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ELENCO DEGLI ARTISTI TRATTATI DALLA GALLERIA D’ARTE
Biografia
Modesto Faustini nacque a Brescia il 27 maggio 1839 da Giuseppe e Giovanna Porta. Rimasto orfano in tenera età, a dieci anni fu accolto nell’orfanotrofio cittadino, dove venne avviato dapprima al mestiere di sarto e poi a quello di falegname. Fu il direttore dell’istituto, don Eugenio Dallola, ad accorgersi del suo straordinario talento per il disegno: dopo averlo fatto esaminare dal pittore paesaggista F. Ioli e dal conte C. Martinengo Cesaresco, lo indirizzò verso la scuola di pittura comunale.
Nel 1861, grazie a un sussidio sul legato del conte P. Tosio, Faustini poté iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove per tre anni fu tra i più valenti discepoli del pittore Giuseppe Bertini. Nel periodo milanese, per mantenersi, collaborò a riviste illustrate e giornali di moda. Già da studente avviò un’intensa attività espositiva, cimentandosi con paesaggi, temi di genere e soggetti storici.
L’anno decisivo per la sua carriera fu il 1869, quando vinse la pensione del legato Brozzoni di Brescia — una borsa biennale di 2.000 lire destinata al perfezionamento artistico — e si trasferì con la moglie a Roma. Nella capitale ottenne uno studio a Villa Strohl-Fern, entrando in contatto con pittori e scultori di diverse nazionalità e inserendosi brillantemente nell’ambiente culturale romano, dove conobbe personalità come lo scrittore Edmondo De Amicis, il poeta Cesare Pascarella e l’architetto Giuseppe Sacconi.
Nel 1868 aveva già ottenuto il primo importante riconoscimento: la medaglia d’oro all’Esposizione di Firenze con il dipinto La congiura, oggi conservato alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. A Roma si avvicinò al pittore Nino Costa, attraverso il quale assimilò la lezione dei preraffaelliti inglesi. Nel 1871 presentò a Parigi L’arresto della Luisa Sanfelice, opera successivamente acquistata dai Savoia nel 1875. In quello stesso anno ottenne un vivo successo al concorso Principe Umberto con San Francesco, che gli valse la medaglia d’oro. Nel 1877 eseguì su commissione del Ministero dei Lavori Pubblici i ritratti del Re Umberto e della Regina Margherita.
Stile e tecnica
La produzione di Modesto Faustini abbraccia un arco stilistico ampio che si sviluppò nel corso della sua carriera: dapprima pittore di genere e di storia, si dedicò progressivamente alla pittura religiosa e all’affresco, ispirandosi ai maestri quattrocentisti. L’incontro a Roma con Nino Costa segnò una svolta decisiva, avvicinandolo al movimento preraffaellita inglese, caratterizzato da contorni netti, colori chiari e luminosi, e da una spiccata attenzione ai dettagli naturalistici e ai costumi storici.
Nelle sue opere sacre, Faustini trasse ispirazione da artisti del passato come il Beato Angelico, dal quale mutuò il senso religioso e sacrale della quotidianità e l’attenzione per gli affetti familiari. Le sue composizioni si distinguono per un equilibrio tra purismo formale e vibrante realismo, con una particolare cura nella resa della luce e dei materiali. Accanto alla pittura su tela, Faustini fu un prolifico maestro dell’affresco e si dedicò con esiti eccellenti anche all’acquarello e al disegno preparatorio.
Opere principali
Tra i dipinti su tela di maggior rilievo si annoverano La congiura (1868, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia), premiata con medaglia d’oro a Firenze; L’arresto della Luisa Sanfelice (esposta a Parigi nel 1871 e poi acquisita dai Savoia); San Francesco (1875); il Ritratto del conte Leopardo Martinengo (1884) e Il cardinale, entrambi alla Pinacoteca Tosio Martinengo e ispirati ai grandi pittori veneti e lombardi del Cinquecento. Tra i soggetti di genere si segnalano Ciociara (Galleria d’Arte Moderna di Brescia) e la Monaca di Monza, dall’intensa drammaticità.
Sul versante degli affreschi, Faustini lasciò un’eredità monumentale. Tra il 1879 e il 1882 decorò il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Brescia con il ciclo La vita di Nostra Donna, introducendo nella città il linguaggio preraffaellita e purista. Negli anni Ottanta affrescò le sale del Circolo Artistico Internazionale di Roma e la cappella spagnola dedicata a San Giuseppe nel Santuario di Loreto (Storie di San Giuseppe e degli Apostoli), considerata tra le sue opere più compiute. Nel 1890 si recò a Buenos Aires per eseguire gli affreschi della Cappella Pacheco: i cartoni preparatori, lascito testamentario dell’artista alla città, sono oggi conservati nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. Faustini morì a Roma il 23 marzo 1891.
Le sue opere sono presenti in importanti istituzioni museali, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Revoltella di Trieste, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Torino.
Mercato e quotazioni
Modesto Faustini è oggi apprezzato da collezionisti privati e appassionati d’arte per la qualità delle sue composizioni e la sensibilità con cui ritraeva figure, ambienti e soggetti sacri. Le sue opere compaiono con una certa regolarità nel mercato antiquario e nelle aste italiane, dove riscuotono un interesse crescente, in particolare per i dipinti di soggetto religioso, storico e per i ritratti di pregio.
Il valore di un’opera di Faustini dipende da diversi fattori: la tecnica (olio su tela, acquarello, disegno), le dimensioni, il soggetto, lo stato di conservazione e la presenza di documentazione di provenienza. La Galleria d’arte Ponti è specializzata nella valutazione e nella compravendita di dipinti e opere su carta di Modesto Faustini e offre perizie gratuite e riservate a privati, eredi e collezionisti.
ELENCO DEGLI ARTISTI DI MAGGIORE INTERESSE DELLA GALLERIA:

