Biografia di Enrico Reffo
Origini e formazione
Enrico Reffo nacque a Torino il 31 luglio 1831, da una famiglia torinese di origini valsesiane. Il padre lo avviò alla carriera di orafo, indirizzandolo fin da giovane verso la manualità e la precisione artigiana. Tuttavia, la vocazione artistica si rivelò presto irresistibile: all’età di 22 anni, nel 1853, Reffo cominciò a frequentare i corsi serali dell’Accademia Albertina di Torino, una delle istituzioni artistiche più prestigiose del Piemonte. Qui ebbe l’opportunità di seguire le lezioni di figure di primo piano della cultura artistica torinese: Michele Cusa, da cui apprese le forme puriste, e Gaetano Ferri, che lo orientò verso una pittura di alti contenuti morali ed educativi, sostenuta da un continuo impegno di studio. Tra i suoi maestri si ricorda anche il grande architetto Alessandro Antonelli.
La formazione accademica fu decisiva per Reffo: il rigore del disegno purista, unito all’influenza di Ferri e Cusa, plasmò un pittore capace di coniugare la solidità tecnica della tradizione italiana con una spiritualità autentica e profonda. Da questi anni di studio nacque quella padronanza della figura umana e quella sensibilità per la composizione monumentale che caratterizzano le sue opere più importanti.
La scelta della pittura sacra e il legame con il Collegio Artigianelli
Conclusi gli studi, Enrico Reffo compì una scelta di vita radicale, dedicando la propria attività di pittore e di insegnante quasi esclusivamente alla causa cristiana. Determinante in questa direzione fu l’influenza del fratello don Eugenio Reffo (Torino, 2 gennaio 1843 – 9 maggio 1925), fedele collaboratore di San Leonardo Murialdo e cofondatore della Congregazione di San Giuseppe, popolarmente nota come i
