Andrea da Bologna (Andrea de’ Bartoli): opere, biografia e valutazione pittura medievale

Andrea da Bologna — identificato dalla critica moderna con Andrea de’ Bartoli — è uno dei pittori bolognesi più raffinati del Trecento italiano, miniatore e pittore da muro attivo tra il 1355 e il 1368, pittore di fiducia del potente cardinale spagnolo Egidio Albornoz. Le sue opere più importanti sono gli affreschi della cappella di Santa Caterina nella basilica inferiore di San Francesco ad Assisi (1368) — pagati 460 fiorini d’oro — e le miniature del Canzoniere delle Virtù e delle Scienze del fratello Bartolomeo, conservate al Museo Condé di Chantilly. Ha lavorato anche al castello Visconteo di Pavia per Galeazzo Visconti. Le sue opere si trovano oggi in musei e chiese — non circolano sul mercato antiquariale ordinario. La Galleria Ponti offre tuttavia valutazioni gratuite di pittura medievale e antica italiana, incluse tavole, miniature e affreschi staccati, con risposta in giornata.

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Andrea da Bologna e Andrea de’ Bartoli: lo stesso artista?

Il nome “Andrea da Bologna” raccoglie nella letteratura artistica storica due personalità distinte che la critica moderna — a partire dal fondamentale contributo di Roberto Longhi negli anni Trenta — ha progressivamente separato. Il primo è Andrea de’ Bartoli, miniatore e pittore documentato dal 1355 al 1368, pittore dell’Albornoz, autore degli affreschi di Assisi. Il secondo è un pittore diverso — forse identificabile con un Andrea di Deolao de’ Bruni residente ad Ancona nel 1377 — autore del polittico firmato nella Pinacoteca di Fermo (1369) e attivo nelle Marche. Questa pagina riguarda il primo: Andrea de’ Bartoli, il più raffinato e il meglio documentato dei due.

La confusione tra i due artisti è sopravvissuta a lungo nella letteratura critica — e sopravvive ancora in molte fonti non specializzate. La distinzione è stata definitivamente stabilita da Longhi e confermata dalla Treccani e dal Dizionario Biografico degli Italiani.

Il pittore del cardinale Albornoz: da Cesena ad Assisi

La figura di Andrea de’ Bartoli è indissolubilmente legata a quella di Egidio Albornoz (1310–1367) — il grande cardinale spagnolo che papa Innocenzo VI invia in Italia nel 1353 per riportare sotto il controllo papale i territori dello Stato della Chiesa, occupati da signori locali durante il periodo avignonese. L’Albornoz è uno dei personaggi politici più potenti del Trecento italiano — costruisce rocche, negozia con i comuni, convoca il primo Congresso cispadano — e ha anche una sensibilità artistica raffinata. Commissiona libri, miniature, affreschi. E il suo pittore di fiducia, il pittore che porta con sé negli spostamenti tra Cesena, Pavia e Assisi, è Andrea de’ Bartoli.

Il primo documento è del 18 agosto 1359 a Cesena: l’Albornoz paga Andrea per aver miniato alcuni libri scritti dal fratello, il poeta e calligrafo Bartolomeo de’ Bartoli. Sei anni dopo, nel dicembre 1365, Andrea riceve un pagamento per gli affreschi eseguiti tra luglio e settembre dello stesso anno nel castello di Galeazzo Visconti a Pavia — lavoro condotto insieme a Jacopino de’ Papazzoni e al figlio Pietro. Poi nel 1368 ad Assisi: il nipote dell’Albornoz, Federico Alvarez, gli paga 460 fiorini d’oro per gli affreschi della cappella di Santa Caterina nella basilica inferiore di San Francesco — “causa pingendi cappellam […] pro pictura tombe sita supra sepolturam”. È la cifra più alta documentata per un pittore bolognese del Trecento — un segnale chiaro del livello di stima di cui godeva.

Gli affreschi della cappella di Santa Caterina sono l’opera più importante e più accessibile di Andrea de’ Bartoli. Raffigurano storie della vita di santa Caterina d’Alessandria e figure di santi — con uno stile che fonde la tradizione bolognese (Vitale da Bologna, Simone dei Crocifissi) con gli influssi toscani e umbri assorbiti nei lunghi anni di lavoro al seguito dell’Albornoz. La critica ha notato in questi affreschi una qualita’ “aspra e icastica”, aliena dalle eleganze cortesi del gotico internazionale — una pittura diretta, narrativa, con una forza espressiva che anticipa alcune tensioni del Quattrocento.

