Giuseppe Falchetti

Giuseppe Falchetti pittore quadro dipinto

Biografia di Giuseppe Falchetti

Origini e formazione

Giuseppe Falchetti nacque a Caluso (Torino) il 18 giugno 1843 da una modesta famiglia artigiana: il padre Battista era falegname, la madre Maria De Rossi era di origini contadine. Cresciuto in un ambiente semplice ma laborioso, il giovane Giuseppe manifestò precocemente una spiccata inclinazione per le arti figurative. A circa dodici anni lasciò la natia Caluso e si trasferì a Torino, dove entrò nello studio del pittore paesaggista Giuseppe Camino, suo conterraneo, dapprima come garzone e poi come apprendista, rimanendovi per circa cinque anni. Fu in questi anni formativi che Falchetti acquisì le basi tecniche del mestiere: il disegno, la composizione, la gestione della luce e del colore nella tradizione della pittura di paesaggio piemontese.

Parallelamente alla frequentazione dello studio di Camino, il giovane pittore si recava con assiduità alla Galleria Sabauda di Torino, dove studiava con attenzione i capolavori dei maestri fiamminghi. Fu proprio questa passione autodidattica per la pittura nordica – con le sue nature morte rigogliose, la precisione quasi scientifica nella resa dei dettagli, la luce radente sulle superfici – a orientare Falchetti verso quello che sarebbe diventato il genere di punta della sua produzione: la natura morta.

La carriera espositiva e il riconoscimento ufficiale

Verso il 1860, Falchetti aprì un proprio studio a Torino. Il suo esordio espositivo avvenne nel 1862, con la partecipazione alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Torino, dove presentò tre paesaggi: Le sponde della Bormida, Lago di Candia e Veduta alpestre. Queste prime opere rivelavano ancora l’influenza del maestro Camino e un gusto romantico affine a quello di Massimo d’Azeglio, con ampi orizzonti, vegetazione dettagliata e piccole figure a