Luigi Serralunga

Luigi Serralunga pittore quadro dipinto ritratto

Biografia di Luigi Serralunga

Luigi Serralunga nasce a Torino il 26 ottobre 1880 in una famiglia benestante, appartenente alla borghesia torinese con una lunga tradizione di servizio presso la corte sabauda. Il ramo paterno della famiglia vanta una consolidata eredità amministrativa: il bisnonno Giuseppe Dalmazzo Serralunga fu tesoriere per i Savoia tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, mentre il nonno Luigi, cavaliere e avvocato, ricoprì incarichi presso il Ministero delle Finanze reali nel territorio di Pinerolo. Il padre Alessandro, impiegato presso la Direzione Opera Pia San Paolo, sposa Adelaide Calcina nel 1878. Questa solida posizione sociale agevola la formazione artistica del giovane Luigi.

Formazione accademica e maestri

Luigi Serralunga trascorre l’infanzia a Torino, in via Gioberti 24. Nel dicembre 1896, dopo aver completato gli studi tecnici, s’iscrive alla Reale Accademia Albertina di Belle Arti, dove frequenta i corsi triennali di architettura, geometria, figura, storia e ornato, partecipando con esiti apprezzabili ai concorsi interni indetti dall’Accademia. Nel febbraio 1901 muore improvvisamente la madre Adele; dopo alcuni mesi di assenza, Serralunga riprende gli studi con determinazione. Nel 1902 si reca a Roma per effettuare studi e rilievi dall’antico, esperienza che rafforza la sua preparazione classica.

Nell’autunno del 1900 s’iscrive al corso superiore di pittura, dove ottiene la medaglia di rame nel corso di disegno di figura tenuto dal professor Giacomo Grosso, che rappresenta il principale riferimento nella sua formazione stilistica. Fra gli insegnanti dell’Accademia figurano anche Piercelestino Gilardi e Odoardo Tabacchi, rispettivamente titolari delle cattedre di pittura e scultura. L’influenza di Grosso—che aveva raggiunto il successo internazionale con la prima Biennale di Venezia—risulta decisiva. Dal maestro eredita eleganti doti coloristiche e il raffinato trattamento della figura e della natura morta. Al termine del secondo anno di corso, vince la medaglia d’argento e l’acquisto di un’opera fuori concorso del valore di 25 lire, premio che riceve nuovamente l’anno successivo. Nel giugno 1904, a ventitré anni, conclude positivamente gli studi, aggiudicandosi un assegno di 100 lire per la prova finale di nudo dal vero.

Vita personale e attività professionale

Nel 1907, all’età di ventisette anni, Luigi Serralunga sposa Carolina Muzio, sua coetanea. La coppia si trasferisce in via Santa Teresa, alle spalle di piazza San Carlo, dove abita fino alla seconda metà degli anni Dieci. Dopo il primo conflitto mondiale, i coniugi Serralunga si trasferiscono in corso Duca di Genova, dove l’artista mantiene il proprio atelier fino alla morte. Dal 1929 acquistano inoltre una casa sulla collina di Castiglione Torinese, dove trascorrono il tempo libero e dove il pittore si dedica all’attività venatoria, soggetto che ricorre frequentemente nelle sue composizioni.

Nel 1904 inizia a esporre presso la Società Promotrice di Belle Arti di Torino, partecipandovi in maniera pressoché ininterrotta fino al 1939. L’anno 1906 segna un momento cruciale: presenta il raffinato Ritratto in bianco alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano, opera che anticipa tutta la sua poetica successiva. Alla Promotrice di Genova del 1910 presenta studi dal vero e il dipinto Gli amici. Partecipa inoltre a esposizioni romane e milanesi, distinguendosi particolarmente per le contribuzioni alla mostra Tre pittori piemontesi, tenutasi a Milano presso la Galleria La Vinciana nel 1921, e alle Quadriennali torinesi del 1923 e del 1928.

Serralunga si afferma gradualmente nella florida scena artistica torinese insieme a personalità del calibro di Lorenzo Delleani, Cesare Saccaggi, Leonardo Bistolfi e Giovanni Guarlotti. Il suo successo è notevole: viene particolarmente apprezzato dalla corte sabauda, che acquisisce una serie significativa di nature morte e paesaggi ispirati all’arte venatoria. Oltre all’attività espositiva, apre il proprio studio ai giovani artisti torinesi che lo riconoscono come maestro severo e capace, fra cui Mattia Moreni ed Ettore Fico.

