Mauro Gandolfi (Bologna, 1764 – Bologna, 1834) e’ pittore, disegnatore, incisore e memorialista — figlio del grande Gaetano Gandolfi e nipote di Ubaldo Gandolfi, la piu’ importante famiglia di pittori bolognesi del tardo Settecento. Ha rifiutato la direzione del museo di Talleyrand a Parigi. Ha rifiutato la cattedra dell’Accademia di Bologna offerta dal ministro napoleonico. Ha rifiutato la commissione del pittore americano John Trumbull per incidere la Dichiarazione d’Indipendenza. Ha definito l’incisione “un’arte meritevole di un seggio suo proprio ed emancipata per così dire dalla pittura“. Ha lasciato un diario di viaggio negli Stati Uniti che e’ uno dei piu’ vivaci testi di memorialistica italiana di primo Ottocento. Un carattere indomabile, una carriera volutamente laterale, un’opera grafica di altissima qualita’ tecnica. Le incisioni originali di Mauro Gandolfi si quotano tra 200 e 2.000 euro. I dipinti a olio — rari — tra 5.000 e 25.000 euro. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.
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Quanto vale un’opera di Mauro Gandolfi?
Il mercato di Mauro Gandolfi e’ distinto in due categorie molto diverse: i dipinti a olio — pochissimi sul mercato, tutti risalenti al periodo 1785–1796 — e le incisioni e i disegni, che rappresentano la parte piu’ abbondante e piu’ facilmente reperibile della sua produzione. Le incisioni per il Musée Français (Parigi, 1803–1811) sono le opere su carta piu’ identificabili e piu’ studiate. I disegni e gli acquarelli hanno un collezionismo specifico tra gli studiosi della pittura bolognese del Settecento.
| Tipologia | Periodo / Note | Fascia di prezzo |
|---|---|---|
| Dipinti a olio su tela (rari) | 1785–1796, soggetti religiosi, mitologici, ritratti | € 5.000 – € 25.000 |
| Disegni e acquerelli (grandi formati, compiuti) | Vari periodi, studi e opere finite | € 1.000 – € 3.000 |
| Disegni e acquerelli (piccoli formati, studi) | Studi di figura, teste, bozzetti | € 300 – € 1.000 |
| Incisioni originali (acquaforti e bulini) | Opere inventate e incisioni di traduzione | € 500 – € 2.000 |
| Incisioni per il Musée Français (Louvre) | Parigi 1803–1811, 7 lastre note | € 300 – € 1.500 |
| Miniature | Ritratti miniaturistici, rari | € 500 – € 2.500 |
I fattori piu’ importanti per il valore: per i dipinti a olio, il soggetto (le opere mitologiche e religiose del periodo 1790–1796 — la sua stagione pittorica piu’ intensa — sono le piu’ preziose), la provenienza documentata e la citazione nei principali cataloghi critici. Per le incisioni, la qualita’ dell’impressione (le prove “avanti lettera” — prima dell’aggiunta delle iscrizioni — valgono significativamente di piu’), lo stato di conservazione della carta e la completezza dei margini. Il catalogo ragionato delle incisioni dei Gandolfi (F. Gozzi, Ubaldo, Gaetano e Mauro Gandolfi — le incisioni, Modena 2002) e’ il riferimento bibliografico principale.
La famiglia Gandolfi: il contesto di mercato
Per valutare correttamente le opere di Mauro Gandolfi e’ utile conoscere il contesto della famiglia. Il padre Gaetano Gandolfi (1734–1802) e’ il membro piu’ quotato — un suo dipinto di medie dimensioni, Diana e Callisto, e’ stato venduto a Christie’s New York per oltre 3 milioni di euro. Lo zio Ubaldo Gandolfi (1728–1781) ha un mercato attivo e solido. Le opere di Mauro si collocano su un livello inferiore rispetto al padre ma superiore rispetto a molti altri pittori bolognesi della generazione successiva — soprattutto per le incisioni, che rappresentano il vertice della sua produzione.
“Un’arte meritevole di un seggio suo proprio”: la scelta dell’incisione
Mauro Gandolfi nasce nella bottega di suo padre — letteralmente: da bambino posava come modello per le tele di Gaetano, come lui stesso ricorda nello scritto autobiografico inviato nel 1833 ai Vallardi di Milano. Cresce circondato da pittura, da incisione, dalla qualita’ tecnica altissima dei Gandolfi — una delle ultime grandi famiglie di pittori bolognesi formatesi nella tradizione dei Carracci e del Seicento emiliano. Eppure a sedici anni fugge. Marsiglia, poi Strasburgo, poi Arras — dove si arruola nel reggimento reale corso. Cinque anni lontano, poi il ritorno all’Accademia Clementina, poi la collaborazione col padre, poi la pittura. E poi, dal 1796, la scelta definitiva: lascia la pittura a olio e si dedica all’incisione.
