Attilio Simonetti

Attilio Simonetti pittore quadro dipinto orientalista

Biografia di Attilio Simonetti

Origini e formazione

Attilio Simonetti nacque a Roma il 13 aprile 1843 in una famiglia di artisti. Suo padre Francesco era un rinomato orafo, cesellatore e incisore, mentre sua madre Carolina Raffaelli proveniva da una storica famiglia di mosaicisti romani di grande prestigio. Questa eredità familiare ricca di tradizione artistica lo indirizzò naturalmente verso la pratica del disegno e della pittura fin dalla più giovane età.

La sua formazione artistica avvenne presso istituzioni prestigiose della capitale: studiò all’Accademia di San Luca e frequentò la celebre Scuola di Giggi in Via Margutta, dove verso il 1858 conobbe il pittore catalano Mariano Fortuny y Marsal, incontro che avrebbe determinato il corso della sua intera carriera. Con Fortuny strinse un’amicizia profonda e duratura, diventandone il principale allievo e condividendo con lui lo studio a Palazzo Altemps e numerosi viaggi attraverso Italia, Francia e Spagna. L’influenza di Fortuny fu decisiva: gli trasmise una tavolozza luminosa e variegata, l’amore per il dettaglio minuzioso, l’eleganza nella composizione e quella straordinaria capacità di rendere la qualità tattile dei materiali che caratterizzerebbe per sempre la produzione di Simonetti.

Esordio e affermazione nel mercato parigino

Simonetti esordì al Salon di Parigi nel 1867, ma il vero successo giunse nel 1875, quando grazie ai consigli di Fortuny riuscì a conquistare definitivamente il pubblico parigino con opere caratterizzate da una ricchezza cromatica sempre più sfrenata e da una descrizione minuta dei dettagli. Nel 1877 partecipò all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli, presentando i dipinti Un araldo e Un tamburo, che furono acquistati dal principe Umberto di Savoia e lo resero celeberrimo.

Fu in questo periodo che entrò in contatto con il prestigioso mercante parigino Adolphe Goupil, figura centrale nel mercato artistico internazionale dell’epoca. Grazie all’intercessione di Fortuny e alla qualità eccezionale delle sue opere, Simonetti divenne rapidamente uno dei pittori di genere più richiesti sia in Italia che all’estero. Le sue opere, riprodotte da Goupil tramite incisioni, conquistarono i gusti dei collezionisti europei e americani, facendo di Simonetti un protagonista assoluto del cosiddetto “gusto Goupil” – quel connubio di virtuosismo tecnico, eleganza narrativa e raffinatezza decorativa che caratterizzò la pittura di genere di fine Ottocento.

Fondazione dell’Associazione degli Acquarellisti e maturità artistica

Nel 1875 Simonetti fu tra i fondatori dell’Associazione degli Acquarellisti Romani, organizzazione che riuniva alcuni dei più talentuosi artisti romani accomunati dalla volontà di preservare e promuovere la tecnica dell’acquarello. Partecipò attivamente alle esposizioni dell’associazione fino al 1883, durante il quale anno presentò tre opere di straordinario successo all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma: La filatrice, Gioie materne e Un governatore.

Durante gli anni Settanta e Ottanta, Simonetti sviluppò pienamente il suo stile maturo, caratterizzato da una vivacità cromatica smagliante, dalla leggerezza dei temi, dalla ricchezza quasi maniacale dei particolari di arredamenti, stoffe e costumi. Le sue scene di genere – che raffiguravano eleganti aristocratici del Settecento, cavalieri in costume, figure orientaliste e scene di vita contemporanea – conquistarono immediatamente il mercato internazionale e lo resero uno degli artisti più richiesti della sua epoca.

La carriera di antiquario e il Palazzo Simonetti

Accanto all’attività di pittore, Simonetti coltivò fin dagli anni Settanta una passione crescente per il collezionismo di opere d’arte antica e oggetti decorativi. La passione di Fortuny per l’antiquariato – condivisa da Simonetti – si trasformò gradualmente in una vera e propria attività commerciale. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, l’artista iniziò a dedicarsi sempre più intensamente al commercio di opere d’arte, mantenendo comunque una produzione pittorica di altissima qualità.

