
Biografia di Enrico Gonin
Origini e formazione
Enrico Gonin nacque a Torino nel 1847, in una famiglia della borghesia piemontese. Fin da giovanissimo mostrò un talento eccezionale per il disegno e la pittura, tanto che fu iscritto all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dove studiò sotto la guida di maestri dell’ambiente piemontese come Carlo Arienti. Qui apprese le solide basi accademiche che caratterizzeranno tutta la sua produzione figurativa.
La sua formazione fu completata da viaggi di studio a Firenze e Venezia, dove entrò in contatto con la grande tradizione ritrattistica italiana. Il clima culturale torinese del Risorgimento fu determinante per lo sviluppo della sua sensibilità per il ritratto borghese e la pittura di genere.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Enrico Gonin si sviluppa tra metà Ottocento e primo Novecento. La prima fase, fino al 1875, è caratterizzata da opere di formazione: ritratti familiari, studi dal vero e paesaggi piemontesi. Tra il 1875 e il 1895 raggiunge la piena maturità artistica, consolidando uno stile riconoscibile.
Il periodo di massima attività vede Gonin lavorare intensamente per la committenza borghese torinese. L’ultimo decennio è caratterizzato da ritratti sempre più raffinati e scene di interni borghesi, mantenendo intatta la qualità tecnica fino alla morte.
Temi e soggetti ricorrenti
Enrico Gonin è celebre soprattutto per i ritratti borghesi piemontesi: notabili, professionisti, signore eleganti, bambini di buona famiglia. Le sue figure sono rappresentate con grande attenzione psicologica, in abiti dell’epoca e ambienti domestici raffinati che contestualizzano il ruolo sociale del soggetto.
Accanto ai ritratti dipinse scene di genere: conversazioni familiari, momenti di lettura, signore al pianoforte. I suoi interni borghesi catturano l’atmosfera della Torino risorgimentale e post-unitaria con sobrietà e distinzione.
Stile
Lo stile di Gonin è elegante e controllato, perfetto per la committenza borghese torinese. Il disegno è preciso e anatomico, con particolare attenzione alla resa dei dettagli dei volti e dei tessuti. La pennellata è morbida e vellutata, capace di rendere la qualità tattile dei materiali.
La tavolozza è raffinata, con toni caldi e armoniosi: marroni, bordeaux, verdi bottle e ori discreti. La luce naturale degli interni crea effetti volumetrici sofisticati e profondità spaziale naturale, ideale per l’arredamento borghese dell’epoca.
Mostre e attività
Gonin partecipò regolarmente alle Promotrici Piemontesi di Torino e alle Esposizioni Regionali. Fu membro dell’Accademia Albertina e lavorò per le principali famiglie della borghesia torinese: banchieri, avvocati, industriali e militari del Regno Sabaudo.
La sua clientela includeva la nuova classe dirigente post-unitaria e le famiglie aristocratiche minori. Molti suoi ritratti adornano ancora oggi studi professionali, sedi istituzionali e dimore storiche piemontesi.
Ultimi anni e morte
Negli ultimi anni Gonin continuò la sua attività ritrattistica con la stessa perizia tecnica, lavorando per committenze consolidate della Torino umbertina. Mantenne uno stile coerente e sempre elegante fino alla fine.
Morì a Torino nel 1910. Oggi è riconosciuto come uno dei principali ritrattisti borghesi piemontesi dell’Ottocento, ricercato da collezionisti di pittura risorgimentale.
Quotazioni di mercato delle opere di Enrico Gonin
Il mercato di Enrico Gonin è stabile e apprezzato tra collezionisti piemontesi e nazionali. La domanda riguarda ritratti risorgimentali e scene borghesi di qualità con buona conservazione.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi, bozze preparatorie o ritratti secondari, si collocano generalmente tra 1.200 e 2.500 euro.
Le opere di fascia media, ritratti borghesi di buona qualità con formato medio, si attestano tra 3.500 e 6.000 euro.
I dipinti di fascia alta, ritratti ufficiali di notabili o composizioni firmate con pedigree storico, raggiungono valori tra 12.000 e 22.000 euro.
Le opere su carta, come disegni preparatori e studi ritrattistici, presentano valutazioni generalmente comprese tra 600 e 1.200 euro.
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L’attribuzione richiede analisi del disegno risorgimentale, della resa dei tessuti e confronto con ritratti documentati. Firma e provenienza storica sono fondamentali.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Enrico Gonin?
Il valore dipende da qualità ritrattistica, soggetto storico e conservazione. I ritratti risorgimentali sono i più ricercati.
Enrico Gonin è un ritrattista piemontese?
Sì, è uno dei principali ritrattisti torinesi dell’Ottocento, noto per la borghesia risorgimentale e post-unitaria.
È possibile vendere oggi un’opera di Enrico Gonin?
Sì, il mercato piemontese è attivo per opere autentiche con buon stato di conservazione.
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