All’Esposizione del Sindacato Fascista di Belle Arti del 1929 presenta due dipinti di sapore simbolista: Serenità e Tormento, un pendant che sottolinea la grande attenzione all’introspezione psicologica dell’artista. Nel 1939, ormai malato, Serralunga partecipa alle selezioni per i premi Sanremo di pittura, prima di abbandonare l’attività artistica e trasferirsi nella casa di Castiglione Torinese. Luigi Serralunga muore a Torino il 3 febbraio 1940.

Stile e tecnica

Lo stile pittorico di Luigi Serralunga si evolve nel corso della sua carriera. Inizialmente legato al gusto fin de siècle della pittura grossiana, nel tempo assume un’autonomia espressiva che trova i migliori esiti nella ritrattistica, nel nudo, nelle scene di caccia e nelle nature morte. I soggetti sono resi con una grafia leggera, al limite del non finito, particolarmente evidente sui bordi delle composizioni.

La sua poetica incarna i dettami della tradizione tardo-simbolista, contaminata dalle suggestioni della grande stagione della pittura figurativa ottocentesca. Sicuramente permeato dal naturalismo di metà Ottocento, è animato da una carica simbolista e poi liberty che lo rendono un autore modernissimo. Nei ritratti delle dame e degli esponenti della borghesia cittadina, la luce tersa sottolinea il pallore dell’incarnato mentre la pennellata, dapprima più controllata e suadente, diviene poi più sfrangiata e opaca, regalando all’osservatore intensi brani di armonia cromatica.

Tecnica pittorica: Serralunga utilizza un cromatismo opalino caratterizzato da una pennellata a tratti trasparente, a tratti più presente. Il tocco pittorico rapido rivela in parte l’influenza ricevuta da altri pittori torinesi come Giovanni Guarlotti. Le sue composizioni ritrattistiche si distinguono per l’eleganza contenuta, il disegno sicuro e la capacità di trasmettere la personalità dei soggetti attraverso una sottile analisi psicologica. La tavolozza spazia fra tonalità delicate e colori più marcati, sempre in funzione dell’atmosfera intimista che caratterizza le sue tele.

Soggetti e tematiche ricorrenti

Protagoniste di gran parte delle sue tele sono eleganti donne che incarnano lo spirito fin de siècle, sospese in una bellezza muliebre senza tempo. Serralunga si specializza nel ritratto, nei dipinti di figura e nella natura morta, facendosi interprete della cultura artistica di passaggio dall’Ottocento al Novecento. I ritratti più suggestivi includono Ritratto di signora, Ritratto della signora Piodi, Ritratto di violinista, nonché composizioni di gruppo come Le amiche e Sorelle.

Per tutto il decennio degli anni Trenta, Luigi Serralunga continua a produrre delicati e rarefatti dipinti di figura come Nudo e Femme fatale, esempi di una spiccata poetica tardo-simbolista. La pennellata risulta spesso sfaldata e le figure misteriose e tormentate, quasi in richiamo ad alcune sperimentazioni ritrattistiche della Scapigliatura lombarda.

Accanto alla figura umana, il paesaggio e la natura morta si fanno strada con un particolare e ricercato cromatismo. Alla Promotrice di Torino del 1932 presenta il paesaggio Meriggio, mentre dal 1936 inizia a esporre le sue famose nature morte, caratterizzate dalla stessa raffinatezza tecnica e dalla medesima sensibilità coloristica che contraddistinguono i ritratti. Le scene di caccia, tema che acquisisce progressiva importanza nella produzione tardiva, riflettono l’interesse personale dell’artista per l’arte venatoria.

Esposizioni e riconoscimenti

La carriera espositiva di Serralunga è densa e articolata. Esordisce alla Promotrice torinese del 1900, esponendovi poi per molti altri anni in maniera pressoché ininterrotta. Nel medesimo anno organizza presso la Promotrice una mostra personale che presenta una quindicina di opere fra nature morte e ritratti. È altrettanto presente nelle esposizioni organizzate dalla Società d’Incoraggiamento alle Belle Arti, in seno al Circolo degli Artisti, e dalla Società Amici dell’Arte, entrambe attive a Torino.

