Edina Altara

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Biografia di Edina Altara

Edina Altara (Sassari, 9 luglio 1898 – Lanusei, 11 aprile 1983) è stata una delle figure più significative dell’arte italiana del Novecento, artista poliedrica e autodidatta, che operò con straordinaria versatilità nel campo della pittura, dell’illustrazione, della ceramica, del design e della moda. La sua carriera rappresenta una testimonianza affascinante della creatività femminile nel XX secolo, in un’epoca in cui le donne artiste dovevano superare ostacoli considerevoli per affermarsi nel mondo dell’arte.

Nata a Sassari in una famiglia borghese e benestante, Edina crebbe in un ambiente culturalmente stimolante. Suo padre, Eugenio Altara, era un oculista, mentre la madre, Gavina Campus, proveniva da una ricca famiglia del sassarese. Sin da bambina, Edina manifestò una spiccata propensione per il disegno, l’uso dei colori e la manipolazione creativa di materiali diversi. Fin da giovane sviluppò una notevole abilità nel ritaglio, nella costruzione e nella decorazione di oggetti, utilizzando tessuti, carte colorate e frammenti di vetro per comporre scene e figure di straordinaria eleganza.

La formazione di Edina Altara avvenne principalmente in modo autonomo, attraverso l’osservazione, la sperimentazione e il contatto con altri artisti. Un ruolo fondamentale nella sua crescita artistica fu giocato dal pittore sassarese Giuseppe Biasi, amico della famiglia, che incoraggiò la giovane talento a proseguire il suo percorso creativo. Biasi, considerato uno dei grandi nomi della pittura sarda, rappresentò un modello stilistico e una guida preziosa per la giovane Altara, contribuendo a formare quella sensibilità estetica che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione.

Gli esordi e il primo successo

Edina Altara esordì come artista giovanissima, a soli diciassette anni, nel 1917, come ideatrice di una serie di giocattoli di cartoncino e collage innovativi. In quello stesso anno, presentò le sue opere alla mostra della Società degli Amici dell’Arte di Torino, dove il Re Vittorio Emanuele III rimase così colpito da una sua creazione – il collage «Nella terra degli intrepidi sardi» (noto anche come «Jesus salvadelu») – da acquistarla personalmente. Questo capolavoro oggi è esposto nella Loggia d’onore del Quirinale a Roma, testimonianza duratura del riconoscimento reale ricevuto. L’acquisizione reale rappresentò un momento di svolta nella carriera della giovane artista e le conferì una credibilità e un’autorevolezza straordinarie nel panorama artistico italiano.

In quegli stessi anni, Edina collaborò con la rivista «Bollettino Bibliotechine Rurali» di Paola Lombroso Carrara, realizzando una trentina di cartoline con giocattoli da ritagliare, guadagnandosi affettuosamente il nomignolo di «Edina forbicicchia». I suoi lavori iniziali attirarono l’attenzione di importanti critici d’arte e personalità del mondo culturale, tra cui Ugo Ojetti, Raffaello Giolli e Margherita Sarfatti, che ne apprezzarono l’originalità e l’innovazione.

Stile e Tecnica

Una Voce Artistica Personale e Versatile

Lo stile artistico di Edina Altara si caratterizza per una fusione sofisticata di elementi accademici della tradizione italiana con influenze moderne e d’avanguardia, creando un linguaggio visivo personale, riconoscibile e originale. Il suo lavoro rappresenta un’armoniosa sintesi tra l’eleganza formale della pittura italiana e le sperimentazioni dei movimenti modernisti europei.

Dal punto di vista cromatico, Altara padroneggiava con straordinaria sensibilità una tavolozza che variava dai toni caldi e brillanti a sfumature più delicate e sofisticate, sempre mantenendo un equilibrio perfetto e una sensibilità estetica raffinata. Nei soggetti – prevalentemente figure femminili, nature morte, paesaggi e scene di vita quotidiana – Altara rivelavano una capacità particolare di sintetizzare dettagli visivi con leggerezza e armonia, evitando la pesantezza descrittiva.

