Giuseppe Laezza

Giuseppe Laezza pittore quadro dipinto napoletano

Biografia di Giuseppe Laezza

Origini e formazione

Giuseppe Laezza nacque a Napoli alla fine dell’Ottocento, in una famiglia del popolino napoletano che viveva nei quartieri spagnoli. Fin da giovanissimo mostrò un talento naturale per il disegno e il colore, tanto che fu accolto nell’Istituto di Belle Arti di Napoli dove studiò sotto la guida dei maestri della Scuola di Posillipo. Qui apprese la tecnica della pittura en plein air e l’amore per la luce meridionale.

La sua formazione fu completata da lunghi periodi di pittura nei vicoli di Napoli, a Mergellina e nei dintorni del Vesuvio. Questi anni furono decisivi per lo sviluppo della sua sensibilità per la vita popolare napoletana e per la straordinaria capacità di catturare l’atmosfera dei bassi e dei cortili partenopei.

Fasi e periodi della produzione

La carriera di Giuseppe Laezza si sviluppa tra fine Ottocento e anni ’30 del Novecento. La prima fase è caratterizzata da studi dal vero nei vicoli napoletani e piccoli ritratti di pescatori e lavandaie. Tra il 1910 e il 1925 raggiunge la piena maturità, consolidando uno stile riconoscibile di pittura di ambiente.

Il periodo tra le due guerre vede Laezza al massimo della sua produzione, con scene di vita popolare che catturano l’essenza della Napoli prebellica. L’ultima fase mostra paesaggi vesuviani e vedute più panoramiche, sempre con la stessa vibrante pennellata napoletana.

Temi e soggetti ricorrenti

Giuseppe Laezza è celebre soprattutto per le scene di vita popolare napoletana: pescivendole al mercato di Pescheria, lavandaie nei bassi, guappi agli angoli delle strade, bambini che giocano nei cortili. Le sue tele pullulano di personaggi autentici del popolo partenopeo, colti nei loro gesti quotidiani con straordinaria vitalità.

Accanto alle scene di genere dipinse numerosi ritratti di tipi popolari: pescatori di Mergellina, portuali, donne del popolo con la tipica iconografia napoletana. I suoi paesaggi vesuviani e vedute del Golfo completano una produzione totalmente radicata nel genius loci napoletano.

Stile

Lo stile di Laezza è il più puro realismo napoletano di ambiente, con pennellata sciolta e vibrante che cattura il movimento della vita popolare. Il disegno è essenziale ma efficace, subordinato al colpo di pennello che rende vive le figure e gli ambienti. La luce meridionale è protagonista assoluta.

La tavolozza è ricca e calda: gialli ocra dei palazzi, rossi dei panni stesi, azzurri del mare e del cielo vesuviano, neri lucidi dei capelli e degli occhi. La sua pittura trasuda umanità e verità, lontana da ogni idealizzazione, perfettamente radicata nella realtà popolare napoletana.

Mostre e attività

Laezza partecipò regolarmente alle Promotrici Napoletane e alle Esposizioni Regionali Campane. Fu apprezzato dalla critica locale come uno dei più autentici interpreti della Napoli popolare. Le sue opere entrarono presto nelle collezioni dei principali collezionisti napoletani.

Lavorò anche per committenze private della borghesia napoletana che amava la pittura di ambiente. Molte sue tele adornano ancora oggi dimore storiche e collezioni private campane.

Ultimi anni e morte

Negli anni ’30 Laezza continuò a dipingere la sua Napoli, ampliando i soggetti ai paesaggi vesuviani e alle vedute del Golfo. Mantenne sempre la stessa freschezza di tocco e autenticità interpretativa fino alla fine.

Morì lasciando una produzione vastissima di circa 500 opere documentate. Oggi è riconosciuto come uno dei massimi interpreti della Napoli popolare tra Ottocento e Novecento.

Quotazioni di mercato delle opere di Giuseppe Laezza

Il mercato di Giuseppe Laezza è molto attivo tra collezionisti napoletani e nazionali specializzati nella Scuola di Posillipo e nella pittura di ambiente meridionale.

I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi dal vero, bozze o scene secondarie, si collocano generalmente tra 1.000 e 2.000 euro.

Le opere di fascia media, scene popolari napoletane di buona qualità con formato medio, si attestano tra 3.000 e 5.000 euro.

I dipinti di fascia alta, pescivendole, lavandaie o vedute del Golfo firmate e di ottima conservazione, raggiungono valori tra 10.000 e 20.000 euro.

Le opere su carta, come disegni, acquerelli e studi preparatori napoletani, presentano valutazioni generalmente comprese tra 500 e 1.000 euro.


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Record d’asta

I risultati più significativi sono stati ottenuti da grandi scene di Pescheria e lavandaie con pedigree napoletano documentato.

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Acquisto e vendita di opere di Giuseppe Laezza

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Archivio e attribuzione delle opere

L’attribuzione richiede analisi della pennellata popolare napoletana e confronto con opere della Scuola di Posillipo. Firma e ambientazione sono determinanti.

Domande frequenti

Quanto vale un quadro di Giuseppe Laezza?
Il valore dipende da soggetto popolare, qualità e conservazione. Le pescivendole e lavandaie sono le più ricercate.

Giuseppe Laezza è pittore di scene napoletane?
Sì, è maestro della Napoli popolare, con scene autentiche di pescivendole, lavandaie e vita nei bassi partenopei.

È possibile vendere oggi un’opera di Giuseppe Laezza?
Sì, il mercato napoletano è molto attivo per opere autentiche della Scuola di Posillipo.

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