Pinot Gallizio: quotazioni, prezzi e valutazioni delle opere

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Pinot Gallizio (Alba, 12 febbraio 1902 – Alba, 13 febbraio 1964) e’ uno dei personaggi piu’ originali e piu’ imprevedibili dell’arte italiana del secondo Novecento — farmacista, chimico, erborista, partigiano, consigliere comunale, democratico cristiano, comunista, re degli zingari, co-fondatore dell’Internazionale Situazionista, inventore della pittura industriale. Ha cominciato a dipingere a cinquant’anni. Ha venduto la pittura al metro come si vende il tessuto al mercato. Ha costruito la Caverna dell’Antimateria a Parigi con 145 metri di tela dipinta profumata di resine. La cantina della sua casa ad Alba — il Laboratorio Sperimentale — e’ il luogo dove nel 1957 nasce, in un piccolo paese sulle Alpi Marittime, bevendo vino locale, l’Internazionale Situazionista con Guy Debord, Asger Jorn, Constant, Michèle Bernstein, Ralph Rumney. Le sue opere sono al Centre Georges Pompidou di Parigi, al Museo Reina Sofia di Madrid, allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Il record documentato e’ di circa 46.350 euro (2008). I dipinti valgono tra 3.000 e 20.000 euro. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.

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Quanto vale un’opera di Pinot Gallizio?

Il mercato di Gallizio e’ selettivo e in crescita — sostenuto da una rivalutazione critica progressiva e da una presenza istituzionale internazionale che pochissimi artisti italiani della sua generazione possono vantare. Le opere piu’ ricercate sono i grandi dipinti polimaterici degli anni 1957–1963 e le sezioni originali dei rotoli di pittura industriale. Le opere su carta — disegni, tecniche miste — hanno un mercato specifico per i collezionisti di arte informale e situazionista.

Tipologia Periodo / Note Fascia di prezzo
Dipinti polimaterici su tela (grandi formati) 1957–1963, periodo maturo € 10.000 – € 46.350+
Dipinti polimaterici su tela (medi formati) Vari anni, tecnica mista con resine € 5.000 – € 15.000
Sezioni di rotoli di pittura industriale (originali) 1958–1963, olio/resina su tela o telina € 3.000 – € 20.000
Dipinti (piccoli formati, vari periodi) Opere minori e sperimentazioni € 1.500 – € 6.000
Opere su carta (disegni, tecniche miste) Vari periodi € 500 – € 4.000
Serigrafie e litografie Edizioni limitate € 200 – € 1.500

I fattori piu’ importanti per il valore: il periodo (1957–1963 e’ il periodo fondativo e piu’ pregiato), il soggetto e la tecnica (le opere con resine naturali, segatura, sabbia, aniline — i materiali del Laboratorio di Alba — sono le piu’ caratteristiche e le piu’ ricercate), le dimensioni, la provenienza documentata dalla Galleria Notizie di Torino (Luciano Pistoi) o da altri contesti storici, e la registrazione nel Catalogo generale delle opere a cura dell’Archivio Gallizio di Alba.

Record e risultati di mercato

Il record documentato e’ di circa 46.350 euro (2008) per un grande dipinto polimaterico. Le opere di Gallizio sono presenti nelle principali aste italiane (Pandolfini, Sant’Agostino, Artcurial) con aggiudicazioni che negli anni piu’ recenti mostrano un trend positivo. Le sezioni originali dei rotoli di pittura industriale — quando documentate con provenienza certa — raggiungono i valori piu’ alti in rapporto alle dimensioni.

“Inflazionare l’arte”: il farmacista che vendeva la pittura al metro

Bisogna immaginare la scena. E’ il maggio del 1958, Galleria Notizie di Torino, via Rossini 8. Il gallerista e’ Luciano Pistoi — il piu’ coraggioso mercante d’arte della Torino del dopoguerra. Pinot Gallizio — 56 anni, farmacista in pensione, ex partigiano, ex consigliere comunale, ex produttore di caramelle e di erbe aromatiche — srotola lungo le pareti della galleria tre tele dipinte: dodici metri di pittura a olio su tela, quattordici metri di pittura a resina su tela, settanta metri di pittura su telina. Poi le vende. A metro. Come si vende il tessuto. Come si vende il cotone o la seta. Il gesto e’ provocatorio e preciso: “inflazionare l’arte“, cioe’ renderla talmente abbondante e talmente economica da smontare il meccanismo che la rende preziosa — l’unicita’, la scarsita’, la firma, il mercato. L’arte al metro e’ l’arte democratica portata alle sue conseguenze logiche estreme.

