Attilio Pusterla

Attilio Pusterla pittore quadro dipinto divisionista

Biografia di Attilio Pusterla

Attilio Pusterla nacque a Milano il 10 luglio 1862, primogenito di Paolo e Antonietta Giussani. Fin da giovane, il talento artistico emergente lo condusse verso la formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studiò dal 1878 al 1880 sotto la guida di maestri come Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi. Tuttavia, a causa di umili condizioni familiari, la sua frequenza alle lezioni fu discontinua, facendolo sostanzialmente autodidatta durante gli anni di formazione cruciali.

Nonostante le difficoltà iniziali, Pusterla si immerse rapidamente nel vivace ambiente artistico milanese, dove entrò in contatto diretto con artisti che sarebbero divenuti suoi compagni di strada. Alla Brera conobbe Emilio Longoni e Angelo Morbelli, con i quali mantenne nel tempo significativi rapporti epistolari e artistici. La sua formazione fu profondamente influenzata da Filippo Carcano, il cui influsso è riconoscibile nelle tele paesaggistiche che caratterizzano la produzione più precoce dell’artista.

Dopo gli studi iniziali, Pusterla si trasferì sul lago Maggiore, ospite del pittore Achille Tominetti, rimase per diversi mesi lungo le sponde del Verbano. Durante questo soggiorno cruciale, conobbe Vittore Grubicy de Dragon, fratello del celebre gallerista dei divisionisti Alberto Grubicy, e ebbe modo di frequentare Giovanni Segantini e Giovanni Sottocornola. Questi incontri marcarono profondamente il suo sviluppo artistico, legandolo alla corrente divisionista lombarda che segnerà indelebilmente tutta la sua carriera.

Gli esordi e il primo riconoscimento

Attilio Pusterla esordì ufficialmente all’Esposizione Nazionale di Roma nel 1883, presentando quattro dipinti: Ritratto del padre, Nel parco, Effetto di sole e Mottarone sul lago Maggiore (opere oggi disperse). Nello stesso anno partecipò alla Mostra di Brera, segnando l’inizio della sua visibilità nel panorama artistico nazionale.

Negli anni successivi, l’artista ampliò la sua presenza espositiva, partecipando alla Promotrice di Torino nel 1885 con i paesaggi Pescarenico, A predica, Capriccio e Venerdì Santo. Nel 1886, il vero volto della poetica di Pusterla si manifestò definitivamente alla Annuale di Brera con la celebre tela Le cucine economiche di Porta Nuova, un’opera di denuncia sociale che rappresentava miriadi di poveri in una mensa urbana. Questo dipinto, di taglio modernissimo e con una straordinaria profondità compositiva, suscitò dure critiche per la sua schiettezza, ma segnò il momento della sua affermazione nel panorama culturale milanese.

Nello stesso anno, Pusterla espose a Torino La questua dei poveri e Dopo la predica, consolidando il suo orientamento verso le tematiche umanitarie e la denuncia della povertà urbana. A Venezia, nel 1887, i suoi quadri La questua pei poveri e Dopo la predica furono lodati dalla critica, attestando il riconoscimento internazionale della sua ricerca.

Stile e Tecnica

Lo stile di Attilio Pusterla rappresenta una sintesi personale e profonda tra il divisionismo scientifico e la pittura di contenuto sociale. Sebbene inizialmente influenzato dall’insegnamento del realismo lombardo di Filippo Carcano, Pusterla evolvette verso una personale elaborazione dell’esperienza divisionista, creando opere che coniugano la tecnica puntista con una forte volontà narrativa e di denuncia.

La sua tecnica pittorica si caratterizza per l’uso sapiente della scomposizione cromatica scientifica, con lunghi filamenti di olio che ricreano effetti ottici straordinari. La pennellata puntista non è mai puramente descrittiva, ma diviene strumento di indagine sociale e di trasmissione di sentimenti. La tavolozza è ricca e scientifica: gialli limone, blu cobalto, magenta e verdi complementari vibrano sulla tela, creando effetti luminosi che catturano sia i riverberi atmosferici del paesaggio italiano che l’energia umana delle scene quotidiane.

Pusterla dimostrò una straordinaria maestria nel catturare la qualità della luce naturale, dal riverbero del Mediterraneo nelle sue marine liguri ai giochi d’ombra e di luce negli spazi interni delle mense pubbliche. La composizione è sempre studiata con attenzione: le linee prospettiche guidano lo sguardo dello spettatore attraverso lo spazio, enfatizzando sia la vastità del paesaggio che l’intimità delle scene sociali.

