Chi era Ivanhoe Gambini
Ivanhoè Gambini (Busto Arsizio, 25 marzo 1904 – Busto Arsizio, 23 dicembre 1992) è stato uno dei protagonisti più originali e versatili del Futurismo italiano. Pittore, grafico, illustratore, architetto e ceramista, Gambini incarnò pienamente lo spirito del movimento fondato da Marinetti, per il quale — come egli stesso amava ricordare — «l’arte è inseparabile dalla vita». Pur avendo partecipato alle più importanti manifestazioni artistiche del suo tempo, la sua figura rimase a lungo nell’ombra, conosciuta solo da una ristretta cerchia di addetti ai lavori, prima di essere riscoperta e rivalutata a partire dagli anni Ottanta del Novecento.
Biografia
Ivanhoè Gambini nasce a Busto Arsizio il 25 marzo 1904. È figlio primogenito dell’architetto liberty Silvio Gambini e di Dircea Pedrazzini: un retroterra familiare che segnerà profondamente la sua sensibilità artistica, a metà strada tra il rigore formale dell’architettura e l’audacia sperimentale del Futurismo. Dopo aver frequentato le scuole tecniche, entra nello studio paterno nel 1923, dove si occupa dello sviluppo grafico dei progetti e dell’assistenza durante i lavori di costruzione.
Nel 1928 aderisce ufficialmente al movimento futurista. L’anno successivo partecipa alla mostra organizzata dal Gruppo Radiofuturista Lombardo a Varese e, nello stesso anno, prende parte all’esposizione Trentatré artisti futuristi alla Galleria Pesaro di Milano, organizzata direttamente da Filippo Tommaso Marinetti. Gambini era stato tra i fondatori nel 1927 del Gruppo Radiofuturista Lombardo, insieme a Merli, Munari, Andreoni, Duse e Strada: un sodalizio che si distingueva per la nuova sensibilità artistica rivolta alla vita aerea e alla modernità tecnologica.
Gli anni Trenta segnano il periodo di massima notorietà dell’artista. Nel 1930 Gambini compie un salto di qualità decisivo nella sua produzione, abbracciando con determinazione l’aeropittura futurista e l’uso dell’aerografo. Le tappe espositive di questi anni sono legate soprattutto all’attività dei futuristi nella milanese Galleria Pesaro. Il grande successo arriva con la mostra futurista del 1933 al Palazzo del Sindacato degli Ingegneri di Roma, dove la tecnica dell’aerografo applicata alla pittura gli vale unanimi consensi dalla critica. Nel 1934 collabora al progetto della Sala dell’Alta Velocità alla Mostra dell’Aeronautica organizzata al Palazzo dell’Arte di Milano. Sono gli anni in cui partecipa alle grandi manifestazioni artistiche nazionali: le Biennali di Venezia del 1930, 1934 e 1936, la II Quadriennale romana del 1935 e le esposizioni coloniali del 1931. La sua opera fu inclusa anche nella competizione artistica ai Giochi Olimpici del 1936. Parallelamente, Gambini è attivo nel campo delle arti applicate e della grafica, illustrando riviste come Fiamma italica e La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia, e realizzando manifesti pubblicitari, etichette e cartoline.
Dalla fine del 1936, l’artista non partecipa più ad esposizioni futuriste e si dedica al disegno architettonico nell’Ufficio Tecnico del Comune di Busto Arsizio, dove porta avanti progetti innovativi (Pesa Pubblica, 1935; Palazzina delle Imposte, 1936–38; Piscina comunale, 1938–39). Nel dopoguerra si concentra sulla ceramica, partecipando a numerose esposizioni ed eseguendo decorazioni murali per le nuove costruzioni cittadine. Nascosto al grande pubblico per decenni, la sua rivalutazione critica arriva a metà degli anni Ottanta, quando la contessa Maria Fede Caproni e lo studioso Maurizio Scudiero lo coinvolgono in nuove mostre futuriste dopo mezzo secolo di silenzio espositivo. Ivanhoè Gambini si spegne a Busto Arsizio il 23 dicembre 1992.
Stile e Tecnica
Il contributo più originale e riconoscibile di Gambini al Futurismo risiede nell’aeropittura e nell’uso pionieristico dell’aerografo: fu tra i primissimi artisti in Italia a introdurre questo strumento nella pittura, in un’epoca in cui l’aerografo era utilizzato esclusivamente nella verniciatura industriale. Grazie a questa tecnica, i suoi bozzetti e le sue tempere mostrano una morbidezza e una leggerezza del tutto particolari, capaci di rendere con straordinaria efficacia il dinamismo delle carlinghe degli aerei, il movimento delle eliche e la velocità delle macchine.
