Leoncillo Leonardi (Spoleto, 18 novembre 1915 – Roma, 3 settembre 1968) — noto semplicemente come Leoncillo — e’ uno dei maggiori scultori italiani del secondo Novecento, maestro assoluto della ceramica smaltata portata a dimensioni monumentali e a una potenza espressiva che nessun altro ceramista italiano del suo tempo ha eguagliato. Partigiano della Brigata Garibaldi “Innamorati” in Umbria. Comunista militante. Co-fondatore del Fronte Nuovo delle Arti (1946). Amico di Guttuso, Moravia, Titina Maselli, Longhi, Cesare Brandi. Alla XXXIV Biennale di Venezia del 1968 vela le sue sculture con teli di plastica in segno di adesione alle proteste studentesche — e muore d’infarto a bordo della sua auto pochi mesi dopo, a 53 anni. Il record documentato e’ di 800.000 euro per una grande scultura degli anni Sessanta (oltre 2 metri), aggiudicata nel 2018. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.
CONTATTACI — oppure WhatsApp: (+39) 320 574 7749
Quanto vale una scultura di Leoncillo?
Il mercato di Leoncillo e’ tra i piu’ vivaci della scultura italiana del secondo Novecento — con una crescita sostenuta nel corso degli ultimi anni e un collezionismo internazionale che ne riconosce l’importanza storica e la qualita’ espressiva irripetibile. Le grandi sculture informali degli anni Sessanta in ceramica smaltata — i San Sebastiano, le serie di Tagli e fratture — raggiungono i valori piu’ alti. Le opere del periodo figurativo-realista (anni Quaranta–Cinquanta) hanno un mercato solido e costante.
| Tipologia | Periodo / Note | Fascia di prezzo |
|---|---|---|
| Sculture in ceramica smaltata (grandi formati, oltre 1 metro) | Anni ’60, periodo informale maturo | € 100.000 – € 800.000+ |
| Sculture in ceramica smaltata (medi formati) | Anni ’50–’60, vari soggetti | € 20.000 – € 100.000 |
| Terrecotte policrome invetriate (periodo figurativo) | Anni ’40–’50, Ermafrodito, Arpia, San Sebastiano | € 10.000 – € 50.000 |
| Sculture in ceramica (piccoli formati) | Vari periodi | € 4.000 – € 15.000 |
| Disegni, acquarelli e opere su carta | Vari periodi, studi e opere compiute | € 500 – € 5.000 |
I fattori piu’ importanti per il valore: il periodo (le grandi sculture informali degli anni Sessanta sono il vertice assoluto del mercato), le dimensioni (le opere di grandi dimensioni sono sproporzionalmente piu’ preziose), il soggetto (i San Sebastiano e le serie informali raggiungono i valori piu’ alti), la tecnica di smaltatura (le opere con smaltatura policroma brillante del periodo maturo sono le piu’ ricercate) e la provenienza documentata da gallerie storiche.
Record e risultati di mercato
Il record documentato e’ di 800.000 euro per una grande scultura degli anni Sessanta (oltre 2 metri di altezza), aggiudicata nel 2018. Un secondo record dello stesso anno ha raggiunto 678.000 euro per un’altra grande scultura degli anni Sessanta. Le sculture di medie dimensioni si collocano regolarmente tra 20.000 e 100.000 euro nelle principali aste italiane e internazionali. Pandolfini, Sotheby’s e Christie’s hanno tutti trattato opere di Leoncillo con risultati significativi.
“Non piu’ volume ma materia”: dalla ceramica all’informale
Leoncillo nasce in soffitta — quasi letteralmente. A quindici anni viene bocciato per la condotta all’Istituto Tecnico di Spoleto. Per reazione si isola: si chiude in soffitta, in un rancoroso silenzio. E’ il fratello Lionello — quattro anni piu’ grande — a portargli dei blocchi di creta per confortare la solitudine. Da quel momento la creta diventa tutto. Non si limita a modellarla: studia, disegna, si appassiona alla storia dell’arte. I nonni erano artigiani — uno liutaio, uno ebanista — e quel senso della materia come pensiero lo aveva assorbito fin da bambino senza saperlo.
La formazione e’ perugina e poi romana — Istituto d’Arte di Perugia dal 1931 al 1935, poi Angelo Zanelli all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nella capitale incontra immediatamente il nucleo piu’ vivo dell’arte italiana del momento: attraverso il poeta Libero de Libero entra nell’ambiente della Galleria La Cometa — Cagli, Mirko, Afro, Guttuso, Fazzini, Mazzacurati. Dal 1939 al 1942 e’ ad Umbertide, direttore delle Ceramiche Rometti — la fabbrica di ceramica piu’ avanzata dell’Umbria, coi suoi forni, le sue smalature, i suoi tecnici. Li’ nascono l’Ermafrodito, l’Arpia, la Sirena, i Suonatori — terrecotte policrome invetriate di dimensioni monumentali, con un cromatismo espressionista che fa pensare piu’ a Picasso che alla tradizione ceramica italiana. Nel 1940 la VII Triennale di Milano — invitato da Gio’ Ponti — gli vale la Medaglia d’Oro per le arti applicate.
