Ori Reisman – vendite, valori e valutazioni quadri

Ori Reisman: il pittore israeliano tra kibbutz e Parigi

Ori Reisman (1924–1991) è considerato uno dei pittori israeliani più significativi del XX secolo, la cui opera ha raggiunto pieno riconoscimento internazionale soltanto dopo la sua scomparsa. Autore di paesaggi, ritratti e nature morte caratterizzati da una straordinaria forza cromatica, Reisman ha saputo fondere la lezione della pittura europea — maturata durante i suoi soggiorni parigini — con la specificità della vita collettiva del kibbutz e con la tradizione culturale yemenita della famiglia di sua moglie. La sua è una pittura autentica, radicata nella terra e nella comunità, eppure capace di elevarsi a un linguaggio visivo universale.

Biografia

Ori Reisman nacque il 25 gennaio 1924 nel kibbutz Tel Yosef, nella Palestina sotto mandato britannico, da Batsheva e Nisan Reisman, membri della Legione del lavoro (Gdud Ha’avodah) emigrati da Proskurov, in Russia, con la Terza Aliyah. Fu tra i primi bambini israeliani a ricevere il nome moderno Ori. Quando aveva appena sei mesi, la famiglia si trasferì al quartier generale della Legione a Gerusalemme, e nel 1928 si stabilì definitivamente a Tel Aviv.

Tra il 1930 e il 1932 la famiglia visse in Francia per gli studi di ingegneria civile del padre, esperienza che lasciò nel giovane Ori una precoce familiarità con la cultura europea. Nel 1939, a Tel Aviv, Reisman iniziò a studiare pittura nello studio di Yitzhak Frenkel, primo atelier artistico della città, contraddistinto da un’atmosfera familiare e stimolante.

Nel 1943 prese parte alla fondazione del kibbutz Beit Ha’Arava, sul Mar Morto. Nel 1946 sposò Mazal Hamdi, originaria di una famiglia yemenita di Gerusalemme: le visite alla casa della moglie — le sinagoghe, i vicoli di Gerusalemme, i ritratti dei familiari — diventarono una fonte inesauribile di ispirazione per la sua pittura. Nel 1949, dopo lo sgombero di Beit Ha’Arava durante la Guerra d’indipendenza, Reisman fu tra i fondatori del kibbutz Cabri, in Galilea occidentale, dove visse e dipinse fino alla morte.

Nei primi anni Cinquanta ottenne un congedo dal kibbutz per trasferirsi a Parigi: tra il 1951 e il 1953 studiò all’École Nationale des Beaux-Arts, frequentando il laboratorio di Arte Monumentale del pittore Jean Souverbie. In questo periodo strinse amicizie durature con i colleghi israeliani Lea Nikel, Eliahu Gat e Michael Gross. Nel 1953 vinse il Premio