Mario Chiattone – vendite, valori e valutazioni quadri

Mario Chiattone: biografia di un protagonista dell’avanguardia italiana

Mario Chiattone nacque a Bergamo l’11 novembre 1891 e morì a Lugano il 21 agosto 1957. Architetto e pittore di formazione italo-svizzera, è considerato uno dei protagonisti più originali dell’avanguardia architettonica italiana del primo Novecento, strettamente associato al clima futurista pur senza mai aderire formalmente al movimento fondato da Marinetti. La sua figura resta ancora oggi parzialmente in ombra rispetto ai colleghi più celebri, ma la sua opera costituisce un contributo di straordinaria importanza per comprendere la nascita dell’architettura moderna in Italia.

Figlio di Gabriele Chiattone (1853–1934), noto litografo, tipografo e cartellonista — autore dei primi cartelloni turistici italiani — Mario crebbe in un ambiente culturalmente stimolante. Il padre, grande ammiratore di Umberto Boccioni, acquistò numerose tele del pittore futurista a partire dal 1908, opere che oggi formano la «Collezione Famiglia Gabriele Chiattone» a Lugano. Mario era inoltre nipote degli scultori Antonio e Giuseppe Chiattone, e rivelò sin da giovane un forte talento artistico, maturato in questo contesto familiare ricco di stimoli visivi e intellettuali.

Formazione e sodalizio con Antonio Sant’Elia

Chiattone compì i propri studi di architettura e pittura a Milano, all’Accademia di Brera e alla Scuola d’Arte Applicata e del Libro, con una breve parentesi a Bologna. In quegli anni frequentò l’ambiente artistico più fervido della città, entrando in contatto con Carlo Carrà, Umberto Boccioni e, soprattutto, con Antonio Sant’Elia, con cui condivise uno studio a Milano messo a disposizione dal padre.

Il sodalizio con Sant’Elia fu l’asse creativo più fecondo della sua carriera. Nel 1912 i due lavorarono fianco a fianco nello studio milanese: Sant’Elia iniziava la celebre serie di disegni della Città Nuova, mentre Chiattone avviava la propria ricerca autonoma sulla metropoli del futuro. Entrambi si ispiravano alla Wagnerschule viennese — la scuola di Otto Wagner — e alle suggestioni del razionalismo funzionalista europeo.

Nel 1914, Chiattone fu tra i fondatori del gruppo Nuove Tendenze, insieme a Ugo Nebbia e Leonardo Dudreville. In occasione della mostra organizzata dal gruppo presso la Famiglia Artistica di Milano nel maggio-giugno 1914, presentò tre disegni architettonici di grande impatto, tra cui il celebre Costruzioni per la metropoli moderna. I disegni di Chiattone, come quelli di Sant’Elia, rappresentano visioni di città avveniristiche con facciate continue e svettanti, sistemi di trasporto su più livelli, torri e grattacieli che anticipano con sorprendente lucidità le soluzioni architettoniche realizzate nella seconda metà del Novecento.

Pur essendo cittadino svizzero e avendo vissuto dalla fine della Prima Guerra Mondiale in Svizzera, Chiattone appartiene pienamente alla cultura italiana per la propria formazione e per il contributo fondamentale offerto al dibattito sull’architettura futurista. Tuttavia, a differenza di Sant’Elia, non aderì mai al Futurismo: condivise il clima e la visione, ma mantenne sempre una posizione critica e autonoma rispetto al manifesto marinettiano.

Stile, tecnica e opere principali

La produzione grafica e pittorica di Mario Chiattone si concentra essenzialmente nel periodo 1914–1918, anni in cui realizzò una serie di disegni architettonici di eccezionale qualità. Le sue tecniche predilette erano la matita, l’inchiostro di china e l’acquarello su carta, con cui riusciva a costruire prospettive angolari fortemente deformate che restituiscono un senso di monumentalità e dinamismo controllato.

Come sottolinea la Treccani, «le prospettive angolari fortemente deformate che caratterizzano i disegni del Chiattone sono l’unico riferimento alla dinamicità futurista; la città moderna è, per lui, visione dinamica di elementi statici che conservano il proprio ordine interno». Questo aspetto distingue nettamente Chiattone da Sant’Elia: là dove il collega comasco esprimeva il furore dinamico del futurismo, Chiattone privilegiava una costruttività più razionale, quasi scultorea, attenta alla logica interna del singolo edificio piuttosto che alla frammentarietà urbana.

Tra le sue opere più significative si annoverano:

  • Costruzioni per una metropoli moderna (1914) — inchiostro di china e acquarello su carta, 106 x 95 cm, conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa. Opera cardine della sua produzione, presentata alla mostra del gruppo Nuove Tendenze.
  • Edificio a due torri (1914) — uno dei disegni più noti, che esplora la verticalità del grattacielo come «nuovo tempio urbano».
  • Ponte e studio di volumi (1914) — studio sulla composizione strutturale e volumetrica della città futura.
  • Cattedrale VI (1914) — parte della serie di disegni sulle «cattedrali» che documentano la ricerca di Chiattone sul grattacielo come forma di nuovo ordine urbano e spirituale.
  • Edificio con due torri (1915) e Edificio immaginario (1916) — opere che evidenziano il progressivo distacco dall’influenza di Sant’Elia e l’affermazione di un linguaggio personale più architettonico e costruttivo.
  • Complesso industriale (1914–1915) — matita su carta, 16 x 22,5 cm, opera più volte apparsa sul mercato dell’arte con autentiche del Prof. Luciano Caramel.
  • Città fluviale (1915–1918) — carboncino su cartone, 23 x 33 cm, anch’essa con documentazione scientifica di rilievo.
  • Gru elettrica (1912) — tela presentata alla Mostra di pittura e scultura rifiutate alla X Esposizione Nazionale di Brera, in cui l’influenza di Boccioni si fonde con una costruzione spaziale architettonica.

