la sua formazione. Nel 1948 la prima personale alla Galleria L’Obelisco di Roma — dove si presenta con una radicalita’ che sorprende: una macchina da scrivere, un telefono, una cartaccia arrotolata. Oggetti comuni. Niente di eroico, niente di pittoresco. La realta’ esatta come la si vede.
Poi, nel 1952, New York. Tre anni che cambiano tutto. La citta’ la travolge — i grattacieli che ostruiscono il cielo, le scale antincendio, i distributori di benzina, i pugili, i giocatori di baseball, i convogli della metropolitana colti in primissimo piano, il panorama urbano di notte con le luci al neon. La sua pittura assorbe tutto questo con uno sguardo “freddo, scevro da implicazioni sentimentali, narrative, sociologiche, come anche da seduzioni pittoriche“. Non e’ nostalgia, non e’ critica sociale, non e’ esaltazione. E’ osservazione pura — un modo di guardare la metropoli che lei stessa definira’: “uscire dal fenomeno, passarlo come un ponte per toccare l’altra sponda: delle cose la verita’ ancora non percepita“.
Quando torna in Europa — un periodo in Austria, poi Roma dagli anni Sessanta — la sua pittura diventa ancora piu’ fredda, piu’ piatta, piu’ bidimensionale. Colori accesi e antinaturalistici, campiture geometriche, figure bloccate come fotogrammi di un film. I calciatori, i pugili, i ciclisti — corpi senza volto che sintetizzano il movimento in un’icona grafica. E’ questo il periodo piu’ ricercato dal mercato: la Pop Art italiana ante litteram, la risposta romana e solitaria a quello che Hamilton, Warhol e Lichtenstein stavano facendo oltreoceano, senza che lei avesse bisogno di loro per arrivarci.
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Come vendere un’opera di Titina Maselli
La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Titina Maselli con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati ai grandi formati degli anni Sessanta–Settanta con soggetti sportivi e metropolitani. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista, inclusi i bozzetti scenografici.
- Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio della firma e del soggetto), del retro completo. Maselli firmava generalmente al retro con “Maselli” o “T. Maselli” in corsivo, con il titolo e la data. Molte opere recano al retro un’etichetta con titolo e anno scritta di pugno dall’artista.
- Indicate le dimensioni in centimetri (altezza x larghezza), la tecnica (olio su tela, acrilico su tela, tecnica mista su carta) e l’anno se indicato.
- Indicate il soggetto con precisione (calciatore/i, pugile/i, ciclista/i, scena urbana notturna, grattacielo, subway, natura morta, ritratto, Greta Garbo) e il periodo di appartenenza.
- Indicate qualsiasi documentazione disponibile: citazione nel catalogo Maselli – opere 1947–1997 (Marco Goldin, Marsilio, Venezia 1997), provenienza da gallerie storiche (Galleria L’Obelisco Roma, Galleria Fante di Spade Milano, Fondazione Maeght Saint-Paul-de-Vence), precedenti d’asta.
- Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.
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Domande frequenti sulla vendita
Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.
Quali documenti servono?
Il catalogo Maselli – opere 1947–1997 (Marsilio, 1997) e’ il riferimento principale. La provenienza da gallerie storiche e la firma al retro con titolo e data sono gli indicatori principali di autenticita’.
Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.
