Biografia di Alberto Carosi
Origini e formazione
Alberto Carosi nasce a Roma il 15 gennaio 1891 e muore nella stessa città l’8 novembre 1967. La sua formazione si svolge interamente nell’ambiente artistico romano: frequenta l’Istituto di Belle Arti di Roma, dove segue i corsi della Scuola Libera del Nudo, e all’Istituto Raffaele Sanzio ha come maestro Augusto Bompiani, affiancato dalla guida di Publio De Tommasi. Ma l’influenza determinante nella sua formazione viene esercitata dal fratello maggiore Giuseppe Carosi (Roma, 1883–1965), anch’egli pittore di rilievo del panorama romano del primo Novecento, che lo accompagna nei soggiorni en plein air nella campagna laziale e lo introduce all’osservazione diretta dal vero.
Questo contesto familiare e accademico plasma profondamente il giovane Alberto: affettuosamente soprannominato Cucciolo dai compagni pittori — mentre il fratello Giuseppe era detto Bulldog — cresce artisticamente all’ombra di una Roma che ancora guarda alla tradizione figurativa ottocentesca, pur aprendosi a nuove sensibilità paesaggistiche e simboliste.
Il gruppo dei XXV della Campagna Romana e i soggiorni ad Anticoli Corrado
Una svolta decisiva nella carriera di Alberto Carosi è il suo ingresso nel celebre gruppo dei XXV della Campagna Romana, un cenacolo di artisti che si propone di rinnovare la pittura italiana raffigurando dal vero i luoghi, i contadini e gli abitanti dei dintorni di Roma. Questa appartenenza segna definitivamente la sua poetica: Carosi diventa un pittore del territorio, capace di cogliere la luce mutevole dell’Agro romano, i borghi silenziosi, i pastori e le scene di vita rurale con autentica partecipazione emotiva.
Tra le zone da lui preferite, un posto d’onore spetta ad Anticoli Corrado e alla campagna circostante, a est di Roma. I soggiorni in questo borgo laziale producono una serie ricca di studi e dipinti — scorci di vie, popolani intenti nelle attività quotidiane, interni di cucine, paesaggi agresti — che costituiscono il nucleo più autentico e riconoscibile della sua produzione. È proprio con due opere anticolane, Piazza del Popolo e Interno di cucina ad Anticoli, che Carosi esordisce all’Esposizione di Napoli del 1913. Il vero successo giunge però nel 1915, quando ripropone alla Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma la medesima Interno di cucina ad Anticoli, accolta con grande favore dalla critica per i suoi toni evocativi e la resa autentica della quotidianità contadina.
Attività espositiva e riconoscimenti
Nel corso degli anni Carosi partecipa a diverse edizioni della Biennale Romana e, nel 1923, espone in una mostra personale presso la Galleria Ettore Jandolo in Via Margutta, in coppia con il pittore Mario Fiorentini. La rassegna raccoglie i frutti dei soggiorni anticolani e riscuote un apprezzamento diffuso per la qualità lirica e tecnica dei dipinti. Nel 1930 prende parte alla Mostra del Sindacato Fascista del Lazio, presentando opere come Una cucina del Lazio, Ombrellone e zucche e Una cucina veneta. È inoltre invitato alla Biennale di Venezia, testimonianza del riconoscimento nazionale della sua arte.
Carosi è inoltre membro della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, una delle istituzioni artistiche e culturali più prestigiose di Roma, a ulteriore conferma del suo status nel panorama culturale della capitale. Fedele a un carattere schivo e riservato, era solito organizzare ogni anno mostre personali nel proprio studio romano, un appuntamento atteso dagli estimatori della sua pittura.
Ultimi anni
Alberto Carosi continua a dipingere fino agli ultimi anni della sua vita, mantenendo una coerenza stilistica e tematica che caratterizza l’intera sua produzione. Muore a Roma l’8 novembre 1967, lasciando un corpus di opere oggi conservate in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Numerosi dipinti sono custoditi presso il National Museum of Fine Arts di La Valletta (Malta), e alcune opere sono state di proprietà reale, mentre altre figurano nella Galleria Mussolini di Roma e in importanti quadrerie private nazionali e internazionali.
Stile e tecnica
Lo stile di Alberto Carosi si colloca nell’alveo del tardo romanticismo italiano filtrato attraverso le esperienze del verismo paesaggistico e della pittura en plein air. La sua produzione si divide in due fasi stilisticamente distinte: una prima fase, legata alla narrazione di interni, caratterizzata da una tavolozza leggermente più scura, di ascendenza tonalista; e una seconda fase — quella più matura e apprezzata — in cui la palette si schiarisce progressivamente, assumendo nuance chiare e raffinate, con vibrazioni luminose e atmosferiche di chiara ispirazione post-impressionista.
La sua versatilità gli consente di trattare con pari maestria sia la figura umana che il paesaggio. Nelle scene all’aperto, la composizione tende ad attribuire ampio spazio alla natura: i soggetti umani, spesso di piccole dimensioni, si inseriscono in vasti orizzonti campestri, quasi sopraffatti dalla grandiosità del paesaggio laziale. La pennellata è mossa e dinamica, ricca di vibrazioni atmosferiche e luminose, e tende verso una resa sintetica ed emotiva del dato naturale che va ben oltre il semplice descrittivismo accademico.