Le miniature di Chantilly: il Canzoniere delle Virtù

L’opera più preziosa e più studiata di Andrea de’ Bartoli è probabilmente la più lontana da Assisi — conservata in Francia, al Museo Condé di Chantilly. Si tratta delle illustrazioni del Canzoniere delle Virtù e delle Scienze, un testo poetico composto e scritto dal fratello Bartolomeo de’ Bartoli per le nozze di Bruzio Visconti — figlio illegittimo di Luchino Visconti, signore di Milano. Andrea illustra il canzoniere del fratello con una serie di miniature di straordinaria qualita’ tecnica — figure stilizzate, colori intensi, una linea “ispida e selvatica” come la definisce la critica, lontanissima dalle raffinatezze francesizzanti che dominano la miniatura bolognese coeva.

Collegabile stilisticamente a queste miniature di Chantilly è anche la raffigurazione della bottega di un cartolaio nella Cronica di Pietro e Floriano da Villola (Bologna, Biblioteca Universitaria, 1456), datata 1351. E poi — nell’interpretazione di Carlo Volpe — la grande e drammatica Crocifissione del Palazzo Ducale di Mantova, databile intorno al 1350, che mostra legami stilistici evidenti con le figure dei soldati che si disputano le vesti di Cristo nelle miniature di Chantilly. La stessa vena realistica e icastica, la stessa distanza dall’eleganza cortese.

Lo stile: tra Bologna, Umbria e realismo

Andrea de’ Bartoli si forma nella tradizione bolognese del Trecento — quella di Vitale da Bologna (Vitale di Aimo de’ Cavalli, documentato dal 1330, morto tra il 1359 e il 1361) e di Simone dei Crocifissi — ma la lunga frequentazione dei territori umbri e marchigiani al seguito dell’Albornoz lo espone a influenze diverse: la pittura giottesca nella sua versione umbra, i grandi modelli di Assisi come potevano leggerli i pittori dell’Italia centrale della seconda meta’ del Trecento. Il risultato è uno stile personale e non facilmente classificabile — “eclettico” lo definisce l’Enciclopedia Italiana, con una connotazione non riduttiva ma descrittiva di un artista che sa muoversi tra tradizioni diverse senza appiattirsi su nessuna.

La critica moderna — da Longhi ad Arcangeli, da Volpe a Boskovits — ha progressivamente ricostruito il corpus delle opere attribuibili con certezza, scartando attribuzioni improprie (come gli affreschi di Santa Maria della Rocca a Offida, oggi assegnati al cosiddetto Maestro di Offida) e aggiungendone di nuove. L’opera su tavola attribuita con maggiore verosimiglianza è la raffigurazione dell’evangelista Marco conservata in una collezione privata di Ascoli Piceno.

Valutazione e acquisto di pittura medievale e antica italiana

Le opere di Andrea de’ Bartoli — affreschi, miniature, tavole — si trovano oggi in musei, chiese e collezioni istituzionali. Non circolano sul mercato antiquariale ordinario. Tuttavia la Galleria Ponti è attivamente interessata alla valutazione e all’acquisto di pittura medievale e antica italiana in tutte le sue forme — tavole dipinte su fondo oro, miniature su pergamena, affreschi staccati, sculture lignee, avori, smalti. Si tratta di un settore specializzato che richiede competenze storiche e attributive specifiche, e che può riservare sorprese significative in termini di valore.

Se possedete opere di pittura antica — tavole medievali, miniature su pergamena, dipinti su tavola dei secoli XIII–XVI, affreschi staccati, sculture lignee policrome — la Galleria Ponti offre una valutazione gratuita e riservata con risposta in giornata. Acquistiamo direttamente, con pagamento immediato e trattativa confidenziale.