Biografia di Titina Maselli
Titina Maselli — nome anagrafico Modesta — nasce a Roma l’11 aprile 1924, figlia del critico d’arte Ercole Maselli e di Elena Labroca. Il fratello minore e’ il regista Francesco “Citto” Maselli. La casa di via Sardegna e’ frequentata da Moravia, Morante, Savinio, Guttuso, Cecchi, Bontempelli. A vent’anni vende il primo quadro a Riccardo Gualino. Conosce Toti Scialoja nell’ambiente artistico romano e lo sposa il 16 luglio 1945. Nel 1948 prima personale alla Galleria L’Obelisco, Roma. Biennale di Venezia dal 1950 al 1995; Quadriennale di Roma dal 1951 al 2000. Nel 1952–55 soggiorno a New York — nascono le scene notturne, i subway, i pugili, i grattacieli. Soggiorno in Austria fino al 1958, poi ritorno definitivo a Roma. Nel 1972 mostra alla Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence. Nel 1975 prima monografia scritta da Jean-Louis Schefer. Nel 1979 grande antologica al Kunstamt Kreuzberg di Berlino (presentazione di Jacques Dupin e Gilles Aillaud). Nel 1980 due pièces di Beckett al Festival di Avignone con il regista Bernard Sobel. Nel 1981 personale al Grand Palais di Parigi e — a Berlino — la scenografia di Sei personaggi in cerca d’autore per Klaus-Michael Gruber (Freie Volksbühne). Nel 1985 antologica alla Pinacoteca di Macerata curata da Enrico Crispolti. Nel 1989 personale a Roma presentata da Achille Bonito Oliva. Nel 1997 catalogo ragionato a cura di Marco Goldin (Marsilio, Venezia). Nel 2000 il presidente Carlo Azeglio Ciampi la nomina Accademica di San Luca. Muore a Roma il 22 febbraio 2005. Mostre postume principali: Essere in movimento, Casa delle Armi Roma (2014, cura di Bartolomeo Pietromarchi); antologica ai Musei di Villa Torlonia, Roma (2024).
Come riconoscere un’opera autentica di Titina Maselli
Firma e retro: Maselli firmava generalmente al retro della tela con “Maselli” o “T. Maselli” in corsivo, accompagnato dal titolo e dall’anno. Molte opere recano al retro un’etichetta o un’iscrizione di pugno dell’artista con queste informazioni. Alcune opere portano la firma anche al fronte, in basso a destra, ma e’ meno frequente.
Soggetti e stile per periodo: le opere giovanili (1947–1951) mostrano oggetti comuni — bottiglie, macchine da scrivere, bistecche, telefoni — su fondi scuri tra il nero e il verde scuro, con una qualita’ tonal-espressionista. Le opere del periodo newyorkese (1952–55) mostrano vedute urbane notturne con luci al neon, subway, scale antincendio, colori piu’ vivaci e riferimenti al dinamismo futurista. Dal 1960 in poi il segno diventa piu’ freddo e piatto — campiture di colore antinaturalistico, figure geometrizzate, pugili e calciatori bloccati come fotogrammi, sfondo urbano quasi astratto.
Catalogo ragionato: il volume Maselli – opere 1947–1997 (a cura di Marco Goldin, Marsilio, Venezia 1997) e’ il riferimento principale per l’autenticazione. Le opere catalogate con numero di pagina costituiscono la massima garanzia di provenienza critica.
Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Titina Maselli
Quanto vale un dipinto di Titina Maselli?
I grandi dipinti con calciatori, pugili e composizioni urbane degli anni Sessanta–Settanta valgono tra 10.000 e 63.250 euro o piu’. I medi formati tra 4.000 e 15.000 euro. Le rare opere del periodo newyorkese (1952–55) tra 8.000 e 25.000 euro. I piccoli formati tra 1.000 e 5.000 euro. Le opere su carta tra 300 e 2.000 euro.
Qual e’ il record d’asta di Titina Maselli?
Circa 63.250 euro per un’opera di grandi dimensioni (cm 200×700), aggiudicata nel 2005. Un grande acrilico Calciatori e citta’ (cm 195×130) e’ stato aggiudicato a 14.500 euro da Martini Studio d’Arte.
Titina Maselli e’ considerata Pop Art italiana?
Non esattamente. La critica la considera una figura che ha anticipato la Pop Art italiana senza farne parte nel senso stretto. La sua pittura fredda e bidimensionale degli anni Sessanta condivide alcune caratteristiche visive della Pop Art — colori antinaturalistici, iconografia metropolitana e sportiva — ma nasce da un percorso autonomo, sviluppato a partire dall’esperienza newyorkese e dal confronto con il Futurismo italiano, senza rapporto diretto con Warhol o Lichtenstein.
Come faccio a sapere se un’opera di Titina Maselli e’ autentica?
La firma al retro con titolo e data, la citazione nel catalogo Goldin-Marsilio (1997) e la provenienza da gallerie storiche (L’Obelisco Roma, Fante di Spade Milano, Fondazione Maeght) sono i principali indicatori. La Galleria Ponti puo’ assisterti nella valutazione.
Come posso vendere un’opera di Titina Maselli?
Invia foto del fronte, retro e firma (con titolo e data se presenti) via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.