Lo stile di Edina si caratterizza per una straordinaria versatilità, spaziando dalle curve flessuose del Liberty alle geometrie del Decò, fino a riferimenti più arcaici al patrimonio iconografico sardo. In alcuni lavori, soprattutto negli anni Cinquanta, il suo stile si avvicinò a quello di Massimo Campigli, con figure ieratiche e composizioni di grande eleganza formale. La sua opera emblematica «Penelope» (olio su masonite, anni Cinquanta) rappresenta perfettamente questa evoluzione stilistica e la ricchezza del suo linguaggio visivo.

Tecniche Artistiche e Materiali

Edina Altara sperimentò continuamente con diverse tecniche e materiali. Nelle fasi iniziali della sua carriera, utilizzava prevalentemente collage di carte colorate, con cui creava composizioni decorative e figurative di grande effetto visivo. Successivamente, si dedicò alla pittura su tela e su carta – oli, acquerelli e tecniche miste – affermandosi come pittrice di considerevole talento tecnico.

Un aspetto fondamentale della sua ricerca artistica fu la decorazione di oggetti e la realizzazione di bozzetti per la ceramica. Nei primi decenni del Novecento, la distinzione tra arti «maggiori» e arti «minori» era ancora rigida, ma Altara incarnava quella nuova sensibilità che riteneva la creatività applicabile a tutti gli oggetti di uso comune. Collaborò con importanti manifatture ceramiche, in particolare con la ditta Margelli di Sassari e le Manifatture Ceramiche Faentine di Minardi, realizzando disegni che venivano poi riprodotti su pezzi di ceramica e maiolicA. I suoi bozzetti per ceramica si caratterizzavano per motivi grafici, floreali e geometrici di grande eleganza, combinando la visione artistica con la funzionalità estetica.

L’Evoluzione dello Stile nel Corso della Carriera

Nel corso della sua carriera, il linguaggio visivo di Edina Altara subì evoluzioni significative. Nei primi decenni, abbandonò progressivamente il linguaggio precedente, basato su una stilizzazione convenzionale e sui colori smaltati richiesti dalla committenza, per dedicarsi alla decorazione con un tratto sempre più leggero e sfumato, con il quale dipingeva figure soprattutto femminili e scene di straordinario estro fiabesco. Questa evoluzione riscosse considerevole gradimento tra gli acquirenti e i collezionisti.

Durante il periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale, quando la collaborazione con le aziende continentali divenne meno stretta, Edina e le sorelle svilupparono nuove strategie produttive. Utilizzò la tecnica a freddo e realizzò bozzetti che le sorelle applicavano su supporti di ceramica, rappresentando un vero esempio di piccola imprenditoria femminile, capace di garantire proventi sicuri in un periodo difficile.

Dalla Moda al Design: Un’Artista Versatile

Illustrazione e Design per la Moda

Nel 1918, Edina Altara si trasferì a Casale Monferrato, iniziando la sua intensa attività come illustratrice per diverse riviste di moda, arte e arredamento. È qui che conobbe l’illustratore torinese Vittorio Accornero de Testa, conosciuto col nome d’arte Victor Max Ninon, che divenne suo marito nel 1922. La coppia sviluppò un sodalizio artistico straordinariamente prolifico, firmando insieme numerosi progetti congiunti e collaborazioni, spesso sotto lo pseudonimo collettivo «Edina e Ninon».

Nel 1920, Edina iniziò a collaborare con «Giornalino della Domenica», la rivista per l’infanzia di Vamba, dove illustrò una trentina di libri destinati ai bambini, spesso in coppia con il marito. Negli anni Venti, quando la moda dell’Art Déco si consolidò, Altara si dedicò alla realizzazione di numerose cartoline per diverse case editrici, oltre a calendari pubblicitari per marchi di cosmetici e altri gadget pubblicitari. I suoi lavori in questo periodo mostravano una padronanza perfetta dei linguaggi decorativi e grafici dell’epoca.

La separazione dal marito nel 1934, benché amichevole e rimasta una scelta consenziente, segnò una trasformazione significativa nella sua carriera. Nel 1934 aprì un suo atelier a Milano, frequentato soprattutto da clientela sarda, rappresentando un vero e proprio modello di imprenditoria femminile nel periodo postbellico. Purtroppo, l’impresa ebbe vita breve, costretta a chiudere a causa dell’imminente secondo conflitto mondiale.

