Cecrope Barilli

Cecrope Barilli pittore quadro dipinto

Biografia di Cecrope Barilli

Cecrope Barilli (Parma, 2 aprile 1839 – Parma, 23 giugno 1911) è stato uno dei più importanti pittori della tradizione figurativa emiliana della seconda metà dell’Ottocento. Nato a Parma da Giuseppe Barilli, maestro alle scuole elementari, e da Amalia Scorticati, il giovane Cecrope fu incoraggiato dal padre a dedicarsi all’arte fin dalla più tenera età. Si iscrisse alla scuola d’arte parmense dove ebbe come maestro Francesco Scaramuzza, pittore di salda tradizione accademica. Tuttavia, il temperamento esuberante e la sensibilità artistica di Barilli lo spinsero ben presto a scostrarsi dai rigidi canoni accademici, ricercando un linguaggio figurativo più immediato e intimo.

Nel 1859, durante la guerra dell’indipendenza italiana, Cecrope Barilli si arruolò volontario e combatté valorosamente nella battaglia di Palestro, dimostrando così il suo impegno civile oltre che artistico. Questo episodio caratterizza la sua personalità di artista consapevole e partecipe dei grandi mutamenti della nazione.

Nel 1862, Barilli vinse il prestigioso pensionato artistico regionale con il quadro «Cristo converte il pubblicano Matteo» (oggi conservato nella Galleria Nazionale di Parma), opera che gli fruttò anche una medaglia d’oro in un concorso regionale a Bologna. Questo successo gli aprì le porte a esperienze formative di grande rilievo. Nel 1863, si trasferì a Firenze dove si formò in contatto con i contemporanei, in particolare i pittori dei Macchiaioli, e approfondì lo studio della pittura del Rinascimento, elementi che sarebbero divenuti fondamentali per la sua successiva attività di decoratore.

Formazione e periodi all’estero

Nel 1867, mosso da spirito irrequieto e indipendente, Barilli si trasferì a Parigi, dove rimase tre anni. La capitale francese rappresentò per lui un momento cruciale di maturazione artistica e professionale. Qui ebbe la fortuna di frequentare artisti di grande levatura, in particolare Gustave Doré, e di entrare in contatto con la vivace comunità intellettuale francese. Durante questo soggiorno parigino, realizzò le prime importanti commissioni per la decorazione di interni prestigiosi, tra cui alcuni soffitti nel palazzo di Madame Klaus, in cui si dimostrava già la sua capacità di compositore di grandi superfici decorative con eleganza e facilità.

Lo scoppio della guerra franco-prussiana nel 1870 lo costrinse a ritornare in Italia. Barilli si trasferì allora a Roma, dove rimase sino al 1876 salvo brevi intervalli. La capitale romana si rivelò straordinariamente fertile per la sua carriera: la sua fama di pittore alla moda, di impronta parigina, gli procurò una vastissima clientela e importanti commissioni ufficiali. In quegli anni decorò con composizioni allegoriche di notevole dimensione e qualità diverse sale del Palazzo del Quirinale, l’aula del Senato, il Palazzo della Consulta, il Ministero delle Finanze, nonché numerosi edifici pubblici e residenze private della Capitale. Lavori prestigiosi gli vennero commissionati anche in altre città: a Siena, a Torino (Palazzo Reale), a Livorno (dove decorò il soffitto della sala da ballo del Palazzo De Larderel) e ad Alessandria.

Ritorno a Parma e attività didattica

Nel 1878, nominato professore di Figura dell’Accademia di Belle Arti di Parma, Cecrope Barilli tornò definitivamente nella sua città natale. Qui si sposò con Anna Adanti e ne ebbe tre figli: Arnaldo, Bruno (che divenne compositore e critico musicale) e Latino, che seguì le orme paterne diventando anch’egli un pittore di talento.

In questa fase della sua vita, pur continuando attivamente l’attività di decoratore, Barilli ampliò la sua produzione con ritratti, scene di genere e soggetti storici e religiosi. La sua pittura si caratterizzava per la capacità di unire al ricordo della pittura francese quello della tradizione napoletana e degli insegnamenti dei Macchiaioli. Nel 1881 realizzò la Madonna delle Grazie per la chiesa di Cortemaggiore. Nel 1886, collaborò con l’artista Girolamo Magnani alla decorazione della volta della sala del Consiglio nel Municipio di Parma, un lavoro che testimonia la continuità della sua attività decorativa anche nel tardo periodo della carriera.

