
Biografia di Enrico Ghisolfi
Origini e formazione
Enrico Ghisolfi nacque nel contesto lombardo-piemontese tra fine Ottocento e primo Novecento, in una famiglia che favorì il suo interesse precoce per la pittura di paesaggio. Fin da giovanissimo dimostrò sensibilità per la natura e il disegno, tanto da essere indirizzato verso studi artistici presso accademie del Nord Italia. Qui apprese le tecniche del plein air e la capacità di sintetizzare l’atmosfera naturale.
La sua formazione fu segnata dall’incontro con la lezione dei paesaggisti lombardi e dalla pratica intensiva en plein air nei dintorni delle Prealpi. Questi anni furono decisivi per lo sviluppo della sua tavolozza vibrante e della pennellata spontanea che caratterizzeranno tutta la sua produzione.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Ghisolfi si sviluppa tra gli anni ’10 e gli anni ’40 del Novecento. La fase iniziale è caratterizzata da studi dal vero, piccoli paesaggi alpini e vedute prealpine. Tra gli anni ’20 e ’30 raggiunge la piena maturità, consolidando uno stile post-impressionista norditaliano riconoscibile.
Negli anni ’30 e ’40 consolida la sua produzione di paesaggi montani e vedute lacustri, lavorando per committenze private. L’ultima fase mostra una maggiore sintesi atmosferica con tocchi ancora più personali e diretti.
Temi e soggetti ricorrenti
Enrico Ghisolfi è celebre soprattutto per i paesaggi prealpini, vedute del Lago Maggiore, Lago di Como e montagne lombarde. Le sue opere catturano l’atmosfera particolare del Nord Italia: nebbie mattutine, luci di fine giornata, riflessi lacustri e boschi autunnali.
Le composizioni mostrano panorami ampi con catene montuose sullo sfondo, villaggi arroccati e specchi d’acqua che riflettono il cielo. Frequenti sono anche gli studi en plein air di boschi, prati fioriti e scorci fluviali, sempre con attenzione alla variazione atmosferica.
Stile
Lo stile di Ghisolfi è post-impressionista norditaliano, con pennellata sciolta e vibrante che cattura l’impressione fugace della natura. Il disegno è sintetico ma efficace, con contorni che si dissolvono nella luce e nell’atmosfera. La composizione bilancia ampi spazi vuoti e dettagli significativi.
La tavolozza è ricca e naturale: verdi profondi, azzurri freddi, marroni terrosi e bianchi luminosi per le nevi. Ghisolfi era maestro nel rendere gli effetti atmosferici del Nord: nebbia, foschia, riflessi sull’acqua e luce radente alpina.
Mostre e attività
Ghisolfi partecipò regolarmente alle Promotrici milanesi e torinesi, alle mostre della Società Italiana di Belle Arti e alle rassegne locali lombarde. Espose anche alla Quadriennale di Milano e ottenne riconoscimenti nel circuito dei paesaggisti italiani.
La sua clientela era composta da collezionisti del Nord Italia, villeggianti dei laghi e famiglie borghesi che apprezzavano i suoi paesaggi come decorazione raffinata per le loro dimore estive sul Lago Maggiore e di Como.
Ultimi anni e morte
Negli anni ’40 Ghisolfi continuò la sua attività en plein air nonostante le difficoltà belliche, affinando una pennellata sempre più sintetica e personale. L’ultima produzione mostra paesaggi ancora più essenziali, quasi monocromatici nelle giornate nebbiose.
Morì lasciando una produzione coerente di paesaggi norditaliani. Oggi è apprezzato dai collezionisti di pittura post-impressionista lombarda e prealpina.
Quotazioni di mercato delle opere di Enrico Ghisolfi
Il mercato di Enrico Ghisolfi è stabile tra collezionisti di paesaggistica lombarda e prealpina. Forte interesse per vedute lacustri e montagne del Nord Italia.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi en plein air, schizzi preparatori o vedute secondarie, si collocano generalmente tra 1.000 e 2.000 euro.
Le opere di fascia media, paesaggi lacustri e montani di buona qualità con formato medio, si attestano tra 3.000 e 5.000 euro.
I dipinti di fascia alta, vedute del Lago Maggiore/Como firmate, paesaggi alpini di grande formato o en plein air documentati, raggiungono valori tra 10.000 e 20.000 euro.
Le opere su carta, come acquerelli, pastelli e studi preparatori, presentano valutazioni generalmente comprese tra 500 e 1.000 euro.
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L’attribuzione richiede analisi della pennellata en plein air, della resa atmosferica norditaliana e confronto con vedute lacustri documentate.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Enrico Ghisolfi?
Il valore dipende da soggetto lacustre/montano, qualità atmosferica e dimensioni. Le vedute dei laghi lombardi sono le più ricercate.
Enrico Ghisolfi è un paesaggista lombardo?
Sì, è post-impressionista noto per paesaggi prealpini, Lago Maggiore e vedute montane del Nord Italia.
È possibile vendere oggi un’opera di Enrico Ghisolfi?
Sì, il mercato dei paesaggisti lombardi è attivo per opere autentiche ben conservate.
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