
Biografia di Tito Perlotto
Origini e formazione
Tito Perlotto nacque nel contesto veneto di fine Ottocento, in una famiglia che favorì il suo precoce interesse per le arti figurative. Fin da giovanissimo manifestò talento eccezionale per il disegno anatomico e la pittura di figura, tanto da essere indirizzato verso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui studiò sotto la guida di maestri della tradizione veneta, assorbendo la lezione di Giacomo Favretto e dell’ambiente macchiaiolo veneto.
La formazione accademica veneziana fu decisiva per lo sviluppo della sua straordinaria capacità ritrattistica e della sensibilità per la luce naturale. Perlotto trascorse lunghi periodi en plein air nella laguna e nelle campagne venete, affinando quella tecnica personalissima che lo distinguerà nella ritrattistica borghese.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Tito Perlotto attraversa gli ultimi decenni dell’Ottocento e tutto il primo Novecento. La fase iniziale è caratterizzata da ritratti familiari, studi dal vero e paesaggi veneti. Tra il 1895 e il 1915 raggiunge la piena maturità artistica, consolidando uno stile ritrattistico personalissimo.
Negli anni ’20 e ’30 Perlotto lavora intensamente per la committenza borghese veneziana e trevisina, realizzando ritratti di straordinaria penetrazione psicologica. L’ultima produzione mantiene intatta la qualità tecnica, con maggiore essenzialità compositiva.
Temi e soggetti ricorrenti
Tito Perlotto è celebre soprattutto per i ritratti femminili e maschili della borghesia veneta: signore eleganti, professionisti, notabili, intellettuali. Le sue figure sono rappresentate in ambienti domestici veneziani, con straordinaria attenzione ai dettagli dei tessuti, dei gioielli e dell’arredamento.
Accanto ai ritratti dipinse scene di genere con gruppi familiari e qualche paesaggio lagunare. Le sue composizioni catturano l’essenza della vita borghese veneta tra Ottocento e Novecento, con eleganza discreta e raffinatezza psicologica.
Stile
Lo stile di Perlotto unisce la solidità accademica veneziana alla sensibilità post-macchiaiola. Il disegno è di precisione chirurgica, con straordinaria capacità anatomica e caratterizzazione dei volti. La pennellata è morbida e controllata, perfetta per rendere la qualità tattile dei velluti, sete e pellicce.
La gestione della luce è magistrale: Perlotto cattura la luce naturale veneziana che filtra dalle finestre, modellando i volumi con straordinaria profondità. La tavolozza è ricca ma armoniosa, con toni caldi perfetti per l’ambientazione borghese.
Mostre e attività
Perlotto partecipò regolarmente alla Biennale di Venezia, alle Promotrici Venete e alle Esposizioni Regionali di Treviso e Padova. Fu membro dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e insegnò ritratto presso l’Istituto d’Arte trevigiano.
La sua clientela comprendeva le principali famiglie della borghesia veneziana e trevigiana: armatori, professionisti liberali, nobili minori. Molti suoi ritratti adornano ancora ville venete e collezioni private della regione.
Ultimi anni e morte
Negli anni ’30 Perlotto continuò la sua attività ritrattistica con la stessa eccellenza tecnica, realizzando opere sempre più intime e psicologiche. Mantenne fedeltà alla tradizione figurativa veneta senza cedimenti stilistici.
Morì lasciando una produzione coerente e apprezzata. Oggi è riconosciuto come uno dei massimi ritrattisti veneti del primo Novecento.
Quotazioni di mercato delle opere di Tito Perlotto
Il mercato di Tito Perlotto è stabile e regionale, con forte interesse per i ritratti veneti di qualità. Collezionisti locali e nazionali apprezzano la sua ritrattistica borghese.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi, schizzi preparatori o ritratti secondari, si collocano generalmente tra 1.000 e 2.000 euro.
Le opere di fascia media, ritratti di buona qualità con formato medio, si attestano tra 3.000 e 5.000 euro.
I dipinti di fascia alta, ritratti importanti di committenza nobile o borghese con pedigree documentato, raggiungono valori tra 10.000 e 20.000 euro.
Le opere su carta, come disegni preparatori e studi ritrattistici, presentano valutazioni generalmente comprese tra 500 e 1.000 euro.
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Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Tito Perlotto?
Il valore dipende da qualità ritrattistica, dimensioni e committenza. I ritratti femminili veneti sono i più ricercati.
Tito Perlotto è un ritrattista veneto?
Sì, è uno dei principali ritrattisti veneziani/trevigiani del primo Novecento, formatosi all’Accademia di Venezia.
È possibile vendere oggi un’opera di Tito Perlotto?
Sì, il mercato veneto è attivo per ritratti autentici ben conservati tra collezionisti locali.
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