Fabrizio Plessi

Fabrizio Plessi artista contemporaneo videoarte

Biografia di Fabrizio Plessi

Fabrizio Plessi nasce a Reggio Emilia il 3 aprile 1940. Dopo aver completato gli studi al Liceo artistico della sua città, prosegue la formazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studia sotto la guida di maestri importanti come G. Santomaso. La scelta veneziana risulta decisiva per la sua ricerca artistica: la città lagunare, con la sua connessione profonda con l’elemento acquatico e la tradizione artistica, diviene il laboratorio dove elabora il linguaggio artistico che lo rendererà celebre.

In seguito alla sua formazione accademica, Plessi ricopre la cattedra di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, consolidando il suo ruolo non solo come artista innovativo, ma anche come educatore e trasmettitore di una visione artistica rivoluzionaria. Parallelamente insegna presso la Kunsthochschule für Medien (dal 1990 al 2000) a Colonia, dove fonda nel 1989 la cattedra di “Umanizzazione delle Tecnologie”, esprimendo così il fulcro del suo pensiero artistico: la riconciliazione tra tecnologia e natura, tra progresso e riflessione umana.

Origini della Videoarte e Percorso Innovativo

Il vero punto di svolta nella carriera di Plessi si colloca attorno al 1968, quando l’artista inizia sistematicamente a orientare la propria ricerca verso il tema centrale dell’acqua, declinato attraverso linguaggi innovativi: installazioni, film, videotape e performance. Questo momento segna l’inizio della sua trasformazione in pioniere assoluto della videoarte italiana.

Già nel 1970 e 1972, le sue opere vengono esposte al padiglione sperimentale della Biennale di Venezia, permettendogli di introdurre in una delle più prestigiose manifestazioni d’arte contemporanea il mezzo video come strumento espressivo legittimo. Nel 1978 partecipa alla Biennale nella sezione fotografia con la mostra speciale “L’Immagine Provocata”. Nel 1980 vince il premio “Città di Milano” al Festival del Cinema di Venezia con l’opera “Liquid Movie”, evento che segna la prima ammissione ufficiale del medium elettronico in una biennale cinematografica.

Un momento decisivo arriva nel 1986 quando rappresenta l’Italia alla XLII Biennale di Venezia con l’opera “Bronx”, introducendo la televisione come materiale artistico autentico alla Biennale. Nel 1987 partecipa a Documenta VIII di Kassel con la monumentale installazione “Roma”, che lo consacra definitivamente a livello internazionale.

Stile e Tecnica Artistica

Lo stile di Fabrizio Plessi è inconfondibile e rappresenta una sintesi originale tra tradizione veneziana, sensibilità contemporanea e innovazione tecnologica. Le sue videoinstallazioni sono “macchine per sognare” che dilatano lo spazio-tempo, creando esperienze immersive di straordinario impatto emotivo.

Tecnicamente, le sue creazioni combinano monitor con strutture tridimensionali costruite in legno, ferro, pietra e materiali organici di grande semplicità e forza materica. Questo approccio conferisce alle sue opere una qualità barocca nel senso di moltiplicazione visiva e minimalista nella scelta essenziale degli elementi. Come lo stesso artista afferma: “Il mio linguaggio è barocco e minimalista, è una contraddizione armoniosa”.

L’elemento acqua è protagonista assoluta della sua ricerca, sempre rappresentata attraverso il video in forma virtuale, leggera e in movimento continuo. Plessi vede nell’acqua “un elemento antico, ancestrale, primordiale”, mentre il video rappresenta “un elemento d’oggi”: entrambi sono fluidi, mobili e instabili, emanando un bagliore azzurro che unifica la rappresentazione. L’acqua di Plessi è luogo di riflessione e immaginazione, metafora dell’infinito della mente.

Accanto all’acqua, il fuoco è l’altro elemento ricorrente nelle sue opere. Si tratta di “un fuoco che non brucia”, puramente virtuale, che “vive” nei video ed è sempre in movimento. Questi due elementi opposti creano quella che Plessi definisce “dialoghi impossibili”: Nature e tecnologia, finito e infinito, passato e presente interagiscono nei suoi “portali” artistici.

Opere Principali e Installazioni Monumentali

La produzione di Fabrizio Plessi comprende opere di straordinaria ambizione e scala. Tra le più significative:

Oceano (1976) rappresenta uno dei suoi primi capolavori videoartistici. Tempo Liquido (1989), commissionato per il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, è un monumentale mulino elettronico che combina legno fluttuante e video in movimento. Movimenti Catodici Barocchi (1996) alla Città della Scienza di Bagnoli espande ulteriormente le dimensioni dell’installazione e la complessità della rappresentazione.

Mare Verticale è forse l’opera più ambiziosa di Plessi: realizzata per l’Expo di Hannover del 2000 per il padiglione italiano, raggiunge l’altezza di 44 metri e rappresenta una stele verticale dalla quale scorre una cascata d’acqua tecnologica. Una versione di questa opera viene nuovamente presentata alla 51° Biennale di Venezia del 2005, dove emerge letteralmente dall’acqua della laguna.

Roma e Roma II sono monumentali installazioni site-specific. Roma, presentata a Documenta di Kassel nel 1987, ha definitivamente reso celebre Plessi nel panorama internazionale. Roma II è stata esposta al Museum Moderner Kunst di Vienna (1991) e successivamente al Guggenheim Museum di Bilbao (1998).

Waterfire (2001) è la monumentale installazione realizzata presso il Museo Correr di Venezia che modifica la facciata del museo con effetti di luce e acqua tecnologica proiettata sulla iconica Piazza San Marco.