Partecipa inoltre ad una serie significativa di mostre romane e milanesi, ottenendo visibilità nazionale. La critica contemporanea, in particolare le cronache artistiche firmate da Emilio Zanzi, critico d’arte della «Gazzetta del Popolo» e corrispondente da Torino per la rivista «Emporium», seguono con interesse la sua evoluzione artistica. Nonostante l’avvento del fascismo, Serralunga, personalità di convinzioni socialiste, continua a partecipare alle rassegne della Promotrice, che confluiscono nell’Esposizione annuale del Sindacato Fascista di Belle Arti.

Due anni dopo la sua morte nel 1940, il Circolo degli Artisti organizza un’esposizione postuma con oltre ottanta dipinti selezionati dagli amici fra le opere presenti nello studio e nelle collezioni private, accompagnata da una commossa presentazione del pittore Giovanni Guarlotti. Con i proventi della vendita delle opere, la vedova Carolina fonda il Premio Luigi Serralunga, consistente in una somma annuale assegnata dalla Società d’Incoraggiamento alle Belle Arti per un’opera di pittura o di scultura esposta per la prima volta.

Eredità e opere nelle collezioni

Diverse opere di Luigi Serralunga si trovano presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, attestando il riconoscimento istituzionale ottenuto durante la sua carriera. Le sue composizioni figurano in collezioni pubbliche e private, e continuano ad essere proposte nelle principali case d’aste italiane ed europee. L’artista viene oggi riconosciuto come una delle personalità centrali della pittura figurativa torinese tra fine Ottocento e primo Novecento, esempio di rara sintesi fra la tradizione simbolista e un modernismo consapevole.

Quotazioni di mercato

Il mercato di Luigi Serralunga rimane attivo e sostenuto, particolarmente presso collezionisti piemontesi e nazionali che apprezzano la raffinatezza tecnica e la qualità estetica delle sue composizioni. Le valutazioni variano significativamente in base a fattori quali la datazione, la provenienza documentata, lo stato di conservazione, le dimensioni e la categoria soggettuale.

Opere di fascia bassa: Disegni preparatori, studi dal vero e dipinti di minori dimensioni si collocano generalmente tra 1.000 e 2.000 euro, rappresentando un accesso privilegiato per collezionisti che desiderano iniziare ad acquisire lavori di questo maestro.

Opere di fascia media: Ritratti di buona qualità, nature morte e figure con formato medio-grande si attestano tra 3.000 e 5.000 euro. Questa fascia comprende la maggior parte delle proposte di mercato e offre un buon equilibrio fra qualità e accessibilità economica.

Opere di fascia alta: Ritratti aristocratici di importante formato, dipinti con documentazione di committenza, provenienza illustre o storia espositiva significativa raggiungono valori tra 10.000 e 20.000 euro. Queste opere, spesso caratterizzate da eccellente stato di conservazione, sono ricercate da musei e collezionisti specializzati.

Opere su carta: Disegni preparatori, studi per composizioni e pastelli presentano valutazioni generalmente comprese tra 500 e 1.000 euro, a seconda della qualità esecutiva e della rilevanza iconografica.

Il mercato delle quotazioni si basa principalmente su transazioni in asta presso case italiane ed europee, particolarmente Torino, Milano, Brescia e Genova, dove l’opera dell’artista mantiene una consistente domanda. I risultati più significativi si ottengono da ritratti di personaggi importanti con documentazione di committenza completa e conservazione ottimale. Le nature morte, particolarmente apprezzate da collezionisti di arte piemontese, hanno dimostrato crescente interesse negli ultimi anni.

Consigli per la valutazione

Per una corretta valutazione di un’opera di Luigi Serralunga si raccomanda di considerare: autenticità certificata mediante analisi stilistica approfondita; provenienza documentata e storia espositiva; stato di conservazione generale, compresi eventuali restauri; dimensioni e formato della tela; presenza di firma e datazione; categoria soggettuale (ritratto, natura morta, figura, paesaggio, scena di caccia); qualità tecnica e raffinatezza dell’esecuzione; presenza di etichette o bolli di mostre storiche al retro della tela.

Specialisti di art history sono a disposizione per valutazioni gratuite e consulenze complete. La valutazione di un dipinto di Serralunga richiede competenza specifica sulla pittura figurativa simbolista torinese e una conoscenza approfondita della produzione dell’artista, elementi che garantiscono una stima accurata e affidabile per fini assicurativi, eredità o transazioni commerciali.