Biografia di Giovanni Governato
Origini e formazione
Giovanni Governato, noto anche con lo pseudonimo di Cromatico, nacque a Saluzzo (Cuneo) il 24 gennaio 1889. Ancora bambino seguì la famiglia a La Spezia, città che avrebbe segnato profondamente la sua formazione umana e artistica. Dal 1905 frequentò l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ottenne subito riconoscimenti per le sue doti artistiche. Gli anni romani furono determinanti: il giovane Governato entrò in contatto diretto con Giacomo Balla, Umberto Boccioni e Gino Severini, anch’essi presenti nella capitale in quegli anni cruciali per le avanguardie italiane. Fu proprio in questo contesto che si avvicinò alla tecnica divisionista, primo grande linguaggio della sua produzione.
Tornato a La Spezia, esordì come xilografo sulle pagine della rivista L’Eroica, fondata da Ettore Cozzani nel primo decennio del Novecento. Fu anche tra i fondatori del gruppo artistico spezzino della Zimarra, i cui membri gli attribuirono il soprannome di Cromatico, destinato a diventare la sua firma artistica più celebre. In questo stesso periodo collaborò con diverse riviste anarchiche, tra cui Iconoclasta!, realizzando disegni e illustrazioni militanti.
La Grande Guerra e l’adesione al Futurismo
Arruolato durante la Prima Guerra Mondiale, Governato combatté e fu decorato al valor militare. Al ritorno dal fronte, partecipò a numerose manifestazioni pittoriche che lo condussero ad aderire al movimento futurista, del quale divenne teorico ed esponente nella corrente dei cosiddetti futuristi di sinistra, denominata anche anarco-futurismo. Nel 1920 fondò il gruppo della Zimarra e organizzò una celebre serata futurista presso il Teatro Trianon, esponendo un’opera originale composta da frammenti di vetro e materiali eterogenei di vari colori: un esperimento di avanguardia che anticipava l’assemblage.
La consacrazione ufficiale nel panorama futurista italiano arrivò nello stesso anno, quando Filippo Tommaso Marinetti lo incorona pittore futurista pubblicando su La Testa di ferro un articolo intitolato «Il pittore futurista Giovanni Governato». Nel 1921, insieme a Tintino Rasi e Renzo Novatore, fondò a Pistoia la rivista anarco-futurista Vertice, organo del gruppo di Arcola. Sempre nel 1921 partecipò alla mostra Peintres Futuristes Italiens alla Galerie Reinhardt di Parigi, esponendo accanto a Balla, Boccioni, Depero, Russolo, Funi, Sironi e altri maestri dell’avanguardia italiana.
Il processo del 1929 e il trasferimento a Genova
Nel 1929 Governato fu imputato, incarcerato e processato per favoreggiamento nei confronti dell’amico Renzo Novatore, poeta ligure antifascista ucciso dai Regi Carabinieri. L’accusa riguardava la fornitura di documenti falsi a Novatore. Fu assolto grazie alla difesa brillante dell’avvocato Enzo Toracca, suo amico d’infanzia. Durante il processo ricevette la solidarietà pubblica di Marinetti. Dopo l’assoluzione, abbandonò l’attivismo politico e nel 1930 si trasferì a Genova Nervi (poi Capolungo), dove avrebbe vissuto e lavorato sino alla morte.
Nel 1928 aveva già ottenuto l’importante incarico di decorare la chiesa parrocchiale di Corsara (La Spezia). A Genova, Governato allargò ulteriormente il suo orizzonte creativo: dipinse, scolpì, incise, sperimentò nuovi linguaggi assemblando materiali diversi. Collaborò con la Società Ceramica I.L.C.A. e fece parte del gruppo genovese della Casana, assieme a Ciucci, Scanavino, Borella e Gambetti. Con lo scultore Luigi Navone resse per sei anni il Sindacato Provinciale e poi Regionale dei Pittori e Scultori Liguri, organizzando quattro Rassegne d’Arte Contemporanea presso il Palazzo Ducale di Genova.
La maturità artistica e gli ultimi anni
Negli anni Trenta e Quaranta la pittura di Governato si caratterizzò per un acceso cromatismo, con una preparazione ruvida e granulosa, in prevalenza paesaggi fortemente contrastati. Dopo il periodo futurista, il pittore adottò uno stile figurativo più accessibile, dedicandosi a vedute della Riviera Ligure, ritratti e decorazioni, senza mai rinunciare alla forza espressiva del colore. Negli anni Cinquanta, la sua ricerca lo portò verso l’astrazione, confermando la costante vitalità sperimentale di un artista mai domo.