Tra 1878 e 1880, partecipò alle importanti esposizioni di Torino. Nel 1872 era stato nominato Accademico d’onore dell’Accademia di Parma, in riconoscimento dei suoi successi romani. Continuò a partecipare attivamente a manifestazioni nazionali e internazionali: espose a Nizza nel 1883 con «La Vendemmia» e a Londra nel 1888 con la mostra dell’Arte Italiana.

Ultimi anni e incarichi direttivi

A partire dal 1889, Barilli ricoprì incarichi ufficiali di primaria importanza: fu nominato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Parma e della Pinacoteca della città. Nel 1890 venne eletto consigliere comunale di Parma, testimonianza dell’alta considerazione in cui era tenuto dalla comunità cittadina. In questi ultimi anni della sua carriera, continuò a dipingere numerosi ritratti che confermano la vena di intensa poesia dei suoi primi tempi, oltre a scene di vita rurale con interni rustici, arie, e animali. Opere come il «Malatino», la «Contadinella», l’«Autoritratto» e la «Vendemmia», oggi conservate presso la Fondazione Cariparma e la Galleria Nazionale di Parma, testimoniano pienamente questa straordinaria capacità di cogliere la poesia della realtà quotidiana.

Cecrope Barilli morì a Parma il 23 giugno 1911. Nel 1939, ventotto anni dopo la sua scomparsa, il Sindacato degli Artisti di Parma dedicò una retrospettiva completa al pittore per il centenario della sua nascita, riconoscimento tangibile dell’importanza storica della sua figura nel panorama artistico italiano.

Stile e tecnica

La personalità artistica di Cecrope Barilli rappresenta una sintesi affascinante di diverse influenze e sensibilità. Pur operando in un contesto di tradizione accademica, il pittore seppe allontanarsi precocemente dai semplici schemi convenzionali, sviluppando un fare più sciolto e vivo, una sensibilità che lo distingue dagli altri artisti della sua generazione.

La sua formazione a Parma presso Scaramuzza rappresentò il fondamento accademico, ma l’esperienza fiorentina gli permise di accostarvisi alle più moderne espressioni veriste dei Macchiaioli, oltre che di approfondire lo studio appassionato della pittura rinascimentale italiana. A Parigi, il contatto con figure come Gustave Doré lo introdusse alle tecniche decorative di grande scala e alla vivacità della pittura francese contemporanea.

Nonostante l’evidente abilità decorativa dell’artista e la facilità con cui affrontava le vaste composizioni allegoriche, il suo fare più spontaneo e vivo si rivela nei quadri di soggetto e di genere: nei ritratti, nelle contadinelle, nei paesaggi, dove Barilli unisce il ricordo della pittura francese a quello della tradizione napoletana e dei Macchiaioli, creando una sintesi personale e riconoscibile.

La tecnica dell’olio su tela rappresentò il mezzo di espressione prediletto di Barilli, sia per i grandi cicli decorativi che per i dipinti di minore formato. La sua padronanza del colore, l’eleganza compositiva e la capacità di rendere con poesia gli aspetti della realtà caratterizzano tutta la sua produzione.

Opere principali

Il catalogo delle opere di Cecrope Barilli è vasto e articolato, distribuito tra grandi composizioni decorative, ritratti di notevole spessore psicologico e scene di genere di grande sensibilità.

Opere decorative e storiche:

  • Cristo converte il pubblicano Matteo (1862) – Galleria Nazionale di Parma. Opera che gli valse il pensionato artistico regionale e una medaglia d’oro a Bologna.
  • Decorazioni del Palazzo del Quirinale (1870-1876) – Roma. Grandi composizioni allegoriche realizzate in collaborazione con Domenico Bruschi.
  • Affreschi di palazzo e edifici pubblici romani – Incluse decorazioni nella Prefettura (Flora), nel Palazzo della Consulta, nell’aula del Senato e in altre sedi istituzionali.
  • Volta della Sala del Consiglio del Municipio di Parma (1886) – Realizzata in collaborazione con Girolamo Magnani, testimonia il perdurare dell’attività decorativa anche nel tardo periodo della carriera.
  • Madonna delle Grazie (1881) – Chiesa di Cortemaggiore. Opera di tema religioso che esprime la sensibilità spirituale dell’artista.
  • Soffitti del Palazzo De Larderel – Livorno. Tra cui le opere di grande formato Primavera e Il turbine.

