Lidio Ajmone

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Biografia di Lidio Ajmone

Lidio Ajmone (Coggiola, 10 aprile 1884 – Andezeno, 25 settembre 1945) è stato uno dei principali pittori piemontesi della fine dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. Figlio di un notaio della provincia di Vercelli, a soli nove anni si trasferì con la famiglia a Torino, dove completò gli studi classici e intraprese la sua formazione artistica presso l’Accademia Albertina. In seguito ebbe l’opportunità di frequentare lo studio del maestro Vittorio Cavalleri, un’esperienza determinante che lo introdusse ai segreti della pittura di paesaggio e al linguaggio impressionista.

La formazione di Ajmone fu arricchita dall’osservazione attenta dei maestri contemporanei e amici quali Lorenzo Delleani, Leonardo Bistolfi e Giovanni Guarlotti, personalità che contribuirono a definire la sua sensibilità cromatica e il suo approccio al paesaggio naturale. Dopo la Prima guerra mondiale, durante la quale prestò servizio come capitano degli Alpini – rimanendo ferito e ricevendo una decorazione – Ajmone si dedicò pienamente alla pittura, affermandosi progressivamente come uno dei maggiori interpreti del paesaggio piemontese.

La sua carriera si sviluppò attraverso numerosi viaggi e soggiorni che arricchirono la sua tematica paesaggistica. Nel 1912 visitò la Tripolitania al seguito di incarichi militari, esperienza che gli permise di ampliare il suo repertorio iconografico. Nel 1925, seguendo il governatore Cesare Maria De Vecchi, si recò in Somalia dove rimase fino al 1928, eseguendo una serie importante di paesaggi orientali caratterizzati da un raffinato studio della luce e dei colori locali. Successivamente, agli inizi degli anni Trenta, soggiornò a lungo a Rodi nel Dodecanneso, continuando a raccogliere impressioni e sensazioni dalle atmosfere del Mediterraneo orientale.

Nel 1941 si ritirò nella sua casa di Andezeno, presso Chieri, dove visse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla pittura. Una bomba caduta durante la Seconda guerra mondiale sul suo studio di Torino in via Po nel 1942 distrusse gran parte della sua produzione, rappresentando una perdita significativa per la comprensione del suo corpus artistico complessivo.

Stile e Tecnica Pittorica

Lidio Ajmone si affermò come paesaggista di eccellente sensibilità, specializzato in vedute naturali affrontate con un linguaggio fortemente impressionista e post-impressionista. Il suo stile rappresenta un’interpretazione personale e originale del filone paesaggistico piemontese del tardo Ottocento, caratterizzato da una particolare attenzione agli effetti luminosi e alla resa atmosferica.

La tecnica pittorica di Ajmone si distingue per l’utilizzo di una pennellata rapida e distintiva, spesso abbinata a tocchi di spatola che arricchiscono la materia pittorica e conferiscono ai dipinti una particolare vivacità. Il colore costituisce l’elemento centrale della sua ricerca: la tavolozza è vibrante, ricca di sfumature delicate e di rapporti cromatici sapientemente equilibrati. La percezione atmosferica e ambientale dei luoghi rappresentati viene resa attraverso un’attenta osservazione del vero, reinterpretato secondo una sensibilità fortemente personale.

Le sue composizioni trasmettono una particolare quiete interiore e un profondo senso di serenità, pur mantenendo una notevole scioltezza cromatica. Nelle opere iniziali rimane evidente l’influenza della tradizione paesaggistica piemontese dell’Ottocento, mentre negli ultimi anni della sua carriera artistica si nota una progressiva esaltazione del colore e una maggiore libertà espressiva nella stesura pittorica.

Benché la sua facile vena di paesista lo portasse a dipingere anche marine, la vera predilezione di Ajmone andava alla montagna, in particolare alle valli del Piemonte e della Valle d’Aosta – le valli di Gressoney, Ayas e Courmayeur – dove realizzò alcune delle sue opere più significative. La liguria rappresentò un’altra area geografica prediletta, dove l’artista si recò in numerosi soggiorni per catturare le vedute costiere e gli scorci di paese con quella sensibilità che lo caratterizzava.

Attività Espositiva e Riconoscimenti

Lidio Ajmone sviluppò un’intensa attività espositiva a livello locale e nazionale. Partecipò con assiduità alle Esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino sin dal 1908, divenendo una figura ricorrente e apprezzata nei circoli artistici torinesi. Espose regolarmente presso il Circolo degli Artisti e Amici dell’Arte di Torino, due tra i più importanti centri di aggregazione artistica del capoluogo piemontese.

Le sue opere furono presentate anche in numerose città italiane: Genova, Novara, Casale Monferrato, Vercelli, Roma, Milano e Firenze, dove ricevette diversi riconoscimenti di pubblico e di critica. Questa diffusione geografica testimonia la stima di cui godeva presso collezionisti e istituzioni culturali dell’epoca, così come l’apprezzamento per un’arte sobria, colta e profondamente radicata nei valori della tradizione pittorica italiana.

Ajmone ottenne diplomi di distinzione da varie città e istituzioni straniere, e fu nominato vicepresidente del Circolo degli Artisti di Torino, riconoscimento che sottolinea il ruolo di rilievo che occupava nel panorama artistico della sua regione. Una mostra retrospettiva postuma gli fu dedicata presso il Circolo degli Artisti nel marzo 1946, a cui seguirono altre importanti retrospettive nel cinquantenario della morte (1995).

