
Biografia di Simone Pomardi
Origini e formazione
Simone Pomardi nacque a Roma nel 1757, in seno alla prestigiosa famiglia di pittori e architetti Pomardi, nota nell’ambiente artistico romano del Settecento. Figlio d’arte, crebbe circondato da tele, disegni e progetti architettonici, sviluppando fin da giovanissimo un talento eccezionale per il disegno di vedute e prospettive. La sua formazione avvenne nell’officina familiare e successivamente presso i principali studi romani.
Imparò l’arte della veduta topografica e prospettica, affinando una tecnica di straordinaria precisione anatomica e prospettica che lo renderà uno dei vedutisti più richiesti del suo tempo. L’influenza neoclassica e l’interesse per l’antichità furono determinanti per la sua concezione della città eterna come soggetto artistico.
Fasi e periodi della produzione
La carriera di Simone Pomardi si sviluppa lungo tutto il tardo Settecento. La prima fase è caratterizzata da vedute topografiche commissionate da famiglie nobili romane per documentare i loro possedimenti. Tra il 1780 e il 1790 raggiunge la piena maturità artistica, perfezionando uno stile vedutista di straordinaria chiarezza prospettica.
Negli anni della Repubblica Romana e del primo Ottocento continua la sua attività per committenze aristocratiche e straniere, realizzando vedute di Roma antica e moderna. L’ultima fase mostra una maggiore libertà compositiva pur mantenendo la precisione topografica che lo caratterizza.
Temi e soggetti ricorrenti
Simone Pomardi è celebre soprattutto per le vedute di Roma: Fori Imperiali, Campidoglio, Palazzo Farnese, Castel Sant’Angelo, chiese barocche e palazzi nobiliari. Le sue opere documentano con precisione millimetrica l’aspetto urbano di Roma tra Sette e Ottocento, spesso commissionate come memoria storica dalle famiglie proprietarie.
Particolare rilievo hanno le sue vedute di complessi archeologici e le rappresentazioni di ville patrizie con giardini all’italiana. Le figure umane sono sempre subordinate all’architettura, inserite come elementi di scala e animazione senza mai prevalere sul soggetto principale.
Stile
Lo stile di Pomardi è quello del vedutismo neoclassico romano nella sua forma più pura e tecnica. Il disegno è di straordinaria precisione prospettica, frutto di misurazioni dirette e strumenti ottici. La resa architettonica è perfetta, con ombre nette e una luce chiara che esalta i volumi.
La tavolozza è sobria e misurata: grigi, ocra, bianchi e azzurri tenui che privilegiano la leggibilità topografica. La sua pittura è più vicina all’incisione che alla pittura tradizionale, concepita come documento storico e memoria dei monumenti romani.
Mostre e attività
Pomardi lavorò principalmente su commissione per le principali famiglie romane: Colonna, Orsini, Chigi, Borghese. Le sue vedute adornano ancora oggi i palazzi nobiliari romani e le raccolte delle famiglie che le commissionarono. Fu pittore di corte per la Repubblica Romana e apprezzato da viaggiatori stranieri.
Le sue opere entrarono presto nelle collezioni dei Grand Tourists inglesi, francesi e russi, che acquistavano vedute romane come souvenir colti del loro viaggio in Italia. Fu membro dell’Accademia di San Luca e figura di riferimento del vedutismo capitolino.
Ultimi anni e morte
Negli ultimi anni Pomardi continuò la sua attività vedutista, lavorando per committenze aristocratiche e straniere. Mantenne sempre la stessa precisione topografica che lo aveva reso celebre, affinando leggermente la resa luministica.
Morì a Roma nel 1830. Oggi è riconosciuto come uno dei vedutisti più importanti del tardo neoclassicismo romano, con opere presenti nelle principali raccolte nobiliari e museali della città eterna.
Quotazioni di mercato delle opere di Simone Pomardi
Il mercato di Simone Pomardi è internazionale e specializzato, con forte domanda da collezionisti di vedute romane settecentesche. Le sue opere sono ricercate da musei e privati per la precisione documentaria.
I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi prospettici o vedute parziali, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro.
Le opere di fascia media, vedute architettoniche complete di buon formato, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro.
I dipinti di fascia alta, grandi vedute panoramiche di Roma, Fori Imperiali o palazzi storici commissionati da famiglie nobili, raggiungono valori tra 12.000 e 25.000 euro.
Le opere su carta, come disegni preparatori, acquerelli topografici e incisioni, presentano valutazioni generalmente comprese tra 700 e 1.500 euro.
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I risultati più significativi sono stati ottenuti da vedute panoramiche di Roma commissionate da famiglie principesche, con pedigree nobiliare documentato e perfetta conservazione.
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Archivio e attribuzione delle opere
L’attribuzione richiede analisi della precisione prospettica, confronto con vedute documentate e verifica di provenienza nobiliare. Firma e iscrizioni sono fondamentali.
Domande frequenti
Quanto vale un quadro di Simone Pomardi?
Il valore dipende da soggetto architettonico, qualità prospettica e provenienza. Le vedute di Roma nobiliare sono le più preziose.
Simone Pomardi è un vedutista romano?
Sì, è uno dei principali vedutisti neoclassici romani, celebre per la precisione topografica dei monumenti settecenteschi.
È possibile vendere oggi un’opera di Simone Pomardi?
Sì, il mercato delle vedute romane storiche è molto attivo presso collezionisti e musei specializzati.
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Sì, offriamo valutazioni gratuite e professionali per opere attribuite a Simone Pomardi.