La Collaborazione con Giò Ponti e gli Interni delle Navi

Un momento cruciale della carriera di Edina Altara giunse nel 1941, quando iniziò a collaborare con la rivista femminile «Bellezza», curata da Giò Ponti – la risposta italiana alle riviste di moda internazionali come Vogue e Harper’s Bazaar. Questa collaborazione aprì porte straordinarie verso il mondo dell’arredamento e del design d’interni.

Negli anni Cinquanta, Edina Altara ricevette l’incarico prestigioso di collaborare all’allestimento degli interni di cinque transatlantici: Andrea Doria, Conte Grande, Conte Biancamano, Oceania e Africa. Per il transatlantico Andrea Doria, realizzò decorazioni particolarmente raffinate, dipingendo con uno stile quasi espressionista nature morte nella sala ristorante, con composizioni costruite con pennellate dense che accordavano colori caldi e freddi in contrasti suggestivi.

Per la motonave Oceania, ristrutturata da Giò Ponti, Altara creò straordinari specchi retrodipinti con temi mitologici e marini – come «Nettuno e allegoria della Terra» e «Nettuno, Nereidi e Tritoni» (1951) – oggi conservati presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e in deposito presso la Pinacoteca Nazionale di Sassari.

Precedentemente, negli anni Venti e Trenta, Edina aveva collaborato alla realizzazione dei menù di bordo e della brochure di prima classe del celebre transatlantico Rex, con illustrazioni di straordinaria eleganza.

Opere Principali e Riconoscimenti

Capolavori e Opere Significative

Tra le opere più significative di Edina Altara vanno annoverati i suoi primi collage di carte colorate, che rappresentano l’inizio della sua straordinaria carriera. Il capolavoro «Nella terra degli intrepidi sardi» (1917), acquisito dal Re Vittorio Emanuele III, rimane un’opera emblematica del suo genio creativo e della sua capacità di fondere tradizione sarda con linguaggi visivi moderni.

Un altro collage di grande importanza è «S’Isposa» (1919), oggi conservato presso il MAN (Museo d’arte della provincia di Nuoro). Quest’opera mostra una figura femminile stilizzata caratterizzata da una linea decorativa affusolata e da un utilizzo brillante e consapevole del colore e della composizione. Altre opere significative di questa fase includono «Sa Furistera» e «Santa di casa», tutti lavori che tengono conto della linea secessionista di Giuseppe Biasi e della sensibilità estetica sarda.

Tra le rappresentazioni più importanti della pittura di Altara figurano figure femminili sarde colte nel loro lavoro quotidiano – donne che cuciono, che si occupano del bucato, che camminano con i caratteristici cesti in testa – con una sensibilità antropologica e una delicatezza rappresentativa straordinarie.

Nel corso degli anni Cinquanta, Altara realizzò opere come «Penelope» (olio su masonite), che mostra l’influenza di Massimo Campigli con figure ieratiche costruite con grande rigore compositivo. Durante il periodo dei transatlantici, creò inoltre le splendide maioliche e i cristalli retrodipinti, che rappresentano forse l’apice della sua carriera nel campo del design e delle arti applicate.

Esposizioni e Riconoscimenti Pubblici

Durante la sua lunga carriera, Edina Altara partecipò a numerose mostre collettive e personali, ottenendo riconoscimenti significativi. Una delle prime esposizioni rilevanti fu quella presso il Caffè Cova di Milano, dove presentò collage di grande impatto emotivo e decorativo. La sua opera fu segnalata da importanti critici d’arte come Ugo Ojetti, Raffaello Giolli e Margherita Sarfatti, oltre che da personalità del calibro dello scultore Leonardo Bistolfi, che le scrisse lettere di elogio.

In tempi recenti, la riscoperta della figura di Edina Altara ha portato a significativi riconoscimenti istituzionali. Nel 2022, la Pinacoteca Nazionale di Sassari ha allestito una sala permanente dedicata alle sue opere, con un diversificato nucleo di dipinti e disegni. Tra le altre istituzioni che conservano sue opere figurano il Museo d’arte della provincia di Nuoro (MAN) e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Nel 2023, l’importanza storica e culturale di Edina Altara è stata ulteriormente confermata quando la sua memoria è stata onorata a livello nazionale nel progetto «L’Italia delle Donne» del Dipartimento per le Pari Opportunità, riconoscendo la sua straordinaria eredità come pioniera delle arti applicate e figura femminile che ha sfidato le convenzioni del suo tempo.