Nel 1890 Simonetti acquistò l’edificio neoclassico fatto costruire dal principe Baldassarre Odescalchi in Via Vittoria Colonna nel rione Prati di Roma. Questo palazzo divenne il suo atelier personale, la sua residenza e la sede della sua rinomata Galleria di Antiquariato. La Galleria Simonetti si trasformò in uno dei più prestigiosi spazi dell’arte e dell’antiquariato romano, meta abituale di illustri collezionisti, magnati finanziari e esponenti dell’aristocrazia europea. Tra i suoi clienti più illustri figuravano John Pierpont Morgan, il celebre magnate finanziario americano, e William Waldorf Astor, per il quale Simonetti progettò l’arredamento e la decorazione della celebre Villa Pompeiana a Sorrento, ispirata alla Casa dei Vettii di Pompei.

La vastissima collezione di Simonetti comprendeva maioliche rinascimentali, tappeti orientali di straordinaria rarità, stoffe antiche, armature medievali, mobili di varie epoche e oggetti d’arte applicata di eccezionale qualità. Questo straordinario patrimonio privato rifletteva il suo gusto raffinatissimo e la sua profonda conoscenza della storia dell’arte e del design.

Stile e tecnica

Lo stile di Attilio Simonetti rappresenta uno dei vertici dell’orientalismo italiano e della pittura di genere di fine Ottocento. La sua pennellata è caratterizzata da una minuzia straordinaria, da un virtuosismo tecnico assoluto nel render gli effetti luminosi e tattili dei materiali: le sete preziose, i broccati ricamati, gli ottoni cesellati, le maioliche smaltate, i tappeti annodata, le ceramiche azzurre e dorate.

La tavolozza cromatica di Simonetti è smagliante e saturata: ricorre frequentemente ai rossi carminio, ai verdi smeraldo, agli azzurri lapislazzuli, agli ori brillanti, ai rosa teneri, creando composizioni di straordinaria ricchezza visiva e di grande effetto decorativo. Ereditò da Fortuny l’uso sapiente dell’acquarello e la predilezione per una tavolozza luminosa e variegata, portatrice di un fare pittorico veloce, brio e leggerezza.

La composizione delle sue opere è sempre studiata con estrema cura per guidare l’occhio dello spettatore attraverso un labirinto di dettagli esotici verso le figure femminili – spesso odalische sdraiate su divani preziosi, donne velate al mercato, danzatrici coperte di monili d’oro. La prospettiva è talvolta appiattita in favore di un effetto decorativo e “mosaicato”, tecnica che aumenta l’impatto visivo dell’insieme.

Simonetti fu maestro nel creare atmosfere opulente e seducenti, nel evocare mondi esotici idilliaci popolati da figure eleganti immerse in ambienti ricchi di elementi decorativi: narghilè ornati, lampade moresche traforate, divisori arabeggianti, tappeti persiani, tende di seta preziosa. Ogni dipinto è una celebrazione del lusso, del dettaglio e della bellezza formale, perfettamente calibrato sul gusto borghese della sua epoca.

Opere principali e tematiche

Attilio Simonetti è celeberrimo soprattutto per le scene orientaliste che costituiscono la parte più importante e ricercata della sua produzione. I soggetti dominanti sono: interni di harem lussuosi, odalische distese su divani preziosi, suq e mercati arabi affollati di figure vivaci, cortili moreschi, caravanserragli, scene di vita orientale idealizzata secondo il gusto europeo dell’epoca.

Accanto all’orientalismo, Simonetti produsse anche eleganti scene di genere in costume settecentesco, caratterizzate dalla stessa minuzia narrativa e dalla stessa ricchezza di particolari: aristocratici in conversazione, dame in interni raffinati, scene galanti, momenti di vita quotidiana resi poetici dall’eleganza della composizione e dalla ricercatezza del dettaglio. Tra le sue opere più celebri si annoverano L’odalisca, Dopo il ballo, Gioia materna, La filatrice, Un governatore, Scena galante, L’ubriaco, L’ora del tè, Il giocattolo nuovo, A Villa Borghese, Le Grazie e Divertimento a corte.