  1. Inviateci foto dell’opera da più angolazioni — fronte, retro, dettaglio della superficie pittorica, dettaglio del supporto (tavola, pergamena, tela). Per le tavole medievali è importante fotografare anche i bordi e il retro per valutare il tipo di legno e la preparazione.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri e il soggetto (Madonna con Bambino, Cristo in croce, santo, scena narrativa, testo miniato).
  3. Indicate qualsiasi informazione disponibile sulla provenienza — da dove proviene l’opera, da quante generazioni è in famiglia, se ci sono documenti storici, fotografie d’epoca, etichette di gallerie o case d’aste.
  4. Riceverete una valutazione preliminare in giornata. Per opere di particolare interesse, possiamo organizzare un sopralluogo diretto a Roma o nelle principali città italiane.

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Biografia di Andrea de’ Bartoli (Andrea da Bologna)

Andrea de’ Bartoli nasce a Bologna nella prima metà del XIV secolo — le date di nascita e morte non sono documentate. Fratello del poeta e calligrafo Bartolomeo de’ Bartoli, si forma nella tradizione pittorica bolognese del Trecento, vicino allo stile di Vitale da Bologna e Simone dei Crocifissi. Il primo documento che lo riguarda è del 18 agosto 1359 a Cesena: il cardinale Egidio Albornoz lo paga per aver miniato alcuni libri del fratello Bartolomeo. Diventa il pittore di fiducia dell’Albornoz — lavorando al suo seguito negli spostamenti tra i territori dello Stato della Chiesa. Nel dicembre 1365 riceve un pagamento per affreschi eseguiti nel castello Visconteo di Pavia per Galeazzo Visconti, insieme a Jacopino de’ Papazzoni e al figlio Pietro. Nel 1368 è ad Assisi, dove il nipote dell’Albornoz, Federico Alvarez, gli paga 460 fiorini d’oro per gli affreschi della cappella di Santa Caterina nella basilica inferiore di San Francesco. Questa è l’ultima notizia documentata della sua attività. Le sue opere principali conservate sono gli affreschi della cappella di Santa Caterina ad Assisi, le miniature del Canzoniere delle Virtù e delle Scienze al Museo Condé di Chantilly, alcuni affreschi nel convento di San Nicolò a Osimo (Incoronazione della Vergine, Giudizio universale, Angeli musicanti) e — secondo l’attribuzione di Carlo Volpe — la Crocifissione del Palazzo Ducale di Mantova.

Domande frequenti su Andrea da Bologna e sulla pittura medievale italiana

Andrea da Bologna e Andrea de’ Bartoli sono la stessa persona?
Sì, nella letteratura critica moderna i due nomi si riferiscono allo stesso artista — il miniatore e pittore bolognese attivo dal 1355 al 1368, pittore di fiducia del cardinale Egidio Albornoz. Roberto Longhi ha distinto questo artista da un secondo pittore bolognese omonimo — attivo nelle Marche dal 1369 al 1377 e forse identificabile con un Andrea di Deolao de’ Bruni — con cui era stato a lungo confuso.

Dove si trovano le opere di Andrea da Bologna?
Le opere principali si trovano nella basilica inferiore di San Francesco ad Assisi (affreschi della cappella di Santa Caterina, 1368), al Museo Condé di Chantilly (miniature del Canzoniere delle Virtù e delle Scienze), nel convento di San Nicolò a Osimo (affreschi frammentari) e — secondo l’attribuzione di Volpe — nel Palazzo Ducale di Mantova (Crocifissione).

Le opere di Andrea da Bologna si trovano sul mercato?
No. Le opere certe o attribuite ad Andrea de’ Bartoli si trovano in musei, chiese e istituzioni. Non circolano sul mercato antiquariale. Tuttavia la Galleria Ponti valuta e acquista pittura medievale e antica italiana di qualsiasi tipo — tavole, miniature, affreschi staccati, sculture lignee.

Come posso far valutare una tavola medievale o una miniatura antica?
Invia foto da più angolazioni via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita e riservata. La Galleria Ponti acquista direttamente con pagamento immediato.

Quanto può valere una tavola medievale italiana?
Il valore della pittura medievale italiana varia enormemente — da poche migliaia di euro per tavole di qualità modesta o di attribuzione incerta, a centinaia di migliaia o milioni per opere di alta qualità con attribuzioni documentate. I fattori determinanti sono la qualità pittorica, la conservazione, il soggetto, la scuola di appartenenza e la provenienza documentata. Una valutazione professionale è sempre il primo passo necessario.