Una scelta controcorrente — e consapevole. In un’epoca in cui l’incisione era considerata un’arte servile, puramente riproduttiva, Mauro Gandolfi la rivendica come autonoma: “un’arte meritevole di un seggio suo proprio ed emancipata per così dire dalla pittura“. Non un’arte ancillare che riproduce dipinti altrui — ma una forma espressiva con la propria dignita’, le proprie leggi tecniche, il proprio valore.
Questa rivendicazione si traduce in un’opera tecnica di altissimo livello. A Parigi dal 1801, dove si specializza nelle nuove tecniche incisorie, viene coinvolto nell’impresa editoriale piu’ ambiziosa del mondo dell’arte dell’epoca: il Musée Français — la raccolta in quattro volumi di tutte le opere del Louvre, stampata da Robillard-Péronville e Pierre Laurent tra il 1803 e il 1811. Un’operazione che impiegava i migliori incisori europei dell’epoca. Mauro realizza sette lastre per questa raccolta — tra cui la celebre Susanna al bagno dal dipinto di Jean-Baptiste Santerre, dove la tecnica del bulino raggiunge una finezza straordinaria nella resa dell’incarnato e della luce sull’acqua. Le prove “avanti lettera” di questi fogli sono tra le incisioni piu’ pregiate della sua produzione.
E poi i rifiuti. Talleyrand gli offre la direzione del suo museo — lui rifiuta. Francesco Melzi d’Eril (vicepresidente della Repubblica Italiana napoleonica) lo chiama — lui rifiuta. Il ministro Marescalchi gli offre la direzione dell’Accademia di Bologna nel 1810 — lui rifiuta. Nel 1816 il pittore americano John Trumbull lo chiama a New York per incidere in rame la Dichiarazione d’Indipendenza — lui rifiuta anche questo, dopo aver attraversato l’Atlantico. Ma di quel viaggio scrive il Viaggio agli Stati Uniti d’America nell’anno 1816 — uno dei piu’ vivaci e divertenti diari di viaggio della letteratura italiana di primo Ottocento, uno “spaccato del rapporto tra la mentalita’ europea e il nuovo mondo”, come lo definisce la Treccani.
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Come vendere un’opera di Mauro Gandolfi
La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Mauro Gandolfi con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati ai dipinti a olio del periodo 1785–1796 e alle incisioni di alta qualita’, specialmente le prove “avanti lettera”. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista, incluse le miniature.
- Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio della firma o iscrizione in lastra) e del verso. Mauro Gandolfi firmava i dipinti con “M. Gandolfi” o “Gandolfi”; le incisioni recano in lastra la scritta “M. Gandolfi fece” o “Grave par Gandolfi” (nelle lastre per il Musée Français stampato a Parigi). Le prove “avanti lettera” non hanno ancora le iscrizioni in basso.
- Per le incisioni, indicate le dimensioni della battuta del rame (non del foglio), lo stato dei margini, la presenza o assenza delle iscrizioni in basso (titolo, nomi del pittore originale e dell’incisore), la filigrana se visibile.
- Per i dipinti, indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (olio su tela, olio su tavola, affresco staccato) e il soggetto preciso.
- Indicate qualsiasi documentazione: citazione nel catalogo F. Gozzi, Ubaldo, Gaetano e Mauro Gandolfi — le incisioni (Modena 2002), provenienza da collezioni bolognesi o emiliane, precedenti d’asta.
- Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.
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Domande frequenti sulla vendita
Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.
Quali documenti servono?
Il catalogo F. Gozzi, Ubaldo, Gaetano e Mauro Gandolfi — le incisioni (Modena, 2002) e’ il riferimento principale per le stampe. Per i dipinti: la citazione nelle monografie critiche (R. Roli, Pittura bolognese 1605-1800, Bologna 1977; P. Bagni, I Gandolfi, Bologna 1992) e la provenienza da collezioni emiliane documentate.
Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.
