Biografia di Giacomo Quarenghi
Giacomo Quarenghi (1744-1817) è stato uno dei più importanti architetti neoclassici italiani e il principale interpretre della tradizione palladiana in Russia. Nato a Rota d’Imagna, nel bergamasco, il 21 settembre 1744 da una famiglia della nobiltà locale, Quarenghi sviluppò sin da giovanissimo un talento straordinario per il disegno e l’architettura. La sua formazione è stata fondamentale per la costruzione di una visione architettonica che avrebbe trasformato il volto di San Pietroburgo e dell’intera architettura imperiale russa.
I primi anni della sua vita furono segnati dalla passione per l’arte, nonostante la famiglia lo destinasse inizialmente a una carriera legale o ecclesiastica. Nel 1763, il padre lo inviò a Roma, dove studiò pittura sotto la guida di Anton Raphael Mengs e successivamente presso lo studio di Stefano Pozzi, uno dei maestri più prestigiosi dell’epoca. Fu proprio in questo ambiente romano che Quarenghi entrò in contatto con il mondo dell’architettura, grazie all’insegnamento di Vincenzo Brenna, che lo guidò verso lo studio sistematico dei principi costruttivi e della teoria architettonica.
Formazione romana e i viaggi di studio
La formazione romana di Quarenghi fu caratterizzata dallo studio approfondito dei grandi maestri del Rinascimento e dell’antichità. Completò la sua preparazione negli studi di Antoine Dérizet, Paolo Posi e Nicola Giansimoni, affiancando agli studi architettonici anche l’analisi dell’armonia musicale e dei monumenti antichi. La lettura del trattato di Andrea Palladio divenne centrale nella sua riflessione teorica e pratica.
I viaggi di studio in Italia (1771 e 1775) furono decisivi per la maturazione del suo stile. A Venezia nel 1771-1772, dove studiava le opere di Palladio, Quarenghi conobbe figure fondamentali come Tommaso Temanza e Giannantonio Selva, convinti assertori di un rinnovato classicismo in funzione palladiana. Durante questi soggiorni, visitò anche Vicenza, dove potè osservare direttamente le creazioni di Palladio, e si immerse nell’analisi delle opere di Bramante, Sanmicheli e Giulio Romano. I suoi disegni rivelano anche la conoscenza delle teorie dei grandi architetti francesi e inglesi dell’epoca, come Étienne-Louis Boullée, Claude-Nicolas Ledoux e gli Adam.
Nel 1775 Quarenghi sposò la concittadina Maria Fortunata Mazzoleni. In questo periodo realizzò alcune commissioni significative, tra cui la ristrutturazione interna del monastero di Santa Scolastica a Subiaco (1770-1777), opera che dimostra già l’assimilazione consapevole della lezione palladiana rivisitata attraverso le nuove tendenze neoclassiche.
L’invito di Caterina la Grande
Il momento decisivo della carriera di Quarenghi arrivò il 1° settembre 1779, quando firmò un contratto con la corte russa di San Pietroburgo. Grazie alla mediazione di Johann Friedrich Reiffenstein, rappresentante a Roma dell’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, e della raccomandazione del barone Friedrich Grimm, Quarenghi ricevette l’invito dall’imperatrice Caterina II per assumere il ruolo di architetto di corte con