Poi la guerra, la politica, la scelta. Leoncillo e’ comunista — non per moda intellettuale ma per convinzione radicale e biologica. Combatte con la Brigata Garibaldi “Francesco Innamorati” in Umbria. Nel 1944 realizza Madre romana uccisa dai tedeschi — che vince il primo premio ex aequo alla mostra L’Arte contro la barbarie, promossa dall’Unita’. Nel 1946 firma il manifesto della Nuova Secessione Artistica Italiana — il nucleo che diventera’ il Fronte Nuovo delle Arti. A Villa Massimo, il suo studio condiviso con Guttuso, Mazzacurati, Emilio Greco, al centro del cortile campeggia il forno — “una sorta di sedia elettrica in mattoni, dallo sportellone blindato“.
La svolta arriva alla fine degli anni Cinquanta. Leoncillo abbandona progressivamente il realismo figurativo e approda all’informale — ma un informale che non dimentica la materia, che anzi la mette al centro di tutto. Nei suoi Tagli e fratture, nei grandi San Sebastiano, nella serie Cuore rosso, la ceramica smaltata cessa di essere un contenitore di forma e diventa essa stessa forma, pensiero, corpo. Lo scrive nel Piccolo diario: “Un nuovo oggetto naturale che divenga con stratificazioni, solchi, strappi che sono quelli del nostro essere. Non piu’ colore quindi, ma materia che ha un colore che diciamo dopo. Non piu’ volume ma materia che ha volume.” Sono tra le pagine piu’ lucide mai scritte da uno scultore italiano sul proprio lavoro.
Alla XXXIV Biennale di Venezia del 1968 allestisce la sala personale — e poi vela tutte le sculture con teli di plastica, in adesione alle proteste degli studenti. Muore d’infarto a bordo della sua auto pochi mesi dopo, il 3 settembre 1968, a cinquantatre anni.
Hai una scultura di Leoncillo? Invia le foto per una valutazione gratuita
Come vendere una scultura di Leoncillo
La Galleria Ponti acquista direttamente sculture di Leoncillo con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati alle grandi sculture in ceramica smaltata del periodo informale (anni Sessanta) e alle terrecotte policrome del periodo figurativo (anni Quaranta–Cinquanta). Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.
- Inviateci foto dell’opera da piu’ angolazioni (fronte, retro, lato, dettaglio della superficie smaltata e della firma). Leoncillo firmava generalmente con “Leoncillo” inciso o stampigliato nella ceramica, spesso con la data. Alcune opere recano anche il timbro delle Ceramiche Rometti (periodo 1939–42).
- Indicate le dimensioni in centimetri (altezza, larghezza, profondita’), il materiale (ceramica smaltata, terracotta invetriata, gres) e l’anno se indicato.
- Indicate il soggetto (San Sebastiano, figura, taglio e frattura, soggetto informale, ermafrodito, natura morta) e il periodo di appartenenza se conoscete.
- Indicate qualsiasi documentazione disponibile: provenienza da gallerie storiche (Galleria La Cometa Roma, Galleria L’Attico Roma, Galleria Blu Milano, Pandolfini), citazione in cataloghi critici, precedenti d’asta. Il riferimento critico principale e’ il Museo Carandente — Palazzo Collicola di Spoleto, che conserva la piu’ importante raccolta pubblica di opere di Leoncillo.
- Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.
WhatsApp: (+39) 320 574 7749 | Modulo di contatto
Domande frequenti sulla vendita
Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.
Quali documenti servono?
La provenienza documentata da gallerie storiche (Galleria La Cometa, Galleria L’Attico, Galleria Blu di Milano) e’ il principale strumento di autenticazione. La firma “Leoncillo” incisa nella ceramica e’ il documento diretto principale. Il Museo Carandente di Spoleto e’ il riferimento istituzionale principale per la storia critica dell’artista.
Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.