Giovanni Governato morì a Genova il 28 maggio 1951. Nel 1951, un suo autoritratto e alcuni bozzetti furono presentati alla Sesta Mostra d’Arte Ligure come omaggio postumo all’artista scomparso. Nel 1984 la figlia Miria Governato donò un numero consistente di opere al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova, dove sono conservate. Altre sue opere si trovano presso il museo di Portovenere. La sua biografia è inserita nel prestigioso Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani Comanducci.
Stile e tecnica
La produzione artistica di Giovanni Governato è straordinariamente variegata: nel corso della sua vita firmò xilografie, dipinti a olio, disegni, opere ceramiche, incisioni, complessi plastici e assemblaggi di materiali vari, rivelando una mente sempre in ricerca. Fu anche scultore e scrittore d’arte, lavorando per riviste come L’Eroica e I Classici del ridere.
Il suo percorso stilistico attraversa tre fasi fondamentali. La prima fase divisionista, maturata a Roma nei primi anni del Novecento a contatto con i grandi protagonisti dell’avanguardia, è caratterizzata da una scomposizione della luce attraverso piccole pennellate di colore puro. La seconda fase futurista — la più celebre e quella di maggiore rarità sul mercato — si sviluppa intorno al 1920 e abbraccia la filosofia della velocità, del movimento e della simultaneità, espressa con colori accesi e composizioni dinamiche. Il soprannome Cromatico riflette appieno questa vocazione al colore intenso e vibrante che caratterizza anche il suo apporto teorico all’anarco-futurismo.
La terza fase, quella del dopoguerra e degli anni Quaranta-Cinquanta, vede Governato impegnato in una pittura figurativa di paesaggio ligure con preparazioni ruvide e granulosa, ricca di contrasti cromatici forti, fino alle ultime sperimentazioni verso l’astrazione. Un percorso coerente nel segno di una ricerca cromatica inesauribile.
Mercato e quotazioni di Giovanni Governato
Il mercato di Giovanni Governato riflette la complessità di un artista dalla carriera poliedrica, ancora in parte da scoprire e valorizzare a livello nazionale. La domanda è attiva, sebbene le sue opere più significative siano rare e difficilmente reperibili sul mercato secondario.
Il lascito del pittore è costituito principalmente da dipinti a olio. Sul mercato, le opere figurative del periodo post-futurista — principalmente paesaggi liguri — sono le più circolanti, mentre risultano molto rari i dipinti futuristi e quelli del periodo divisionista. La datazione è pertanto il fattore chiave nella valutazione: le opere divisioniste e futuriste raggiungono valori sensibilmente più alti rispetto alla produzione tarda.
I dipinti a olio del periodo post-futurista (paesaggi, vedute della Riviera, ritratti tardi) hanno quotazioni generalmente comprese tra 200 e 1.000 euro, con minor interesse da parte del mercato rispetto alle opere di avanguardia. Le opere divisioniste e futuriste, rare e molto ricercate dai collezionisti, raggiungono valori compresi tra 1.000 e oltre 3.000 euro, con le quotazioni più elevate riservate ai dipinti futuristi autenticamente documentati. Il record d’asta è di 2.000 euro, raggiunto nel 2007 per l’opera a tratti divisionista Il circo del 1912.
Il mercato di Governato è prevalentemente locale e ligure, con un interesse concentrato tra collezionisti e studiosi del Futurismo alla ricerca di nomi meno noti del movimento. Le xilografie, i disegni e le opere su carta — incluse illustrazioni per riviste d’avanguardia — rappresentano un segmento accessibile per i collezionisti, con valori generalmente inferiori rispetto ai dipinti a olio.
I fattori determinanti nella valutazione di un’opera di Governato sono: il periodo e lo stile (divisionista e futurista vs. figurativo tardivo), la qualità esecutiva, le dimensioni, la storia della provenienza e la documentazione. Le opere con pedigree certo e documentazione di committenza o esposizione raggiungono le quotazioni più elevate.
Valutazioni e acquisti di opere di Giovanni Governato
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Acquisto e vendita
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Attribuzione e archivio
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