Secondo il curatore Maurizio Scudiero, la cifra distintiva di Gambini erano le linee essenziali, i volumi netti e i colori sgargianti. Il colore spruzzato e rarefatto rende visibile sulla carta il movimento delle eliche degli aerei e delle ruote delle automobili, ottenendo un risultato insieme poetico e di grande efficacia visiva. La sua pittura, pur nella pienezza del vocabolario futurista, porta i segni della formazione liberty e architettonica: nei particolari geometrici con cui ritrae i ponti delle navi e gli edifici industriali si percepisce la sensibilità di chi sa leggere lo spazio con l’occhio di un progettista. Prima di dedicarsi completamente al soggetto aereo, Gambini aveva affrontato temi della tarda stagione déco, con forme riconducibili all’ambito prampoliniano.
Oltre alla pittura, Gambini si espresse con grande versatilità nella grafica (copertine di libri, manifesti, illustrazioni per riviste nautiche, alpine e di architettura) e nella ceramica, ambito nel quale realizzò decori a terzo fuoco su piastrelle e vasi di produzione artistica.
Opere Principali
Tra le opere più significative e iconiche di Ivanhoè Gambini si annoverano:
- Idrovolante rosso (1934) — celebra il record di velocità di Francesco Agnello sulle acque del Lago di Garda, una delle sue tele più rappresentative dell’aeropittura futurista.
- Quota 3000 (1933) — opera di aeropittura emblematica della sua stagione più feconda.
- Ancillotto — tempera che descrive un’azione di attacco aereo durante la Prima Guerra Mondiale.
- Sciatore al salto (circa 1929–1930) — tempera aerografata su carta, opera archiviata nel catalogo generale delle opere dell’artista, già passata in asta con stima rilevante.
- Bozzetti e progetti pubblicitari degli anni Trenta — tra cui le copertine per Filmindustria, la Patente automobilistica e le illustrazioni per la rivista del Club Alpino Italiano.
- Ceramiche degli anni Cinquanta — paesaggi e vedute a terzo fuoco su piastrella, a testimonianza della sua versatilità nel dopoguerra.
L’archivio generale delle opere dell’artista è stato catalogato e pubblicato dallo studioso Maurizio Scudiero nel volume Ivanhoe Gambini aeropittore futurista (European Military Press Agency, Roma, 1991), opera di riferimento per collezionisti e studiosi.
Mercato e Quotazioni
Il mercato delle opere di Ivanhoè Gambini riflette la natura di artista di nicchia ma di crescente interesse per collezionisti specializzati nel Futurismo italiano e nell’aeropittura. La sua produzione è relativamente contenuta e comprende tipologie eterogenee: tempere aerografate su carta e cartoncino, ceramiche (piastrelle e vasi), bozzetti grafici e illustrazioni.
A livello internazionale, le opere di Gambini sono passate in asta presso case d’aste di rilievo, tra cui Bonhams. Secondo i dati disponibili, i prezzi realizzati spaziano da alcune centinaia di euro per le ceramiche di piccolo formato (piastrelle degli anni Cinquanta con stime di partenza intorno ai 1.000–1.300 €) fino a cifre significativamente più elevate per le tempere aerografate su carta di soggetto aeronautico. Per queste ultime, le stime in asta si collocano tipicamente in una forbice tra i 13.000 e i 20.000 euro per opere di medie dimensioni, con punte superiori per i lavori di maggiore importanza storica e qualitativa.
Il record d’asta documentato per Gambini è stato raggiunto dall’opera Idrovolante (1936), venduta da Bonhams New Bond Street nel 2022 per circa £24.225 (comprensivo di commissioni), equivalente ad oltre 29.000 USD, confermando l’interesse del mercato anglosassone per i protagonisti dell’aeropittura futurista italiana. I bozzetti pubblicitari degli anni Trenta trovano invece collocazione in una fascia di mercato più accessibile, con stime che variano in funzione delle dimensioni e della qualità conservativa.
Il valore delle opere di Gambini è influenzato da diversi fattori: la presenza nell’archivio generale delle opere (catalogazione Scudiero), la provenienza documentata, le dimensioni e la tecnica, nonché la rilevanza storica del soggetto (le aeropitture di soggetto aeronautico sono le più ricercate). La rivalutazione critica degli ultimi decenni, testimoniata anche da mostre recenti come quella alla LeoGalleries di Monza (novembre 2023 – gennaio 2024), ha contribuito a sostenere l’interesse del mercato.
Valutazioni e Acquisto di Opere di Ivanhoe Gambini
La Galleria d’Arte Ponti è attivamente interessata all’acquisto e alla vendita di opere di Ivanhoè Gambini: dipinti, tempere aerografate, bozzetti, grafiche e ceramiche. Forniamo stime e valutazioni gratuite e aggiornate, e informiamo su quotazioni, prezzi e valori attuali di mercato.
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