Purtroppo, gran parte della produzione di Chiattone degli anni milanesi è andata irrimediabilmente perduta nel bombardamento dello studio durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1943. Rimangono i disegni per trentacinque progetti eseguiti tra il 1914 e il 1918 e quattro bozzetti di scena del 1921 per la rappresentazione Die Strasse und der Garten, oggi al Museo Teatrale alla Scala di Milano.

Il nucleo principale della sua produzione grafica — oltre quaranta opere donate dalla famiglia Chiattone nel 1965 — è oggi conservato presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa, dove è continuamente richiesto da istituzioni di tutto il mondo per esposizioni temporanee, tra cui il Guggenheim di New York. Alcuni suoi dipinti si conservano inoltre presso il Museo Caccia di Lugano.

La fase ticinese e la maturità professionale

Dopo la prematura morte di Antonio Sant’Elia nel 1916, Chiattone sembrò perdere la spinta più sperimentale della propria ricerca. Nel dopoguerra si trasferì nel Canton Ticino e nel 1922 si stabilì definitivamente a Lugano, dove esercitò la libera professione di architetto abbandonando ogni legame stilistico con il futurismo. La sua produzione architettonica ticinese si orientò verso un eclettismo che fonde elementi secessionisti, linguaggio regionalista e riferimenti all’architettura classica e medievale.

Tra le opere architettoniche realizzate in Svizzera si ricordano: la Banca dello Stato di Bellinzona (1928–1930), il mercato coperto di Mendrisio (1940–1943), la scuola elementare di Breganzona (1952) e il colombario di Giubiasco (1957), quest’ultimo considerato un significativo esempio di classicismo decantato. Chiattone fu anche autore di decorazioni a graffito, affreschi votivi e progetti di ville private nel paesaggio ticinese.

Mercato e quotazioni delle opere di Mario Chiattone

Il mercato delle opere di Mario Chiattone è storicamente contenuto per numero di passaggi in asta, ma i lotti che emergono sul mercato — quasi sempre disegni e opere su carta del periodo 1914–1918 — suscitano interesse da parte di collezionisti specializzati in futurismo e avanguardie storiche italiane.

Le opere più frequentemente trattate nelle aste internazionali sono i disegni architettonici a matita, inchiostro e acquarello su carta risalenti al cruciale biennio 1914–1915, spesso corredati da autentiche scientifiche rilasciate dal Prof. Luciano Caramel, massima autorità sull’argomento. Tra i passaggi in asta documentati, il Complesso industriale (1914–1915, matita su carta, 16 x 22,5 cm) ha realizzato circa 13.670 USD presso Babuino Auction House nel 2018. Nello stesso anno, tre opere di Chiattone — tra cui Fluvial city (1915–18) e Industrial stepped building (1914–15) — sono state battute da Bertolami Fine Art (maggio 2019), confermando l’interesse del mercato per la sua produzione grafica futurista.

Data la rarità delle opere disponibili, la provenienza documentata, la presenza in pubblicazioni scientifiche e mostre istituzionali, e la rilevanza storica della figura di Chiattone nel panorama delle avanguardie italiane, le quotazioni possono variare significativamente in funzione del soggetto, delle dimensioni, delle condizioni conservative e della storia espositiva del singolo foglio. Le opere provenienti da collezioni storiche o con autentiche di studiosi riconosciuti raggiungono naturalmente valori più elevati.

In generale, il segmento del futurismo architettonico — a cui Chiattone appartiene di diritto insieme a Sant’Elia — registra una domanda solida e crescente da parte di musei, fondazioni e collezionisti privati internazionali, che riconoscono in questi lavori un valore storico-artistico di primissimo piano.

Valutazioni e acquisto di opere di Mario Chiattone

La Galleria d’arte Pontiart è attivamente interessata all’acquisto e alla vendita di importanti opere e quadri di Mario Chiattone (1891–1957). Grazie alla nostra esperienza nel mercato dell’arte moderna e delle avanguardie storiche italiane, siamo in grado di fornire stime e valutazioni gratuite e di comunicare prezzi, quotazioni e valori attuali di mercato.

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Per vendere o ricevere una valutazione: inviateci una foto frontale dell’opera, una del retro e una della firma. Indicate le dimensioni e forniteci ogni informazione disponibile sulla provenienza e sulla documentazione (ricevute d’acquisto, certificati di autenticità, pubblicazioni). Più la documentazione è completa, più accurata sarà la nostra stima.

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