Attività come Ritrattista

Sebbene la paesaggistica rimanga il settore principale della sua produzione, Lidio Ajmone fu anche un ottimo e apprezzato ritrattista. Eseguì una serie di importanti ritratti di personaggi della corte sabauda, includendo i Sovrani d’Italia, il Duca degli Abruzzi e Benito Mussolini, testimonianza della considerazione che godeva presso gli ambienti ufficiali e aristocratici dell’epoca.

I suoi ritratti si caratterizzano per la medesima sensibilità cromatica e per la stessa qualità psicologica che distinguevano i suoi paesaggi, confermando la versatilità e la solidità della sua preparazione tecnica e artistica.

Mercato e Quotazioni delle Opere

Il mercato di Lidio Ajmone è oggi orientato principalmente a collezionisti piemontesi e liguri, consapevoli della qualità e della riconoscibilità immediata del suo stile. Pur non essendo un nome blasonato della storia dell’arte nazionale, la piacevolezza intrinseca delle sue opere e la loro immediata leggibilità garantiscono una costante richiesta nel mercato dell’antiquariato specializzato.

Dipinti a olio su tela: Le opere olio su tela di medie e grandi dimensioni si collocano generalmente in una fascia di prezzo moderata, riflettendo un mercato di nicchia consapevole e selettivo. I dipinti di qualità elevata, particolarmente quelli provenienti da periodi specifici della carriera dell’artista (come le vedute dalla Somalia o da Rodi), possono raggiungere valutazioni superiori.

Opere su carta: I disegni e le opere su carta mantengono prezzi più accessibili, apprezzati dai collezionisti per il ruolo centrale del disegno nella ricerca artistica di Ajmone e per la capacità dell’artista di restituire con pochi tratti essenziali la poetica dei luoghi rappresentati.

Piccoli formati: I lavori di dimensioni ridotte rimangono particolarmente ricercati nel mercato antiquariale, rappresentando un punto d’accesso ragionevole per i collezionisti interessati a costituire una collezione di questo artista.

Le quotazioni delle opere di Lidio Ajmone sono generalmente caratterizzate da stabilità e coerenza, rispecchiando un apprezzamento consolidato presso i collezionisti più consapevoli. Il record d’asta più significativo registrato è stato nel 2003 con l’opera «Sulla spiaggia» (1922), olio su tavola di formato modesto, venduta per € 11.780.

Opere Principali

Tra le opere più significative di Lidio Ajmone si ricordano:

Opere presentate alla Promotrice torinese: «Mercato della Verdura presso il Ponte di Rialto» (1929), «Le roselline dell’Eridano» e «Spiaggetta a Baveno» (1930), «La fontana» e «La chiesa d’Antagnod» (1930), opere che rivelano la predilezione dell’artista per gli scorci naturali e urbani carichi di atmosfera.

Paesaggi somali e orientali: «Rodi – Vecchia strada», «I fiori e il mare di Rodi» (1938), «Rodi – Porta d’Amboise» (1938), «Rodi – Via cavalleresca al castello» (1940), «Rodi – Lindo e il suo castello» (1940), «Rodi – Le mura ed il porto» (1940). Questi dipinti testimoniano il profondo interesse di Ajmone per le atmosfere orientali e la sua capacità di cogliere i caratteri distintivi dei paesaggi esotici.

Paesaggi liguri: «Rammendando le reti» (1931), «L’Abbazia di San Fruttuoso – Camogli» (1931), «Portofino» (1933), «San Fruttuoso» (1933), «Piccolo porto» (1933), «La strada coperta» (1933), «Case di Liguria» (1933) testimoniano i numerosi soggiorni liguri dell’artista e la sua sensibilità nel cogliere gli scorci più caratteristici della riviera.

Paesaggi romani: «Eco del passato», «Ingresso di Villa Borghese», «Tivoli – Valle dell’Aniene», «Foro romano» rappresentano l’interesse di Ajmone per la grande tradizione storica italiana.

«Sulla spiaggia» (1922): Olio su tavola, una composizione che cattura il genere di scena di vita e di paesaggio marino che caratterizza la versatilità tematica dell’artista.

«La neve»: Opera conservata presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, acquistata dal Municipio alla Promotrice del 1915, rappresenta una delle sue composizioni paesaggistiche più apprezzate.

«Alla fontana»: Olio su tela (81 x 90,5 cm) conservato presso il Museo Borgogna di Novara, raffigurante uno scorcio di paese di montagna con una tipica fontana abbeveratoio di Antagnod nella Valle d’Aosta, con il Monte Rosa visibile sullo sfondo.

Considerazioni Finali

Lidio Ajmone rappresenta una figura emblematica della pittura paesaggistica piemontese di fine Ottocento e prima metà del Novecento. La sua dedizione coerente al paesaggio naturale, la qualità tecnica indiscutibile e la sensibilità cromatica che lo distingue lo pongono tra i maestri regionali più significativi del suo tempo. Pur non raggiungendo la fama di grandi nomi della stessa epoca, la sua immediata riconoscibilità stilistica e la piacevolezza intrinseca delle sue composizioni garantiscono un apprezzamento costante e una posizione solida nel mercato antiquariale specializzato, dove continua a essere ricercato da collezionisti consapevoli della qualità della sua ricerca artistica.