Paolo Anesi

Paolo Anesi

Biografia

Paolo Anesi (Roma, 9 luglio 1697 – Roma, 1773) è stato un pittore e incisore italiano del periodo rococò. Paolo Anesi nacque probabilmente a Roma, anche se taluni lo vogliono nato a Firenze dove i primi anni tenne bottega. Ma la maggior parte della vita visse a Roma dove lavorò come pittore vedutista, il maggior pittore romano di questo stile settecentesco.

Studiò con Giuseppe Bartolomeo Chiari e, in seguito, nella bottega di Bernardino Fergioni. Meno credibili le frequentazioni delle botteghe di Andrea Locatelli, anche se questo potrebbe spiegare la sua opera di riunista e vedutista, e Sebastiano Conca. Influenzato dai bamboccianti declinò lo stile bizzarro di questi pittori del Seicento ad una visione più arcadica e settecentesca.

Molti suoi paesaggi furono comprati da stranieri, per la maggior parte inglesi, che amarono questa tipologia di stile dal Canaletto a Zuccarelli. Su 8 gennaio 1747, i suoi successi gli permisero l’ingresso all’assemblea dei Virtuosi al Pantheon.

La produzione artistica di Anesi si caratterizzò per vedute fluviali e paesaggi della campagna romana. Tra le varie opere attribuitegli sulla base di quelle firmate, la più antica è un paesetto, datato 1723. La prima opera firmata di cui siamo a conoscenza è la Veduta del ponte di Castel Sant’Angelo del 1715, che raffigura barche, segno del suo interesse per il mare, i laghi, i fiumi.

Nel 1725 l’Anesi datava una serie numerata di 12 stampe con Varie vedute inventate ed intagliate, all’acquaforte, dedicandole al cardinale G. R. Imperiali. Suoi dipinti di paesaggi sono presenti nelle Galleria Doria Pamphilj, Galleria Corsini e Galleria Pallavicini a Roma.

Charles Emmanuel III, Re di Sardegna, comprò sei paesaggi da lui nel 1731 tramite il pittore Claudio Francesco Beaumont e continuò a comprarne quattro altri l’anno successivo. Famosi i suoi affreschi di paesaggi di Villa Albani e quelli della Villa Doria Pamphilj e Villa Chigi sempre a Roma.

Il suo allievo più celebre fu Francesco Zuccarelli, che contribuì significativamente alla rivalutazione della memoria storica di Anesi dopo la diffusione del Neoclassicismo. Morì a Roma nel 1773 in condizioni di estrema povertà.

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Stile e Tecnica

Paolo Anesi fu un pittore italiano del XVIII secolo, attivo principalmente nella pittura di capricci e paesaggi (vedute) nello stile di Giovanni Paolo Pannini. Paolo Anesi è stato rivalutato a partire dagli studi condotti da Busiri Vici, che ha colto le qualità pittoriche e vedutistiche del pittore equiparandolo negli esiti ad Andrea Locatelli.

Nelle quattro tempere della Galleria Pallavicini, architetture, alberi, strade, figure felicemente vibrano nell’incidenza della luce per un effetto di atmosfera libera e mobile. Appunto in questa sensibilità al gioco atmosferico, che libera la “veduta” di ogni intenzione documentaria, consiste il valore dell’Anesi.

Le tele rivelano una buona qualità e la caratteristica di evocare la realtà della campagna romana. Peculiare all’artista è la morbidezza della stesura e delle velature, che riproducono la sensibilità atmosferica dell’aria intrisa di luce, evocando una delicata emotività arcadica.

Anesi si può definire un paesaggista puro e arcadico, con sparuti richiami classicheggiati, alla Andrea Locatelli. La sua attenzione è indirizzata al paesaggio, che predomina su architetture e rovine. Preferisce al dato realistico o storico quello aneddotico favolistico delle umili genti.

I soggetti principali della sua produzione comprendono vedute del Tevere, della campagna romana, capricci con rovine antiche, vedute della città di Roma da prospettive insolite e paesaggi fantastici dove convivono elementi reali e immaginari. Influenzato dai bamboccianti declinò lo stile bizzarro di questi pittori del Seicento ad una visione più arcadica e settecentesca.

La tecnica di Anesi combinava la chiarezza ottica della tradizione vanvitelliana con la sensibilità atmosferica tipica della pittura veneziana. Utilizzava prevalentemente l’olio su tela, ma si dedicò anche alla tempera, all’acquerello e all’incisione all’acquaforte. Le sue velature raffinate permettevano di ottenere effetti di profondità e luminosità che caratterizzano il linguaggio rococò.

Opere Principali

Tra le sue opere più note figurano: Veduta del Tevere presso l’Aventino (170 x 55 cm, olio su tela), Coppia di vedute fluviali: Il Porto di Ripetta (97 x 73 cm, olio su tela), San Michele a Ripa (97 x 73 cm, olio su tela), Veduta della campagna romana (150 x 80 cm, olio su tela), Capriccio con rovine classiche (100 x 74 cm, olio su tela), Capriccio con Colosseo (74 x 47 cm, olio su tela), Tempio di Minerva Medica (45 x 34 cm, olio su tela), Il Tevere presso Castel Sant’Angelo.

