Biografia di Pericle Fazzini
Pericle Fazzini (Grottammare, 4 maggio 1913 – Roma, 4 dicembre 1987) è stato uno dei più importanti scultori italiani del Novecento. Definito dal poeta Giuseppe Ungaretti lo «scultore del vento», Fazzini ha saputo imprimere nella materia scultorea — bronzo, legno, gesso — una straordinaria sensazione di movimento, leggerezza ed energia vitale che lo distingue nettamente da qualsiasi altro artista del suo tempo.
Nato in una famiglia di falegnami e intagliatori del legno nelle Marche, Pericle crebbe lavorando nella bottega del padre, dove apprese fin da bambino i segreti dell’intaglio: un’esperienza formativa che avrebbe influenzato tutta la sua produzione successiva, improntata a un rapporto diretto, fisico e quasi istintivo con la materia. Nel 1929, su insistenza del poeta e amico di famiglia Mario Rivosecchi, il padre lo inviò a Roma, dove si iscrisse ai corsi di disegno dell’Accademia di Belle Arti. La capitale si rivelò per lui un ambiente straordinariamente fertile: la giovane Roma degli anni Trenta era un crogiolo di idee e sperimentazioni, e Fazzini venne attratto da figure come Scipione, Mafai, Mazzacurati e Ziveri, oltre a subire il fascino della scultura barocca romana e degli scultori europei Rodin, Bourdelle e Maillol.
Nel 1931, appena diciottenne, vinse il concorso nazionale a Catania per il monumento al Cardinale Dusmet, rivelando fin da giovanissimo una padronanza tecnica e compositiva fuori dal comune. L’anno seguente vinse il Pensionato Artistico Nazionale, che gli consentì di disporre per tre anni di uno studio nella prestigiosa Villa Caffarelli sul Campidoglio. Fu grazie al poeta Rivosecchi che il giovane scultore entrò in contatto con gli ambienti della Galleria La Cometa di Anna Laetitia Pecci Blunt, punto di riferimento romano per un’arte di segno espressionista e antiretorico, lontana da qualsiasi celebrazione del regime.
Nel 1938, Fazzini partecipò alla Biennale di Venezia con alcune delle sue opere più significative: il Ritratto di Ungaretti, Momenti di solitudine e Giovane che ascolta, lavori che lo affermarono definitivamente sulla scena nazionale. Proprio il ritratto del poeta segnò l’inizio di un sodalizio fondamentale: fu Ungaretti, colpito dalla capacità di Fazzini di tradurre in materia il senso del vento e del movimento, a coniare la celebre definizione che avrebbe accompagnato lo scultore per tutta la vita. Dal 1937 al 1952 insegnò al Museo Artistico Industriale di Roma, e in seguito all’Accademia di Belle Arti di Firenze e poi all’Accademia di Brera a Milano.
Nel 1942 vinse il Premio dell’Accademia d’Italia, e nel 1943 tenne la sua prima mostra personale alla Galleria La Margherita di Roma. Nel 1945 realizzò Il fucilato, un bronzo di straziante intensità che testimonava il dramma della guerra appena conclusa e introduceva nella sua opera il tema della sofferenza umana e del dolore fisico, affrontato con una forza espressiva di matrice quasi barocca. Nel 1951 una grande retrospettiva fu allestita a Palazzo Barberini a Roma. Nel 1954 partecipò alla Biennale di Venezia con una sala personale — la presentazione fu scritta da Ungaretti stesso — vincendo il Premio della Scultura.
Negli anni Cinquanta le sue mostre si susseguirono in tutta Europa e oltre: Parigi, Londra, Berna, Linz, Il Cairo, Tokyo. Dal 1953 espose ripetutamente in Giappone, dove la sua opera incontrò un apprezzamento straordinario. Lo scultore inglese Henry Moore, grande ammiratore della sua arte, dichiarò: «Amo la scultura di Fazzini, è per me il più grande scultore vivente, uno dei più grandi del Novecento».
Negli anni Sessanta Fazzini si dedicò sempre più alle opere di carattere monumentale: il portale in bronzo per la chiesa di San Giovanni Battista sull’Autostrada del Sole (1959–60, con scene del Passaggio del Mar Rosso e dell’Arrivo dei Re Magi), la fontana per il Palazzo dell’ENI a Roma EUR (1961–65), il Monumento alla Resistenza ad Ancona (inaugurato nel 1965). Nel 1970 iniziò il lavoro sulla sua opera più celebre: la Resurrezione, la monumentale scultura bronzea destinata all’Aula Paolo VI (Sala Nervi) in Vaticano, completata e inaugurata il 28 settembre 1977 alla presenza di papa Paolo VI. Trascorse gli ultimi anni dividendosi tra lo studio di Via Margutta a Roma e la casa di Grottammare, dedicandosi ai bronzetti e ai lavori su carta. Morì a Roma il 4 dicembre 1987 e fu sepolto nella sua città natale.
