Riccardo Licata

riccardo licata pittore

Biografia di Riccardo Licata

Riccardo Licata nasce a Torino il 20 dicembre 1929. La sua famiglia si trasferisce dapprima a Parigi e poi a Roma, dove vive dal 1935 al 1945. Nel 1946 si trasferisce con la madre a Venezia, città che diventerà il centro della sua vita e della sua arte.

Nel 1947, dopo che Giuseppe Mazzariol scorge il suo talento osservando alcuni disegni, Licata viene convinto a iscriversi al Liceo Artistico, dove ha come maestri Luciano Gaspari e Mario De Luigi. È in questo periodo che l’architetto Antonio Salvatori lo avvicina alla cultura della Bauhaus, mentre il pittore Romualdo Scarpa lo inizia all’arte del mosaico — un’esperienza che si rivelerà decisiva per tutto il suo percorso futuro.

Nel 1948, in occasione della prima Biennale Internazionale di Venezia del dopoguerra, Licata scopre la collezione di Peggy Guggenheim — in particolare le opere di Jackson Pollock — e conosce gli artisti del Fronte Nuovo delle Arti: Santomaso, Birolli, Pizzinato, Vedova, Guttuso, Turcato e Viani, animatori del grande dibattito sul rinnovamento dell’arte italiana. Nello stesso periodo inizia un’intensa frequentazione dei concerti al Teatro La Fenice e al Festival di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia: un contatto con la musica che lascerà tracce indelebili nel suo linguaggio pittorico.

Nel 1949, insieme ad altri giovani artisti — Ennio Finzi, Tancredi Parmeggiani, Bruno Blenner e lo scultore Giorgio Zennaro — costituisce un gruppo di tendenza astratta, tra i primi della scena veneziana del dopoguerra. Nel 1950 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia e comincia a esporre. Nel 1952 partecipa alla Biennale di Venezia con un grande mosaico, e l’anno successivo alla Triennale di Milano.

È in questo periodo che conosce Gino Severini, del quale diventerà assistente alla cattedra di mosaico a Parigi. Licata inizia così una vita divisa tra la capitale francese, dove frequenta gli studi di numerosi artisti, e Venezia, dove mantiene il proprio atelier. Nel 1957 ottiene una borsa di studio dal governo francese e studia l’incisione negli atelier di Friedlaender, Hayter (Atelier 17) e Henri Goetz.

Nel 1961 viene nominato professore di mosaico alla Scuola Superiore di Belle Arti di Parigi, dove insegnerà fino al 1995. In seguito ricopre anche il ruolo di professore di Arti Plastiche alla Sorbona e di incisione all’Accademia Goetz. Dal 1972 al 1992 insegna presso la Scuola Internazionale dell’Incisione Sperimentale di Venezia e alla Scuola Americana di Architettura di Fontainebleau. Nel 1963 vince il prestigioso Premio Michetti.

La carriera espositiva di Licata è di straordinaria ampiezza internazionale: la sua opera viene presentata in oltre 300 mostre in 35 diversi paesi. Partecipa più volte alla Biennale di Venezia (1952, 1954, 1956, 1958, 1962, 1964, 1966, 1970, 1972), alle Biennali di San Paolo del Brasile, Tokyo, Parigi, Lubiana e Alessandria d’Egitto, nonché alle Quadriennali di Roma e alle Triennali di Milano.

Nel 1993 tiene una grande mostra antologica al Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Venezia. Nel 1996 realizza 71 dipinti su rame per la mostra Parigi 1996. I rami. Nel 2001 crea 23 opere monumentali lignee policrome per la mostra Il giardino abitato al Castello di Rinco. Nel 2002 riceve il Premio Internazionale per la Cultura a Milano. Nel 2007 la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ospita la mostra Diari di viaggio, dedicata ai suoi acquarelli e disegni. Nel 2009, in occasione degli 80 anni del maestro, il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma presenta la grande rassegna Riccardo Licata e le stagioni dello spazialismo a Venezia, inaugurata alla presenza di alte cariche dello Stato e del Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Le sue opere sono conservate nei Musei d’Arte Moderna di Venezia, Milano, Mulhouse, Alessandria, Roma, Torino, Varsavia, San Paolo del Brasile, Vienna, New York, Stoccolma, Firenze e Stoccarda. Grandi mosaici pubblici firmati da Licata decorano spazi a Genova (Palazzo dei Lavori Pubblici), Lilla (Università), Reggio Emilia (Camera del Lavoro), Monza, Perpignano e in altre città italiane e francesi.

Riccardo Licata si spegne a Venezia il 19 febbraio 2014, lasciando un corpus vasto e coerente che ancora oggi suscita il vivo interesse di collezionisti, istituzioni e storici dell’arte.

Stile e Tecnica

Il linguaggio artistico di Riccardo Licata è tra i più riconoscibili e originali dell’astrattismo italiano del secondo dopoguerra. Al centro della sua ricerca si trova un alfabeto personale di simboli e segni grafici — quello che l’artista stesso definiva lettere immaginarie — una scrittura grafico-pittorica che trae ispirazione diretta dal linguaggio musicale. Questi segni, reiterati e trasformati sulle superfici, danno vita a composizioni astratte cariche di ritmo, vibrazioni cromatiche e una musicalità visiva del tutto peculiare.