Mercato e Quotazioni delle Opere di Edina Altara

Tendenze di Mercato

Le quotazioni delle opere di Edina Altara sul mercato dell’arte riflettono il valore storico, artistico e la relativa rarità delle sue creazioni. Negli ultimi anni, l’interesse collezionistico verso questa straordinaria artista sarda è cresciuto significativamente, grazie alla riscoperta della sua figura e al riconoscimento della sua importanza nel panorama artistico italiano del Novecento.

Edina Altara rimane un’artista sarda poco presente sul mercato antiquario e dell’arte, ma è molto apprezzata tra i collezionisti consapevoli. Le sue quotazioni variano in base alla tecnica, alle dimensioni, al soggetto e allo stato di conservazione delle opere.

Dipinti a Olio e Acquerelli

I dipinti a olio e gli acquerelli di dimensioni medie si collocano tra 2.000 e 5.000 euro, a seconda della qualità tecnica, della completezza della composizione e dello stato di conservazione. Opere di formato maggiore, con soggetti particolarmente significativi o provenienza documentata, possono raggiungere valori superiori a questa fascia.

Collage su Carta e Illustrazioni Originali

I collage di carte colorate con tematiche folkloriche sarde, come quelli delle prime fasi della carriera artistica di Altara, hanno quotazioni medie tra 1.000 e 2.000 euro. Grandi pannelli decorativi con soggetti sardi caratterizzati dal tipico stile bidimensionale e dalla cromatica accesa potrebbero superare questa fascia, raggiungendo anche i 3.000-4.000 euro. Le illustrazioni originali e i lavori su carta, incluse le tecniche miste con nature morte o soggetti sardi, si attestano generalmente attorno ai 1.000-3.000 euro, a seconda della fase della carriera, della qualità esecutiva e della rarità della specifica opera.

Ceramiche e Oggetti Decorati

Gli oggetti decorati realizzati dall’artista, in particolare le maioliche in ceramica dipinta, hanno quotazioni tra 1.500 e 3.500 euro per opere pittoriche complete, a seconda della rarità, delle dimensioni e della qualità estetica. Le maioliche in ceramica dipinta specificamente si attestano tra 300 e 1.200 euro, a seconda del soggetto iconografico, delle dimensioni e dell’eventuale documentazione sulla provenienza.

Record d’Asta

Il record d’asta per le opere di Edina Altara si attesta intorno ai 5.000 euro, mentre la maggior parte delle aggiudicazioni rientra tra 2.000 e 4.500 euro. È importante sottolineare che le quotazioni possono subire variazioni significative in base a fattori quali la documentazione della provenienza, le certificazioni di autenticità, lo stato conservativo e la storiografia dell’opera specifica.

Fattori che Influenzano le Quotazioni

Diversi fattori influenzano il valore delle opere di Edina Altara sul mercato. La provenienza documentata e la storia espositiva aumentano significativamente il valore di un’opera. Le opere acquisite da importanti collezioni pubbliche, o quelle che hanno una storia di esposizione presso musei e istituzioni culturali, generalmente raggiungono quotazioni più elevate rispetto a quelle prive di documentazione.

Lo stato di conservazione è un altro elemento critico: opere ben conservate, non restaurate invasivamente, con cornice originale quando presente, hanno valutazioni significativamente superiori. Le dimensioni e il formato contano: le opere di formato maggiore, soprattutto se complete e ben composte, raggiungono quotazioni più elevate rispetto a sketch o lavori su piccolo formato.

Il soggetto e l’iconografia influiscono sul valore: le figure femminili sarde, le scene di vita quotidiana e le rappresentazioni folkloriche sono particolarmente apprezzate dai collezionisti specializzati. I collage delle prime fasi della carriera, gli specchi retrodipinti e le ceramiche originali realizzate per le manifatture hanno un valore particolare per i collezionisti.