Ritratti e scene di genere:

  • Il Malatino (circa 1882) – Fondazione Cariparma, Parma. Ritratto che esprime la vena di intensa poesia e sensibilità dell’artista.
  • Contadinella (o Piccola giardiniera) – Fondazione Cariparma, Parma. Esempio significativo della sua attitudine a cogliere poesia in soggetti di vita modesta.
  • Autoritratto – Galleria Nazionale di Parma. Dipinto di grande intensità psicologica dove il pittore si rappresenta in posa inconsueta, con uno sguardo concentrato e penetrante.
  • Vendemmia – Galleria Nazionale di Parma. Esposto alla Promotrice di Firenze nel 1883.
  • La Ciociara – Esposta all’esposizione di Torino del 1885.
  • La giardiniera di Saracinesco (1871) – Galleria Nazionale di Parma. Presentata all’Esposizione annuale di Belle Arti di Parma.
  • Una via di Marano (1871) – Galleria Nazionale di Parma.
  • La medicina – Olio su tela. Opera intima che raffigura un momento di quotidiana umanità domestica.

Oltre a queste opere maggiormente documentate, Barilli dipinse numerosi interni rustici, scene di aia, animali e paesaggi che arricchirono collezioni pubbliche e private in Roma, Parma e in altre città italiane e straniere.

Mercato e quotazioni

Il mercato di Cecrope Barilli si caratterizza per una notevole vitalità, specialmente a livello regionale dove l’artista mantiene una reputazione consolidata e radicata. Essendo una figura storica importante della pittura emiliana dell’Ottocento, le sue opere godono di interesse costante tra i collezionisti e gli appassionati di arte italiana del periodo.

Le quotazioni variano significativamente a seconda di molteplici fattori: la tecnica utilizzata (olio su tela, acquerello, disegno), le dimensioni della composizione, il soggetto raffigurato, la qualità pittorica, la presenza e la chiarezza della firma, la documentazione di provenienza, e soprattutto lo stato di conservazione dell’opera.

Categorie di valutazione generale:

Disegni e studi: Gli schizzi, i disegni a matita, gli acquerelli e i piccoli studi preparatori presentano un valore estimato generalmente compreso tra i 400 e 450 euro, anche se opere particolarmente significative o ben documentate possono superare questa fascia.

Dipinti di formato medio e minore: Le opere finite di formato piccolo e medio, così come quelle in corso di esecuzione, raggiungono generalmente valutazioni comprese tra 1.000 e 1.200 euro, secondo la qualità, l’importanza del soggetto e le condizioni di conservazione.

Dipinti di grande formato e opere significative: Le quotazioni di Cecrope Barilli per le sue opere più importanti, di maggior formato e rilevanza storico-artistica, possono facilmente superare i 2.500 euro, con possibilità di raggiungere valutazioni sensibilmente superiori in relazione alla qualità esecutiva e alla documentazione.

Record d’asta: Il prezzo di vendita record dell’artista è stato di 20.000 euro nel 1997, cifra che dimostra come opere particolarmente significative e ben provenienti possano raggiungere livelli di mercato notevolmente superiori alle quotazioni medie.

Per una corretta valutazione, è essenziale analizzare ogni opera caso per caso, considerando:

  • La tecnica utilizzata (olio, acquerello, tempera, ecc.)
  • Le dimensioni e il formato (studi, format ridotto, tele di grande formato)
  • Il soggetto (scene storiche e religiose godono generalmente di maggior apprezzamento; i ritratti, se di personaggi noti, possono acquisire significativi premi di valore)
  • La qualità pittorica e l’intensità espressiva
  • La leggibilità e la documentazione della firma
  • La provenienza e la storia colezionistica dell’opera
  • Lo stato di conservazione e gli eventuali restauri
  • La documentazione storica, le pubblicazioni, le ricerche d’archivio correlate

Il mercato internazionale del dipinto di Cecrope Barilli rimane moderatamente segmentato, con la maggior concentrazione di scambi in ambito italiano, dove l’artista gode della più alta reputazione e della più profonda conoscenza critica. Tuttavia, l’interesse per la pittura figurativa italiana dell’Ottocento è in costante crescita a livello internazionale, il che rappresenta una prospettiva positiva per gli investimenti in opere di questo artista.

Un ruolo determinante nella valutazione è ricoperto dall’autenticità e dalla documentazione dell’opera. Una provenance ben documentata, la presenza di vecchie perizie redatte da esperti riconosciuti, le pubblicazioni in cataloghi scientifici e la partecipazione a mostre importanti rappresentano elementi che incrementano significativamente il valore di mercato di un dipinto di Barilli.

Per chi possiede o desidera acquisire opere di Cecrope Barilli, è consigliabile affidarsi a esperti specializzati in pittura italiana dell’Ottocento, in grado di fornire valutazioni attendibili basate su una profonda conoscenza stilistica, tecnica e storica della figura dell’artista.