Le figure femminili dominano la sua iconografia: giovani donne in costume orientale, odalische seminude su divani preziosi, venditrici di fiori nei mercati arabi, danzatrici del ventre coperte di monili d’oro e argento, dame settecentesche in interni aristocratici. La descrizione del corpo femminile è sempre elegante e idealizzata, mai volgare, sempre sottomessa a un rigore compositivo di alto livello.

Ultimi anni e morte

Negli anni Novanta dell’Ottocento, Simonetti ridusse progressivamente la sua produzione pittorica per dedicarsi sempre più intensamente all’attività di antiquario e mercante d’arte. Tuttavia, anche durante gli ultimi decenni della sua vita, continuò a produrre opere di straordinaria qualità, caratterizzate da una raffinatezza ancora più marcata e da una meditata eleganza.

Simonetti morì a Roma nel gennaio 1925, circondato da stima internazionale e da un enorme successo commerciale. La sua galleria di antiquariato continuò l’attività sotto la guida dei suoi successori, mantenendo la reputazione di uno dei più importanti spazi dell’arte e del design decorativo a Roma.

Riconoscimenti internazionali e collezioni pubbliche

Durante la sua vita, Simonetti ricevette riconoscimenti significativi. Fu membro dell’Accademia di San Luca di Roma, insegnò presso istituzioni artistiche romane, e partecipò a numerose esposizioni internazionali di rilievo, tra cui i Salon parigini, la Biennale di Venezia, l’Esposizione Internazionale di Monaco di Baviera e la Fiera Colombiana di Chicago.

Le sue opere furono acquisite da prestigiosi collezionisti internazionali, tra cui il principe Umberto di Savoia, la contessa Julie de Rothschild, John Taylor Johnston (uno dei fondatori del Metropolitan Museum of Art di New York), John Pierpont Morgan e William Waldorf Astor. Oggi, opere di Simonetti sono conservate nelle più importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Metropolitan Museum di New York, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Museo Capodimonte di Napoli e l’Irpino di Avellino.

Mercato e quotazioni di Attilio Simonetti

Il mercato di Attilio Simonetti è internazionale, sebbene attualmente caratterizzato da una domanda più contenuta rispetto al grande successo che ebbe durante la sua vita e nei decenni immediatamente seguenti. La quotazione delle sue opere dipende significativamente dalle dimensioni, dalla qualità esecutiva, dal soggetto (le scene orientaliste sono generalmente più ricercate), dalla provenienza e dallo stato di conservazione.

Quotazioni generali: Gli oli e gli acquarelli di Attilio Simonetti presentano attualmente quotazioni molto variabili, generalmente comprese tra i 200 e i 3.500 euro, a seconda di molteplici fattori. Le opere di piccolo formato, studi preparatori, bozze meno elaborate o soggetti meno complessi si collocano nella fascia più bassa del mercato. Le opere di formato medio, caratterizzate da composizioni elaborate e buona qualità esecutiva, raggiungono valori intermedi. I dipinti di grande formato, caratterizzati da straordinario virtuosismo tecnico, da soggetti scenograficamente complessi (grandi harem, vivaci scene di mercato, cortili moreschi elaborati) e provenienti da importanti collezioni, possono superare i 4.000 euro, anche se queste vendite sono oggi piuttosto rare.

Il record di vendita più significativo registrato è di 28.500 euro, cifra raggiunta nel 2002 dall’opera La sommarata (1860, olio su tela, 75 x 110 cm), dipinto di straordinaria qualità e grande impatto visivo.

Il mercato è prevalentemente nazionale e anglosassone, con particolare interesse da parte di collezionisti britannici, americani e scandinavi. Nonostante le quotazioni attuali siano generalmente inferiori ai picchi raggiunti negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, Simonetti rimane una figura apprezzata tra i collezionisti di pittura di genere e orientalismo di fine Ottocento, specialmente per opere di alta qualità e provenienza documentata.

La valutazione accurata delle opere di Simonetti richiede competenza specialistica nel settore della pittura di genere e dell’orientalismo italiano, nonché una profonda conoscenza della storia del mercato antiquario romano di fine Ottocento. Elementi fondamentali per la stima comprendono: l’autenticità, la tecnica impiegata (olio, acquarello, disegno), le dimensioni, la firma, la provenienza, lo stato di conservazione, il soggetto trattato e la qualità della composizione.