Biografia di Cesare Bertolla
Cesare Bertolla (Lucca, 1845 – Roma, 1920) è una delle figure più singolari del panorama artistico italiano di fine Ottocento: funzionario di Stato per professione, pittore per vocazione e passione autentica. Figlio di Giuseppe ed Eufemia Paolini, si laureò in giurisprudenza all’Università di Pisa nel 1868 e l’anno seguente entrò al Ministero degli Affari Esteri, dove avrebbe raggiunto il grado di capo sezione. Una carriera amministrativa solida e rispettabile, che tuttavia non riuscì mai a spegnere in lui la fiamma dell’arte.
Autodidatta nella pittura, Bertolla non frequentò accademie né si formò sotto la guida di maestri affermati: la sua scuola fu la natura stessa, la campagna laziale con le sue luci cangianti, le paludi, i casali abbandonati, le greggi e i butteri. La caccia, altra sua grande passione, lo portava spesso lontano dalla città, e fu proprio in queste escursioni che perfezionò il suo sguardo sul paesaggio rurale del Lazio, sviluppando una sensibilità pittorica raffinata e del tutto personale.
Il suo esordio pubblico avvenne nel 1875, quando partecipò per la prima volta all’esposizione della Società degli Amatori e Cultori delle Belle Arti di Roma, presentando l’opera Strada di campagna con biroccio. Da allora, prese parte a quasi tutte le edizioni annuali della rassegna, fino al 1913–1914. Poco dopo il suo debutto divenne socio dell’Associazione Artistica Internazionale, stringendo rapporti con i principali artisti attivi a Roma in quel periodo.
Con il suo studio in Via Nazionale 255, Bertolla divenne un volto familiare nell’ambiente artistico capitolino. Le fotografie d’epoca di Oreste Sgambati lo ritraggono tra gli assidui frequentatori della saletta Omnibus al Caffè Greco, storico punto di ritrovo per pittori, poeti e intellettuali di tutta Europa.
Il Gruppo dei XXV della Campagna Romana
Cesare Bertolla è annoverato tra i dieci fondatori originari del Gruppo dei XXV della Campagna Romana, il celebre sodalizio artistico attivo tra il 1904 e il 1930, che riunì venticinque artisti accomunati dalla passione per la pittura en plein air e per la rappresentazione autentica del paesaggio laziale. La leggendaria cena fondatrice si tenne presso la trattoria
