Biografia di Mario Borgoni
Origini e formazione
Mario Borgoni nasce a Pesaro il 24 luglio 1869 con il nome di battesimo Mariano. Ben presto si trasferisce a Napoli, città che diventerà il centro della sua intera esistenza artistica e personale. Qui si sposa con Lilliana, che amerà profondamente e userà come modella in numerose opere celebri, tra cui il manifesto per la promozione del Prestito Nazionale durante la Prima Guerra Mondiale.
La sua formazione avviene presso il Regio Istituto delle Belle Arti di Napoli, dove è allievo del decoratore Ignazio Perricci (1834–1907), che lo avvia alla carriera di frescante e lo introduce all’ambiente della decorazione parietale e degli interni dei palazzi partenopei. Borgoni si rivela subito un allievo straordinariamente dotato, capace di padroneggiare con uguale abilità il disegno, la pittura, la grafica e la decorazione monumentale.
Frequenta assiduamente il grande pittore Domenico Morelli (1826–1901), figura di riferimento della Scuola napoletana dell’Ottocento, da cui assimila la sensibilità verista e la vivace resa cromatica dei soggetti. Nonostante il talento indiscutibile, Borgoni è ricordato dai contemporanei come un artista caratterizzato da un’estrema umiltà: si racconta che non abbia mai risposto al pittore e docente Enrico Giannelli, il quale raccoglieva materiale per il volume Artisti napoletani viventi (pubblicato nel 1916), presumibilmente perché non si riteneva degno di figurare in un tale repertorio.
Gli esordi e la carriera espositiva
Mario Borgoni esordisce sulla scena artistica nazionale alla Promotrice napoletana del 1888 con l’opera Ricordi!, riscuotendo da subito un apprezzamento diffuso. Partecipa nuovamente alla Promotrice nel 1890 con Il rivale del sultano, nel 1891 con Pallida mors e nel 1892 con Lagrime vere, tutti dipinti profondamente influenzati dalle suggestioni veriste della Scuola napoletana.
La sua presenza alle Promotrici napoletane si fa assidua dai primi del Novecento fino al 1922. Parallelamente, partecipa alle mostre romane della Società Amatori e Cultori negli anni 1895 e 1896, ampliando la propria visibilità nel panorama artistico nazionale. Nel 1922 espone Spensieratezza alla celebre