La sua ricerca affonda le radici nell’Informale europeo e si confronta con autori come Giuseppe Capogrossi e Carla Accardi, ma anche con lo Spazialismo teorizzato da Lucio Fontana, movimento che influenzò profondamente gli artisti veneziani del suo tempo. Licata, tuttavia, elabora una cifra stilistica del tutto autonoma, riconoscibile sia nei dipinti a olio e nelle tempere su tela sia nelle opere su carta, nelle incisioni, nei mosaici e nelle ceramiche.

Poliedrico per natura, Licata è stato pittore, incisore, mosaicista, scultore e scenografo. In campo teatrale ha creato le scene e i costumi per la Medea di Euripide (Treviso, Teatro Comunale, 1978) e per il balletto Ichspaltung di Giuseppe Marotta (Venezia, Teatro Goldoni, 1980). La sua vasta produzione — che spazia da dipinti a olio su tela a gouaches, acquerelli, serigrafie, litografie, incisioni calcografiche, mosaici e arazzi — testimonia una curiosità intellettuale inesauribile e un dominio tecnico fuori dal comune.

Mercato e Quotazioni di Riccardo Licata

Il mercato delle opere di Riccardo Licata è stabile e caratterizzato da una presenza costante nelle aste italiane e internazionali. L’abbondante produzione dell’artista garantisce una discreta disponibilità di opere sul mercato secondario, rendendolo accessibile sia a collezionisti esperti sia a chi si avvicina per la prima volta all’arte astratta italiana del dopoguerra.

Opere su carta

Acquerelli, gouaches e tempere su carta rappresentano una parte consistente e molto apprezzata della produzione di Licata. Le quotazioni variano tra 500 e 2.000 euro, a seconda della qualità esecutiva, della datazione, delle dimensioni e della provenienza documentata.

Opere su tela

I dipinti a olio e ad acrilico su tela sono le opere più richieste dal mercato. I valori medi si collocano tra 2.000 e 6.000 euro, con punte superiori per lavori di grandi dimensioni o di particolare rilevanza storica e qualitativa. Le grandi tele degli anni Sessanta e Settanta, ricche dei suoi segni-simbolo più definiti, sono quelle più ricercate dai collezionisti.

Opere grafiche

Licata ha realizzato un’ampia e raffinata produzione grafica: incisioni calcografiche, acqueforti e litografie. Le quotazioni si attestano in una fascia compresa tra 100 e 300 euro, rendendo questa tipologia particolarmente accessibile per chi desidera avvicinarsi all’opera dell’artista con un investimento iniziale contenuto.

Record d’Asta

Il record d’asta per Riccardo Licata ha superato i 10.000 euro per un dipinto di grandi dimensioni degli anni Sessanta. Le tele degli anni migliori hanno spesso raggiunto cifre tra i 10.000 e i 15.000 euro, mentre i lavori su carta più significativi hanno superato i 3.000 euro.

Valutazioni e Acquisti

La nostra galleria offre valutazioni gratuite per tutte le tipologie di opere di Riccardo Licata: dipinti, opere su carta, grafiche, mosaici e sculture. Per ricevere una stima accurata e aggiornata è sufficiente inviarci fotografie fronte e retro, le misure dell’opera e la documentazione di provenienza disponibile. Vi forniremo una quotazione basata sui risultati reali del mercato nazionale e internazionale.

Siamo inoltre interessati all’acquisto diretto di dipinti, opere su carta e grafiche di Riccardo Licata. Offriamo trattative riservate, massima discrezione e pagamento immediato. Collaboriamo sia con collezionisti privati sia con eredi che desiderano valorizzare e cedere opere dell’artista.

Archivio delle opere di Riccardo Licata

L’archiviazione delle opere è fondamentale per garantire autenticità e valore commerciale nel tempo. Un’opera regolarmente archiviata presso l’Archivio Generale delle Opere di Riccardo Licata è più sicura sul mercato e conserva meglio la propria commerciabilità. Per l’archiviazione occorre predisporre fotografie di alta qualità (fronte, retro e dettagli), misure precise e documentazione relativa alla provenienza. La nostra galleria offre supporto completo nella preparazione e gestione delle pratiche di archiviazione.

Domande Frequenti

Quanto valgono le opere di Riccardo Licata?

Le opere su carta valgono da 500 a 2.000 euro, le tele da 2.000 a 6.000 euro, le grafiche da 100 a 300 euro. I valori dipendono da qualità, dimensioni, datazione e provenienza.

Quali sono le opere più ricercate?

I dipinti degli anni Sessanta e Settanta e i lavori di grandi dimensioni, ricchi dei caratteristici segni-simbolo dell’artista, sono i più richiesti dal mercato.

Come funziona la valutazione gratuita?

È sufficiente inviarci fotografie fronte e retro, le misure e la documentazione disponibile per ricevere una stima aggiornata e attendibile, senza alcun impegno.

Conviene archiviare un’opera di Licata?

Sì, l’archiviazione è essenziale per certificare l’autenticità e il valore dell’opera, aumentandone la commerciabilità e la tutela sul mercato.

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