Biografia di Piero Pizzi Cannella
Piero Pizzi Cannella nasce il 20 novembre 1955 a Rocca di Papa, nei pressi di Roma. Fin da bambino manifesta una spiccata attitudine al disegno e alla pittura, iniziando a dipingere in giovanissima età. La sua formazione artistica prende avvio negli anni Settanta, quando frequenta il corso di pittura tenuto da Alberto Ziveri all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nello stesso periodo, si iscrive al corso di laurea in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma, anche se non conclude gli studi. Durante questi anni, si dedica intensamente alla ricerca artistica, avvicinandosi inizialmente all’arte concettuale, un movimento che lascerà ben presto per dedicarsi completamente alla pittura.
Nel 1977 tiene la sua prima mostra personale presso la Galleria La Stanza, uno spazio romano gestito collettivamente da un gruppo di giovani artisti tra cui Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo e Stefano Di Stasio. Questo esordio segna l’inizio della sua visibilità nel panorama artistico contemporaneo. L’anno seguente, nel 1978, presenta un’installazione di ispirazione concettuale, testimonianza di una fase sperimentale che caratterizza i suoi esordi.
Nel 1980 partecipa a una collettiva presso la Galleria La Tartaruga di Roma, evento che lo vede comparire accanto ad altri artisti del suo tempo e che consolida la sua presenza critica sulla scena romana.
La Nuova Scuola Romana e la Scuola di San Lorenzo
Un momento fondamentale nella carriera di Pizzi Cannella coincide con il 1982-1984, quando si trasferisce nello studio ubicato presso l’ex Pastificio Cerere, situato nel quartiere di San Lorenzo a Roma. Qui, insieme a Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio Di Stefano e Marco Tirelli, dà vita a uno dei fenomeni più significativi dell’arte italiana contemporanea: la Nuova Scuola Romana, anche nota come Scuola di San Lorenzo. Questo gruppo di artisti, pur mantenendo linguaggi artistici personali e riconoscibili, condivide una visione comune della pittura e un impegno verso la ricerca estetica che caratterizza gli anni Ottanta italiani.
Durante gli anni Ottanta, Pizzi Cannella partecipa a numerose mostre collettive di grande importanza. Nel 1984, sotto la curatela di Achille Bonito Oliva, partecipa alla mostra "Ateliers", evento che consacra il gruppo di San Lorenzo a livello nazionale. Nel 1986 prende parte alla Biennale di Sydney e alla Quadriennale di Roma. Nel 1988 viene invitato alla Biennale di Venezia nella sezione Aperto 88, un ulteriore riconoscimento della sua crescente importanza nel contesto artistico internazionale.
Affermazione internazionale e ricerca artistica
Tra il 1985 e il 1987, Pizzi Cannella espone presso la Annina Nosei Gallery di New York (con mostre nel 1985 e 1986), uno spazio fondamentale per la diffusione dell’arte italiana contemporanea negli Stati Uniti. Contemporaneamente, espone alla Galerie Folker Skulima di Berlino (1985 e 1987) e alla Galerie Triebold di Basilea (1986), segno dell’apertura internazionale della sua ricerca. Questi anni segnano il conseguimento della sua piena maturità artistica, momento in cui il suo linguaggio figurativo raggiunge una coesione e una profondità notevoli.
Negli anni Novanta, Pizzi Cannella sviluppa una ricerca legata a riflessioni su eventi storici e personali. Nel 1991 presenta il ciclo "I diari di guerra", nato dalla meditazione sui tragici eventi della guerra nel Golfo, esposto al Museo Civico di Gibellina. Nel 1993 partecipa alla Biennale di Venezia, e nel 1994 presenta la mostra "Bagno turco", presso la Galleria Alessandro Bagnai a Siena e alla Galleria Paolo Gentili a Firenze, frutto di un viaggio in Turchia. Nel 1996 prende parte alla Quadriennale di Roma. Nel 1997 realizza una mostra antologica a Siena, evento che conferma il suo ruolo di artista maturo e riconosciuto.
Dal 1995, Pizzi Cannella trascorre lunghi periodi a Ischia, isola che diviene fonte di ispirazione per una serie di disegni e opere su carta. Nel 2000 esce la pubblicazione "Atelier dei mari e dei venti", con testo di Rossella Fumasoni, che raccoglie una serie di disegni realizzati sull’isola.
Nel 2001 il Museo Archeologico Regionale di Aosta dedica un’esposizione alle sue opere su carta, con il titolo "Carte 1980-2001", un’occasione per ripercorrere tre decenni di ricerca grafica. Nel 2003, il Castello Colonna di Genazzano presenta un’ampia antologica dedicata ai polittici, con oltre cinquanta opere inedite su tavola.
Nel 2004, al Teatro India di Roma, allestisce la mostra "Le mappe del mondo", seguito dalla mostra "Cattedrali" al MACRO di Roma (2006-2007). Questi ultimi progetti testimoniano la continua evoluzione del suo linguaggio artistico, la ricerca sulla luce, sulla memoria e sulla relazione tra spazio e percezione.
Stile e tecnica
La pratica artistica di Pizzi Cannella si fonda su una visione che coniuga l’eredità della grande tradizione pittorica europea con una ricerca contemporanea profonda e consapevole. A partire dai primi anni Ottanta, abbandona gradualmente le forme descrittive dirette per concentrarsi su oggetti domestici privi di narrazione esplicita: gioielli, vestiti, tavoli, fiori secchi, sedie, ventagli, lucertole, anfore. Questi oggetti non vengono rappresentati in uno spazio realistico, ma immersi in realtà evanescenti, rarefatte, dove sembrano condensarsi metaforicamente la vita, l’essenza di un passato dimenticato, le nostalgie, i sogni e le memorie collettive.