Stile e tecnica
La cifra stilistica di Pericle Fazzini è immediatamente riconoscibile: le sue figure sembrano sempre sul punto di staccarsi dal suolo, sospese in un istante di massima tensione espressiva. Il senso del vento, del volo, della leggerezza pervade ogni sua opera, dalle piccole sculture da collezione fino alle composizioni monumentali. Questo linguaggio è il risultato di una sintesi originalissima tra l’eredità del barocco romano — che Fazzini assorbì durante i primi anni romani — e le istanze dell’espressionismo europeo e della scultura moderna.
I materiali preferiti sono il bronzo e il legno. Nel legno, Fazzini dimostrò fin dagli anni Trenta una padronanza eccezionale, frutto della sua formazione nella bottega del padre intagliatore: le sculture in legno degli anni Trenta e Quaranta mostrano una sintesi formale di grande eleganza, in cui la materia è plasmata con tagli decisi e superfici animate da vibrazioni chiaroscurali. Con il bronzo, Fazzini raggiunse la piena maturità espressiva negli anni Quaranta e Cinquanta: le figure in bronzo di questo periodo — danzatrici, sibille, animali, figure maschili in tensione — sono considerate il vertice assoluto della sua produzione e le più ambite dal mercato collezionistico.
La tecnica della cera perduta, utilizzata per i bronzi unici, conferisce alle opere una ricchezza di superficie e un’originalità che le distingue nettamente dai multipli in edizione numerata. Fazzini lavorava spesso in cera, modellando liberamente la forma e trasferendola poi in bronzo attraverso la fusione: il risultato sono superfici vive, quasi vibranti, che sembrano ancora in movimento. Per la Resurrezione vaticana — di proporzioni colossali, 20 metri di larghezza — l’artista utilizzò una tecnica innovativa, realizzando il prototipo a grandezza naturale in polistirolo mediante chiavi elettriche incandescenti da lui stesso perfezionate, prima di procedere alla fusione in bronzo.
I soggetti prediletti sono le figure femminili in movimento (danzatrici, sibille, figure che camminano o si piegano al vento), gli animali (cavalli, gabbiani, uccelli), i ritratti di forte caratterizzazione psicologica e, nella fase matura, le grandi composizioni religiose. I disegni e i pastelli — spesso studi preparatori per le sculture — rivelano una mano scioltissima e un senso compositivo straordinario.
Opere principali
La produzione di Pericle Fazzini è vastissima e abbraccia un arco di oltre cinquant’anni. Di seguito le opere più significative, suddivise per periodo:
Anni Trenta e Quaranta: la formazione e la maturità espressiva
- Ritratto di Ungaretti (1936–38) — il ritratto del poeta che ispirò la definizione di «scultore del vento»; esposto alla Biennale di Venezia del 1938.
- Giovane che ascolta e Momenti di solitudine (1938) — presentate alla Biennale di Venezia, segnarono la consacrazione nazionale di Fazzini.
- Donna nella tempesta (1932) — tra le prime prove significative, già pregna del senso del vento che caratterizzerà tutta l’opera.
- Ragazzo con i gabbiani (1940–46) — scultura iconografica, tra le più amate e riprodotte.
- Il fucilato (1945, bronzo) — testimonianza drammatica della guerra, tra le espressioni più intense del dolore umano nell’arte italiana del dopoguerra.
- Sibilla (1947) — figura femminile in bronzo di straordinaria forza plastica, tra le opere più ricercate dal mercato collezionistico.
Anni Cinquanta e Sessanta: consacrazione e monumentalità
- Uomo che urla (1949–50) — opera di grande intensità drammatica, raramente esposta.
- Profeta (1949) — lavoro di particolare interesse, ritenuto un capolavoro della maturità.
- Ritratto di Sibilla Aleramo (1947) — ritratto della scrittrice, di grande forza psicologica.
- Portale in bronzo della chiesa di San Giovanni Battista sull’Autostrada del Sole (1959–60) — con scene del Passaggio del Mar Rosso e dell’Arrivo dei Re Magi.
- Fontana dell’ENI a Roma EUR (1961–65) — opera monumentale pubblica di grande impatto visivo.