E’ questo che Gallizio intende per pittura industriale: non pittura prodotta in fabbrica, non serialita’ meccanica — ma un processo di produzione che utilizza macchine, resine, rulli, strumenti chimici per creare superfici pittoriche di qualita’ straordinaria a velocita’ e scala incompatibili con la concezione tradizionale dell’opera d’arte. Lui e il figlio Giorgio e l’assistente Giors Melanotte dipingono rotoli di centinaia di metri nel Laboratorio di Alba. Le superfici sono ricche di materia — resine naturali, sabbia, segatura, aniline, ruggine — con effetti cromatici che oscillano tra l’informale europeo e una qualita’ quasi alchemica, da laboratorio di chimica. Perche’ Gallizio chimico era davvero: sapeva quello che faceva con i pigmenti e le resine meglio di qualsiasi pittore di formazione accademica.

L’apice di questo processo e’ la Caverna dell’Antimateria (Galerie René Drouin, Parigi, 1959): 145 metri di tela dipinta rivestono le pareti della galleria, il pavimento, il soffitto. Lo spazio non ha piu’ confini. Il visitatore non guarda un’opera — ci entra dentro, la abita. Gallizio e Debord aggiungono resine odoranti che profumano l’ambiente — e avrebbero voluto anche il Tereminofono, uno strumento elettroacustico costruito dal fisico nucleare Gege Cocito, per dare alla Caverna una dimensione sonora. E’ una delle prime opere ambientali della storia dell’arte contemporanea — quindici anni prima dell’Arte Ambientale istituzionalizzata.

Poi la Stanza nera, costruita nel suo studio negli ultimi mesi di vita: una sorta di apparato funerario in cui raccoglie e lega i suoi oggetti piu’ preziosi — pennello e spatola, mortaio da erborista, alambicco da chimico — su scaffali dipinti di nero. Muore d’infarto il 13 febbraio 1964, il giorno dopo il suo sessantaduesimo compleanno. La Biennale di Venezia gli dedica una sala postuma.

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Come vendere un’opera di Pinot Gallizio

La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Pinot Gallizio con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati ai dipinti polimaterici del periodo 1957–1963 e alle sezioni originali dei rotoli di pittura industriale. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.

  1. Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio della superficie materica e della firma), del retro completo con eventuali etichette di gallerie. Gallizio firmava generalmente in basso con “Gallizio” o “Pinot Gallizio” in corsivo, spesso con la data e un titolo. Le sezioni di rotolo di pittura industriale portano frequentemente iscrizioni al verso con indicazione della lunghezza e dell’anno.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (olio su tela, resina su tela, tecnica mista con sabbia/segatura/aniline, olio e pittura industriale su telina) e l’anno se indicato.
  3. Indicate qualsiasi informazione sul soggetto e sul contesto di produzione (Laboratorio di Alba, rotolo di pittura industriale, opera autonoma).
  4. Indicate qualsiasi documentazione disponibile: registrazione nel Catalogo generale delle opere (Archivio Gallizio di Alba), provenienza dalla Galleria Notizie di Torino (Luciano Pistoi), dalla Galleria Martini & Ronchetti di Genova, da gallerie europee (Galerie René Drouin Parigi, Stedelijk Museum Amsterdam), precedenti d’asta.
  5. Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.

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Domande frequenti sulla vendita

Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.

Quali documenti servono?
Il Catalogo generale delle opere (Archivio Gallizio di Alba) e’ il riferimento principale. La provenienza dalla Galleria Notizie di Torino (Luciano Pistoi) o da gallerie europee storiche e’ lo strumento integrativo principale.

Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

Biografia di Pinot Gallizio

Giuseppe Gallizio — detto Pinot — nasce ad Alba (Cuneo) il 12 febbraio 1902. Si diploma al Collegio San Giuseppe Cafasso di Torino. Nel 1924 si laurea in Chimica e Farmacia all’Universita’ di Torino. Lavora in una farmacia a Torino fino al 1933, quando sposa Augusta Rivabella e torna ad Alba ad aprire la propria farmacia. Ufficiale farmacista durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’8 settembre 1943 entra nella Resistenza partigiana con il nome di battaglia “Gin” — Brigata Alpi, poi Divisione Alpi. Nel dopoguerra coltiva erbe aromatiche e medicinali, insegna erboristeria all’Istituto Tecnico Agrario di Alba, si dedica all’archeologia locale e allo studio della cultura dei nomadi. 1947–1960: consigliere comunale ad Alba (prima con la DC, poi con il PCI). Nel 1952 incontra il pittore Piero Simondo — inizio della sua formazione artistica: vasi in terracotta, poi monotipi su vetro, poi dipinti polimaterici con resine naturali, segatura, sabbia, aniline, ruggine. Nel 1955 incontra il danese Asger Jorn ad Albisola. Con Jorn e Simondo fonda ad Alba il Laboratorio Sperimentale del Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista. Nel 1956 organizza il Primo Congresso Mondiale degli Artisti Liberi ad Alba (Politeama Corino): Sottsass, Baj, Constant, Wolman, Simondo, esponenti di otto nazioni. Nel 1957 a Cosio di Arroscia co-fonda l’Internazionale Situazionista con Guy Debord, Michèle Bernstein, Asger Jorn, Constant, Walter Olmo, Piero Simondo, Elena Verrone, Ralph Rumney. Nel 1958 avvia la pittura industriale — prima esposizione alla Galleria Notizie di Torino (Luciano Pistoi): 12 + 14 + 70 metri di tela dipinta. Esposizioni a Milano, Monaco di Baviera, Parigi. Nel 1959 Caverna dell’Antimateria (145 metri di tela, Galerie René Drouin, Parigi) — una delle prime opere ambientali della storia dell’arte contemporanea. Nel 1960 viene espulso dall’Internazionale Situazionista insieme al figlio Piergiorgio. Partecipazione a mostre internazionali: Pittsburgh Carnegie Institute (1961), Seattle Fine Art Pavillon (1962), Amsterdam Stedelijk Museum (1962), Venezia Palazzo Grassi (1960). Muore ad Alba il 13 febbraio 1964 per infarto, il giorno dopo il suo sessantaduesimo compleanno. La XXXII Biennale di Venezia (1964) gli dedica una sala postuma. Sue opere conservate al Centre Georges Pompidou (Parigi), Museo Reina Sofia (Madrid), Stedelijk Museum (Amsterdam), Museum Jorn (Silkeborg), GAM (Torino), Museo Pecci (Prato), Neue Galerie (Berlino).

Come riconoscere un’opera autentica di Pinot Gallizio

Firma: Gallizio firmava generalmente in basso con “Gallizio” o “Pinot Gallizio” in corsivo, spesso con la data. Alcune opere recano al verso titoli poetici e indicazioni sulla tecnica scritti di pugno dall’artista. Le sezioni di rotolo di pittura industriale portano iscrizioni al verso con la data e talvolta l’indicazione della lunghezza originale del rotolo.

Tecnica e materiali: le opere del periodo piu’ ricercato (1957–1963) si riconoscono per la ricchezza materica della superficie — resine naturali, sabbia, segatura, aniline, ruggine impastati con i pigmenti. La materia e’ densa, irregolare, con rilievi tattili. I colori oscillano tra toni caldi (ocra, arancio, marrone, rosso) e toni freddi (blu, verde, grigio) con effetti di sovrapposizione che ricordano le stratificazioni geologiche. Le opere interamente piatte e monocromatiche non appartengono al suo corpus principale.

Archivio Gallizio: l’Archivio Gallizio di Alba e’ il riferimento principale per l’autenticazione. Il Catalogo generale delle opere, in corso di pubblicazione, raccoglie le opere certe con numerazione progressiva. La provenienza dalla Galleria Notizie di Torino (Luciano Pistoi) — il gallerista di riferimento di Gallizio — e’ il principale indicatore di provenienza storica.

Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Pinot Gallizio

Quanto vale un’opera di Pinot Gallizio?
I grandi dipinti polimaterici del periodo 1957–1963 valgono tra 10.000 e 46.350 euro o piu’. I medi formati tra 5.000 e 15.000 euro. Le sezioni originali dei rotoli di pittura industriale tra 3.000 e 20.000 euro. I piccoli formati tra 1.500 e 6.000 euro. Le opere su carta tra 500 e 4.000 euro.

Qual e’ il record d’asta di Pinot Gallizio?
Circa 46.350 euro (2008) per un grande dipinto polimaterico. Il mercato mostra un trend positivo negli ultimi anni, con una crescente attenzione internazionale grazie alla presenza di Gallizio nei principali musei europei e americani.

Cosa e’ la pittura industriale di Gallizio?
E’ l’invenzione piu’ radicale di Gallizio: rotoli di tela dipinta con olio, resine e pigmenti — lunghi decine o centinaia di metri — venduti a metro come tessuto. Il gesto e’ critico e politico: “inflazionare l’arte“, renderla talmente abbondante da smontare il meccanismo che la rende preziosa. Le sezioni originali di questi rotoli sono oggi opere molto ricercate dai collezionisti di arte situazionista e informale.

Cos’e’ la Caverna dell’Antimateria?
E’ l’opera piu’ ambiziosa di Gallizio — realizzata alla Galerie René Drouin di Parigi nel 1959. Centoquarantacinque metri di tela dipinta rivestono le pareti, il pavimento e il soffitto della galleria. Lo spazio non ha piu’ confini — il visitatore entra nell’opera, la abita. Gallizio e Debord aggiungono resine odoranti. E’ una delle prime installazioni ambientali della storia dell’arte contemporanea.

Come posso vendere un’opera di Pinot Gallizio?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.