Il contributo alla decorazione di Villa Albani-Torlonia comprendeva grandi tele raffiguranti Landscape with Vista of Borghetto, Fantasy Landscape of Lazio con figure danzanti e fiume, Vedute di Ariccia e Fantasy Landscape di rovine romane e figure. Questi lavori, eseguiti verso il 1760 sotto la direzione del Cardinale Alessandro Albani, rappresentano un apice della sua ricerca artistica.

Dipinse pannelli paesaggistici (1767; figure di Paolo Monaldi) per Villa Chigi, di cui 11 sopravvivono, inclusi la Vista di Ariccia e la Scena Rustica nel Lazio con un ballo di paese. In 1767-1768 Anesi decorò due stanze nel Palazzo Borghese con capricci architettonici e vedute che esaltano l’ideale bellezza di Roma in stile monumentale e rustico.

Nel 1725 pubblicò una serie numerata di 12 stampe intitolata “Varie vedute inventate ed intagliate” all’acquaforte, dedicate al cardinale G. R. Imperiali, che rappresenta un’importante testimonianza della sua attività come incisore. Altre sue acqueforti di formato più piccolo riproducono, con una certa libertà, i dintorni di Roma.

Presso gli Uffizi di Firenze si conserva un gruppo ricco di disegni di Anesi, comprende vedute romane, datate 1728, realizzate a matita e acquerello con lumeggiature chiare. Nelle collezioni private e pubbliche romani si trovano numerosi dipinti che testimonianze della sua prolifica attività e della sua continua apprezzamento da parte dei committenti.

Quotazioni Opere

Le quotazioni dei dipinti di Paolo Anesi riflettono il suo valore consolidato nel mercato dell’arte come uno tra i più significativi vedutisti romani del Settecento. Anesi fu uno degli artisti più apprezzati dai viaggiatori del Grand Tour, specialmente inglesi e le sue opere trovarono posto nelle più importanti collezioni capitoline.

Le opere su carta (incisioni e disegni) generalmente raggiungono valutazioni inferiori rispetto ai dipinti. Nel 1725 pubblicò una serie di stampe all’acquaforte, dedicate al cardinale G. R. Imperiali. Altre sue acqueforti di formato più piccolo riproducono, con una certa libertà, dintorni di Roma; alcune di esse recano la sua firma.

I dipinti di dimensioni maggiori e provenienti da prestigiose commissioni (come quelle per corti europee) mantengono quotazioni più elevate. Tra il 1731 e il 1732 dipinse 10 paesaggi per la corte di Piemonte, indicativo della sua richiesta internazionale e del valore riconosciuto dai collezionisti europei.

Lo stato di conservazione, l’autenticità documentata, la provenienza e le dimensioni del lavoro sono fattori determinanti per la valutazione di mercato. Negli inventari storici consultati risulta che nella collezione del cardinale Valenti Gonzaga al 1762 sono ascrivibili quattro tavolette acquistate dal pittore; nel catalogo del 1783 di casa Colonna sono presenti 16 opere del pittore, testimonianza della sua continua apprezzamento nei secoli.

I paesaggi con vedute specifiche della campagna romana e del Tevere mantengono una buona domanda nel mercato internazionale. Le opere con firma documentata e provenienza aristocratica italiana raggiungono le quotazioni più elevate.

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Valutazioni Opere

Paolo Anesi è stato rivalutato a partire dagli studi condotti da Busiri Vici, che ha colto le qualità pittoriche e vedutistiche del pittore equiparandolo negli esiti ad Andrea Locatelli. Questo riconoscimento scientifico ha consolidato la sua posizione nel mercato dell’arte internazionale e ha permesso una rivalutazione complessiva della sua opera.

Anesi coniuga brillantemente la chiarezza ottica vanvitelliana e del Lint, con la tradizione del paesaggio ideale di Van Bloemen, con risoluzioni che paiono anticipare il neoclassicismo. Peculiare all’artista è la morbidezza della stesura e delle raffinate velature, che riproducono la sensibilità atmosferica dell’aria intrisa di luce, evocando una delicata emotività arcadica.

Le tele sono un esempio della sua produzione ordinaria e testimoniano il ruolo svolto dal pittore nell’ambito del paesismo romano settecentesco. Anesi fu uno degli artisti più apprezzati dai viaggiatori del Grand Tour, specialmente inglesi e le sue opere trovarono posto nelle più importanti collezioni capitoline.

La valutazione di un’opera di Anesi considera numerosi parametri: la presenza di firma, la datazione, il soggetto rappresentato, la tecnica (olio, tempera, acquerello o incisione), le dimensioni, la provenienza documentata e le esposizioni storiche. Dipinti con chiara provenienza da collezioni storiche nobili o da importanti famiglie aristocratiche romane ricevono valutazioni più elevate.

Gli studi monografici dedicati all’artista, in particolare quelli di Busiri Vici “Trittico paesistico romano del ‘700” (1975) e successivi, hanno fornito criteri scientifici di attribuzione che aumentano l’affidabilità della valutazione. I suoi affreschi di paesaggi di Villa Albani del 1761 sono celebri e celebrati, rappresentando un vertice della sua attività.

Le opere conservate presso istituzioni pubbliche importanti (Galleria Doria Pamphilj, Galleria Corsini, Galleria Pallavicini) rappresentano benchmark qualitativi per la valutazione di opere simili sul mercato privato. L’attribuzione a Anesi di un’opera precedentemente considerata di scuola o cerchia comporta generalmente un significativo aumento di valore.

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