La materia pittorica di Pizzi Cannella è caratterizzata da una corporeità marcata, con forti contrasti tonali e policromie che creano effetti di grande suggestione. Il colore e la luce diventano protagonisti assoluti della sua visione artistica, mentre la linea si rarefà e gli elementi rappresentati acquisiscono una qualità quasi metafisica. Le opere si presentano spesso come testimonianze di assenze, di vuoti eloquenti, dove ciò che non è rappresentato è altrettanto importante di ciò che appare sulla tela.
La ricerca sulla luce è uno dei cardini della pratica di Pizzi Cannella. Le sue composizioni giocano frequentemente sulla contrapposizione tra oscurità e luminosità, creando atmosfere sospese e contemplative. Questo contrasto non è meramente formale, ma carico di significato simbolico e poetico, rimandando a interrogativi sul significato dell’esistenza, sulla memoria e sul rapporto tra il visibile e l’invisibile.
Accanto alla pittura, Pizzi Cannella ha sviluppato una pratica grafica e una ricerca sulla carta che merita pari considerazione. I disegni e le opere su carta mantengono la stessa profondità meditativa dei dipinti, spesso caratterizzati da una sottile linearità e da una ricerca sulla bidimensionalità che contrasta con la corporeità della pittura. Questa dualità tra bidimensionale e tridimensionale, tra segno leggero e materia densa, costituisce uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca artistica.
Opere principali
Il catalogo di Pizzi Cannella è particolarmente ricco e articolato. Tra le opere degli anni Settanta e Ottanta, i dipinti e le sculture realizzate durante il periodo dell’ex Pastificio Cerere rappresentano una fase fondamentale e molto ricercata dai collezionisti. Le grandi tele realizzate in questo periodo, caratterizzate da una combinazione di figura simbolica e astrazione, costituiscono i capolavori più significativi della sua ricerca.
Nel corso degli anni Novanta, i cicli tematici assumono un’importanza maggiore. Il ciclo "I diari di guerra" rappresenta un momento di riflessione profonda su eventi storici traumatici, mentre "Bagno turco" testimonia della capacità dell’artista di farsi ispirare da esperienze di viaggio e di immersione culturale. Le opere su carta realizzate durante il soggiorno a Ischia costituiscono un corpus importante, caratterizzato da una libertà grafica e da una leggerezza che contrasta con la densità dei dipinti.
Negli anni duemilaQuattro e seguenti, i polittici e le grandi composizioni destinate a spazi pubblici e musei rappresentano una ricerca sulla monumentalità e sulla relazione tra opera e ambiente. La serie dedicata alle cattedrali, esposta al MACRO, rappresenta una fase di sintesi in cui la ricerca sulla luce, sulla memoria e sullo spazio urbano trova espressione in composizioni di grande respiro.
Mercato e quotazioni
Piero Pizzi Cannella gode di una posizione solida e riconosciuta nel mercato dell’arte contemporanea italiana e internazionale. La domanda per le sue opere rimane costante, sostenuta dall’importanza storica del suo ruolo nella Nuova Scuola Romana e dalla qualità intrinseca della sua ricerca artistica.
Fasce di prezzo per categoria di opera:
Le quotazioni delle opere di Pizzi Cannella variano considerevolmente in base alla tecnica impiegata, alle dimensioni, al periodo di realizzazione e allo stato di conservazione. Le opere su carta e i lavori di piccolo formato, realizzati tra gli anni Settanta e gli anni Duemila, si collocano generalmente tra 2.000 e 5.000 euro. I dipinti di medio formato, realizzati prevalentemente a partire dagli anni Ottanta, mantengono valori compresi tra 5.000 e 15.000 euro. I grandi dipinti e le sculture di maggior impatto dimensionale possono raggiungere 10.000 – 30.000 euro, con opere particolarmente significative e di notorietà storica che superano questa fascia.
Record d’asta:
Sul mercato internazionale, alcune opere di Pizzi Cannella hanno raggiunto risultati significativi, con aggiudicazioni che hanno superato i 50.000 euro per i dipinti più importanti, in particolare quelli risalenti agli anni Ottanta e primi Novanta. Le sculture mantengono comunque un buon interesse collezionistico, con valori compresi tra 1.000 e 5.000 euro per le opere di minore impatto dimensionale.
Tendenze di mercato:
Le opere degli anni Settanta e Ottanta, il periodo della Nuova Scuola Romana, rimangono tra le più ricercate dai collezionisti italiani e internazionali. Questo fenomeno è dovuto sia alla rarità relativa di questi lavori, sia al loro significato storico nell’arte contemporanea italiana. Le opere più recenti mantengono un buon interesse, beneficiando della continuità della ricerca artistica e della costante affermazione dell’artista nel panorama espositivo internazionale.
Il mercato di Pizzi Cannella evidenzia una certa stabilità, con una domanda distribuita tra collezionisti privati, musei e istituzioni pubbliche. La qualità della ricerca artistica, unita alla riconosciuta importanza storica dell’artista nel contesto italiano e europeo, garantisce una base solida di interesse collezionistico nel medio e lungo termine.
Nota metodologica: Le fasce di prezzo indicate sono puramente informative e basate su risultati d’asta e dati di mercato pubblicamente disponibili. Non costituiscono una valutazione ufficiale dell’artista né una perizia, e non intendono in alcun modo determinare, influenzare o rappresentare il valore commerciale delle opere. Ogni opera può avere valori differenti in base a caratteristiche specifiche (tecnica, dimensioni, datazione, provenienza, autenticità, stato di conservazione, rarità e domanda).
Valutazioni e acquisizioni
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