Stanislao Dessy

Stanislao Dessy pittore quadro dipinto

Biografia di Stanislao Dessy

Origini e formazione

Stanislao Dessy, noto anche come Stanis Dessy, nacque ad Arzana (Nuoro) il 24 agosto 1900, in una famiglia agiata — il padre esercitava la professione di medico condotto nel piccolo centro ogliastrino. Tra il 1906 e il 1916 si trasferì a Cagliari, dove frequentò le scuole classiche senza tuttavia portare a termine il ciclo di studi, poiché la vocazione artistica prevalse presto su ogni altro percorso.

Nel 1917, grazie a una borsa di studio messa a disposizione dal Comune di Cagliari, si trasferì a Roma, dove si iscrisse all’Istituto Superiore di Belle Arti. La formazione romana, protrattasi fino al 1921, fu decisiva: Dessy ebbe come maestri personalità di primo piano come Camillo Innocenti, Duilio Cambellotti, Giovanni Prini e il pittore Antonino Calcagnadoro, al quale si deve in larga misura la sua passione per il disegno e l’acquerello. In quegli anni entrò in contatto anche con gli artisti legati alla rivista Valori Plastici e incontrò i futuristi Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla, esperienze che arricchirono ulteriormente il suo bagaglio visivo.

Il ritorno in Sardegna e gli esordi

Rientrato a Cagliari nel 1921, Dessy si inserì nel vivace ambiente artistico sardo, frequentando lo scultore Francesco Ciusa e i pittori Filippo Figari e Felice Melis Marini, da cui apprese la tecnica dell’acquaforte. Nel 1921 espose per la prima volta a Cagliari, presso la Mostra Sarda del Circolo Universitario Cattolico, e contemporaneamente avviò un’intensa attività come illustratore. Nel 1923 partecipò alla Quadriennale di Torino, presentando un’opera scultorea in gesso, e iniziò la collaborazione come illustratore con la rivista cagliaritana Il Nuraghe.

L’anno seguente, il 1924, realizzò le scenografie per alcune rappresentazioni della Compagnia Stabile Sarda di teatro, diretta da Anton Giulio Bragaglia — segnale di una versatilità che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera. Significativi anche gli incarichi decorativi per edifici pubblici: realizzò un ciclo di dipinti per il Palazzo delle Ferrovie di Cagliari e una decorazione allegorica per il gabinetto presidenziale del Palazzo dell’Economia, sempre a Cagliari.

Il trasferimento a Sassari e la maturità artistica

Nel 1926 si trasferì a Sassari per ragioni sentimentali — qui si fidanzò con Ada Dessì. Il passaggio fu fondamentale: a Sassari entrò in contatto con il critico Silvio Prunas de Quesada, che gli permise di studiare la sua ricca collezione di opere di pittori fiamminghi e tedeschi del Quattrocento e del Cinquecento, tra i quali Albrecht Dürer. Frequentò inoltre Mario Delitala, Eugenio Tavolara e altri protagonisti della scena artistica isolana.

Nel 1928 partecipò alla I Biennale d’Arte Sarda; nel 1930 fu presente alla II Mostra Internazionale d’Incisione di Chicago e alla Biennale di Venezia. Nello stesso periodo avviò la collaborazione con la prestigiosa rivista L’Eroica di Cozzani, che nel 1935 gli dedicò un numero monografico insieme a Mario Delitala. Nel 1931 fu alla Quadriennale romana.

Nel 1933 la critica nazionale riconobbe in lui uno dei protagonisti della cosiddetta Scuola Sarda della xilografia, accanto a Mario Delitala e Remo Branca. Lo stesso anno ottenne il diploma d’onore alla I Esposizione Internazionale di Xilografia di Varsavia. Nel 1934 si dedicò alle decorazioni della Cattedrale di Alghero e realizzò la grande tela San Francesco predica agli uccelli per la chiesa di Orani (Nuoro).

Nel 1935, ex aequo con Mario Delitala, vinse il premio per la xilografia nei Concorsi della Regina e fondò a Sassari una scuola di incisione, iniziando a insegnare xilografia nella Regia Scuola d’Arte della città grazie all’intercessione dell’amico Filippo Figari.

Il dopoguerra, la maturità e gli ultimi anni

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Dessy visse il suo periodo di piena maturità artistica, esponendo in numerose mostre personali sia in Sardegna sia nel resto d’Italia. Nel 1951 abbandonò quasi completamente la xilografia per dedicarsi all’acquaforte e partecipò come incisore alla Biennale di Venezia. Nel 1957 ottenne uno dei premi per l’incisione alla Biennale Nazionale di Pittura