- Monumento alla Resistenza ad Ancona, Parco del Pincio (inaugurato 1965) — bronzo che raffigura un uomo appeso per le braccia a un ramo d’albero stilizzato, con l’iscrizione «La Repubblica sorta dalla Resistenza si gloria della sua origine».
Il capolavoro assoluto: la Resurrezione in Vaticano
L’opera più celebre di Pericle Fazzini è senza dubbio la Resurrezione, la colossale scultura bronzea conservata nell’Aula Paolo VI (Sala Nervi) in Vaticano. Commissionata da papa Paolo VI nel 1965, all’indomani del Concilio Vaticano II, fu realizzata tra il 1970 e il 1975 e inaugurata solennemente il 28 settembre 1977 alla presenza dello stesso pontefice, in occasione del suo ottantesimo compleanno. La scultura si estende per una larghezza di 20 metri e occupa l’intera parete di fondo dell’aula: al centro si trova il Cristo risorto che emerge da un caotico paesaggio di rami, radici, pietre e nubi, in un’esplosione di materia che Fazzini stesso descrisse come l’immagine di un cratere nucleare da cui il Redentore si innalza sereno e trionfante. È considerata una delle più importanti opere di arte sacra del Novecento.
Le sculture di Fazzini sono conservate nei maggiori musei del mondo, tra cui il MoMA di New York, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, il Centre Pompidou di Parigi e il MoMAT di Tokyo.
Mercato e quotazioni delle sculture di Pericle Fazzini
Il mercato delle sculture di Pericle Fazzini è solido e in costante interesse. Fazzini è riconosciuto dalla critica e dal mercato come uno degli scultori figurativi italiani più rilevanti del Novecento, e la presenza delle sue opere nelle principali collezioni pubbliche internazionali ne garantisce la solidità e la reputazione a lungo termine.
Le quotazioni variano in base al materiale, al soggetto, al periodo di realizzazione, alle dimensioni e alla rarità. Il record d’asta più recente appartiene all’opera Nudo seduto (Sibilla) del 1949 (bronzo, h. 94 cm), aggiudicata nel 2025 per 27.666 euro. Le sculture degli anni Quaranta e Cinquanta — il periodo più alto e riconoscibile della sua produzione — sono le più ambite dai collezionisti, specialmente quelle in bronzo e in legno con soggetti femminili, animali e figure in movimento.
Tabella delle quotazioni indicative
| Tipologia | Periodo / Materiale | Quotazione indicativa |
|---|---|---|
| Sculture in bronzo (figure femminili, animali) | Anni ’40 – ’50 | € 5.000 – € 30.000+ |
| Sculture in bronzo | Anni ’60 – ’70 | € 2.000 – € 10.000 |
| Sculture in legno | Vari periodi | € 3.000 – € 15.000 |
| Bronzetti unici (cera perduta) | Anni ’40 – ’80 | € 1.000 – € 7.000 |
| Multipli in bronzo (edizioni numerate) | Vari periodi | € 300 – € 2.000 |
| Disegni e pastelli (importanti) | Vari periodi | € 500 – € 3.000 |
| Disegni a inchiostro (studi) | Vari periodi | € 200 – € 600 |
I principali fattori che influenzano le quotazioni
- Periodo di realizzazione: le opere degli anni Quaranta e Cinquanta sono le più rare e le più ambite. Le sculture di questo periodo mostrano la piena maturità espressiva dell’artista e raggiungono i valori più alti.
- Soggetto: le figure femminili in movimento (danzatrici, sibille, figure che camminano) e gli animali (cavalli, gabbiani) raggiungono le quotazioni più elevate. I soggetti religiosi sono generalmente meno ricercati dal mercato collezionistico.
- Materiale: il bronzo e il legno sono i materiali in cui Fazzini si espresse meglio e sono i più apprezzati dai collezionisti. Tra i bronzi, gli esemplari unici realizzati con la tecnica della cera perduta valgono sensibilmente di più rispetto alle edizioni numerate.
- Unicità o edizione: le sculture uniche o in piccole edizioni raggiungono valori molto superiori rispetto ai multipli in grandi tirature.
- Certificazione e provenienza: opere documentate in cataloghi di mostre, con fatture di gallerie storiche romane o pubblicate in monografie critiche, godono di un significativo vantaggio di mercato.
I valori indicati sono orientativi e basati sui risultati delle principali aste italiane e internazionali. Per una quotazione precisa e aggiornata della tua opera di Pericle Fazzini, contattaci gratuitamente: la Galleria Ponti risponde sempre in giornata.
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