Valutazioni e Acquisizioni di Opere di Edina Altara

Offriamo valutazioni gratuite e riservate per dipinti, collage, illustrazioni e oggetti decorati attribuiti a Edina Altara. Siamo disponibili a ricevere fotografie ad alta risoluzione sia del fronte che del retro delle opere, insieme a informazioni dettagliate sulle misure, sulla tecnica, sulla datazione presunta e sulla documentazione sulla provenienza. Una valutazione accurata richiede una conoscenza approfondita della storia dell’artista, della sua evoluzione stilistica nel corso dei decenni, e dei prezzi realizzati sul mercato.

Siamo interessati all’acquisto diretto di opere autentiche di Edina Altara, garantendo trattative rapide, riservate e professionali. Nel nostro impegno di valorizzare le figure artistiche femminili del Novecento italiano, ci dedichi particolarmente all’acquisizione e alla promozione delle opere di questa straordinaria artista sarda. Offriamo consulenza specializzata per collezionisti che desiderino acquisire opere di qualità o vendere creazioni di Altara dalle loro collezioni private.

Archivio e Attribuzione

Assistiamo i collezionisti nella raccolta della documentazione utile alla corretta attribuzione e archiviazione delle opere di Edina Altara. Per opere di attribuzione incerta o complessa, collaboriamo con specialisti e con l’Archivio Altara-Accornero di Sassari, gestito dal pronipote dell’artista, Federico Spano, che conserva documentazione essenziale per la corretta identificazione e catalogazione delle opere.

Domande Frequenti su Edina Altara

Quanto valgono oggi le opere di Edina Altara?

Le quotazioni variano significativamente in base alla tecnica, alle dimensioni e allo stato di conservazione. I dipinti a olio e gli acquerelli si collocano generalmente tra 2.000 e 5.000 euro. I collage di carte colorate si attestano tra 1.000 e 2.000 euro, anche se grandi pannelli decorativi possono superare i 3.000-4.000 euro. Le illustrazioni originali e i lavori su carta variano tra 1.000 e 3.000 euro, mentre le maioliche in ceramica dipinta si aggirano tra 300 e 1.200 euro.

Quali sono le tipologie di opere più ricercate dai collezionisti?

I collezionisti cercano particolarmente i dipinti figurativi con soggetti femminili sardi, i collage delle prime fasi della carriera con tematiche folkloriche, le illustrazioni originali per le riviste di moda, e gli oggetti decorati come le maioliche e i cristalli retrodipinti realizzati negli anni Cinquanta per i transatlantici. Le opere con provenienza documentata e storia espositiva presso istituzioni pubbliche hanno particolare valore.

Edina Altara era anche illustratrice e designer?

Sì, assoluto. La versatilità artistica è una delle caratteristiche fondamentali di Edina Altara. La sua produzione comprende pittura su tela e su carta, collage, illustrazione per libri e riviste, design di moda, arredamento d’interni, e decorazione di oggetti in ceramica e altri materiali. È proprio questa poliedricità che la rende una figura straordinaria e affascinante nel panorama artistico italiano.

Quale è il mercato per le illustrazioni di Edina Altara?

Le illustrazioni originali di Edina Altara sono apprezzate dai collezionisti per la loro originalità stilistica, la qualità tecnica e il valore storico. Le illustrazioni per libri per l’infanzia, i bozzetti per riviste di moda e le cartoline pubblicitarie hanno un mercato costituito da specialisti dell’illustrazione e collezionisti di arte decorativa. Le valutazioni vanno da 1.000 a 3.000 euro per lavori di qualità, ma opere rare o di particolare importanza possono raggiungere quotazioni superiori.

Dove posso vedere le opere di Edina Altara?

Alcune delle sue opere più importanti sono conservate in collezioni pubbliche. La Pinacoteca Nazionale di Sassari ospita una sala permanente dedicata a Edina Altara con dipinti e disegni dalla sua collezione e dall’Archivio Altara-Accornero. Il MAN (Museo d’arte della provincia di Nuoro) conserva importanti collage, tra cui «S’Isposa» (1919). La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma custodisce gli spettacolari specchi retrodipinti realizzati negli anni Cinquanta per la motonave Oceania. Il collage «Nella terra degli intrepidi sardi» acquisito da Vittorio Emanuele III è esposto nella Loggia d’onore del Quirinale a Roma. A Oliena (Nuoro) è presente una collezione significativa di ceramiche da lei realizzate. È possibile contattare l’Archivio Altara-Accornero per informazioni su ulteriori opere e documentazione storica.