Biografia di Leoncillo Leonardi
Leoncillo Leonardi nasce a Spoleto il 18 novembre 1915, terzo figlio del professor Fernando Leonardi (poeta dialettale, chitarrista e insegnante di disegno) e di Giuseppina Magni. Rimane orfano di padre a tre anni. A quindici anni viene bocciato per condotta — si isola in soffitta e comincia a scolpire la creta. Studia all’Istituto d’Arte di Perugia (1931–35), poi si trasferisce a Roma dove studia con Angelo Zanelli all’Accademia di Belle Arti. Frequenta la Galleria La Cometa — Cagli, Guttuso, Fazzini, Mirko, Afro. Dal 1939 al 1942 direttore delle Ceramiche Rometti di Umbertide: nascono le grandi terrecotte policrome (Ermafrodito, Arpia, Sirena, San Sebastiano). Nel 1940 Medaglia d’Oro alla VII Triennale di Milano (invito di Gio’ Ponti). Nel 1942 torna a Roma, insegna ceramica all’Istituto Statale d’Arte. Combatte come partigiano con la Brigata Garibaldi “Innamorati” in Umbria. Nel 1944 Madre romana uccisa dai tedeschi — primo premio alla mostra L’Arte contro la barbarie. Nel 1946 firma il manifesto della Nuova Secessione Artistica Italiana — poi Fronte Nuovo delle Arti. Studio a Villa Massimo con Guttuso, Mazzacurati, Greco (1948–56). Nel 1949 prima personale alla Galleria Fiore di Firenze — presentazione di Roberto Longhi. Mostra con Alberto Moravia alla Galleria della Spiga di Milano. Biennali di Venezia: 1948, 1950, 1952, 1954, 1960, 1968 (sala personale). Nel 1954 sala personale con Lucio Fontana alla Biennale di Venezia. Nel 1955 Monumento alla partigiana veneta (Venezia) — poi distrutta da un’esplosione. Nel 1958 Monumento ai caduti di tutte le guerre ad Albissola Marina. Dal 1960 il periodo informale: Tagli e fratture (Galleria Blu Milano, presentazione di Enrico Crispolti), i grandi San Sebastiano, la serie Cuore rosso. Nel 1967 pannello per l’Esposizione Universale di Montreal. Nel 1968 sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia — vela le sculture con teli di plastica. Muore d’infarto a bordo della sua auto il 3 settembre 1968, a 53 anni. Il Museo Carandente — Palazzo Collicola di Spoleto conserva la piu’ importante raccolta pubblica delle sue opere.
Come riconoscere una scultura autentica di Leoncillo
Firma: Leoncillo firmava con “Leoncillo” inciso o stampigliato direttamente nella ceramica ancora cruda, prima della cottura — la firma e’ quindi parte integrante della superficie e non puo’ essere aggiunta a posteriori. Alcune opere recano anche l’anno. Le opere del periodo Rometti (1939–42) possono recare il timbro della manifattura.
Tecnica e materiali: le opere del periodo maturo (anni Cinquanta–Sessanta) sono in ceramica smaltata con smalti policromi ad alto fuoco — una tecnica che Leoncillo ha sviluppato autonomamente, con cotture che portano lo smalto a una lucentezza quasi vitrea, con variazioni cromatiche imprevedibili. La superficie non e’ mai uniforme: i solchi, i tagli, le fratture e le stratificazioni sono parte del linguaggio. Le opere del periodo informale mostrano superfici lacerate e aperte — “zolle di terra arata o porzioni di magma” — che non assomigliano a nessun altro ceramista italiano del suo tempo.
Provenienza: le gallerie storiche piu’ significative per Leoncillo sono la Galleria La Cometa di Roma (anni Quaranta), la Galleria L’Attico di Roma (anni Sessanta) e la Galleria Blu di Milano. Le opere passate in aste importanti (Pandolfini, Sotheby’s, Christie’s) hanno sempre documentazione disponibile.
Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Leoncillo
Quanto vale una scultura di Leoncillo?
Le grandi sculture informali degli anni Sessanta (oltre 1 metro) valgono tra 100.000 e 800.000 euro o piu’. Le sculture di medie dimensioni tra 20.000 e 100.000 euro. Le terrecotte policrome del periodo figurativo tra 10.000 e 50.000 euro. I piccoli formati tra 4.000 e 15.000 euro. I disegni tra 500 e 5.000 euro.
Qual e’ il record d’asta di Leoncillo?
800.000 euro per una grande scultura degli anni Sessanta (oltre 2 metri), aggiudicata nel 2018. Nello stesso anno un’altra grande scultura degli anni Sessanta ha raggiunto 678.000 euro.
Cosa sono i “San Sebastiano” di Leoncillo?
Il San Sebastiano e’ uno dei soggetti ricorrenti di Leoncillo — affrontato in varie versioni dal periodo figurativo (anni Quaranta) al periodo informale (anni Sessanta). Nelle versioni mature, il corpo del martire non e’ piu’ una figura anatomica ma una massa lacerata di ceramica smaltata — fratture e solchi che evocano la ferita, il dolore, la resistenza. Il San Sebastiano Bianco del 1962 era conservato dalla Neiman Marcus Collection. Sono tra le opere piu’ ricercate del suo mercato.
Come faccio a sapere se una scultura di Leoncillo e’ autentica?
La firma “Leoncillo” incisa nella ceramica prima della cottura e’ il principale indicatore. La provenienza da gallerie storiche (La Cometa, L’Attico, Galleria Blu) e la citazione nei cataloghi critici di Enrico Crispolti, Giovanni Carandente e Cesare Brandi sono gli strumenti integrativi principali.
Come posso vendere una scultura di Leoncillo?
Invia foto dell’opera da piu’ angolazioni via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.