Quello che distingue Pusterla da molti altri divisionisti è la costante tensione tra la ricerca formale e l’intento narrativo. Non si tratta di una semplice decorazione cromatica, ma di una vera e propria ricerca di senso attraverso il colore. Le sue scene di poveri che pranzano nelle cucine economiche, ad esempio, non sono rappresentazioni neutre, ma veri e propri atti di denuncia dove ogni tocco di colore contribuisce a creare un’atmosfera di umanità sofferente.

Fasi della Carriera Artistica

La carriera di Attilio Pusterla può essere divisa in tre fasi distinte:

Prima fase (1883-1890): caratterizzata dall’interesse per il paesaggio realista e il ritrattismo, sotto l’influenza di Carcano. Durante questi anni, Pusterla realizza studi paesaggistici lombardi e liguri, partecipa a esposizioni regionali e inizia a consolidare la sua formazione autodidatta attraverso il contatto con maestri come Segantini.

Seconda fase (1890-1898): rappresenta il periodo di massima fecondità creativa e di affermazione pubblica. Pusterla elabora pienamente la sua poetica di denuncia sociale, creando capolavori come Le cucine economiche di Porta Nuova e Le bevitrici di sangue (1891). In questo periodo partecipa attivamente alle principali rassegne internazionali: Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Esposizioni Internazionali di Monaco e Dresda. Nel 1891 realizza, insieme a Federico Quarenghi, le decorazioni del fumoir alla I Triennale di Brera. Nel 1893, partecipa con un gruppo di artisti alla World’s Columbian Exposition di Chicago, contribuendo al celebre Diorama del viaggio da Milano a New York insieme a Filippo Carcano, Emilio Longoni, Gaetano Previati e Luigi Conconi.

Terza fase (1899-1941): segnata dalla emigrazione negli Stati Uniti intorno al 1898-1899. Il clima reazionario instauratosi a Milano dopo la repressione dei moti del maggio 1898 spinse Pusterla a cercare fortuna negli Stati Uniti. A New York, l’artista si dedicò principalmente ai lavori di decorazione murale e ad affreschi, introducendo la tecnica del graffito con grande successo, senza tuttavia abbandonare completamente il cavalletto e la pratica dell’acquerello.

Dalla metà del secondo decennio del Novecento, Pusterla fu impegnato specialmente in lavori di decorazione murale di grande importanza. Nel 1915 decorò la residenza del magnate Cornelius Kingsley Garrison Billings a Locust Valley nello Stato di New York. Nel 1920 portò a termine la decorazione della Railway Committee Room del Parlamento canadese a Ottawa. Nel 1926 realizzò gli affreschi della colonna eretta ad Astoria, nell’Oregon, dall’architetto Electus Litchfield, raffigurando la scoperta dell’Oregon e del fiume Columbia. Nel 1936, insieme ai suoi allievi della Leonardo da Vinci Art School di New York, eseguì la decorazione nella cupola della rotonda della County Courthouse di New York, realizzando una serie di murali che narrano la storia della legge attraverso i secoli.

Opere Principali

Le opere più rappresentative di Attilio Pusterla sono:

Le cucine economiche di Porta Nuova (1886-1887): capolavoro assoluto della pittura italiana a contenuto sociale, attualmente conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Milano. L’opera raffigura una vasta mensa pubblica dove miriadi di poveri pranzano insieme. La composizione di straordinaria profondità e la tecnica divisionista creano un’impressione di umana dignità nel mezzo della povertà. L’opera è stata acquisita dal celebre gallerista Alberto Grubicy nel 1912.

Le bevitrici di sangue (o La cura del sangue) (1891): dipinto esposto alla I Triennale di Brera, rappresenta un momento cruciale nella ricerca di Pusterla verso la pittura narrativa e di denuncia.

La questua dei poveri e Dopo la predica (1886): opere che consolidano l’orientamento verso le tematiche di poverta e emarginazione, esposte a Torino e Venezia con riconoscimento critico.

Vecchio pescatore (1886): paesaggio-figura divisionista dove la tecnica puntista si applica alla rappresentazione di una figura umana in ambiente naturale.

Noli, Sera in riviera, Lungo la marina (1882-1886): paesaggi liguri realizzati durante i soggiorni in Liguria, dove Pusterla sperimentava gli effetti luminosi sulla costa del Tirreno.

Mottarone sul lago Maggiore, Nel parco, Effetto di sole (1883): opere d’esordio che mostrano l’influenza del paesaggismo carcanese e i primi esperimenti con la scomposizione cromatica.