Carosi ama riprodurre la campagna romana e i suoi protagonisti con tonalità brune e terrose, spesso accordando la veste del pastore con il colore della terra su cui cammina, in una visione organica e quasi mistica del rapporto tra uomo e natura. Soggetto a un fascino per un mondo agreste un po’ sognato, la sua pittura si carica di una malinconia lirica che la rende immediatamente riconoscibile. Oltre ai paesaggi romani e laziali, ha dipinto anche Venezia, restituendola avvolta in una luce misteriosa ed evanescente, e si è cimentato con ritratti di grande intensità psicologica, come dimostra l’olio su tavola L’astemio, dove emerge un’arte raffinata con sfumature introspettive.
Accanto alla pittura a olio, Carosi pratica con grande padronanza la tecnica dell’acquerello, medium nel quale raggiunge risultati di notevole freschezza e leggerezza, in piena continuità con la tradizione della scuola romana degli acquarellisti.
Opere principali
Tra i lavori più significativi di Alberto Carosi si annoverano:
- Interno di cucina ad Anticoli — presentata con successo alla Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma nel 1915, opera simbolo della sua stagione anticolana.
- Piazza del Popolo — opera esordiente all’Esposizione di Napoli del 1913.
- Una cucina del Lazio — esposta alla Mostra del Sindacato Fascista del Lazio nel 1930.
- Ombrellone e zucche — tra le opere presentate nel 1930, eloquente esempio del suo sguardo poetico sul quotidiano rurale.
- Una cucina veneta — presentata nella stessa rassegna del 1930, testimonianza della sua curiosità per i contesti domestici al di fuori del Lazio.
- L’astemio — olio su tavola, considerato tra i ritratti più riusciti per le sue sfumature psicologiche e introspezione.
- Vedute veneziane — una serie di dipinti dedicati a Venezia, caratterizzati da una resa luminosa e quasi onirica della città lagunare.
- Paesaggi della Campagna Romana e di Anticoli Corrado — il nucleo più ampio e rappresentativo della produzione, con scene agresti, borghi e figure di contadini immersi nella natura laziale.
Numerose opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche, tra cui il National Museum of Fine Arts di La Valletta a Malta, e in importanti raccolte private in Italia e all’estero.
Mercato e quotazioni di Alberto Carosi
Andamento del mercato
Il mercato delle opere di Alberto Carosi ha conosciuto negli ultimi anni una crescita progressiva, trainata dalla riscoperta critica della sua figura e dall’interesse collezionistico per la pittura figurativa italiana di primo Novecento. Le sue opere compaiono con regolarità nelle aste di case d’asta italiane specializzate in arte dell’Ottocento e del Novecento, raccogliendo risultati in costante miglioramento. La riscoperta del pittore ha attirato l’attenzione di collezionisti privati, mercanti e istituzioni museali, contribuendo a consolidarne il profilo nel mercato secondario.
I fattori che incidono maggiormente sulle quotazioni sono la qualità pittorica dell’opera, il soggetto (con preferenza per i paesaggi della Campagna Romana e le scene di genere anticolane), il formato, la tecnica (olio su tela o tavola rispetto agli acquerelli e disegni) e il stato di conservazione. La presenza di una firma chiara, di una documentazione sulla provenienza e di una corretta attribuzione rappresenta un valore aggiunto significativo.
Dipinti a olio
I dipinti a olio di Alberto Carosi presentano valutazioni generalmente comprese tra 1.300 e 4.800 euro, con valori superiori per opere di buon formato e soggetti particolarmente riusciti. Le scene della Campagna Romana, i paesaggi anticolani e le composizioni figurative di maggiore impegno sono i più ricercati dal mercato collezionistico.
Opere su carta e acquerelli
Disegni, studi preparatori e acquerelli si collocano indicativamente tra 350 e 1.200 euro, con punte più elevate per acquerelli di grande formato o di particolare qualità esecutiva.
Record d’asta
I migliori risultati per Alberto Carosi si collocano indicativamente nella fascia dei 5.000–8.000 euro, soprattutto per scene di genere ben conservate e di provenienza documentata.
Valutazioni gratuite delle opere di Alberto Carosi
La nostra galleria offre valutazioni gratuite e riservate per opere attribuite ad Alberto Carosi. È sufficiente inviare immagini del fronte e del retro, misure, tecnica, firma e informazioni sulla provenienza. I nostri esperti forniscono una stima accurata e aggiornata in tempi rapidi.
Acquisto e vendita di opere di Alberto Carosi
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Archivio e attribuzione delle opere
Per Alberto Carosi una corretta attribuzione è fondamentale. Ti assistiamo nella preparazione di un dossier completo con fotografie ad alta risoluzione, descrizione tecnica, confronti stilistici e documentazione storica, al fine di garantire la piena tracciabilità e il valore dell’opera sul mercato.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Alberto Carosi?
I dipinti a olio si collocano generalmente tra 1.300 e 4.800 euro, con punte fino a 5.000–8.000 euro per le opere migliori.
Quali soggetti sono più ricercati?
Paesaggi della Campagna Romana, scene di vita contadina e composizioni figurative anticolane sono i soggetti più apprezzati dai collezionisti.
Alberto Carosi è un pittore romano?
Sì, nato a Roma il 15 gennaio 1891 e scomparso nella stessa città l’8 novembre 1967, è uno dei rappresentanti più autentici della pittura figurativa romana del primo Novecento.
Come posso richiedere una valutazione gratuita?
Inviando immagini complete dell’opera (fronte e retro), firma, misure e principali dati tecnici tramite i nostri contatti.
Acquistate direttamente opere di Alberto Carosi?
Sì, valutiamo l’acquisto diretto se l’opera è autentica e di interesse collezionistico.
