Orlando Grosso

Orlando Grosso pittore quadro dipinto paesaggista

Biografia di Orlando Grosso

Origini e formazione

Orlando Grosso nacque a Torino nel 1881, in una famiglia della borghesia piemontese. Fin da giovanissimo mostrò un talento eccezionale per il paesaggio e la pittura en plein air, tanto che fu iscritto all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dove studiò sotto la guida di Giacomo Grosso, suo zio e celebre pittore. Questo legame familiare fu determinante per la sua formazione artistica.

La sua educazione accademica fu integrata da lunghi periodi di pittura dal vero nelle valli alpine piemontesi e lungo le coste liguri, dove affinò quella sensibilità per la luce naturale e l’atmosfera che diventerà la cifra della sua pittura paesaggistica.

Fasi e periodi della produzione

La carriera di Orlando Grosso si sviluppa tra fine Ottocento e anni ’30 del Novecento. La prima fase, fino al 1905, è caratterizzata da paesaggi alpini e vedute piemontesi influenzate dalla tradizione divisionista. Tra il 1905 e il 1920 raggiunge la piena maturità, consolidando uno stile impressionista italiano personalissimo.

Negli anni ’20 e ’30 Grosso si afferma come paesaggista di riferimento piemontese, con una pittura sempre più luminosa e sintetica. L’ultima fase mostra una pennellata ancora più libera e una predilezione per gli effetti atmosferici.

Temi e soggetti ricorrenti

Orlando Grosso è celebre soprattutto per i paesaggi piemontesi: valli alpine, montagne innevate, laghi di montagna, vedute della Val d’Aosta e della Liguria. Le sue opere catturano la luce alpina e mediterranea con straordinaria sensibilità atmosferica, rappresentando alpi innevate, oliveti liguri e scorci montani al tramonto.

Particolare attenzione dedicò ai paesaggi innevati e agli effetti di luce sul ghiaccio, creando capolavori di straordinaria poesia luministica. Le sue marine liguri mostrano invece una pennellata più sciolta e vibrante, influenzata dalle suggestioni impressioniste francesi.

Stile

Lo stile di Grosso è un raffinato impressionismo italiano, con pennellata divisionista e attenzione magistrale alla luce. I colori sono puri e vibranti, applicati con tocchi separati che creano vibrazioni luminose di straordinaria intensità. La composizione è sintetica ma efficace, con orizzonti ampi e cieli spettacolari.

Era maestro nel catturare gli effetti transitori della luce: albe alpine, tramonti montani, riflessi nevosi e marine scintillanti. La sua tavolozza spazia dai bianchi glaciali ai blu profondi, dai rosa dell’alba agli ori del tramonto, creando armonie cromatiche uniche.

Mostre e attività

Grosso partecipò regolarmente alle Promotrici Piemontesi, alla Biennale di Venezia e alle Esposizioni Internazionali di Roma. Fu membro della Società Piemontese di Belle Arti e insegnò paesaggio all’Accademia Albertina. Le sue opere furono acquistate da musei regionali e collezionisti internazionali.

Trascorse lunghi periodi in Valle d’Aosta e Liguria, dove dipinse celebri serie di paesaggi. Fu ritrattista occasionale ma il suo cuore rimase sempre nel paesaggio en plein air piemontese.

Ultimi anni e morte

Negli anni ’30 Grosso continuò la sua attività paesaggistica, affinando una pennellata sempre più personale e sintetica. L’ultima produzione mostra effetti luminosi di straordinaria purezza e una semplificazione compositiva magistrale.

Morì a Torino nel 1952. Oggi è riconosciuto come uno dei massimi paesaggisti piemontesi, con opere nei principali musei regionali e in prestigiose collezioni private.

Quotazioni di mercato delle opere di Orlando Grosso

Il mercato di Orlando Grosso è stabile e apprezzato, con forte domanda per paesaggi alpini e vedute piemontesi. Collezionisti italiani ed europei cercano le sue opere più luminose.

I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi en plein air o schizzi preparatori, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro.

Le opere di fascia media, paesaggi montani e marine di buona qualità con formato medio, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro.

I dipinti di fascia alta, vedute alpine di grande formato, paesaggi innevati firmati o esposti, raggiungono valori tra 12.000 e 25.000 euro.

Le opere su carta, come disegni, acquerelli e studi preparatori, presentano valutazioni generalmente comprese tra 700 e 1.500 euro.


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Archivio e attribuzione delle opere

L’attribuzione richiede analisi della pennellata divisionista, della resa della neve e confronto con paesaggi documentati. Firma e provenienza piemontese sono fondamentali.

Domande frequenti

Quanto vale un quadro di Orlando Grosso?
Il valore dipende da qualità luministica, soggetto alpino e dimensioni. I paesaggi innevati sono i più ricercati.

Orlando Grosso è un pittore piemontese?
Sì, è uno dei principali paesaggisti torinesi, celebre per vedute alpine e marine liguri nello stile impressionista italiano.

È possibile vendere oggi un’opera di Orlando Grosso?
Sì, il mercato piemontese ed europeo è attivo per paesaggi autentici ben conservati.

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