Biografia di Mauro Gandolfi
Mauro Gandolfi nasce a Bologna il 18 settembre 1764 da Gaetano Gandolfi e Giovanna Spisani. Da bambino e’ spesso modello al padre pittore. A circa sedici anni fugge da Bologna per Marsiglia, poi Strasburgo, poi Arras — dove si arruola nel reggimento reale corso. Tornato a Bologna nel 1785, frequenta l’Accademia Clementina e collabora con il padre nella decorazione di chiese e palazzi. Professore di Figura all’Accademia Clementina dal 1794 al 1797. Nel 1796 partecipa al primo Congresso Cispadano indetto da Napoleone (18 ottobre) e riceve l’incarico di dipingere la bandiera nazionale. Durante il triennio giacobino ricopre gratuitamente varie cariche pubbliche — Giudice di Pace, Ispettore ai teatri, promotore del primo progetto per il cimitero monumentale di Bologna. Come pittore “repubblicano” decora con la Glorificazione della Repubblica Cispadana il soffitto della sala dell’Udienza del Palazzo Comunale (in eta’ della Restaurazione dovra’ poi modificare il soggetto cancellando gli emblemi repubblicani). Nel 1801 parte per Parigi per specializzarsi nell’incisione, lavorando per il Musée Français (Robillard-Péronville e Laurent, 1803–1811). Talleyrand gli offre la direzione del suo museo — rifiuta. Rientra a Bologna nel 1806. Nel 1816 viaggia negli Stati Uniti — chiamato da John Trumbull per incidere la Dichiarazione d’Indipendenza, rifiuta anche questa commissione. Scrive il Viaggio agli Stati Uniti d’America nell’anno 1816. Negli ultimi anni si dedica all’incisione di traduzione e alla vita intellettuale bolognese. Muore a Bologna il 4 gennaio 1834. E’ sepolto alla Certosa di Bologna (arco 12, chiostro Terzo), nella tomba di famiglia con Gaetano e il figlio Democrito — monumento funerario attribuito a Giovanni Putti. I figli: Clementina Gandolfi (pittrice e miniaturista) e Democrito Gandolfi (scultore, Bologna 1797–1874).
Come riconoscere un’opera di Mauro Gandolfi
Dipinti: Mauro firmava i dipinti con “M. Gandolfi” o “Gandolfi” in corsivo, a volte con la data. Lo stile pittorico e’ riconoscibile per una maggiore attenzione al modellato e alla resa plastica rispetto al padre Gaetano — con qualche connotazione ironica e una certa distanza dall’accademismo clementino. I soggetti principali sono religiosi, mitologici e decorativi (pale d’altare, decorazioni a fresco, carrozze decorate). Le opere su carrozze — tra le sue prime commissioni documentate — mostrano scene con il Ratto di Elena, Venere e Nettuno, il Sacrificio di Ifigenia.
Incisioni: le stampe di Mauro Gandolfi portano in lastra la scritta “M. Gandolfi fece” o, per le stampe parigine del Musée Français, “Grave par Gandolfi” in basso a destra. Le iscrizioni complete comprendono il nome del pittore originale (es. “Peint par Santerre”), il nome del disegnatore (es. “Dessine par Gianni”) e il nome dell’incisore. Le prove “avanti lettera” — le piu’ preziose — non hanno ancora queste iscrizioni. Il catalogo ragionato (F. Gozzi, Modena 2002) elenca e descrive tutte le incisioni note con numerazione progressiva.
Attenzione alle attribuzioni: la presenza di molti artisti con il cognome Gandolfi — Gaetano, Ubaldo, Mauro, Clementina, Democrito — rende frequente la confusione nelle attribuzioni. Un pezzo firmato semplicemente “Gandolfi” senza ulteriori indicazioni richiede l’esame di un esperto per l’attribuzione corretta al membro della famiglia.
Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Mauro Gandolfi
Quanto vale un’opera di Mauro Gandolfi?
I dipinti a olio (rari) valgono tra 5.000 e 25.000 euro. I disegni e acquerelli compiuti tra 1.000 e 3.000 euro. Le incisioni originali tra 500 e 2.000 euro. Le incisioni per il Musée Français tra 300 e 1.500 euro. Le prove “avanti lettera” delle incisioni valgono significativamente di piu’.
Mauro Gandolfi e’ figlio di Gaetano Gandolfi?
Sì. Mauro (1764–1834) e’ figlio di Gaetano Gandolfi (1734–1802) — il maggiore pittore della famiglia — e nipote di Ubaldo Gandolfi (1728–1781). Il padre Gaetano ha un mercato molto piu’ alto: un suo dipinto e’ stato venduto a Christie’s New York per oltre 3 milioni di euro.
Cosa sono le incisioni del “Musée Français”?
Il Musée Français (Robillard-Péronville e Laurent, Parigi 1803–1811) era una raccolta in quattro volumi delle opere presenti al Louvre, incisa dai migliori artisti europei dell’epoca. Mauro Gandolfi ha realizzato sette lastre per questa raccolta — tra cui la celebre Susanna al bagno dal dipinto di Santerre. Sono tra le sue opere grafiche piu’ studiate e piu’ identificabili.
Come faccio a sapere se un’opera e’ di Mauro e non di Gaetano Gandolfi?
Per i dipinti, l’esame stilistico e’ necessario: lo stile di Mauro e’ piu’ attento al modellato e alla resa plastica rispetto al padre, con una qualita’ piu’ dimessa ma tecnicamente solida. Per le incisioni, le iscrizioni in lastra identificano sempre l’autore. In caso di firma generica “Gandolfi”, e’ necessario l’occhio di un esperto.
Come posso vendere un’opera di Mauro Gandolfi?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.