Mercato e Quotazioni

Il mercato di Attilio Pusterla rappresenta un settore consolidato e stabile nel panorama del divisionismo italiano, con forte domanda internazionale, soprattutto da parte di collezionisti specializzati nella pittura sociale e divisionista dell’Ottocento italiano.

Segmentazione del mercato per categoria:

Fascia bassa: I dipinti a olio di piccolo formato, quali studi divisionisti, schizzi preparatori e tele di dimensioni ridotte, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro. Questo segmento comprende opere giovanili, lavori su carta e composizioni di minor impatto narrativo.

Fascia media: Le opere di buona qualità con formato medio, paesaggi divisionisti e scene di genere di media complessità, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro. In questa categoria rientrano paesaggi lombardi e liguri ben conservati, studi di atmosfera e dipinti con una solida documentazione espositiva.

Fascia alta: I dipinti di grande valore, in particolare le marine liguri e le vedute veneziane caratterizzate da firma riconoscibile, provenienza espositiva documentata e buono stato di conservazione, raggiungono valori tra 12.000 e 25.000 euro. In questa fascia rientrano anche i capolavori di denuncia sociale come le varianti e i dipinti di tema affine alle cucine economiche.

Carte grafiche: Le opere su carta, quali disegni divisionisti, acquerelli puntisti e schizzi preparatori, presentano valutazioni generalmente comprese tra 700 e 1.500 euro, a seconda del soggetto, della tecnica e della conservazione.

Il mercato di Pusterla è caratterizzato da una sostanziale stabilità nei valori, con apprezzamenti legati principalmente a opere di grande formato, a capolavori di tema sociale e a dipinti con eccellente provenienza. Le quotazioni riflettono il riconoscimento scientifico del suo ruolo nella storia del divisionismo italiano e nella pittura di denuncia sociale del tardo Ottocento.

I risultati più significativi alle aste sono stati ottenuti da vedute divisioniste complete, paesaggi di grande formato con pedigree espositivo e soprattutto dalle opere legate alla tematica sociale. Le varianti e le versioni dello stesso soggetto mantengono valore consistente, poiché documentano la rielaborazione continua da parte dell’artista di temi che gli erano particolarmente cari.

Collezionisti specializzati nel Divisionismo italiano apprezzano particolarmente la coerenza della ricerca di Pusterla, la qualità tecnica della scomposizione cromatica e l’importanza storica delle sue opere nel contesto della pittura italiana progressista della fine dell’Ottocento.

Attribuzione e Perizia delle Opere

L’attribuzione di un dipinto ad Attilio Pusterla richiede un’analisi approfondita di molteplici fattori. La tecnica divisionista è caratteristica, ma molti pittori dell’epoca praticavano la scomposizione cromatica: è quindi essenziale confrontare l’opera in questione con dipinti documentati e conservati in musei.

La firma è un elemento importante ma non sempre presente, soprattutto nelle opere giovanili. Quando presente, la firma si trova generalmente nell’angolo inferiore destro della tela, talvolta in ligature che rispecchiano lo stile divisionista dell’epoca.

Le etichette di mostra e la provenienza espositiva sono elementi di grande importanza: Pusterla partecipò alle principali rassegne dell’epoca, e molte delle sue opere recano ancora le etichette di queste esposizioni. La ricerca negli archivi delle Triennali di Milano, della Biennale di Venezia e delle Promotrici regionali può fornire preziose documentazioni.

Lo stato di conservazione della tela, la qualità della pennellata, la coerenza stilistica con le opere certe e la documentazione fotografica storica sono tutti elementi che contribuiscono a una corretta attribuzione. Per una valutazione affidabile, è consigliabile rivolgersi a esperti specializzati nella storia del divisionismo italiano.

Eredità e Riconoscimento Storico

Attilio Pusterla morì il 25 novembre 1941 a Woodcliff, New Jersey, negli Stati Uniti, dopo una carriera che lo aveva visto protagonista tanto della scena artistica italiana quanto di quella americana. Il suo lascito è considerevole: fu uno dei principali divisionisti lombardi, autore di opere fondamentali nella storia della pittura italiana di denuncia sociale.

Oggi Pusterla è riconosciuto come uno dei maestri della scomposizione cromatica scientifica applicata a tematiche di impegno civile. Le sue opere si trovano nelle collezioni dei principali musei italiani dedicati al Divisionismo, tra cui la Pinacoteca di Tortona (Il Divisionismo), la Galleria d’Arte Moderna di Milano e numerosi musei internazionali. Le sue ricerche sulla rappresentazione della luce e sulla pittura a contenuto narrativo lo pongono tra i maestri che hanno anticipato molte delle ricerche dell’arte moderna del Novecento.