Foresta di Fuoco (2001) costruisce un bosco attraverso strutture-cariatidi in ferro arrugginito, all’interno delle quali sono stratificati tronchi, rami e fascine di diverse specie di alberi. Sotto questa struttura fisica sono collocati monitor che proiettano immagini di un incessante rogo, creando un contrasto potente tra la materialità della natura e la virtualità della rappresentazione digitale.

Negli anni Novanta e Duemila, Plessi realizza installazioni site-specific per musei internazionali come il Landesmuseum di Mainz (Il Fiume della Storia), il Kunstverein di Heidelberg (Acquedotto Elettronico), il Museum Ludwig di Colonia, il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, il MoMA PS1 di New York, il Reina Sofía di Madrid.

Recentemente, nel 2023, Mari Verticali è stato esposto nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano. Nello stesso anno, il progetto Plessi Sposa Brixia al Museo di Santa Giulia a Brescia (durante l’anno di Capitale italiana della Cultura) ha creato cinque installazioni che interagiscono con sculture, mosaici e architettura romana, tradotti in concetti di un “fiume d’oro che scorre infinito tra il dolore della perdita e la meraviglia della rigenerazione”.

Collaborazioni e Scenografie Elettroniche

Oltre alle installazioni, Plessi ha realizzato scenografie elettroniche rivoluzionarie per il teatro, il cinema e la televisione. Nel 1987-1988 realizza le scenografie per il programma televisivo “Immagina” della RAI. Disegna coreografie e costumi per l’opera “The Fall of Icarus” (Icare) in collaborazione con il coreografo Frederic Flamand e il musicista Michael Nyman presso l’Opéra Nationale “La Monnaie” di Bruxelles.

Nel 1993 crea le celeberrime scenografie per il concerto di Luciano Pavarotti a Central Park di New York, per il quale riceve la medaglia UNESCO Mirò a Parigi. È uno dei primi artisti a collaborare con brand di lusso internazionali: BMW, Sony, Swarovski, Calvin Klein, Loewe, Parmalat, Alberta Ferretti, Dior, Louis Vuitton. Per Louis Vuitton collabora dal 2008 all’apertura dello store di Canton Road a Hong Kong, creando le installazioni site-specific “Il Lusso è Lento” e la prima borsa digitale “Fusion”.

Mostre, Retrospettive e Riconoscimenti

La carriera espositiva di Fabrizio Plessi è straordinariamente densa di presenze nelle più importanti manifestazioni d’arte contemporanea mondiale. Rappresenta l’Italia alla Biennale di Venezia in numerose edizioni (1970, 1972, 1984, 1986, 1995, 2005), partecipa a Documenta di Kassel (1987), alla Biennale di San Paolo (1994), alla Biennale di Kwangju in Corea (2000).

Le retrospettive internazionali includono il Guggenheim Museum SoHo di New York (1998), le Scuderie del Quirinale di Roma (2002) con la vasta antologica “Plessi Paradiso Inferno”, il Martin-Gropius-Bau di Berlino (2004) con la grande mostra “Traumwelt” che copre 5000 metri quadri, la galleria Mario Mauroner Contemporary Art di Vienna (2005). La Rotonda della Besana di Milano (1985) ospita la prima grande antologica italiana “Plessi – Video Going”, considerata la prima mostra di videoinstallazioni ambientali in Italia.

Tra i riconoscimenti: il Premio “Città di Milano” al Festival del Cinema di Venezia (1980), il premio internazionale “L’immagine elettronica” di Bologna (1987), la medaglia UNESCO Mirò di Parigi (1993). Nel 2024, la mostra “Tuttoplessi” al Palazzo del Broletto di Como omaggia la sua sessantennale carriera artistica, distribuendo i disegni preparatori presso teatro, museo diocesano e pinacoteca della città.

Mercato e Quotazioni

Il mercato di Fabrizio Plessi rappresenta un segmento importante nel collezionismo di arte contemporanea, sostenuto da istituzioni museali, collezionisti internazionali e dagli stessi musei che conservano opere monumentali dell’artista.

La valutazione delle opere dipende da molteplici fattori: le installazioni monumentali realizzate per musei internazionali raggiungono quotazioni elevate, riflettendo il loro status di opere fondamentali nella storia della videoarte. I disegni preparatori e i bozzetti, documenti cruciali del processo creativo di Plessi, rappresentano una categoria di raccolta in crescente interesse tra collezionisti consapevoli dell’importanza della fase progettuale nell’arte contemporanea.

Le opere su carta (litografie, disegni, tecniche miste) costituiscono una fascia di mercato più accessibile rispetto alle installazioni monumentali, con prezzi medi generalmente inferiori ma che riflettono comunque l’importanza dell’artista. Le litografie e le seriografie prodotte dall’artista negli anni Settanta e Ottanta mantengono una solida quotazione nel mercato internazionale dell’arte contemporanea.

Il mercato dimostra crescente interesse per le opere di Plessi, con risultati d’asta che tendono a superare le stime iniziali. La provenienza è un elemento cruciale nella valutazione: opere provenienti da Biennali internazionali, musei, gallerie storiche e collezioni prestigiose raggiungono quotazioni più elevate. Le collaborazioni con marchi di lusso (Louis Vuitton, Dior, Calvin Klein) hanno ulteriormente elevato il profilo di raccoglibilità dell’artista.

Per opere di grande formato, materiali complessi e ampia documentazione espositiva, i valori riflettono il ruolo storico di Plessi come maestro assoluto della videoarte. Gli archivi certificati, le documentazioni fotografiche delle installazioni e i cataloghi ragionati costituiscono fattori determinanti nella valutazione.