Biografia di Gaetano Gallino
Origini e formazione
Gaetano Gallino nacque a Genova l’11 febbraio 1804. Figlio della città della Lanterna, mostrò fin da giovanissimo una spiccata vocazione per la pittura: entrò nella bottega del maestro Santo Tagliafichi e nel 1814 risulta già iscritto alla scuola di disegno dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. La formazione presso questa prestigiosa istituzione genovese fu determinante: Gallino apprese i fondamenti del ritratto accademico, la solidità del disegno e la resa volumetrica della figura umana, qualità che avrebbero contraddistinto tutta la sua produzione successiva.
Accanto alla disciplina accademica, il giovane artista sviluppò una sensibilità profonda per la luce naturale ligure e per la resa materica dei tessuti e degli ambienti, che sarebbe diventata una delle cifre stilistiche più riconoscibili della sua arte ritrattistica. La sua formazione fu completata dallo studio diretto delle grandi raccolte pittoriche genovesi, dove la tradizione fiamminga del ritratto psicologico e analitico era ben rappresentata.
L’esilio politico e gli anni sudamericani
La vita di Gaetano Gallino non fu soltanto quella di un pittore di corte o di un ritrattista borghese: fu anche quella di un uomo profondamente impegnato nelle vicende politiche del suo tempo. Simpatizzante mazziniano, partecipò alla prima attività rivoluzionaria della Giovine Italia. Nel 1833, in seguito all’arresto di Giuseppe Mazzini, fu costretto a lasciare l’Italia e a emigrare a Montevideo, in Uruguay, dove risulta attivo già intorno al 1834 come ritrattista.
In Uruguay Gallino non si limitò all’attività artistica: nel 1836 fu tra i fondatori della Congrega della Giovine Italia in Uruguay e nel 1843 si unì, insieme ad altri emigrati italiani, alla Legione Italiana fondata da Giuseppe Garibaldi, partecipando attivamente agli scontri in difesa della Repubblica uruguaiana contro il Brasile. È in questo straordinario contesto storico-patriottico che maturò il capitolo più celebre della sua carriera artistica.
In contatto diretto con Garibaldi, Gallino ne eseguì numerosi ritratti a partire dal 1845. Uno dei suoi lavori più storicamente rilevanti è il ritratto-miniatura di Anita Garibaldi (1845), conservato al Museo del Risorgimento di Milano: secondo la testimonianza dello stesso Ricciotti Garibaldi, si tratta dell’unico ritratto autentico di Anita eseguito dal vero. Nel 1848 realizzò un ulteriore Ritratto di Garibaldi, oggi conservato al Museo del Risorgimento di Genova. Tra i notabili uruguaiani ritratti in questo periodo si ricordano Don Pedro Pablo de la Sierra e Don Melchior Pacheco, i cui ritratti sono conservati al Museo Histórico Nacional di Montevideo. Si attribuisce inoltre a Gallino la geniale ideazione della divisa garibaldina — la camicia rossa — e della bandiera della Legione italiana, nera con un vulcano al centro.
Il ritorno in Italia e l’attività matura
Nel 1848, sull’onda delle rivoluzioni europee, Gallino rimpatriò a Genova. Fino al 1859 compì probabilmente diversi viaggi tra la città ligure e Montevideo, rimanendo un punto di riferimento della comunità degli esuli italiani in Sudamerica. Nel 1850 si associò alla neonata Società Ligure Promotrice per le Belle Arti, partecipando poi attivamente alle mostre organizzate dalla Promotrice negli anni 1851, 1855-57 e 1859, dove presentò ritratti che gli valsero il riconoscimento della critica e del pubblico genovese.
Dal 1859 al 1864 Gallino tornò stabilmente in Uruguay, dove proseguì e ampliò la sua attività ritrattistica, estendendola probabilmente anche a Buenos Aires. Il suo definitivo rientro in Italia avvenne intorno alla metà degli anni Sessanta. A Genova, nel suo studio di piazza Acquaverde, abbracciò con entusiasmo le nuove tecnologie visive emergenti, interessandosi alla fotografia e definendosi, con orgoglio,
